Metafisica concreta
di Stefano Piazzese
Che cos’è la metafisica? Tale quesito, che ha caratterizzato l’impegno teoretico di molti filosofi del Novecento, può apparire oggi del tutto desueto, capace, nel passato come nel presente, di innescare quell’antica idiosincrasia del pensiero che sorge non poche volte quando viene pronunciato il termine metafisica. Se, come ha affermato Armstrong, “Metaphysics is now respectable again” (cfr. D.M. Armstrong, Che cos’è la metafisica. Un profilo sistematico, Carocci, 2016), il libro di Massimo Cacciari, Metafisica concreta (il titolo è un omaggio al progetto filosofico rimasto incompiuto di Pavel Florenskij), contribuisce in maniera decisiva a far sì che ancora oggi sia possibile elaborare nuove risposte alla domanda, saggiarne lo spessore in riferimento al presente, guardare con coraggio i confini che tale interrogativo trasforma e in-forma del continuo: irrefrenabile è la tensione teoretica che guida il filosofo nel complesso tentativo di tracciare un sentiero speculativo che possa essere all’altezza della domanda posta. L’opera di Cacciari va certamente collocata, e dunque letta, all’interno di un quadro più ampio, ovvero alla luce dell’itinerario speculativo che il filosofo ha tracciato almeno a partire da Dell’inizio (1990), proseguendo con Della cosa ultima (2004) e Labirinto filosofico (2014), ma non solo: pure in Krisis.…
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