Edgard Morin, gigante del pensiero

di Antonio Carioti

Non doveva neppure nascere. Invece Edgar Morin, morto il 29 maggio 2026, aveva trascorso una lunga vita di straordinaria fecondità intellettuale, tradotta in un’enorme produzione sociologica, filosofica e antropologica, fino a lasciarci all’età veneranda di 104 anni. La madre dello studioso francese soffriva di una lesione cardiaca e le era precluso avere figli per non rischiare la vita. Già aveva interrotto una gravidanza, ma «la seconda volta le piante e i metodi abortivi non erano stati efficaci», raccontava Morin. Comunque il medico che la seguiva era ben deciso a sacrificare il nascituro piuttosto che la puepera.

 

Edgar era venuto alla luce più morto che vivo e solo «dopo una buona mezz’ora di schiaffi» aveva emesso «il primo vagito». Per un autentico miracolo si erano salvati entrambi. Purtroppo la tragedia era solo rimandata. Poco prima di compiere dieci anni Edgar perse la madre Luna Beressi, morta per un malore durante un viaggio in treno: un’esperienza che lui retrospettivamente definiva «una sorta di Hiroshima interiore», destinata a segnarlo per sempre.…

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Morto il filosofo Gennaro Sasso. Studio’ Machiavelli e l’idealismo

di Antonio Carioti

Non si lasciava certo condizionare dalle mode culturali il filosofo Gennaro Sasso, scomparso all’età di 97 anni. «Per quanto concerne l’arte di assecondare i venti, posso ben dire, sommessamente ma con verità, che non la conosco e volentieri ne lascio la pratica ad altri», scriveva con una certa fierezza nel 1989, senza timore di essere smentito. Pochi anni dopo, nel 1994, avviò la pubblicazione dell’enorme opera in sei volumi Filosofia e idealismo, edita da Bibliopolis, che avrebbe concluso nel 2012: una ricognizione attenta di quanto aveva prodotto la corrente di pensiero animata, prima d’intesa e poi su sponde opposte, da Benedetto Croce e Giovanni Gentile. Che cosa poteva esserci più in controtendenza rispetto a un’epoca che non prestava più attenzione a quel filone culturale, ormai da tempo relegato in soffitta?

Eppure Sasso non si era mai considerato un idealista. Piuttosto riconosceva in quell’esperienza «il solo tentativo serio», benché fallito, «di formare una tradizione filosofica italiana». A suo avviso la sbrigativa liquidazione dell’eredità di Croce e Gentile aveva determinato «l’indebolimento del senso e della consapevolezza dei problemi autenticamente filosofici» presenti in quel patrimonio.…

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