Memoria, storia, vita. Adista, la nuova sinistra dei “gruppi spontanei” e il ‘68….

di Alessandro Santagata

«Il tempo, infatti, voi non l’afferrate né lo trattenete, o riuscite a far sostare quella che è la realtà più veloce di tutte, ma lasciate che se ne vada come cosa superflua e che si possa riavere». Lo scrive Seneca, nel De brevitate vitae. Il tempo trascorre, e con esso perdiamo ogni giorno qualcosa di noi. Ma l’essere umano ha la memoria, per ricordare, elaborare, dare senso a ciò che è e ciò che fa. E ha la storia, che sola è capace di ricostruire quel filo rosso che lega assieme avvenimenti e persone; popoli e classi, culture e civiltà; tempi e luoghi lontani; che racconta di vittorie che parevano inimmaginabili e tragiche sconfitte; che celebra i vincitori ma rende al contempo onore ai vinti che hanno combattuto la giusta battaglia.
Dentro questa Storia, con la S maiuscola, c’è anche la storia, rigorosamente minuscola, di Adista, che quest’anno compie 50 anni e che tanti altri intende ancora compierne.…

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“Obbedienza civile” ai referendum sull’acqua, dopo il colpo basso del Consiglio di Stato

di Giampaolo Petrucci

Ennesimo schiaffo alla volontà popolare che, nei referendum del 2011, si era espressa compatta per eliminare i profitti sull’acqua bene comune. La notizia è del 26 maggio: a 6 anni da quella storica consultazione, una sentenza del Consiglio di Stato (CdS) respinge il ricorso del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua (www.acquabenecomune.org) e di Federconsumatori contro il metodo elaborato dall’Aeegsi (Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas il Sistema Idrico) per la definizione dei criteri tariffari sui servizi idrici. A fine 2011, il governo Monti – con l’evidente obiettivo di «disinnescare la mina referendaria», denuncia il Forum il 22 giugno – ha trasferito le funzioni di regolazione e di controllo dei servizi idrici in capo all’Aeeg (Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas), conferendole in seguito l’onere di definire il “metodo tariffario transitorio” (Mtt) oggi contestato.
Il CdS, con questo pronunciamento, si allinea all’orientamento generale della scienza economica, secondo la quale il “costo” del capitale investito rientra appieno nella copertura totale dei costi di servizio (la cosiddetta full cost recovery).…

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Ettore Masina, il coraggio del concilio, la coerenza del vangelo, la fedeltà agli ultimi

di Valerio Gigante

È logico e comprensibile rammaricarsi – succede spesso anche su queste pagine – quando una grande personalità del mondo politico, ecclesiale, della cultura muore. Negli ultimi tempi, però, la scomparsa di figure particolarmente significative della storia della Chiesa e della società italiana del ‘900 sembrano lasciare un senso di desolazione e vuoto maggiore che in passato. Probabilmente la ragione sta nella consapevolezza che gli ultimi decenni non hanno prodotto ancora un ricambio generazionale in grado di stare al passo di personalità che hanno profondamente segnato il vissuto individuale e collettivo con il loro rigore intellettuale, il coraggio e le coerenza delle idee, la capacità di influenzare le coscienze e l’efficacia dell’azione politica.
È proprio ciò che accade quando si pensa a Ettore Masina, morto il 27 giugno a Roma a quasi 90 anni. Masina è stato per decenni un riferimento imprescindibile per tutto il cattolicesimo politico di stampo conciliare e progressista, un giornalista e un intellettuale di fondamentale rilievo, specie sui temi della pace, della questione palestinese e dell’America Latina.…

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Amatissimo maestro scomodo

di Luigi Accattoli

Attualità viva ma non sorprendente di don Lorenzo Milani a mezzo secolo dalla morte: egli è stato sempre qua, da allora ad oggi. Ed è cosa buona che un papa venuto dalla fine del mondo infine gli abbia reso merito e che sia caduta la proibizione vaticana di diffondere il suo testo principe, Esperienze pastorali, che comunque non era affatto scomparso dalla circolazione, come non si era eclissato nessuno dei suoi scritti maggiori. Se ce ne fosse bisogno questo profilo di Pacifico Cristofanelli, pubblicato nel 1975 e ora riproposto con puntuale aggiornamento, sarebbe un’ottima attestazione di quella perdurante presenza.

Non ho conosciuto don Milani da vivo ma la sua viva parola era già con me al momento della morte. A rimedio della mancata conoscenza a un anno dalla sua partenza sono salito a Barbiana a vedere il luogo della scuola e la tomba, in una specie di pellegrinaggio della FUCI nella quale militavo, come allora si diceva.

Noi fucini eravamo affascinati dalla diversità di don Milani rispetto a ogni altra nostra frequentazione in quegli anni inquieti del primo dopo Concilio.…

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La lezione di Torino

di Raniero La Valle

Sabato 3 giugno la vigilia di Pentecoste sono successe diverse cose che ci parlano del presente e del futuro del mondo: la decisione di Trump di tradire gli obblighi assunti dagli Stati Uniti col trattato di Parigi sul clima, il nuovo attentato terroristico sul ponte di Londra, le bombe dei kamikaze contro un funerale eccellente nel cimitero di Kabul, la città di Marawi nelle Filippine occupata dai jihadisti islamici mentre si contano i morti della strage di Manila, a Torino, in una giornata di perfetta pace, un bambino in coma e 1527 feriti, in una folla in fuga che per la paura si è fatta male da sola. Quando poi si ascoltano le letture bibliche di Pentecoste, mentre tutte queste cose accadono insieme, sembra come se quel tempo nuovo che vi era annunciato non fosse mai cominciato.

Degli eventi di quel sabato 3 giugno la lezione più importante è quella di Torino. I cittadini e tifosi lì riuniti non avrebbero avuto nessuna ragione di fuggire, perfino se si fosse udito un petardo o qualche sconsiderato avesse gridato a una bomba.…

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