La laicité, nouvelle religion nationale

di Jean-François Bayart

Nicolas Sarkozy et Manuel Valls ont de l’affection pour la Camargue, où ils se sont volontiers mis en scène, et en selle. Peut-être est-ce la raison pour laquelle ils ont développé, l’un et l’autre, une vision tauromachique de la laïcité, virile et agressive, chacun dans un style différent.

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Nicolas Sarkozy a parlé de « laïcité positive », ce qui revenait à relativiser la séparation des cultes et de l’Etat instituée par la loi de 1905, à la fois pour mieux contrôler l’islam et pour renouer avec les racines « millénaires » de la France, comme il aime à le dire en reprenant une thématique du Front national et de la droite antirévolutionnaire, afin de suggérer son attachement au statut de « fille aînée de l’Eglise », dont s’est longtemps targuée la monarchie. « Les racines de la France sont essentiellement chrétiennes (…) la laïcité n’a pas le pouvoir de couper la France de ses racines chrétiennes. Elle a tenté de le faire, elle n’aurait pas dû », a-t-il déclaré dans son discours du Palais de Latran, le 20 décembre 2007, avant d’en appeler à la « transcendance » et à la « spiritualité » et d’affirmer que « l’instituteur ne pourra jamais remplacer le curé ou le pasteur » – mais sans doute l’imam ?…

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La solitudine del cittadino

di Dario Catena

Il volume affronta l’impatto dei processi di globalizzazione e di unione europea sulla costituzione del ’48 e sulla teoria costituzionale a partire dal concetto di sovranità al centro dell’attenzione di Giovanni Bianco.
Sorge il dubbio che si dia fronte ad un vero e proprio processo di privatizzazione globale, per cui il diritto non possa più “governare, ordinare o almeno orientare la globalizzazione conferendole forma e certezza, anche a causa della formidabile rivoluzione tecnologica in atto”. In questo nuovo contesto teorico-pratico che spazio resta al recupero della sovranità politica “nel vuoto immanente di uno spazio senza forma” prodotto da una deterritorializzazione del diritto, anticamera di un nuovo nichilismo sono giuridico? L’altra faccia della medaglia è la drammatica solitudine del cittadino nello Stato neo-liberale, conclusione a cui perviene Antonello Ciervo, che sulla scorta di un importante saggio di Dardot e Laval attribuisce agli Stati, soprattutto quelli più forti, la responsabilità di “aver introdotto e universalizzato nell’ economia, nella società e finanche al proprio interno la logica della concorrenza il modello dell’impresa”.…

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Papa Francesco e la guerra dei soldi

di Furio Colombo

Viviamo in un tempo che ha perduto il senso della storia. E senza storia a fare da guida, molti pensano che il Papa sia un optional. Possiamo restituirlo e cambiarlo con qualcuno che parli con la voce ferma e senza tenerezze di un Dio padrone, alla maniera di Pio XII. Ma è andata male, e molti leader del mondo si sono trovati un Dio sbagliato, quello della misericordia, e un Papa sbagliato, a cui capita di inciampare mentre cammina da solo e di andare in tram alla festa dei giovani. Il problema è che uno buono e un po’disordinato lo si può tollerare. Ma non uno che dice “questa non è una guerra di religione, è una guerra di soldi”. Smontare la scenografia delle finzioni alla Blair, che consentono di fare guerre per ragioni che non esistono, questo no. L’importante è arrivare presto alla parola “combattere”, consonanti e vocali in cui sentite lo scatto metallico di armi implacabili che porteranno “giustizia”.…

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Referendum costituzionale, le ragioni del “si” ed il fumo negli occhi

di Maurizio Viroli

Ho cambiato idea: al referendum sulla riforma costituzionale voterò sì. Mi rendo conto di deludere gli amici del Fatto che hanno fino ad oggi ospitato i miei articoli in favore del no, ma non posso fare altro. A costringermi a modificare le mie posizioni è stato l’ispirato discorso di Matteo Renzi al Festival dell’Unità di Bosco Albergati (Modena), in particolare la sua affermazione che se passa il sì “i 500 milioni risparmiati sui costi della politica pensate che bello metterli sul fondo della povertà e darli ai nostri che non ce la fanno”.

Incoraggiato, credo, dalla consapevolezza di rivolgersi a un pubblico sensibile ai temi della giustizia sociale, Matteo Renzi ha vinto il riserbo fin qui tenuto e ha rivelato la vera ragione della riforma costituzionale: non semplificare il processo legislativo e neppure abolire l’anacronistico sistema bicamerale paritario, bensì combattere la povertà.

La sua è una scelta coraggiosa e innovativa. Nessuno prima di lui aveva pensato che il modo più efficace di aiutare i poveri è trovare soldi cambiando una quarantina di articoli della Costituzione.…

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La coscienza e i diritti

di Angelo Schillaci

In occasione dell’approvazione della legge sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso, si è aperto un dibattito sulla possibilità, per i sindaci, di rifiutare la costituzione dell’unione per motivi di coscienza. Si tratta, in verità, di questione non nuova, che si è posta anche in altri ordinamenti che hanno introdotto forme di riconoscimento delle unioni omosessuali: così ad esempio in Spagna, in Francia, negli Stati Uniti. In tutti questi casi, peraltro, il problema si è risolto con la riaffermazione dell’obbligo del pubblico ufficiale di applicare la legge.

Ma è possibile, a diritto vigente, opporre l’obiezione di coscienza alla costituzione delle unioni civili? Va detto, anzitutto, che nel nostro ordinamento l’obiezione di coscienza deve essere prevista, caso per caso, dalla legge.

Non esiste, in altri termini, un diritto all’obiezione di coscienza, valevole in una serie indistinta di casi: come affermato chiaramente dalla Corte costituzionale (sentenza n. 467/1991), è la legge che, volta per volta, deve individuare il punto di equilibrio e di bilanciamento tra la protezione delle esigenze della coscienza soggettiva e la tutela dell’interesse pubblico all’applicazione della legge, specie quando l’obiezione di coscienza si scontri con diritti di altri.…

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