Così i cattivi sembrano buoni

di Raffaella De Santis

Un paese dove i cento individui più ricchi sono proprietari di un quarto del Pil, mentre l’80 per cento delle persone vive con mezzo dollaro al giorno, è un paese in cui lo sviluppo economico ha seguito logiche perverse.
Quelle logiche del neoliberismo selvaggio che dominano la nuova India col Pil in ascesa. Per Arundhati Roy, di fronte a una tale disuguaglianza sociale non si può parlare di vera democrazia. I responsabili del disastro hanno un nome: sono le multinazionali che espropriano le terre ai contadini, le Fondazioni che finanziando festival e premi alla ricerca si assicurano l’egemonia culturale, e le Ong che hanno trasformato i potenziali rivoluzionari in apprendisti stipendiati.
Sono questi i fantasmi del capitale (titolo della raccolta di saggi in parte già usciti su Internazionale). Nell’ottica gramsciana della studiosa , la filantropia culturale è l’arma più pervicace del capitale.
Gli scrittori sono avvisati: spesso chi finanzia i festival letterari ha come intento di utilizzarli strumentalmente.…

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In una parola/ Discernimento

di Alberto Leiss

Spero che l’enciclica di Francesco sull’ambiente – in realtà sul complesso delle scelte etiche, economiche, scientifiche, relazionali che informano il nostro modo di vivere, di considerare uomini e donne, animali, e tutto ciò che chiamiamo natura – aiuti la ripresa di una discussione, di un dialogo, come ripete quasi ossessivamente il Papa nel suo testo, anche nel mondo laico della politica e della sinistra.
Un confronto capace di cominciare, almeno, a superare i gravissimi ritardi che bloccano la capacità di affrontare con nuovi fondamenti la crisi globale sistemica che stiamo vivendo.
Non pretendo certo di approfondire temi tanto ambiziosi. Mi limito a segnalare il fatto che questa esigenza è avvertita acutamente negli argomenti scelti dall’ultimo numero ( 2-3 del 2015) della rivista Critica Marxista che dedica due articoli e l’editoriale del direttore Aldo Tortorella proprio al discorso e all’azione che va conducendo il papato di Francesco.
Confesso un flagrante conflitto di interessi, essendo non solo collaboratore di questa rivista, ma coautore, con Rosetta Stella, di uno degli scritti, una intervista al Vescovo Agostino Marchetto, che ha conosciuto bene Bergoglio ed è stato indicato dal Papa quale “migliore ermeneuta del Concilio Vaticano II”.…

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Metti in scena il tempo interiore

di Leonetta Bentivoglio

Nessuna paura s’interpone Tra un atto e l’altro: un’ostinata continuità narrativa distingue sia la recita bucolica che dà il soggetto al plot, sia la prosa del romanzo di Virginia Wolff che ne racconta l’attuazione.
Rispetto al palcoscenico, qui si focalizza di più, con ironia, ciò che accade nel pubblico. Tutto mira a suggerirci un’idea di tempo come dimensione fittizia e pura messinscena, poichè il tempo è reiterato e privo di dinamismo nell’interiorità dei singoli.
Una scansione temporale riguarda solo l’allegorica commedia che s’affida, nel libro, alla regia di Miss La Trobe: nascita dell’Inghilterra, squarci elisabettiani, affresco sulla Restaurazione, bozzetti vittoriani e arduo presente.
L’allestimento ha luogo nel 1939 e lo interpreta un gruppo di paesani per una bizzarra platea di possidenti.
La guerra è alle porte, così come il suicidio di Virginia. L’unico tempo che può manifestarsi, “se non precipita”, è quello della Storia, scrive nella postfazione Chiara Valerio, abile curatrice e traduttrice.

Virginia Wolff, Tra un atto e l’altro, Nottetempo editore, trad.it.…

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Salvarsi dal far west con la psicoanalisi

di Francesca Bolino

Come pensare la psicoanalisi? Non come un pensiero autoreferenziale ma come uno strumento per intersecare la realtà.
Ovvero: usare la psicoanalisi per attraversare il resto del mondo, una sorta di far west che non si può nè assimilare nè rigettare.
In questo utile scritto Lorena Preta – membro ordinaario della società psicoanalitica italiana – ci suggerisce di procurarci una “sofisticata tuta spaziale, una pelle più resistente” che ci consenta di non andare “in fiamme al primo impatto con la realtà umana”.
E ricordare le parole di Francis Bacon (questo libro riflette proprio intorno a La brutalità delle cose di Bacon): bisogna “intrappolare la realtà in qualcosa di veramente arbitrario”.

