Le storie vere degli “invisibili”

di Giovanni Valentini

Se ci si occupa troppo dei propri fatti privati, si toglie tempo all’impegno per cambiare il mondo.

(da “Il desiderio di essere come tutti” di Francesco Piccolo — Einaudi, 2013 — pag. 93)

Si può fare anche un’altra tv pubblica, diversa dalle risse politiche dei talk-show, dalle ambiguità dell’infotainment, dalle illusioni dei giochi a premio o dai lustrini del varietà. Una televisione che racconta “storie vere”, come quelle che ha messo in onda ieri mattina Rai Uno nell’omonimo programma quotidiano condotto da Eleonora Daniele. Storie di straordinaria umanità che, oltre a commuovere e a far riflettere, possono promuovere valori come la solidarietà e il volontariato.
Dalla mensa della Basilica di Santa Maria degli Angeli, a Roma, che ospita ogni giorno anziani, persone sole, uomini e donne che hanno perso il lavoro e non hanno più neppure da mangiare; ai disperati che abitano in un’auto abbandonata o in una roulotte senza luce e senz’acqua; fino ai clochard che dormono alla stazione Termini o sotto i portici, protetti solo dai cartoni e assistiti dai volontari della Croce rossa, è un popolo di “invisibili” che sfugge all’attenzione delle cronache e vive in una dimensione irreale, ai margini di un mondo indifferente.…

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Gli spazi lasciati vuoti dai partiti

di Federico Geremicca

Stavolta non ha applaudito nessuno, a differenza di quanto accadde nell’aula di Montecitorio gremita in ogni ordine di posti il 22 aprile scorso. Giorgio Napolitano leggeva il duro discorso da Presidente rieletto e fu quasi costretto a interrompere il suo severo atto d’accusa di fronte ai continui battimani: «Il vostro applauso – disse rivolto a deputati e senatori – non induca ad alcuna autoindulgenza: non dico solo i corresponsabili del diffondersi della corruzione nelle diverse sfere della politica e dell’amministrazione, ma nemmeno i responsabili di tanti nulla di fatto nel campo delle riforme».

Torna utile, oggi, ripensare a quell’intervento. E non solo per i mancati applausi – a Parlamento semideserto – che hanno accompagnato la puntigliosa lettera con la quale il Capo dello Stato, ieri, ha richiamato governo, Camere e forze politiche a un maggior rigore in materia di decreti legge: ma anche e soprattutto perché, nel giro di pochi mesi, quel frenetico batter di mani è stato sostituito da un sentimento, un disagio, del quale naturalmente si intende il senso, ma assai meno l’origine, la ragione e – in qualche modo – perfino la legittimità.…

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L’anticapitalismo del Papa

di Claudio Sardo

Il cambiamento di Papa Francesco non riguarda solo la vita della Chiesa e le forme della sua missione. È un nuovo sguardo sul mondo. Che vuole assumere il punto di vista dei più poveri, di chi è «scartato ». Perciò respinge il dominio assoluto della globalizzazione mercatista. Non parliamo di una nuova ideologia, e forse neppure una nuova dottrina sociale. Mai, però, un Papa aveva pronunciato parole così forti, così radicalmente critiche, nei con- fronti del liberismo e del capitalismo finanziario oggi egemoni. «Questa economia uccide – è scritto nell’Evangelii Gaudium. – Si considera l’essere umano in se stesso come un bene di consumo, che si può usare e poi gettare». Ai disoccupati e ai cassintegrati di Cagliari Francesco ave- va detto: dobbiamo «lottare per il lavoro», dobbiamo rivendicare «un sistema giusto, non questo sistema economico globalizzato che ci fa tanto male».

Come quelle di Lampedusa sono grida che scaturiscono da un’esperienza, da una condizione umana inaccettabile, non da un’opzione politica precostituita.…

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I diritti ignorati dei migranti

di Chiara Saraceno

Miracolo natalizio. Ciò che non è stato possibile per mesi, è diventato possibile nel giro di ventiquattr’ore. Tutte le persone trattenute nel centro di prima accoglienza di Lampedusa, salvo, assurdamente, i diciassette sopravvissuti al naufragio di ottobre, sono state trasferite in altri centri sulla terra ferma.
Non erano bastate le foto dei materassi gettati per terra, i resoconti giornalistici di povera gente, inclusi molti sopravvissuti del naufragio di ottobre, ammassata in condizioni disumane. La commozione dei politici nel giorno dei funerali era servita solo per consentire loro un’ennesima passerella sui telegiornali. Poi l’attenzione dei politici e dei responsabili si è spostata altrove.
Forse non sarebbe bastato neppure il video delle docce antiscabbia a chiudere una struttura che dovrebbe funzionare solo come tappa di transito veloce. Infatti, la prima reazione del ministro degli Interni è stata di scaricare la colpa esclusivamente sui gestori, non anche sul suo proprio ministero, che trattiene lì a tempo indeterminato chi arriva su quelle coste, al di fuori di ogni legge (inclusa la Bossi-Fini) e ragionevolezza, facendo finta di ignorare le condizioni in cui vivono i profughi lì ammassati e in cui opera chi ci lavora.…

