Un 25 aprile per la libertà di dissentire

di Luciana Cimino

La coincidenza dell’approvazione del decreto sicurezza a 24 ore dalla Festa della Liberazione ha tolto la patina di ricorrenza alla data. Gli appuntamenti del 25 aprile quest’anno sono diventati una chiamata alla mobilitazione contro la repressione e le tentazioni autoritarie del governo, di cui l’ultimo pacchetto securitario è l’epifenomeno. Oltre agli appuntamenti istituzionali, si terranno cortei per la difesa della Costituzione dai tentativi di modifica delle destre, dopo l’assalto fermato con il No al referendum sulla giustizia.

«DAI PALCHI della Liberazione partirà un appello a tutti i partiti e i movimenti antifascisti per difendere il valore costituzionale del dissenso, perché c’è una cultura trasversale che giustifica la repressione, pensiamo non solo ai decreti sicurezza ma anche al ddl antisemitismo», ha spiegato Luciano Cerasa che oggi prenderà la parola a Roma per i No Kings. Nella Capitale (dove giovedì notte è stato appeso dai neofascisti lo striscione «Partigiano infame») saranno quattro le manifestazioni: alle 10.30 è previsto il corteo dell’Associazione nazionale partigiani da Porta San Paolo.…

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Mattarella: liberazione contro i zelanti complici fascisti

di Angelo Picariello

«Il passato ha plasmato il presente. Ecco perché per la Repubblica vale l’impegno che esorta: ora e sempre Resistenza!». Il 25 aprile di Sergio Mattarella, che celebra a San Severino Marche, medaglia d’oro al merito civile, luogo evocativo della lotta partigiana, segna un nuovo appello alla coesione – alla quale ha subito aderito la premier Giorgia Meloni – per fare di questa festa, istituita da Alcide De Gasperi presidente del Consiglio, una giornata di riconciliazione nazionale, e non una festa definita di parte con argomentazioni fuorvianti o distorte. «A muoverci non è un sentimento celebrativo di maniera. Tanto meno la pretesa di una storia scritta in obbedienza ad astratte posizioni ideologiche. A muoverci è amor di Patria».

Il presidente, in compagnia dei due presidenti delle Camere aveva reso omaggio come di consueto all’altare della Patria, con la premier Meloni. Proprio il presidente del Senato aveva suscitato polemiche alla vigilia, invocando una celebrazione estesa anche ai giovani che si schierarono per la Rsi.…

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Sulla propria pelle, la Storia

di Vinzia Fiorino

Gli interrogativi che rivolgiamo alla storia, quasi ineluttabilmente, muovono da fatti e contesti del tempo presente. Mi pare del tutto tragicamente evidente che oggi ci troviamo immersi in una forma di necropolitica, cioè in una declinazione di sovranità che decide con agio chi può vivere e chi deve morire. Eppure, se da un lato a queste tanatopolitiche – con conseguenti sentimenti di angoscia e di smarrimenti collettivi diffusi – stanno significativamente reagendo importanti movimenti giovanili (e non), dall’altro non sarà vano rivolgersi a quella generazione di resistenti che nella catastrofe del secondo conflitto mondiale non solo hanno tenacemente pensato al «mantenimento della vita», ma hanno soprattutto elaborato e scritto di diritti, di libertà, di relazioni sociali. Hanno cioè attraversato gli abissi della sofferenza e immaginato un nuovo modello di organizzazione culturale e politica.

Molto sappiamo e moltissimo la storiografia ha riflettuto sull’esperienza delle donne nella Resistenza italiana, che per fortuna non indichiamo più con il termine riduttivo di «contributo».…

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Addio a Biagio De Giovanni, filosofo e marxista

di Guido Liguori

Sì è spento mercoledì 22 aprile a Napoli, la città in cui era nato nel 1931, il filosofo Biagio de Giovanni, uno dei principali protagonisti della cultura politica e filosofica italiana ed europea dell’ultimo mezzo secolo. Non è semplice ricordarne in breve il pensiero e le vicende che lo videro protagonista: egli ebbe stagioni molto diverse, anche se tutte segnate da uno sguardo (soprattutto filosofico) profondo, a volte controverso, sempre interessante. Proveniente da una giovanile collocazione politica moderata e forte di una solida formazione giuridica e filosofica, De Giovanni negli anni Settanta aderì al Pci e divenne uno dei protagonisti del marxismo italiano nell’ambito della cosiddetta «scuola di Bari», città nella cui università insegnò diversi anni, prima di tornare a Napoli, all’Università Orientale. Il gruppo che a Bari faceva riferimento alla casa editrice De Donato, guidato da Giuseppe Vacca, era protagonista allora di un tentativo di rilettura da sinistra del togliattismo e della tradizione comunista, in relazione soprattutto al Mezzogiorno e alla questione degli intellettuali, a cui partecipò anche De Giovanni (Togliatti e la cultura meridionale, 1975).…

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Addio a Biagio De Giovanni, il filosofo che faceva politica

di Giancristiano Desiderio

Il pensiero del filosofo Biagio de Giovanni, scomparso all’età di 95 anni, si apre e si chiude all’insegna di Giambattista Vico. Si era laureato in Giurisprudenza all’Università di Napoli Federico II con una tesi sulla filosofia del diritto del grande autore de La scienza nuova e un suo recente libro, uscito nel 2023, chiudeva, appunto, il cerchio: Giordano Bruno, Giambattista Vico e la filosofia meridionale (Editoriale Scientifica). La sua opera, molto ricca ed espressione di una vita laboriosa, è caratterizzata da una forte tensione teoretica aperta sulla vita civile o, come diceva lui riecheggiando Hegel, sulla «scissione» della storia. Insomma, i due grandi amori d’intelletto e di passione civile della sua vita sono stati la filosofia e la politica.

Biagio de Giovanni era nato a Napoli il 21 dicembre 1931 e nella sua città natale si è spento. Dunque, una vita molto lunga, quasi un secolo di storia che, a guardarlo a volo d’uccello, ha in sé una dittatura, un conflitto mondiale, una guerra civile, una repubblica dei partiti, la fine del comunismo, il sogno europeo e il ritorno della guerra in un mondo che ne sembrava, ormai, immune.…

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