Il grido di Pizzaballa: “C’è Cristo sotto le macerie di Gaza”

di Luca Foschi

Duro attacco alla politica di Israele durante la conferenza stampa convocata insieme al Patriarca ortodosso Teophilus III: «Ciò che accade a Gaza è moralmente inaccettabile e ingiustificato»

«Cristo non è assente da Gaza. È lì, crocifisso nei feriti, sepolto sotto le macerie, presente in ogni gesto di misericordia, in ogni mano che consola, in ogni candela accesa nel buio». Sono parole enormi, quelle che il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, decide di usare nel corso della conferenza stampa convocata presso il Notre Dame Jerusalem Center, dopo la sua visita nella Striscia insieme al Patriarca ortodosso Teophilus III. Perché enorme, e dolorosissima, è la ferita lasciata nei due leader cristiani dal viaggio che hanno compiuto: «Abbiamo camminato tra la polvere delle rovine, oltre edifici crollati e tende ovunque: nei cortili, nei vicoli, per le strade e sulla spiaggia, tende che sono diventate case per chi ha perso tutto. Ci siamo trovati in mezzo a famiglie che hanno perso il conto dei giorni dell’esilio perché non vedono alcun orizzonte per un ritorno.…

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Genocidio, è “comprensibile attribuirlo al sionismo reale”

di Roberto Della Seta

Israele Intervista allo storico Gadi Algazi

«La storia della mia famiglia è la storia degli ebrei della diaspora perseguitati, la mia storia è quella di un ebreo israeliano cresciuto in una società segregata ma cresciuto dove vivono mescolati ebrei e palestinesi, e che fino da bambino ha respirato ribellione allo status quo colonialista». Questa in tre righe la biografia di Gadi Algazi, storico del Medioevo che insegna all’Università di Tel Aviv e da decenni attivista contro le guerre di Israele.

«Mia madre – racconta Algazi – nacque a Belgrado e fuggì a Budapest con sua madre e sua sorella dopo l’invasione nazista della Jugoslavia e l’assassinio di suo padre. Sopravvisse alla Shoah grazie a persone che rischiarono la vita per nasconderla, nel 1948 arrivò in Israele. Mio padre è cresciuto in un quartiere arabo di Alessandria, nel ’53 con la famiglia lasciò l’Egitto e si trasferì in Israele. Entrambi sono stati iscritti per anni al Partito comunista, scelto perché era l’unico partito binazionale che si batteva per l’uguaglianza di diritti tra tutti gli israeliani e contro l’occupazione e la colonizzazione della Cisgiordania».…

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