Dall’idillio senza presa alla metamorfosi

di Augusto Illuminati

Tutto cambia con la marea sessantottina, che naturalmente si interseca, a livello di attivisti, con i quadri operaisti emergenti, con i filo-cinesi fautori della Rivoluzione Culturale, con la diaspora dei trotskisti entristi di Roma e Milano che, cacciati o meno, passano dal Pci al movimentismo. Soprattutto cambia la base di riferimento, che non sono più gli iscritti al Pci e al sindacato ma nuovi strati studenteschi e di operai-massa. A questo punto il nucleo più radicale della corrente ingraiana, che aveva pubblicato il manifesto mensile fuori dalla stampa Pci e come interfaccia con i movimenti, diventa insopportabile e viene radiato nel 1969.

Il Pci, a differenza dei cugini francesi, continua a confrontarsi con i movimenti, ma richiudendosi nella sua identità di partito centralizzato e in una strategia riformista. In realtà il difficile rapporto con i movimenti, che cominciano a loro volta a darsi forma di gruppi strutturati, segna un duplice collasso storico per la forma-partito: il Pci la perde progressivamente (fino all’inconsistenza attuale), i gruppi non riescono a raggiungerla e cercano di elaborare un’alternativa che però fallisce, arenandosi in esperienze perdenti sia di tipo elettorale che di lotta armata.…

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Carl Schmitt, la politica oltre l’eccezione

di Michele Spanò

«L’indecisionista», di Mariano Croce e Andrea Salvatore, per Quodlibet. Un’analisi inedita delle tesi del filosofo e giurista tedesco evocato anche a proposito del lockdown e delle scelte assunte per fare fronte alla pandemia

Con una battuta un po’ corriva si potrebbe dire che Carl Schmitt rischia di fare la fine di Michel Foucault: strapazzato tra la Scilla dei paludamenti filologici e la Cariddi degli abusi prêt-à-porter. Proprio come per l’uno così per l’altro la pandemia è stata l’occasione di tornare a calcare la ribalta della conversazione accademico-politica e di vedersi una volta di più ridotti alla misura di una formula il cui potere è ormai senz’altro più incantatorio che euristico (la «biopolitica» per l’uno, lo «stato di eccezione» per l’altro).

Non sono mancati in questi mesi gli accesi dibattiti su ciò che giuridicamente distingue un’emergenza da un’eccezione, né le ricorrenti confusioni su quale sia la preposizione che regge il famigerato oracolo schmittiano: se il sovrano sia cioè colui che decide nello (come spesso si legge) oppure sullo (come scrive Schmitt) stato d’eccezione.…

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“Evitare (falsi) capri espiatori, avviare un dialogo cristiano a Bose”

di Pierluigi Mele

Torniamo a parlare, di Bose e del suo ex Priore e fondatore Enzo Bianchi. In questi ultimi due mesi, leggendo articoli apparsi su alcune testate, la situazione non è per nulla pacificata. Anzi,secondo “Settimana” (una rivista online dei Dehoniani), parrebbe che Bianchi non abbia lasciato Bose, come gli era stato chiesto dal decreto vaticano, ma sia ancora a Bose. L’articolo afferma al riguardo: “rimane difficile da interpretare la perdurante presenza a Bose del fondatore”. Dopo un giorno, il 15 agosto per la precisione, con un tweet arriva la smentita amara e dolorosa di Enzo Bianchi: “Non ascoltate notizie fantasiose su di me. Mi sono allontanato dalla comunità da tre mesi, senza aver avuto più contatti con essa. Vivo in radicale solitudine in un eremo fuori comunità e date le mie condizioni di salute (non sono più autonomo) ho un fratello che mi visita. Amen”. Ma come stanno le cose? Cerchiamo di capirlo, in questa intervista, con Riccardo Larini ex Monaco di Bose e persona molto vicina alla Comunità.…

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Le regole del cammino

di Antonio Spadaro

Ci aveva colpiti di Antonio Polito il volume Prove tecniche di Resurrezione (cfr.Civ.Catt., 2019;II,143 ss.). Lì la sua inquietudine lo portava alla semplificazione, a «mollare il superfluo, selezionare l’essenziale», a «fare pulizia senza fare piazza pulita». Egli diceva che è difficile essere semplici, ma che questa era la strada: tornare nudi come siamo nati. Sarebbe questa la condizione per farsi venire in mente cose nuove. Si arriva sempre a un certo punto nel quale la nostra età ce lo impone. Ed è spesso proprio la cosiddetta «mezza età». E da questa mezza età Polito esprimeva un «impellente e disperato bisogno di resurrezione». Per il credente il pensiero della risurrezione è il pensiero della nostra nudità davanti a Dio.

