Nell’ultimo libro di Marco Vannini. Il ritorno dell’Anticristo

di Lucetta Scaraffia

La figura dell’Anticristo è presente, da quasi duemila anni, nelle culture di matrice giudaico-cristiana, e quindi anche nella tradizione musulmana, come immagine potente del male travestito da bene, e quindi ancora più pericoloso perché ingannatore. Sono sempre pochi gli eroi positivi che riescono a smascherarlo — cioè a vederlo con occhi diversi da quelli che lui stesso ha manipolato — e sono gli stessi che riusciranno a cacciarlo definitivamente dal mondo.
Marco Vannini (L’Anticristo. Mito e storia, Milano, Mondadori, 2015, pagine 216, euro 20) ne ricostruisce ora la storia, a partire dalle sacre Scritture che ne disegnano il profilo, in particolare gli scritti attribuiti a Giovanni, le Lettere e l’Apocalisse. Ma l’autore, raffinato studioso di mistica, non rinuncia a rivelare la sua particolare teoria sull’Anticristo né a prendere posizione, con chiarezza, sul presente, e questo rende il libro particolarmente interessante.
Lo studioso collega la denuncia della presenza di uno o più anticristi negli scritti giovannei al fatto che Giovanni è l’unico a parlare apertamente di divinità di Cristo, l’unico a ristabilire come la dimensione dell’eterno sia solo quella dello spirito.…

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Scritti maggio 1883-dicembre 1889 di Friedrich Engels

di Maurizio Brignoli

Recensione a F.Engels, Scritti maggio 1883-dicembre 1889, Milano, 2014, tr.it.

Sono raccolti in questo volume gli scritti di Engels redatti negli anni immediatamente successivi la morte di Marx (5 maggio 1883). Si tratta di anni di intenso lavoro visto che i compiti, precedentemente divisi fra i due amici, ricadono ora completamente su Engels, il quale si trova a dover mantenere da solo i contatti col movimento socialista internazionale, a completare l’edizione del Capitale e, infine, a dedicarsi alla stesura di alcune delle sue opere fondamentali, quali L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato (1884), Per la storia della lega dei comunisti (1885), Ludwig Feuerbach e il punto di approdo della filosofia classica tedesca (1886).
L’origine della famiglia viene da Engels definita il «compimento di una disposizione testamentaria» (p. 29), visto che l’idea di inserire i risultati delle ricerche antropologiche di Lewis Morgan all’interno della concezione materialistica della storia si doveva a Marx. In realtà in quest’opera confluiscono anni di ricerche – compiute sempre insieme a Marx – e rimane un testo fondamentale nella delineazione di una teoria marxista dello stato.…

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Il pensiero ebraico nel Novecento

di Marco Damonte

Recensione ad Adriano Fabris (a cura di), Il pensiero ebraico nel Novecento, Carrocci editore, 2015

La presenza del pensiero ebraico è una costante durante tutta la storia della cultura occidentale e dunque la rilevanza di pensatori di origine ebraica nel secolo scorso viene assunta quale dato di fatto. In che cosa consista esattamente l’ebraicità di tale pensiero, se e con quali modalità esso abbia interagito con gli altri filoni della filosofia novecentesca, il grado della sua influenza rispetto alla cultura prevalente e il perché esso abbia una particolare importanza proprio nel Novecento sono invece interrogativi meno affrontati.

Il fatto di averli espressi con chiarezza è uno dei principali meriti di questo testo che, inoltre, presenta con decisione una lente particolare, quella del pensiero ebraico appunto, attraverso la quale indagare la filosofia del Novecento, contribuendo così in modo determinante a scrivere una pagina di storiografia filosofica del secolo breve.
L’introduzione del curatore, Adriano Fabris, deve essere letta con particolare attenzione perché determina l’obiettivo della raccolta, definisce che cosa si intende per pensiero ebraico e, ponendosi una serie di domande meta-filosofiche, offre i criteri con cui sono stati scelti gli autori da inserire nel volume.…

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Qui c’è l’Italia degli eretici e dei dogmatici

di Wlodek Goldkorn

Giurista e romanziere Franco Cordero è anche un grande bibliofilo.

Il caimano, l’appellativo che da anni accompagna le gesta di Silvio Berlusconi, è un’invenzione di Franco Cordero, giurista, romanziere, editorialista, storico delle eresie e, soprattutto, un uomo che ama i libri. Chi entra nel suo studio, tre stanze in una palazzina a due passi dal Viminale, rimane colpito da una certa, appena accennata e ironica eleganza.

