Lo sguardo sul mondo di Carlo Mazzacurati: alla giusta distanza ma con passione

di Ilvo Diamanti

Non è facile parlare di Carlo Mazzacurati ora che non c’è più. Perché mi era facile fino a poco tempo fa, parlare con Carlo. Una consuetudine facile e gratificante. Un piacere. Fisico, emotivo e intellettuale. Perché ci univano i valori e i riferimenti. A livello sociale, personale, culturale. Era un piacere. Parlare di tante cose. E sentirlo narrare. Suggestivo nel racconto. Con le parole e con le immagini, nei suoi film e nei suoi documentari. Nelle sue storie, dove le persone e i paesaggi si equivalgono. Perché il paesaggio é un personaggio, nelle sue narrazioni svolte con la macchina da presa. Il Nordest, soprattutto. Raccontato senza enfasi. Ne era incapace. Senza indulgenza. Fuori dai luoghi comuni.

A lui piaceva il Nordest nascosto. Lontano dalla retorica. Il Veneto che respira ancora, accanto alle galassie immobiliari e di piccole imprese. I paesi e gli spazi aperti sul delta del Po. Dove ambientare e narrare storie di vita e di morte.…

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Effetti collaterali o strumenti, poco cambia

di Renato Sacco

Nella notte tra il 16 e il 17 gennaio 1991 iniziavano i bombardamenti su Baghdad, la Prima guerra del Golfo: ‘Desert Storm’. Sembra preistoria, 23 anni fa! I giovani non erano ancora nati e i più grandi rischiano di dimenticare.

Giovanni Paolo II parlava di “Guerra avventura senza ritorno”.

E chi se lo ricorda? Chi parla ancora dell’Iraq?

Ormai non fa più notizia, eppure era stata ‘LA’ notizia per tanto tempo, quando anche l’Italia aveva partecipato alla guerra. Dirette Tv, inviati, giornalisti. Poi, da un po’ di tempo il silenzio assoluto.

Non fanno notizia i circa mille morti uccisi al mese nell’ultima parte del 2013, né quanto sta succedendo in questi giorni. Non per niente fu inventata una definizione originale per parlare dei morti: ‘effetti collaterali’. Suona meglio alle nostre orecchie. E non solo non si parla dell’Iraq, ma non si parla di quasi nessuna guerra: Sud Sudan, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Palestina. E Siria e Afghanistan?…

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Le nuove vittime innocenti di mafia

di Tonio Dell’Olio

Come ogni anno il 21 marzo sarà dedicato alla memoria delle vittime innocenti di mafia. Quest’anno ci troveremo a Latina sabato 22 per favorire la partecipazione di cittadine e cittadini che vogliono metterci la faccia contro la malapianta delle mafie e contribuire a spingere questo Paese verso la normalità. Come ogni anno, il momento più toccante è quello della lunga lettura dei nomi delle vittime. In silenzio. Senza altre parole. Alcuni nomi molto noti e molti altri (la maggioranza) poco conosciuti. Sarebbe il caso di aggiungere anche i nomi di coloro che si sono visti sottrarre la vita dalle mafie del “traffico di carne umana” (Papa Francesco) e non sono riusciti a raggiungere coste e confini in tante parti del mondo. Bisognerà ricordare anche le vittime del cancro causato dall’inquinamento delle sostanze tossiche smaltite illegalmente nella terra dei fuochi e in tante altre parti d’Italia. Vittime anche queste. Delle mafie e delle loro complicità.

 

(www.mosaicodipace.it , 23 gennaio 2014)…

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Il regalo avvelenato della nuova legge elettorale