In Le regole del cammino questo desiderio di nudità prende la forma del cammino, da sempre inteso come metafora della vita spirituale. Per l’autore, c’è una capacità meditativa e riflessiva che viene sviluppata proprio nel camminare. Con tre amici ha scelto il cammino di san Benedetto come opportunità di meditazione su ciò che accade nella nostra Italia e nel nostro mondo.…

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Trattato contemporaneo di politologia magica

di Massimo Filippi

L’antologia weird «Demonologia rivoluzionaria» curata dal Gruppo di Nun per Nero edizioni. Nel testo si avanza una demoniaca Dodicesima tesi su Feuerbach: abbiamo interpretato il mondo, poi abbiamo provato a trasformarlo e ora, al culmine della disperazione, lasciamo che si dissipi nell’inumano che è sempre stato

«Dobbiamo comprendere il dolore come una forma di insurrezione». Questo il ritornello che pulsa tra le pagine di Demonologia rivoluzionaria (Nero, pp. 269, euro 20), antologia weird curata dal Gruppo di Nun. Primo esempio italiano compiuto di una corrente di pensiero ben più vivace in altri paesi, il testo, pur composto da pezzi molto diversi tra loro per contenuto e stile, alla fine si ricompone in un corpo senza organi che si dilegua nella materia informe da cui è emerso.

Ma di che dolore e di che insurrezione stiamo parlando? Il dolore è quello insostenibile che sorge al cospetto dell’ossessionante oscurità del Reale e della cupa violenza dell’Uomo e del Capitale, davanti alla ferita sanguinante che attraversa l’intero universo da sempre ma che l’attuale organizzazione sociale e gli sviluppi della tecno-scienza rendono ogni giorno più evidente e profonda.…

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Biden e Francesco…e i Vescovi Usa

di Marcello Neri

Joe Biden si è insediato quale 46mo presidente degli Stati Uniti, e con lui la sua amministrazione alla guida di una Nazione in disperato bisogno di abbassare il livello conflittuale delle plurime divisioni che la lacerano in tante sotto e para Americhe. Il discorso inaugurale ne ha mostrato piena consapevolezza, e non ha voluto esacerbare ulteriormente nessuna di esse. Al tratto retorico che caratterizza ogni buona liturgia si è unita la lucidità della percezione dello stato delle cose.

Ma è stato anche il giorno in cui il cattolicesimo, con il suo presidente, si è trovato convocato nel cuore della vita istituzionale degli Stati Uniti forse come non mai in precedenza. Dalla messa mattutina nella cattedrale di S. Matteo a Washington, con la presenza della vice-presidente K. Harris e i rappresentanti dei due partiti alla Camera e al Senato che hanno accettato l’invito di Biden a partecipare all’eucaristia, alla preghiera di invocazione nel corso della cerimonia di giuramento che è stata preparata e letta dal gesuita Leo O’Donovan, ex presidente della Georgetown University di Washington.…

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I principi

di Enrico Cattaneo

È difficile definire un personaggio così complesso come Origene. Nato ad Alessandria d’Egitto verso il 185 e morto a Cesarea di Palestina verso il 253, egli non è considerato un «Padre della Chiesa» in senso tecnico, ma solo uno «scrittore ecclesiastico», in quanto il suo pensiero ha sollevato perplessità dopo gli sviluppi teologici del IV e V secolo.

Origene fu un grande esegeta? Certamente, e forse il più grande della Chiesa antica, anche se la sua applicazione sistematica dell’allegoria fu e rimane ancora spesso incompresa, soprattutto se avulsa dalla sua spiritualità. In effetti, egli fu un grande mistico e un genuino uomo di Chiesa.

Può essere considerato un grande teologo? Anche qui la risposta non può essere che affermativa. La prova sta nell’opera che presentiamo. È intitolata I princìpi (Peri archōn), perché tratta di tutte le questioni basilari che un teologo deve saper esporre in un tutto coerente, se vuole essere detto tale: Dio, la Trinità, il mondo, le anime, l’uomo, il male, il libero arbitrio, la provvidenza, la Scrittura.…

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La modernità di Papa Francesco

di Francesco Cultrera

Papa Francesco suscita ampi consensi nell’opinione pubblica. Monica Simeoni ha chiesto a esperti di varie discipline un contributo che ci aiuti a comprendere meglio la sua «modernità».

