Edit Bruck

di Tonio Dell’Olio

Tra le cose che racconta Edith Bruck, la poetessa ungherese sopravvissuta ai campi di concentramento che sabato ha ricevuto la visita di Papa Francesco, ci sono due persone che, nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, con la solennità di un testamento le chiesero: “Racconta, non ti crederanno, ma se tu sopravvivi racconta, anche per noi”. È lì che questa donna minuta, esile e timida, ha imparato la forza del racconto. La narrazione che scava nella memoria propria per spalancare quella dell’altro. Raccontare come abilità di incidere a scalpello nella coscienza di chi ascolta. Ed è stata proprio quella forza a destare anche i passi di un Papa che in uno Shabbat di febbraio ha deciso di far visita a Edith. Perchè nella voce e nella penna di questa donna c’è il valore della testimonianza che sa farsi voce: “Racconta anche per noi”. E lei ha scelto di farlo anche con la poesia che trasforma le parole in passo di danza senza anestetizzare il dolore e senza per questo renderlo più umano. Al contrario quei versi spalancano le labbra del passato e regalano interrogativi al presente per protendersi carichi di speranza a un futuro che sia nuovo.

(mosaicodipace.it , 22 febbraio 2021)

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