Vaticano secondo: un Concilio o due?

di Giulio Girardi

Mi sembra una feconda ipotesi interpretativa quella che, contrariamente a quanto si pensa, riconosce nel Vaticano II due distinti Concilii, ognuno con i suoi protagonisti e con la sua coerenza interna.

Suggerisce questa ipotesi la riflessione sulla costante contrapposizione, che si è verificata all’interno del Vaticano II e dei testi finali, malgrado la loro apparente convergenza, di due correnti teologiche, preoccupate l’una di avvalorare le possibilità di innovazioni aperte dal Vaticano II e sollecitate da Giovanni XXIII; l’altra di salvaguardare la continuità dottrinale e l’ortodossia della Chiesa cattolica. Paradossalmente protagonisti della prima corrente erano i padri della maggioranza conciliare e i periti che li accompagnavano (fra i quali bisogna ricordare Karl Rhaner, Yves Congar e Joseph Ratzinger); protagonisti della seconda corrente erano i padri della minoranza conciliare e i loro periti (fra questi, in primo luogo, i membri della Curia romana) che li ispiravano. È importante citare, tra i membri di questa minoranza, la presenza attiva di Karol Wojtyla, che interpretava il Vaticano II come una mobilitazione della Chiesa nella lotta contro il marxismo e l’ateismo.…

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Ilva, i veleni del capitalismo selvaggio

di Alessandro Marescotti*

Taranto ospita la più grande acciaieria d’Europa. Risultano indagati per disastro ambientale quelli che erano i vertici dell’azienda. Le ragioni dell’azione della magistratura, che ha sequestrato gli impianti, sono contenute nelle cifre che leggerete più avanti e che fanno di questa situazione una vicenda dal forte valore simbolico. È un caso da manuale di capitalismo disumano che non solo sfrutta i lavoratori ma che condanna un’intera città a respirare veleni. Nel 2012 la Procura della Repubblica ha ricevuto i risultati della perizia degli epidemiologi, commissionata per capire quale impatto avesse a Taranto l’inquinamento industriale. La perizia fornisce dati allarmanti, prima di tutto per i lavoratori dell’Ilva.

Attesta fra gli operai un eccesso di mortalità per tumore allo stomaco (+107%), alla pleura (+71%), alla vescica (+69%), alla prostata (+50%). Per malattie non tumorali, registra un eccesso di malattie neurologiche (+64%) e cardiache (+14%). Fra gli impiegati vi sono eccessi di mortalità per tumore alla pleura (+135%) e dell’encefalo (+111%).…

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“Madri del Concilio”.Un nuovo modo di guardare la Chiesa.E il mondo

di Ingrid Colanicchia

A destra della basilica di San Pietro, sotto la tomba di Clemente XIII, in una piccola stanza decorata con i colori delle insegne papali, tra il 1964 e il 1965, nelle pause tra una seduta conciliare e l’altra, si incontravano per bere un caffè e scambiare impressioni le 23 uditrici invitate da papa Paolo VI a partecipare al Concilio Vaticano II. Era quello che le stesse uditrici chiamavano il “bar none”, il bar di nessuno (ma anche il bar della suora poiché in inglese none-nessuno e nun-suora si pronunciano allo stesso modo), per distinguerlo dal bar Abba e dal bar Jona riservati agli uomini.

È con aneddoti come questo, che arricchiscono di dettagli una minuziosa ricostruzione storica, che la teologa Adriana Valerio, docente di Storia del Cristianesimo all’Università Federico II di Napoli, ci introduce alle biografie delle 23 uditrici del Vaticano II cui ha dedicato il suo ultimo lavoro, Madri del Concilio. Ventitré donne al Vaticano II (Carocci editore, Roma, 2012, 16 euro, pp.…

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Chi ha ucciso la mediazione?

di Michele Ciliberto

È interessante la relazione di Stefano Zamagni pubblicata su l’Unità, nella quale si sottolinea come la «mediazione» di De Gasperi sia stata alla base del grande sviluppo del Paese. Tanto più colpisce se si pensa alla situazione attuale dell’Italia. Basta guardare alla virulenza con cui è riesplosa in questi giorni la polemica tra politica e magistratura in seguito al conflitto di attribuzione sollevato di fronte alla Corte Costituzionale dal Presidente della Repubblica contro la Procura di Palermo. A Est e a Ovest, ogni parola una fucilata. Non voglio, però, entrare nel merito di questa grave questione ma porre un problema. Se si volesse individuare un elemento importante della crisi attuale della democrazia italiana si dovrebbe, infatti, parlare anche della decadenza della «mediazione». E quando uso questo termine non mi riferisco a una tecnica della discussione o a uno strumento di tipo strettamente politico, ma a una concezione generale, a un modo di considerare la realtà – compresa la politica – e di intervenire in essa.…

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Così la psicoanalisi va lontano da Freud

di Luciana Sica

Quando si dice psicoanalisi, inevitabilmente si pensa a Freud. Ma negli ultimi quarant’anni sono comparse teorie decisamente innovative che sembrano non solo distaccarsi, ma rompere con i principi classici del caposcuola. Questo libro punta allora a individuare la traiettoria che dal sistema freudiano porta alle visioni contemporanee. Tutt’altro che un manuale pratico, è una guida eccellente per chi vuole saperne di più sugli sviluppi straordinari che ci sono stati, sulle diverse posizioni che si fronteggiano e a volte si contrastano. Il lettore tenderà a chiedersi: c’è o no una continuità tra Freud e la psicoanalisi contemporanea? Cosa si può salvare e cosa si deve scartare? Eagle, analista di Los Angeles e grande teorico della disciplina fondata dal maestro viennese, non esclude una “parziale integrazione” tra il pensiero classico e quello assai più variegato di oggi. L’autore – che non trascura le ricerche empiriche ed accademiche – fa parte della redazione di Psicoterapia e Scienze Umane , ed è stato il condirettore della rivista, Paolo Mignone, a curare questo saggio, così preciso ed equilibrato.…

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Un’altra politica è possibile

di Massimo D’Antoni

Esiste oggi, in Italia, lo spazio per un’autonoma proposta di politica economica per la coalizione di centrosinistra? Oppure, nella situazione data, il compito prioritario di tale coalizione è quello di recuperare la fiducia internazionale, attuando una ricetta predefinita? In questa domanda può riassumersi il nucleo del dibattito in corso, e la risposta che diamo è rilevante anche per la tanto discussa questione della continuità del prossimo con l’attuale governo. La domanda non è affatto retorica. Non sarebbe del resto la prima volta che il ruolo di una forza progressista viene identificato nella sua maggiore capacità di garantire il consenso del proprio elettorato di riferimento attorno a riforme impopolari, o magari nella sua capacità di ridurre il danno, senza tuttavia mettere in discussione la direzione di marcia. Intendiamoci: qui non si vuole né sottovalutare il tema dell’affidabilità del Paese rispetto agli investitori, né eludere gli impegni derivanti dalla nostra partecipazione all’Unione e all’eurozona. Si tratta semmai di decidere quale sia lo spazio di manovra, se cioè la necessità di «fare i compiti a casa» debba prevalere su ogni altra considerazione.…

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