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L’importanza del sogno

di Tonio Dell’Olio

Non è vero che il sogno sia lontano dalla realtà o addirittura un suo tradimento. Il sogno è esattamente la macchina motrice delle realtà migliori. Tutte le conquiste, i progetti, le realizzazioni migliori sono state partorite da un sogno. Quando celebriamo Nelson Mandela, celebriamo un sogno di libertà che si è fatto storia nel Sudafrica dell’apartheid e molto oltre i suoi stessi confini. Don Tonino Bello li chiamava “sogni diurni”. Nel Vangelo di Matteo, il sogno spesso è il tentativo discreto di Dio di entrare nella storia degli uomini. E anche Papa Francesco nella Evangelii Gaudium scrive: “Il nostro sogno vola più alto. Non parliamo solamente di assicurare a tutti il cibo, o un «decoroso sostentamento», ma che possano avere «prosperità nei suoi molteplici aspetti». Questo implica educazione, accesso all’assistenza sanitaria, e specialmente lavoro, perché nel lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale, l’essere umano esprime e accresce la dignità della propria vita. Il giusto salario permette l’accesso adeguato agli altri beni che sono destinati all’uso comune” (192).…

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Il fiume putrido della corruzione

di Tonio Del”Olio

Se le giornate mondiali dell’ONU hanno lo scopo di indicarci strade e priorità per rendere migliore il mondo in cui viviamo, non possiamo non vedere legate la giornata di ieri e quella di oggi. Ieri Giornata Mondiale contro la Corruzione e oggi Giornata Mondiale per i Diritti Umani. Perché non vi può essere affermazione di diritti quando sotto le case delle nostre città scorre putrido quel fiume di malaffare, interessi inquinati e illegalità che è la corruzione. La Campagna iniziata da Gruppo Abele e Libera contro la corruzione nella sanità ci dice che solo nel nostro Paese e solo dal 2010 ad oggi, un miliardo e mezzo di euro sono finiti in quel fiume. Si sarebbero potuti costruire 5 nuovi grandi ospedali! Il diritto alla cura è diritto fondamentale. Vederlo sbiadire dentro la nebbia degli appetiti di gente senza scrupoli che siede dietro le scrivanie della pubblica amministrazione o rappresenta un’azienda farmaceutica, un’impresa o un gruppo di affari… è da sciacalli.…

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Rispondere al Papa

di Raniero La Valle

Gli risposero (Matteo, 8,28;Luca, 24,19)

La Comunità San Francesco Saverio di Trento, il gruppo di credenti “Chiccodisenape” di Torino, la Comunità di San Paolo di Roma, la Scuola di antropologia “Vasti”, i gruppi di “Noi siamo Chiesa”, la Comunità di Sant’Angelo e il Laboratorio Sinodalità laicale LaSila di Milano, donne cattoliche e moltissimi altri gruppi e persone, per parlare solo dell’Italia, stanno preparando le risposte ad un questionario. Ma questa volta dovranno usare carta, busta e un francobollo, e spedire le risposte entro il 31 dicembre a Mons. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, c/o Segreteria del Sinodo, via della Conciliazione 34 – 00120 Città del Vaticano, perché si tratta di rispondere a tutte o ad alcune delle trentotto domande che il papa Francesco ha fatto rivolgere a tutta la Chiesa per prendere decisioni pastorali e teologiche su temi cruciali della famiglia e della condizione umana sulla terra.

E’ una novità.

Fu Pio XII che per primo fece un timidissimo accenno a un’opinione pubblica nella Chiesa, alludendo a una qualche voce in capitolo dei fedeli, ma la cosa non ebbe alcun seguito.…

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L’apharteid di Israele

di Tonio Dell’Olio

Chiunque abbia conosciuto da vicino le condizioni di vita della popolazione palestinese a Gaza e nei territori occupati; chiunque si sia almeno avvicinato al “muro” o abbia sperimentato le lunghe ore di attesa insieme ai lavoratori che quotidianamente si recano dall’altra parte; chi ha toccato con mano le umiliazioni e le violenze continue cui vengono sottoposti uomini, donne e bambini, sa che non appare esagerato definire regime di apartheid quello di Israele nei confronti dei palestinesi. La comunità internazionale è intervenuta ripetutamente a sanzionare decisioni e comportamenti dello Stato di Israele, ma niente è cambiato. Quello Stato sembra impermeabile a risoluzioni dell’ONU, a rapporti di organizzazioni per i diritti umani, a richiami e appelli. Esattamente come avveniva in Sudafrica prima che la lotta di Mandela avesse successo. Ebbene il Comitato Olimpico sin dal 1964 decise di non ammettere il Sudafrica a disputare i giochi. Un’umiliazione internazionale che pensiamo abbia pesato sulle sorti future della popolazione nera. Chiediamo che lo stesso avvenga per Israele a partire dai prossimi Giochi Olimpici del 2016 a Rio de Janeiro.…

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