Perchè oggi la Shoah ci riguarda ancora più di ieri

di Milena Santerini

Nel tempo dei conflitti e delle semplificazioni, la memoria dell’Olocausto degli ebrei non è rituale né retorica: è un argine civile contro odio, antisemitismo e nuove discriminazioni.

In questi giorni ci siamo chiesti se ha ancora senso, oggi, ricordare la deportazione e la distruzione degli ebrei d’Europa avvenute durante la Seconda guerra mondiale. Con preoccupazione e angoscia si assiste infatti alla crescita dei conflitti, ma soprattutto vediamo la normalizzazione dell’uso della forza, l’abitudine alle armi, gli abusi in nome della sicurezza e della «remigrazione», le discriminazioni verso gli «altri», stranieri quindi «nemici» secondo il sillogismo di Primo Levi. Esperienze di ingiustizia e discriminazione sembrano allontanarci da una memoria fondativa della nostra convivenza civile. Eppure, è proprio ora che la memoria della Shoah torna a illuminare la storia e indicare una speranza per il presente. Può sembrare paradossale che da uno degli eventi più bui della storia, una distruzione insensata di vite umane, sia emersa una decisione di riscatto.…

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La memoria libera dall’oblio

di Guido Caldiron

 Il 27 gennaio 1945 la liberazione di Auschwitz. La sfida al presente delle parole che evocano quella tragedia in «Quattro donne» di Emilio Jona e «Il pane e il cucchiaio» di Portelli e Procaccia.

Intorno al Giorno della Memoria si è molto discusso fin dalla sua istituzione, nel 2000, come momento per ricordare pubblicamente le vittime della Shoah nella stessa data in cui nel 1945 il campo nazista di Auschwitz fu liberato dall’Armata rossa.

Oltre un quarto di secolo più tardi, al netto delle necessarie riflessioni su come affrontare il tema della trasmissione della memoria dopo la fine dell’«era dei testimoni», si dovrà forse ammettere che uno strumento che ha rischiato, e talvolta rischia tuttora, di proporre una dimensione in qualche modo «museale» di una materia che necessita di restare nel vivo delle nostre società per continuare ad illuminare e interrogare il presente, sta trovando una inattesa e drammatica attualità.

Di fronte ad una stagione dominata sul piano internazionale dalla guerra, dalle fake news, dal revisionismo aggressivo delle destre, dal ritorno violento dell’antisemitismo anche oltre i suoi tradizionali confini ideologici e dal progredire di nuovi appelli all’intolleranza e al razzismo atti a trasformarsi in nuove tragedie, uno scopo non secondario questo capitolo del Calendario civile nazionale lo può svolgere.…

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Francesco d’Assisi

di Samuele Pinna

Francesco d’Assisi (1181-1226) è uno dei santi più amati della cristianità, tanto che la sua storia affascina ancora a 800 anni dalla morte. L’agile volume del cardinal Angelo Comastri a lui dedicato non soltanto offre una biografia del Poverello, ma può essere considerato come una guida per scoprire o riscoprire l’insegnamento francescano: «È quello che vogliono proporre queste povere pagine, che tentano di dipingere davanti agli occhi distratti della gente di oggi la via percorsa da Francesco d’Assisi» (p. 7).

L’esistenza dell’Assisiate appare segnata fin dall’inizio, quando Francesco doveva essere Giovanni: «Quando il padre tornò dal suo viaggio, subito si lamentò con Pica per la scelta del nome troppo religioso. E cambiò il nome del figlio: lo chiamò Francesco, in omaggio a un panno che commerciava e che era chiamato “francesco” perché veniva prodotto in Francia. E così il nome Francesco entrò nella storia: entrò a motivo della ricchezza del commercio per indicare un uomo che avrebbe avuto orrore per la ricchezza al punto tale da chiamare “sua sposa” la povertà» (pp.…

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“Csm demolito, riforma non condivisa. Perchè si deve votare no al referendum”

di Angelo Picariello

Il professor Bachelet, figlio di Vittorio, ex presidente di Ac assassinato dalle Br, guida il comitato che chiede di bocciare la riforma del governo. «La mancanza di una data per la consultazione è un segnale di incertezza»

«La cosa che più mi preoccupa di questa riforma è la demolizione del Consiglio superiore della magistratura, dell’equilibrio usato dai nostri Padri costituenti». Giovanni Bachelet, presidente del Comitato “Società civile per il No al referendum costituzionale”, è il figlio di Vittorio Bachelet, ex presidente di Azione Cattolica, assassinato dalle Brigate rosse proprio da vicepresidente del Csm. Ex deputato del Pd, richiamato in servizio quasi “a sua insaputa”, ha accettato volentieri: «Le riforme andrebbero fatte insieme», dice. E ora – dopo il vertice con i leader delle opposizioni di lunedì – si dice convinto che l’obiettivo delle 500mila firme da raccogliere in poco tempo sarà raggiunto.

Perché ha accettato di guidare un Comitato contro la riforma costituzionale del Governo? C’entra, in questa scelta, il cognome impegnativo che porta?…

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