Metafisica concreta

di Stefano Piazzese

Che cos’è la metafisica? Tale quesito, che ha caratterizzato l’impegno teoretico di molti filosofi del Novecento, può apparire oggi del tutto desueto, capace, nel passato come nel presente, di innescare quell’antica idiosincrasia del pensiero che sorge non poche volte quando viene pronunciato il termine metafisica. Se, come ha affermato Armstrong, “Metaphysics is now respectable again” (cfr. D.M. Armstrong, Che cos’è la metafisica. Un profilo sistematico, Carocci, 2016), il libro di Massimo Cacciari, Metafisica concreta (il titolo è un omaggio al progetto filosofico rimasto incompiuto di Pavel Florenskij), contribuisce in maniera decisiva a far sì che ancora oggi sia possibile elaborare nuove risposte alla domanda, saggiarne lo spessore in riferimento al presente, guardare con coraggio i confini che tale interrogativo trasforma e in-forma del continuo: irrefrenabile è la tensione teoretica che guida il filosofo nel complesso tentativo di tracciare un sentiero speculativo che possa essere all’altezza della domanda posta. L’opera di Cacciari va certamente collocata, e dunque letta, all’interno di un quadro più ampio, ovvero alla luce dell’itinerario speculativo che il filosofo ha tracciato almeno a partire da Dell’inizio (1990), proseguendo con Della cosa ultima (2004) e Labirinto filosofico (2014), ma non solo: pure in Krisis.

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Le ragioni del latino

di Francesco Pistoia

Filologi e storici, insegnanti, gior­nalisti, politici alla riscoperta del latino. Una miriade di titoli: dal rettore emerito dell’Università di Bologna, Ivano Dionigi (Parole che allungano la vita, Milano, Raffaello Cortina, 2020), allo scrittore Nicola Gardini (Viva il latino. Storie e bellezza di una lingua inutile, Milano, Garzanti, 2016), passando per Roberto Spataro, segretario emerito della Pontificia Academia Latinitatis, il quale nel volume Il latino: una lingua immortale (Roma, LAS, 2023), promosso nel LX anniversario della Costituzione apostolica Veterum Sapientia (1962) di Giovanni XXIII, raccoglie studi di notevole spessore culturale.

Il dibattito prende avvio dall’espressione dantesca Lo latino è perpetuo, che Maurizio Trifone, dell’Università di Cagliari, utilizza come titolo del suo libro (Roma, Carocci, 2024). Studiosi dal percorso brillante discutono sui «classici», sul problema dei rapporti tra Umanesimo, progresso scientifico e tecnologia, richiamando l’attenzione sulla cancel culture. Il discorso a tratti si fa pedagogico: si auspica un rinnovamento della didattica e un nuovo metodo nell’elaborazione di programmi e di progetti educativi.…

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A Meloni dico di non coltivare il seme della divisione tra i cattolici

di Rosy Bindi

Gentile direttore, ho ascoltato con molta attenzione l’intervento della presidente Giorgia Meloni al Meeting di Comunione e Liberazione. Devo ammettere che ha saputo toccare le corde giuste della platea di Rimini, da sempre animata da spirito governativo e orientata verso il centro destra. La famiglia, la parità scolastica, il reddito di cittadinanza contrapposto al diritto al lavoro, la difesa della vita, la sussidiarietà, i valori dell’Occidente, le guerre. Magari ci potremmo chiedere perché abbia taciuto sulle fatiche delle famiglie italiane, sul lavoro mal pagato, sulla sanità pubblica in affanno, sui morti nel Mediterraneo, sull’aumento della povertà, sulle crisi industriali, sui doveri delle politiche pubbliche verso il volontariato… Vorrei tuttavia soffermarmi su un passaggio della fase finale dell’intervento che mi ha particolarmente colpita, come iscritta dai primi anni ‘50 all’Azione Cattolica Italiana: «Voi, che siete rimasti fedeli al carisma del vostro fondatore, non avete mai disprezzato la politica. Anzi. Non vi siete rinchiusi nelle sacrestie nelle quali avrebbero voluto confinarvi, ma vi siete sempre “sporcati le mani”.…

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Meloni al Meeting, crociata contro giudici e migranti

di Andrea Carugati

Madre e cristiana, ma assai poco misericordiosa, soprattutto verso i migranti e i giudici che fanno «invasioni di campo» sbarrando la strada ai suoi campi di detenzione in Albania. Giorgia Meloni si presenta al Meeting di Rimini fresca di vacanze, il viso paonazzo per l’abbronzatura, e cita papi, preti e santi, quasi una litania, per mostrarsi devota che di più non si può. E pronta a fare «ogni sforzo» per frenare l’inverno della denatalità aiutando le famiglie: con un piano casa a prezzi calmierati per le giovani coppie (progetto a cui stava lavorando Salvini a cui lei soffia l’annuncio).

Invoca una «società amica delle famiglie» senza citare mai la questione dei salari, tanto che sarà poi il leghista a ricordarle che con gli stipendi fermi a venti anni fa mettere su famiglia è quasi impossibile. Lei si concentra sulle promesse di nuovi denari per le scuole private, tanto care ai ciellini: «Dobbiamo assicurare la libertà educativa anche alle famiglie con minori risorse, basta con i pregiudizi contro la parità scolastica».…

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