Un primo approccio alla figura del Papa lo offre uno studio accurato sull’estensione e sulle modalità del consenso. Ci introducono al tema, a livello prevalentemente empirico, le analisi, tra loro notevolmente differenti, di Ilvo Diamanti, Simona Scotti e Roberto Cipriani. La dimensione culturale del «fenomeno» Bergoglio è affidata a Salvatore Abbruzzese. Spiccatamente antropologica, invece, è l’analisi del filosofo Massimo Cacciari.

Vivo interesse suscitano gli approfondimenti teologici. Tentiamo di presentarne una sintesi che attinge liberamente ai contributi di Enzo Pace, Francesco Vespasiano, Carlo Nardella e altri ancora. Papa Francesco è uno di noi, che cammina per le vie del mondo accanto a noi, e non al di sopra di noi. La sua vicinanza cela una forte dimensione teologica. Alcuni esperti «leggono» l’azione del Papa alla luce del Vaticano II, il cui dettato coinvolge i vescovi nel «discernimento» dell’azione dello Spirito nella realtà ecclesiale: fondamentale è la sua presenza nei poveri, negli emarginati e anche nelle altre religioni.…

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Immagini africane che abitano il mondo

di Silvia Nugara

«Camerun digitale» di Giovanna Santanera, per Meltemi. Un’indagine per le strade di Douala sui riflessi sociali della produzione e della cultura video.

Il cantastorie urbano Makalapati si aggira in bicicletta per le strade di Douala, in Camerun, presentando al pubblico storie esemplari. I protagonisti dei suoi racconti sono disoccupati, domestici, studenti, prostitute, marabutti, bendskineurs (autisti di moto-taxi) alle prese con miseria, corruzione, conflitti famigliari e aspirazioni. Questa la cornice narrativa di «Balade dans la cité», nata nei primi anni 2000 come trasmissione radiofonica poi trasformatasi in telefilm a episodi per l’emittente camerunense Equinoxe Télévision.

Si tratta di uno dei prodotti audiovisivi di cui si occupa l’antropologa Giovanna Santanera nel suo Camerun digitale. Produzione video e diseguaglianza sociale a Douala (Meltemi, pp. 200, euro 16), uno studio agile e accessibile dell’impatto che il digitale ha avuto sulla produzione di immagini in movimento nella capitale economica del paese africano tra dinamiche sociali, strutture economico-produttive e immaginari plurali. Non di sola autorialità vive infatti il cinema di paesi come Senegal, Burkina Faso o Camerun tanto più che le opere apprezzate dal pubblico colto occidentale fino a poco tempo fa erano poco visibili agli spettatori del continente a causa di infrastrutture distributive limitate ma anche per questioni di gusto e linguaggio.…

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“Fascismo eterno”?

di Renato Moro

Le cronache e le immagini giunte da Washington lo scorso 6 gennaio hanno purtroppo, per lo storico dell’età contemporanea, l’odore di qualcosa di conosciuto.

Il pensiero va immediatamente all’Italia del 28 ottobre 1922, quando un movimento politico che aveva 35 deputati in un Parlamento di 535 promosse una marcia delle sue squadre armate sulla capitale come arma di pressione e di ricatto sul governo e sul re. Va poi alla Francia del 6 febbraio 1934, quando migliaia di ex-combattenti della Prima guerra mondiale, radunati dall’estrema destra filo-fascista, marciarono sul Parlamento e cercarono di invaderlo per abbattervi il governo che accusavano di corruzione e di incapacità. Va infine alla Spagna del 23 febbraio 1981, quando un gruppo di militari nostalgici del franchismo, mitra alla mano, fece irruzione nel Parlamento.

L’assalto al Parlamento sembra dunque appartenere al Dna dei movimenti fascisti. Significa questo che stiamo assistendo, e nella più grande democrazia del mondo, a una resurrezione del fenomeno?

E dalla fine del 2015 che, di fronte alla crescita globale del populismo di destra e all’ascesa di Trump, l’accademia e la politica progressista americane insistono su questa idea.…

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