Da Ventotene a Lampedusa:un New deal e una cittadinanza comune del mediterraneo

di Nicola Vallinoto

Scrivo queste righe lasciando Lampedusa il giorno in cui l’isola commemora i 368 morti nel naufragio del peschereccio del 3 ottobre 2013 mentre la politica italiana ed europea presente a Lampedusa (Laura Boldrini, Federica Mogherini, Martin Schulz e diversi parlamentari europei) si interroga su come porre fine a questa tragedia.

Fino ad oggi la politica istituzionale italiana ed europea ha cercato di mettere dei cerotti alle ferite senza andare a curare le cause delle migrazioni di massa dal continente africano. Guerra e fame colpiscono i popoli della sponda sud del Mediterraneo i quali sono costretti a trovare una via di fuga, seppur tortuosa e pericolosa, per avere una speranza di vita, e non dico migliore, semplicemente una speranza. Gli europei non possono stare a guardare: devono porre rimedio alle cause sia per senso di responsabilità che per mera necessità.

Abbiamo una responsabilità regionale in quanto gli USA hanno cessato di esercitare una leadership mondiale sotto la spinta della crisi dei mutui sub-prime e dell’ascesa di nuovi attori del processo di globalizzazione.…

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Populismo. Un carattere originale nella storia d’Italia

Incontro di studi dell’Associazione culturale nazionale “Giorgio La Pira”
con il patrocinio dell’Accademia di studi storici “Aldo Moro” e dell’Archivio storico Flamigni

Presentazione del volume di Nicola Tranfaglia, Populismo. Un carattere originale nella storia d’Italia (Castelvecchi editore, 2014)

Civita Castellana, 29 novembre 2014

Saluti di indirizzo ed introduzione
Dott. Emilio Corteselli (Presidente dell’Associazione culturale nazionale “Giorgio La Pira”)

Relazione introduttiva e presidenza
Prof. Giovanni Bianco (Università di Sassari)

Interventi programmati
Prof.Carlo Bersani (Università telematica “Niccolò Cusano”)
Prof.Francesco Maria Biscione (Istituto dell’Enciclopedia italiana)
Dott.Luciano D’Andrea (Direttore dell’Accademia di studi storici “Aldo Moro”)
Prof.Aurelio RIzzacasa (Università di Perugia)

Conclude
Prof.Nicola Tranfaglia (Università di Torino)

L’incontro di studi si terrà presso la Sala delle Conferenze della Curia Arcivescovile, in Civita Castellana, P.zza Matteotti, 5

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Verdini, affari e cene elettorali.Le telefonate agli amici di Renzi

di Marco Lillo

Ferruccio de Bortoli non è stato il primo ad accostare la massoneria al mondo che circonda Matteo Renzi. “Il patto del Nazareno – ha scritto il direttore del Corriere della Sera – finirà per eleggere anche il nuovo presidente della Repubblica, forse a inizio 2015. Sarebbe opportuno conoscerne tutti i reali contenuti. Liberandolo da vari sospetti (riguarda anche la Rai?) e, non ultimo, dallo stantio odore di massoneria”. Notoriamente alla stesura del Patto del Nazareno erano presenti per il Pdl oltre a Gianni Letta l’ex piduista Silvio Berlusconi e Denis Verdini, a processo per la cosiddetta P3 e per il Pd c’era Matteo Renzi.

Riccardo Fusi, quando era ancora il ricco e potente proprietario con Roberto Bartolomei del più grande gruppo di costruzioni di Firenze, la BTP, nel lontano 2009 mentre era intercettato ha toccato l’argomento dei rapporti tra Renzi e il mondo della massoneria con il suo socio. I Carabinieri del Ros di Firenze su delega dei pubblici ministeri che indagavano sulla cosiddetta ‘Cricca dei grandi eventi’ hanno trascritto nei brogliacci il sunto di 52 mila conversazioni telefoniche di Fusi dal febbraio 2008 al febbraio 2010.…

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Quale guerra allo Stato islamico?