Si sa, i luoghi assomigliano alle persone che li abitano o vi lavorano, ma lo studio di Cordero è davvero come i testi di Cordero. Le pareti sono coperte di libri «in doppia fila». La domanda sulla loro quantità, ripetuta con insistenza, con altrettanta insistenza viene schivata; non si chiede il valore dell’argenteria di una casa. Le poltroncine sono anni Cinquanta; sui tavoli poggiano tagliacarte.

Le librerie sono illuminate da lampade funzionali, appena visibili. Il padrone di casa, 86enne, occhi vivaci e ridenti, durante le due ore della conversazione rimane sempre in piedi.…

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“Il no di Atene ha sconfitto l’arroganza dell’austerità”

di Marta Fana

«Il referendum greco sancisce il fallimento totale dell’Europa degli arroganti e dei mediocri. Questo coraggio dà umanamente i brividi. In Europa non ci sarà mai una crescita senza un piano massiccio di investimenti pubblici che aumentino la produttività e creino lavoro». Intervista a Mariana Mazzucato

Un popolo, stra­ziato dalla crisi e dalle ricette impo­ste dalla Troika, vota e scrive la sto­ria con un «No». Il corag­gio vince sulla paura, ma la bat­ta­glia sarà dif­fi­ci­lis­sima e neces­sita di una chiara visione di breve e lungo periodo. Chi ha perso è l’Europa dell’austerità. Ne par­liamo con Mariana Maz­zu­cato, eco­no­mi­sta e autrice de Lo Stato Inno­va­tore (Laterza).

Come inter­preta il «No» greco all’austerità?

Dalle inter­vi­ste in Gre­cia, emer­geva che chi avrebbe votato sì diceva di farlo per paura, chi «No» per corag­gio. Uma­na­mente dà i bri­vidi. Il risul­tato poli­tico però è il fal­li­mento totale di que­sta Europa. Siamo oggi cir­con­dati e gover­nati da troppe figure medio­cri, che hanno per­messo all’arroganza di pre­va­lere sulla soli­da­rietà e sulla ragione.…

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Pourquoi l’armée grecque n’est pas au régime sec

di Kozi Pastakia

La Grèce a longtemps refusé de rogner sur ses dépenses militaires qui restent, aujourd’hui encore, supérieures à la moyenne des autres pays européens.

Ses créanciers et partenaires souhaitent qu’Athènes réalise des coupes dans son budget de défense. Une demande à laquelle le gouvernement d’Alexis Tsipras reste réticent.

Avions militaires, sous-marins, chars et canons. La Grèce tient à son armée. À tel point qu’elle est le pays européen dont les dépenses militaires sont les plus importantes en pourcentage de son produit intérieur brut (PIB). Selon le Stockholm International Peace Research (Sipri), le pays de Platon et de Socrate a consacré 2,2 % de son PIB à des dépenses militaires. Et pour le Sipri, la Grèce devrait conserver sa position de leader européen en atteignant 2,4 % en 2015. À titre de comparaison, le Royaume-Uni devrait avoisiner 2,1 %, pour l’année en cours, quand la France devrait se trouver aux alentours de 1,8 %.

Un record au sein de l’Otan

Parmi les pays de l’Organisation du traité de l’Atlantique nord (Otan), seuls les États-Unis sont plus dépensiers pour leur armée.…

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La voce battagliera di un pacifista

di Concetto Vecchio

“Non ce la faccio più”. Sono passati vent’anni dal suicidio di Alex Langer (Firenze, 3 luglio 1995) e la sua voce manca tantissimo.
Quante cose è stato! Intellettuale, ecopacifista, instancabile costruttore di ponti in Alto Adige e nella ex Jugoslavia, sempre un passo avanti e perciò misconosciuto, incompreso.
Marco Boato, amico per tutta una vita, ne traccia una guida appassionata, pensata soprattutto per i giovani. Una vita nutrita di senso, di battaglie eretiche, conobbe personalmente Don Milani, fu amico di padre Balducci, ,passando per Lotta Continua, il movimento del ’77, i radicali di Pannella, Die Neue Linke, fino ai Verdi, due volte europarlamentare.
Chissà cosa direbbe oggi dinanzi a questo Papa così sensibile all’ecologia e ai poveri, lui che aveva studiato al liceo francescano (fu alla maturità tra i cinque liceali più brillanti d’Italia)? Cosa s’inventerebbe dinanzi ai nuovi egoismi che dilaniano l’Europa? Il libro riporta molte riflessioni che sembrano scritte oggi.

Marco Boato, Alexander Langer, Editrice La Scuola, pp.128

(“La Repubblica, 28 giugno 2015, p.44)…

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