di Raniero La Valle

La proposta Renzi-Berlusconi comprendente la legge elettorale sottoposta ora alla Camera e la rapida abolizione del Senato, va respinta.
In via di principio va dato un segnale di irricevibilità di una proposta di assetto istituzionale ideata col concorso determinante di una personalità politica in stato di interdizione dai pubblici uffici. Sarebbe mal posta la questione moralistica del “non trattare con un condannato” o una questione d’immagine dei luoghi e delle modalità degli incontri; è invece una grave questione di ordine istituzionale il fatto che il maggiore partito italiano ed il suo segretario eludano e contraddicano la decisione cautelare della magistratura che con l’interdizione dai pubblici uffici interpreta l’interesse pubblico ad evitare che un soggetto già giudicato come dannoso possa ulteriormente nuocere alla comunità. La pena accessoria dell’interdizione non è infatti, nella ratio dell’ordinamento dello Stato di diritto, una misura vendicativa volta ad infierire sul colpevole, ma è una misura di prevenzione a beneficio della collettività perché essa non sia esposta ai rischi prevedibili provenienti dall’esercizio di funzioni pubbliche da parte di quel condannato.…

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La scelta di Francesco.Un vescovo di “strada” per Palermo

di Augusto Cavadi

Il vescovo della mia diocesi, Palermo, card. Paolo Romeo, non è certo l’unico che per motivi d’età sarà sostituito nel corso del 2014 (ha compiuto 75 anni, l’età della pensione, il 20 febbraio 2013). Come avverrà la designazione del successore? È noto che i criteri con cui si scelgono i nuovi vescovi costituiscono una spia rivelatrice del progetto di Chiesa che ogni papa ha in mente. Ciò è stato vero sino a Giovanni Paolo II e a Benedetto XVI e non può non esserlo per Francesco.

Schematizzando brutalmente, l’attuale vescovo di Roma, pescato “dalla fine del mondo”, ha davanti tre strade.

La prima, che è la più comoda ma anche la più sterile, è lasciare intatti i meccanismi previsti dall’attuale Codice di diritto canonico e da una prassi consolidata da circa cinque secoli: che i vescovi scelgano per cooptazione i propri successori, limitando all’invio di qualche “lettera riservata” il coinvolgimento del parere di presbiteri e laici impegnati ecclesialmente.…

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Irriformabili

di Cristina Matiello

Irriformabili: chiunque abbia ancora una cultura del diritto o dia valore al semplice concetto di umanità non può che chiedere l’immediata chiusura di tutti i Cie come primo passo per una riforma radicale della legislazione in materia di immigrazione. Una ormai lunga storia ha fatto dei “Centri di identificazione ed espulsione” una mostruosità giuridica, un luogo di sospensione della legalità e delle garanzie minime, un “limbo giudiziario” fuori dal controllo sociale e di fatto anche dalle regole, come le “istituzioni totali” di basagliana memoria. Tante le tappe, sempre peggiorative. Nati nel 1998 con la Legge Turco-Napolitano come Centri di permanenza temporanea e assistenza in cui si poteva permanere al massimo per 30 giorni, si dimostrano subito strutture ambigue nella definizione formale e difficilissime da gestire.

Gli “ospiti” – termine ancora oggi utilizzato! – sono in realtà detenuti: si tratta di una “detenzione amministrativa” di per sé illegale (anche se accettata dall’Europa di Schengen) in quanto non è definibile “reato”, e quindi passibile di costrizione della libertà un’irregolarità amministrativa come la mancanza di documenti.…

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Bankitalia e il bivacco dei manipoli grillini

di Massimo Giannini

Capisco tutte le ragioni che spingono Beppe Grillo e i suoi «dipendenti a progetto» a trasformare la Rivoluzione Silenziosa di Inglehart nella Grande Sommossa di Casaleggio. Ragioni politiche: si avvicinano le Europee, e l’Italicum è una tenaglia che stritola M5Se in una competizione quasi bipartitica. Ragioni sociologiche: non puoi pretendere il Galateo istituzionale da chi, con tutto il rispetto, fino a pochi mesi fa pascolava da cooperatore sulle Ande o sfoggiava come expertise ambientalista la lotta agli «assorbenti che inquinano». Da qui, con tutta evidenza, nasce la falsificazione che gli «arditi» pentastellati hanno fatto sul decreto Imu-Bankitalia, precipitando l’aula di Montecitorio nel «bivacco di manipoli» minacciato a suo tempo dalla Buonanima. Premetto: quel provvedimento è mal fatto e mal scritto, e le banche hanno enormi responsabilità nella crisi. Ma cartelli e slogan grillini sono bugiardi. «Giù le mani dalla Banca d’Italia», «Via Nazionale svenduta agli stranieri», «Vergogna, un altro regalo alle banche». Non ce n’è una vera, tra queste accuse.…

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Il potere economico attacca il Papa, noi lo difendiamo

di Movimenti sociali latinoamericani

Papa Francesco sta esprimendo fin dalla sua elezione la volontà di cambiamenti: nella Chiesa, nell’atteggiamento dei cristiani e nell’economia capitalista escludente e accaparratrice che così tanti esclusi e così tanti problemi sociali genera nel mondo.

