Con il cavaliere il più alto aumento di tasse

di Marco Ruffolo

Ci risiamo. La crociata berlusconiana contro le tasse è ripartita, con tutto il suo corredo di rito: gli attacchi al governo Monti che le ha alzate e le puntuali promesse elettorali, dalla cancellazione dell´Imu prima casa alla riduzione di Irpef e Iva. Fino all´opzione zero-tasse per chi assume giovani. Insomma, si torna al passato, quando la destra minacciava scioperi fiscali, strizzava l´occhio agli evasori e annunciava operazioni “libera tutti”. Musica già sentita, partitura già letta. Ma questo déjà vu tributario finisce per mischiare le carte della memoria, per far comparire avvenimenti mai accaduti o per cancellare fatti realmente successi. Sembra quasi che prima di Monti abbia governato una maggioranza capace di ridurre o quanto meno tener ferma la pressione fiscale. In realtà, non è andata così. Anzi, a conti fatti, con le ultime manovre il governo Berlusconi-Tremonti ha finito per alzare la pressione fiscale esattamente il doppio di quello che ha fatto poi il suo successore.

NIENTE RIDUZIONE
Quando il Cavaliere arriva a Palazzo Chigi nel maggio 2008 il peso delle tasse sul Pil è al 42,7 per cento.…

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Dalla congiura all’Imu:i dieci falsi di Berlusconi

di Massimo Giannini

Senza verità non c’è democrazia. Non c’è bisogno di rievocare Hannah Arendt, per capire quanto pesi l’irriducibile “incultura” democratica nella parabola di Silvio Berlusconi. Anche in questa sesta, titanica e disperata “discesa in campo”, la verità raccontata dal Cavaliere agli italiani naufraga miseramente di fronte alla storia e alla cronaca. E com’è sempre accaduto nel corso di questi rovinosi diciassette anni, la sua propaganda politica affonda mestamente di fronte all’evidenza dei fatti. Come la manipolazione della realtà è stata il suo “metodo di governo”, la menzogna è tuttora il format della sua campagna elettorale. Dagli ultimi due Truman show andati in onda sulla Rai a Porta a Porta e su La7 a Servizio Pubblico, è possibile tracciare un “decalogo” delle falsità più clamorose. Le nuove, dieci bugie dell’imbonitore di Arcore.

LA CONGIURA CONTRO IL GOVERNO
Afferma l’ex premier, per spiegare la drammatica caduta del suo governo nell’autunno di due anni fa: “Quello che è successo per farmi cadere è stata una congiura, nazionale e internazionale, e anche per la storia serve istituire un’indagine con una commissione d’inchiesta”.…

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Un’altra agenda è possibile

di Letizia Paolozzi e Alberto Leiss

A Mario Monti, il professore che si esprime come un robot capace di mimare lo humour anglosassone, una cosa è riuscita. Tutti parlano della sua “Agenda”. Spesso per criticarla – da destra (è troppo “statalista” secondo la ormai famosa coppia Alesina-Giavazzi) – e da sinistra (è troppo liberista e conservatrice, dicono con una gamma di accenti diversi Ingroia e Grillo, Vendola e Fassina). Berlusconi e Maroni (non si sa ancora se di nuovo alleati) scagliano anatemi. Bersani è più diplomatico: si può discutere, ma ci vogliono più “equità, lavoro, diritti”.

A noi quel testo ha colpito perché anche i buoni propositi (per esempio l’idea di un fisco più giusto di fronte ai ricchi patrimoni e a chi vive del solo salario) sono appannati , svuotati dalla mancanza di due cose. Non c’è alcun approfondimento critico sul perché la gestione del libero mercato abbia prodotto una tale catastrofe economica globale. E in generale non emerge un’anima nemmeno quando si parla di Europa, di giustizia, di lavoro.…

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Le ragioni del più forte e la società globale

di Simonetta Fiori

C’è un filo rosso che collega registi e scrittori  apparentemente distanti come Bellocchio e Saviano, Tarantino e Tabucchi, Amelio ed Eco. Un fil rouge che Caterina Selvaggi, studiosa di letteratura e cinema con uno sguardo attento alla psicoanalisi, individua nella “relazione postmoderna”. Con questa formula l’autrice indica un’interazione tra le persona caratterizzata dal dominio, e dunque da subordinazione, favorita dalla società globale che spinge la condizione umana sotto l’influenza smisurata di entità incontrollabili.

Un meccanismo di dominio, sintetizzabile nella massima di Nietzsche “la regione del più forte è sempre la migliore”, che il grande cinema italiano e la migliore letteratura degli ultimi anni si sono impegnati a disvelare, dal crimine di Gomorra alla frantumazione pulp di Tarantino, dalla metafora del potere nel Cimitero di Praga al gioco manipolatorio lumeggiato da Tabucchi, Ed è proprio  nell’indagine di queste relazioni pericolose tra dominanti e dominati – è la tesi dei saggi qui raccolti – che si cementa il nesso tra cinema e letteratura, nel reciproco rispecchiamento.…

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Femmicidio

di Renato Sacco

No. Tacere sarebbe un po’ come avallare. Ci ho pensato molto quando ho letto la notizia di un prete, parroco in Liguria, che ha affisso alla porta della sua chiesa un articolo preso da internet dal titolo: “Le donne e il femminicidio, facciano sana autocritica. Quante volte provocano?” 
Mi ha molto colpito, come prete e come uomo, tutta questa vicenda con le successive affermazioni, smentite ecc. Ho pensato che non era giusto stare in silenzio. 
Credo, di fronte alla morte, all’uccisione, al ‘femmnicidio’ non ci sia spazio per i se e per i ma… 
Siamo di fronte a persone uccise in quanto donne, quasi sempre da uomini del proprio ambito familiare.

Far finta di non vedere o puntare i riflettori su altro (es. modo di vestire ecc.) credo sia molto grave. E penso che come uomo e come prete, anch’io sono parroco, non si debba spostare l’attenzione dalle vittime, che hanno un nome, un volto e una storia.…

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