di Raniero La Valle

Lo Stato Islamico dell’Iraq e della Siria (ISIS, o come si dice lì, DAISH), è una novità di prima grandezza nel tormentato corso della storia che stiamo vivendo. Non è solo una delle tante irruzioni dell’estremismo islamico che ci hanno turbato in questi anni, non è un’organizzazione terroristica clandestina come quelle contro cui siamo in guerra ormai a partire dall’attentato alle Torri Gemelle. È tutto questo, ma la novità è che si è costituito in Stato, sotto il comando di un Califfo, ha un territorio, un popolo, un esercito. E in più, almeno a parole, coltiva un sogno di conquista che vede il Califfato estendersi fino a Roma, in Spagna, in Portogallo… Però, a differenza delle antiche conquiste islamiche, questa volta non si tratterebbe di far marciare gli eserciti fino a Vienna o all’Atlantico, ma di far nascere lo Stato islamico, uno Stato pseudoreligioso mondiale, dall’interno dei singoli Paesi, per proselitismo, per teste di ponte, per contagio di masse disorientate e disponibili a farsi ingaggiare sia in terre a popolazione islamica sia in terre di “infedeli”.…

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La Cina e il Pil sottovalutato

di Vincenzo Comito

Il Pil cinese dovrebbe nel 2014 superare come dimensioni globali quello degli Stati Uniti. Ma come funziona l’apparato statistico cinese? Pubblichiamo il primo di quattro articoli dedicati all’analisi di alcuni sviluppi recenti che riguardano il mondo cinese
Qualche mese fa, come è noto, un’organizzazione del gruppo della Banca Mondiale ci ha informato che il pil cinese dovrebbe nel 2014 superare come dimensioni globali quello degli Stati Uniti, almeno utilizzando per il calcolo relativo il criterio della parità dei poteri di acquisto; e da allora non è successo niente che possa far pensare ad una qualche modifica nella previsione. Secondo un’agenzia statunitense, The Conference Board, tale evento si sarebbe forse già verificato nel 2012.
Da rilevare peraltro che i cinesi, come risulta dalle notizie di stampa, hanno cercato di impedire la pubblicazione dell’informazione della Banca Mondiale, mentre anche gli Stati Uniti non ne hanno comunque avuto grande piacere. Il fatto è che ambedue i paesi hanno interesse a non sottolineare notizie di questo tipo, i cinesi per una tendenza di fondo a mantenere una scarsa enfasi sui loro crescenti successi economici, gli statunitensi per una ovvia questione di prestigio e, in prospettiva, di potere.…

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Diritti dei lavoratori: la terapia choc francese

di Anna Maria Merlo

Un «libretto giallo» per dare gli ultimi colpi di piccone contro quello che resta del diritto del lavoro in Francia. Il Medef, la Confindustria francese, ha delle idee precise contro la «fatalità della disoccupazione di massa». Propone una «terapia choc» perché «il nostro modello economico e sociale, ereditato dalla Liberazione, è sorpassato». Il progetto del presidente Pierre Gattaz, che si presenta con un pin all’occhiello con la scritta “Un milione di posti di lavoro”, assomiglia molto a quello presentato Yvon Gattaz, suo padre, trent’anni fa, quando occupava il posto alla testa del padronato francese, ora ereditato dal figlio. In 97 pagine, il Medef recita la litania dell’ultraliberismo alla francese per combattere “i freni all’assunzione” proponendo la «semplificazione del codice del lavoro».
Le 35 ore: ora sono l’orario di lavoro legale, domani le decisioni dovrebbero essere prese a livello di impresa. Il quadro dell’orario massimo resterebbe quello europeo – che è di 48 ore la settimana – e poi in ogni azienda ci sarebbero trattative per adattarsi alla domanda, invertendo «la gerarchia delle norme» dice Gattaz per lasciare spazio ad intese al livello più basso.…

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L’Europa sbagliata

di Jacques Delors

L’unione economica e monetaria in Europa implicherà una completa libertà di movimento per le persone, i beni, i servizi, i capitali, oltre che tassi di cambi irrevocabilmente fissi tra le monete nazionali e, infine, la moneta unica.

Questo, inoltre, implicherà una politica monetaria comune e richiederà un alto grado di compatibilità delle politiche economiche e di coerenza in diversi altri ambiti delle politiche, specie in campo fiscale (p.13). Si è deciso che otto paesi membri liberalizzeranno completamente i movimenti di capitale entro il 1 luglio 1990 e che gli altri paesi membri seguiranno dopo un periodo di transizione (…) Il processo d’integrazione così richiede un coordinamento delle politiche più intenso ed efficace anche nel quadro degli attuali accordi di cambio, non solo in campo monetario, ma anche nei campi della gestione economica nazionale che influenzano la domanda aggregata, i prezzi e i costi di produzione” (p.10-11). La flessibilità salariale e la mobilità del lavoro sono necessarie per eliminare le differenze di competitività tra diverse regioni e paesi della Comunità.…

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Hollande e Renzi. La trasformazione finale

di Rossana Rossanda

Sono bastati una riunione dell’Ecofin e l’ammonimento di Draghi per far abbassare la cresta a Francia e Italia, e ridurre a zero le ambizioni della campagna elettorale di Hollande e della non campagna di Renzi. Altro che investimenti produttivi per i quali i due leader si impegnavano a tenerli fuori dai vincoli di bilancio europeo: ambedue si sono orientati a premere esclusivamente sulla riduzione non solo del costo del lavoro ma dei salari (magari come ulteriore riduzione degli occupati). Hollande non ha bisogno di leggi ad hoc, annuncia che rifarà il massiccio codice del lavoro e viene da settimane di fuoco: prima ha licenziato in tre ore il ministro della crescita produttiva Arnauld Montebourg, seguito da Hamon e Filippetti, messi fuori dal governo in quattro e quattr’otto; poi ha dovuto incassare trenta voti contrari della sua maggioranza in Parlamento, mantenendo la propria per un solo seggio. Ma questo non lo ha fatto deviare dalla strada intrapresa: il presidente ha preso la parola per una conferenza stampa nella quale ha assicurato che non avrebbe cambiato di una virgola la sua rotta disastrosa.…

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L’imperfezione dei mercati

di Joseph Stiglitz

L’età della depressione/La miscela esplosiva contemporanea: un modello che mescola declino economico e speculazioni della finanza, una produzione ridotta all’osso controllata dalle grandi imprese, una società disuguale, frammentata e disorientata. Pubblichiamo stralci della lezione di Joseph Stiglitz tenutasi alla Camera il 23 settembre

Non ho bisogno spiegare quanto sia drammatica la situazione economica in Europa, e in Italia in particolare. L’Europa è in quella che può definirsi una «triple dip recession», con il reddito che è caduto non una, ma tre volte in pochi anni, una recessione veramente inusuale. Così l’Europa ha perso la metà di un decennio: in molti paesi il livello del Pil pro capite è inferiore a quello del 2008, prima della crisi; se si estrapola la serie del Pil europeo sulla base del tasso di crescita dei decenni passati, oggi il Pil sarebbe del 17% più alto: l’Europa sta perdendo 2000 miliardi di dollari l’anno rispetto al proprio potenziale di crescita.
Oggi abbiamo a disposizione una grande quantità di dati sull’impatto delle politiche di austerità in Europa.…

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Sblocca Italia: le promesse (non mantenute)

di Anna Donati

Lo Sblocca Italia continua a sostenere lo sviluppo dell’asfalto, mentre molto meno destina alle ferrovie e davvero poco alle reti per il trasporto urbano, che sono il vero deficit italiano. Il governo insiste con le distorsioni della Legge Obiettivo, senza una politica dei trasporti innovativa e sostenibile

Dopo roboanti annunci alla fine il Decreto “sblocca Italia” è arrivato1. Nessuna svolta riformista tanto declamata dal Presidente Renzi, ma “passodopopasso” si prosegue ed aiuta lo sblocco di cantieri inutili, il consumo di territorio e paesaggio, ad indebolire le Soprintendenze, a svendere il demanio pubblico, a scavare petrolio per mare e per terra, a insistere con la deregulation edilizia, ad imporre inceneritori in giro per l’Italia.
Era lecito sperare che un presidente del consiglio giovane e scattante, che parla un linguaggio nuovo, avesse anche idee e progetti nuovi per il futuro dell’Italia: green economy, riqualificazione delle città, efficienza ed energie rinnovabili, reti e servizi per il trasporto pubblico, ricerca ed innovazione tecnologica, beni comuni, patrimonio storico e bellezza del paesaggio.…

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