Ha dimostrato coerenza nel suo atteggiamento personale, nel promuovere cambiamenti in Vaticano e nel pubblicare la sua esortazione apostolica in cui condanna il falso dio del mercato e del denaro a servizio di una élite mondiale.

Ciò è bastato perché il potere economico mondiale – banchieri, imprese transnazionali, agrobusiness, diplomatici e portavoce della stampa mondiale – iniziasse una campagna internazionale diretta a mettere in ridicolo il papa.

I movimenti sociali e popolari ripudiano i costanti attacchi a papa Francesco provenienti dai centri di potere mondiali, i quali, attraverso i monopoli mediatici, intendono screditare chi ha osato alzare la voce contro l’economia di esclusione, imposta ai popoli al prezzo di interminabili sofferenze, della distruzione della natura e della perdita di milioni di vite umane.…

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Fascismo a cinque stelle

di Piergiorgio Odifreddi

Se fino a qualche giorno fa si poteva immaginare una differenza tra il comico sceso in politica e i suoi spettatori eletti in parlamento nella lista del M5S, le piazzate squadriste delle ultime ore hanno dimostrato che si tratta invece di esemplari della stessa specie: quella dei minus habens della politica, incapaci di qualunque azione costruttiva, impazienti di agitare i manganelli, e autocompiaciuti dei loro insulti di bassa lega.

Ed è proprio l’espressione “bassa lega” quella che forse descrive al meglio il movimento politico di Grillo, rivelatosi essere una versione ancora più rozza della Lega di Bossi. Coloro che prima delle elezioni potevano illudersi che dietro alle pessime intemperanze verbali di Grillo si nascondessero buone idee e ottimi propositi, hanno ormai dovuto ricredersi. Le povere gag di Grillo, ripetute come mantra dai suoi spettatori-parlamentari, sono semplicemente l’espressione di un ego pieno al comando di cervelli vuoti.

A differenza di Bossi però, che nella sua rozzezza era comunque un animale politico, Grillo è unicamente un animale scenico, a suo agio soltanto su un palcoscenico e di fronte a spettatori adulanti.…

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L’umano non è solo natura

di Raniero La Valle

Tra le 38 domande che il papa ha fatto rivolgere ai vescovi e a tutta la Chiesa in preparazione del Sinodo straordinario sulla famiglia, ce ne sono alcune che fanno riferimento alla “legge naturale”, dando per scontato che il matrimonio sia un istituto di diritto naturale e che a questo diritto di natura  corrisponda un solo modello di matrimonio, tra i molti storicamente esistenti, cioè il matrimonio monogamico indissolubile tra un uomo e una donna, assurto per i battezzati alla dignità di sacramento.

Basta questo per dire come la Chiesa di Bergoglio si stia per affacciare sul mare aperto, ponendo all’ordine del giorno la questione antropologica fondamentale, su cui si gioca il futuro dell’età moderna, il problema cioè di “che cos’è umano”. È una questione che va al di là di quella della famiglia, e riguarda tutta la vita dell’uomo sulla terra. La posta è molto alta. Per dire che cos’è l’uomo non basta infatti chiedersi ciò che già e fin dall’inizio è iscritto nella sua natura; per sapere oggi che cos’è umano si deve interrogare la cultura che l’uomo ha aggiunto alla natura,  la storia in cui egli è cresciuto,  il diritto positivo con cui  ha incivilito il vecchio stato selvaggio, e la grazia con cui Dio ha messo il divino nell’umano, facendo dell’uomo una “nuova creatura”.…

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