Lorena Preti, La brutalità delle cose, Mimesis editore, pagg.138

(“La Repubblica”, 21 giugno 2015, p.50)…

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Salvini: “Non abbiamo bisogno del perdono del Papa”

di Luca Kocci

Papa Francesco non lo aveva nominato, ma Matteo Salvini evidentemente si è sentito chiamato in causa se ha avuto la necessità di rispondere per le rime dai microfoni di Radio Padania.

«Preghiamo per tanti fratelli e sorelle che cercano rifugio lontano dalla loro terra, che cercano una casa dove poter vivere senza timore, perché siano sempre rispettati nella loro dignità», ha detto ieri mattina Bergoglio in piazza San Pietro, al termine dell’udienza del mercoledì, ricordando che sabato prossimo sarà la Giornata mondiale del rifugiato. «Incoraggio l’opera di quanti portano loro un aiuto – ha proseguito il papa – e auspico che la comunità internazionale agisca in maniera concorde ed efficace per prevenire le cause delle migrazioni forzate. E vi invito tutti a chiedere perdono per le persone e le istituzioni che chiudono la porta a questa gente che cerca una famiglia, che cerca di essere custodita».

«Quanti rifugiati ci sono in Vaticano?», ha chiesto poco dopo Salvini da Radio Padania.…

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E’morto Paoli, amico del Papa ed inviato di Paolo VI in Sudamerica

Redazione Vatican Insider

Aveva 102 anni. Fu consigliere teologico di Angelelli. L’anno scorso Francesco lo volle con sé a Casa Santa Marta per la Messa

È morto a 102 anni fratel Arturo Paoli, religioso dei Piccoli Fratelli di Charles De Foucauld. Nato a Lucca, dopo la laurea alla Cattolica e l’ordinazione sacerdotale fu nominato, per iniziativa dell’allora monsignor Giovanni Battista Montini che lo stimava, viceassistente della gioventù di Azione cattolica, ma entrò in rotta di collisione con il presidente nazionale, Luigi Gedda, sull’iniziativa dei «Comitati Civici» voluta da Pio XII.

Così fu dimesso dall’incarico, e nominato cappellano degli emigranti in Argentina. Sulla nave l’incontro con Jean Saphores, un piccolo fratello di Gesù che gli morirà tra le braccia a Buenos Aires, del quale decide di prendere il posto. Si trasferisce a El Abiodh, in Algeria, per il noviziato e qui ritrova Carlo Carretto, anch’egli passato dalla dirigenza dell’Azione cattolica di Gedda alla vita religiosa nel deserto del Sahara. Dopo la professione religiosa, vive a Orano dove, negli anni della lotta di liberazione algerina, lavora come magazziniere in un deposito del porto, secondo lo stile di vita della Fraternità.…

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La cavalcata è finita. Dal voto regionale un monito per la democrazia

di Raniero La Valle

Con le elezioni del 31 maggio è finita la cavalcata di Matteo Renzi. Non si sa quando scenderà da cavallo, ma la cavalcata è finita perché le elezioni regionali (che sono più che mai politiche) hanno mostrato che la prateria non c’è.
La prateria sarebbe lo spazio sconfinato, vuoto della destra, che è comparso nelle visioni dei leaders della ex-sinistra dopo la soppressione del PCI. Irrompere su quella prateria avrebbe dovuto permettere loro di ereditare stabilmente il potere della Repubblica, prima con la “gioiosa macchina di guerra” di Occhetto, poi con il partito “a vocazione maggioritaria” di Veltroni, infine con il “partito della Nazione” di Renzi. Le legge elettorali via via architettate come le più idonee a rendere inoppugnabile il potere, erano concepite o fatte proprie a tale scopo.
Questo vecchio progetto è stato ancora una volta sconfitto.
L’ideologia visionaria di un partito “progressista” o “di sinistra moderata” o “democratico”che si insediasse pressoché solo al potere e potesse elettoralmente dilagare in uno spazio politico sostanzialmente privo di oppositori credibili o comunque vincenti, era basata su un errore teorico e su un principio di irrealtà.…

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Meridiana e le altre, tutte le crisi italiane

di Angelo Mastrandrea

La via crucis di Matteo Renzi, tra cassintegrati dell’Alcoa ed esuberi della Whirlpool. Cronache di una politica industriale che non c’è

A bordo di una molto americana Jeep Renegade guidata da Sergio Marchionne, seduto sul lato passeggeri e accompagnato, sul sedile posteriore, da Graziano del Rio e Alain Elkann, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ieri si è presentato al reparto di lastratura della Fiat di Melfi, e non è dato sapere in che modo gli operai abbiano commentato l’arrivo di una così alta delegazione a bordo di un Suv prodotto altrove. Che si sia trattato di gaffe involontaria o inutile spavalderia da zio d’America dei tempi dell’emigrazione, la visita lampo del premier alla fabbrica-emblema della mancata dismissione della Fca ha avuto il solo compito di oscurare le note dolenti del pomeriggio, trascorso invece in Sardegna. Atterrato a Olbia per l’inaugurazione del cantiere del Mater Olbia, un ospedale che dovrà nascere, con soldi del Qatar, sulle ceneri dell’ex San Raffaele, ha trovato ad attenderlo dei lavoratori in t-shirt rossa e la scritta «Io sono un esubero Meridiana» e un pugno di cassintegrati dell’Alcoa che gli chiedevano di «attivarsi personalmente» perché la Commissione europea, chiedendo il rimborso degli «aiuti di Stato» concessi all’azienda, impedisce il riavvio dello stabilimento.…

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Più forte del populismo.La democrazia rappresentativa oggi in Europa

a cura di Alessandro Aresu

Limes ha intervistato Jan Werner Müller, studioso del pensiero politico europeo e docente all’Università di Princeton, con cui aveva già dialogato l’anno scorso. Questa volta abbiamo parlato di populismi, democrazia rappresentativa, terrorismo islamico, Mario Draghi e Vladimir Putin.

LIMES. Dopo le elezioni europee, i movimenti cosiddetti “populisti” non sono riusciti a esprimere una posizione politica comune. Per esempio, Le Pen, Farage e Grillo non hanno formato un gruppo euroscettico comune e così hanno sottolineato le loro differenze e la loro inefficacia parlamentare. L’etichetta “populista” è spesso attribuita a movimenti diversi. In questo scenario, qual è il ruolo di Syriza e Podemos? Possono offrire una narrazione comune?

MÜLLER. A mio avviso, dobbiamo stare molto attenti quando usiamo il concetto di populismo. Il populismo, l’euroscetticismo e le critiche delle politiche adottate per salvare l’euro sono tre cose differenti, anche se nella pratica possono sovrapporsi. Restringerei il concetto di populismo ad attori che rivendicano di essere gli unici rappresentanti del popolo autentico.…

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Occhi aperti sul mondo

di Raniero La Valle

Per un’umanità indivisa

Se prendessimo sul serio i principi suggeriti da papa Francesco nella “Evangelii Gaudium” per costruire una vera comunità umana – il tempo è superiore allo spazio, l’unità prevale sul conflitto, la realtà è più importante dell’idea, il tutto è superiore alla parte – avremmo i criteri supremi per trovare soluzione ai problemi più angosciosi dell’attuale momento storico. Avere gli occhi aperti sul mondo non vuol dire però avere uno sguardo d’assieme grazie al quale cavarsela esprimendo semplicemente buoni sentimenti generali, ma vuol dire affrontare le cose una per una e cercare di sciogliere i nodi reali.
Perciò non daremo questo sguardo d’assieme, né per quanto riguarda l’Italia, in questo momento minacciata da un’ambigua avventura di sovvertimento costituzionale, né per quanto riguarda la comunità internazionale, che rischia il collasso economico ed ecologico, ma affronteremo un solo problema: un problema però nel quale vengono a scadenza tutte le contraddizioni che non abbiamo risolto e vengono in gioco tutte le nostre convinzioni e la nostra fede.…

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