Il Papa chiede la pace ma tutti vogliono salvare la faccia

di Mario Giro

Lo ha ridetto anche al Meeting di Cl: i ripetuti appelli di papa Leone perché si passi finalmente all’ascolto, cioè alla diplomazia e si fermi la guerra in Ucraina  non è idealismo ma ragionevole realismo. Per la chiesa la guerra è una «inutile strage» anche perché da un punto di vista strategico è finita.

Il fronte è fermo da più di un anno, ci si colpisce da lontano con missili e droni che immancabilmente finiscono sui civili. Ma i leader, ad iniziare con Vladimir Putin , devono salvare la faccia per dare un senso a quest’immensa tragedia. Le responsabilità sono chiare: la Russia ha deciso di scatenare una grande guerra di aggressione in Europa per risolvere i suoi problemi di prestigio e i conteziosi frontalieri che riteneva aperti. Su questo non c’è discussione.

Ma la ricerca di una soluzione dovrebbe ormai essere l’obiettivo di tutti, anche degli europei che invece esitano. Il papa lo chiede con forza ma le sue parole vengono considerate ingenue. Si continua a lanciare allarmi e a vedere minacce: un modo per giustificare ex post la trappola bellica da cui non si riesce più a uscire. I russi minacciano la guerra nucleare come risposta al cosiddetto «conflitto esistenziale» della Nato che vorrebbe neutralizzare Mosca.

Sono illazioni basate sulla manipolazione della storia. Come si suole dire: «non è il futuro della Russia ad essere imprevedibile, ma il suo passato”. Rileggendo la storia con metodi ultrà e sciovinisti, i dirigenti russi puntano il dito sull’Occidente che da sempre cerca di “accerchiare” la Russia.

Ma anche da parte europea c’è molta strumentalizzazione e propaganda, come la mania di attribuire ai russi ogni possibile nefandezza – presente e futura – o la ferma determinazione ad invadere l’Europa. Suona singolare per un paese che non è riuscito nemmeno a domare la piccola Ucraina, ma tant’è. Mosca – sostengono ogni giorno autorevoli politici e commentatori italiani e europei – ha in animo di aprire altri fronti molto presto (qualcuno afferma in autunno) senza nessuna intenzione di negoziare. Si stilano lunghe liste di fatti a sostegno di tale tesi: droni, spie, sabotaggi, intelligence, navi fantasma, vendita di armi ecc.

Ma si tratta di cose sempre esistite (forse solo un po’ attenuate negli anni Novanta), addirittura anche tra alleati (ricordate il telefono di Angela Merkel spiato dagli americani con tecnologia israeliana?). Ricordiamo tutti ad inizio secolo i sottomarini nucleari russi avvistati al largo delle cose norvegesi o della Svezia (ancora neutrale) o cose simili. Dove sta la novità? Che si debba ostacolare con un efficace controspionaggio e deterrenza tali attività è evidente da sempre.

(editorialedomani.it , 23 agosto 2026)

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *