La mamma? Un orso molto autorevole

di Alberto Leiss

I miei figli (trentenni) dicono che nei cartoni animati (ma fa un po’ ridere oggi chiamarli così) di ultima generazione ci sono più contenuti etici e politici che nei film “impegnati” di Hollywood. Ricordate il robottino Wall-e? O il delizioso “Galline in fuga”?

L’ultimo film prodotto dalla Pixar – The Brave (Ribelle) – conferma la tesi. Una principessa dai capelli rosso fuoco (un capolavoro di animazione) preferisce cavalcare e tirare con l’arco che accettare le prescrizioni materne: comportati bene a tavola! Accetta di andare in sposa a uno dei figli primogeniti dei tre baroni sui quali poggia l’unità del regno!

Ma lei non ci sta. E giunge perfino a chiedere a una simpatica strega che scolpisce orsacchiotti di legno un incantesimo per far cambiare idea alla regina. Sennonché il magico mutamento è assai radicale: la mamma si trasforma in una enorme orsa e rischia di restare per sempre una belva se entro due giorni non succede qualcosa capace di rompere l’incantesimo.…

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Quei miti andati in frantumi

di Mario Calabresi

Tre certezze ci hanno guidato in questi ultimi anni dominati dal malgoverno e dalla corruzione, erano tre pilastri su cui abbiamo pensato fosse possibile costruire una politica nuova: prima di tutto il federalismo, con la dote della maggiore vicinanza degli eletti agli elettori che rende possibile un controllo più serrato, poi il ricambio generazionale, con l’ingresso di giovani e volti nuovi non compromessi, infine una nuova legge elettorale per restituire il potere di scelta ai cittadini, con l’auspicato ritorno delle preferenze.

Gli scandali delle ultime settimane e, in particolare, quest’ultimo della Regione Lazio, sbriciolano queste certezze, mostrandoci come federalismo, giovani e preferenze non garantiscano di per sé alcuna redenzione del sistema se non preceduti da una riforma dei meccanismi della politica che metta al centro la trasparenza e il principio di responsabilità.

Partiamo dal federalismo: senza controlli, senza procedure chiare e facilmente verificabili, sprechi e scandali proliferano al centro come in periferia, sono possibili nel Parlamento nazionale come in un Consiglio comunale.…

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La deriva del capitalismo

di Giorgio Ruffolo e Stefano Sylos Labini

Le mille argomentazioni per spiegare la crisi in cui sono immersi i paesi occidentali da cinque anni a questa parte non ci appaiono molto convincenti e, come ha ricordato Vladimiro Giacché, riportano alla mente le giustificazioni di John Belushi nel film dei Blues Blothers. Per convincere l’ex fidanzata abbandonata sull’altare a non ammazzarlo, Belushi dice: «Quel giorno finì la benzina. Si bucò un pneumatico. Non avevo i soldi per il taxi! Il mio smoking non era arrivato in tempo dalla tintoria! Era venuto a trovarmi da lontano un amico che non vedevo da anni! Qualcuno mi rubò la macchina! Ci fu un terremoto! Una tremenda inondazione! Un’invasione di cavallette!».
Alle mille spiegazioni della crisi, noi ne aggiungiamo un’altra: la liberazione del movimento dei capitali, che, all’inizio degli anni ’80, pose fine al grande compromesso di Bretton Woods fondato appunto sul divieto di circolazione dei capitali a cui faceva da contrappeso la libertà di circolazione delle merci.…

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Quale democrazia per l’Europa? Una risposta ad Habermas

di Etienne Balibar

La crisi europea cambia l’assetto dei poteri, modifica l’equilibrio instabile dei rapporti tra gli stati, e tra il livello nazionale e quello europeo. Le decisioni sull’economia non lasciano spazio ai processi democratici. Ma senza democrazia non c’è Europa

Jürgen Habermas ha parlato alto e chiaro sulla situazione europea e le decisioni che essa esige nell’articolo scritto assieme all’economista Peter Bofinger – membro del Consiglio tedesco dei saggi – e all’ex ministro bavarese Julian Nida-Ruemielin, uscito sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung il 3 agosto scorso (in italiano su Repubblica del 4 agosto) con il titolo “Rifiutiamo una democrazia di facciata”, nel quale prende di mira le allusioni di alcuni membri del governo sulla elezione a suffragio universale di un presidente dell’Europa per legittimare il patto di bilancio europeo.

Nell’essenziale la tesi di Habermas è che la crisi non ha nulla a che vedere con le “colpe’ degli Stati spendaccioni che gli stati “economi” stenterebbero a risanare (in tedesco “Schuld” significa sia “debito” sia ”colpa”).…

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Post-it

di Renato Sacco

Magari anche solo su di un bigliettino giallo volante, ma sarebbe il caso di ricordare che in questi giorni Beretta ha vinto un appalto per l’esercito USA di 100.000 pistole. Siamo sui 70 milioni di dollari. Viva il Made in Italy! Un po’ come i Lince che vanno alla grande in Afghanistan. Anche quelli Made in Italy (IVECO).
Ricordare che un anno fa circa siamo stati a Kabul, dove abbiamo saputo che la presenza militare italiana costa circa 2 milioni di euro al giorno, e abbiamo visto come è messo l’Afghanistan e la sua gente. Ne avevo parlato, proprio il 21 settembre di un anno fa, con l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Ing. Paolo Monferino, un tecnico che arriva dalla Fiat e se ne intende di Lince. Proprio in questi giorni c’è un po’ di maretta (diciamo così…) sulla sanità piemontese, con il Presidente Cota che dice di non aver “nè la volontà, nè la possibilità” di occuparsi di certe baruffe.…

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I discepoli e il Concilio

di Raniero La Valle

La Chiesa cattolica ha dato inizio il 15 settembre alle celebrazioni dei cinquant’anni dal Concilio Vaticano II; è stato un inizio un po’ sui generis perché non era ancora quello ufficiale, a cui il prossimo 11 ottobre darà luogo la Chiesa vista dalla parte del papa e dei vescovi, ma è stato un inizio dalla parte della Chiesa dei discepoli mediante una intensissima assemblea durata una giornata intera nell’Auditorium dell’Istituto Massimo a Roma.
Poiché si è trattato di un evento piuttosto straordinario nella successione degli eventi che interessano la Chiesa romana, è utile rilevarne alcune caratteristiche.
1) Anzitutto la data. Il 15 settembre intendeva riallacciarsi non tanto alla giornata dell’inizio dei lavori conciliari, ma al radiomessaggio che un mese prima, l’11 settembre 1962, Giovanni XXIII aveva rivolto al mondo per spiegare le finalità dell’imminente assise. Lì c’era già la chiave per interpretare il futuro Concilio, perché il messaggio non sembrava guardare soprattutto alle strutture della Chiesa e alle riforme istituzionali, che infatti poi non riuscirono, ma al “pane quotidiano” di genitori e figli intorno al “focolare domestico”, al vivere in pace nelle nazioni e nel mondo, all’istruirsi ed elevarsi dell’uomo “geloso della sua libertà”, e ai suoi corrispondenti “doveri sociali”; esso additava “le miserie della vita sociale che gridano vendetta al cospetto di Dio”, parlava delle madri e padri di famiglia che “detestano la guerra”, e “in faccia ai popoli sottosviluppati” dava il folgorante annuncio di una “Chiesa di tutti e particolarmente Chiesa dei poveri”.…

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Il Concilio nelle vostre mani

di Raniero La Valle

Cari Amici,
Giunti alla fine, dobbiamo cercare il segreto di questo Convegno. Perché un segreto c’è stato. Non alludo al segreto del suo successo, che più che un successo è stato un miracolo. Alludo al fatto che durante i nostri lavori c’è stato uno sconosciuto che sedeva nell’ultima fila; spesso era una sconosciuta. Voi forse non li avete visti, ma io, dovendo trarre le conclusioni di questa assemblea, ci ho fatto caso. Mi sono chiesto chi potevano essere questo sconosciuto, e questa sconosciuta, che erano là, e che ora, quasi a volerci precedere ai treni, se ne sono andati. E mi sono ricordato che alla fine del vangelo di Giovanni si parla di uno sconosciuto, di cui non si dice mai il nome, ma che è identificato come il discepolo che Gesù amava; e Gesù disse di lui che sarebbe rimasto, fino al suo ritorno. Gli apostoli non capirono, e pensarono che quel discepolo non sarebbe morto, ma Gesù non aveva detto che non sarebbe morto, aveva detto di volere che rimanesse fino a che egli non fosse venuto.…

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E nel ddl sulla Stabilità ritorna il finanziamento alle scuole paritarie

di Salvo Intravia

Mentre si mandano a casa 10 mila precari della scuola si trovano i soldi per le scuole paritarie. Due provvedimenti che sembrano, ma sarà un caso, legati da poste di bilancio molto simili tra loro: quello che si toglie alla scuola pubblica viene assegnato alle paritarie. Il disegno di legge di Stabilità, approdato tra mille polemiche in Parlamento, contiene una serie di provvedimenti sulla scuola, di cui uno dagli esiti dirompenti: senza alcuno aumento della retribuzione, il governo intende incrementare l’orario delle lezioni in classe degli insegnanti di scuola media e superiore, dalle attuali 18 ore a settimana a 24 ore.

Una decisione che ha immediatamente determinato, dopo ben 4 anni, la proclamazione dello sciopero generale della scuola da parte di Cisl e Uil scuola, Snals e Gilda degli insegnanti, per il prossimo 24 novembre. E una interminabile sequela di proteste, prese di posizione e commenti ironici da parte di un incredulo mondo della scuola che fa fatica a credere che qualcuno possa pensare – specialmente a Roma – che l’impegno di un docente di scuola secondaria possa esaurirsi alle canoniche 18 ore a settimana.…

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L’Occidente e l’etica attraverso i secoli

di Francesca Bolino

Ricostruire la storia dell’etica occidentale (dal V secolo fino a oggi) significa raccontare la genesi di un discorso che non ha origine nei discorsi dei filosofi. L’etica non è una sottodisciplina della filosofia. L’etica ci indica gli strumenti critici utili per “contrastare l’estrema fragilità della condizione umana”, come diceva Habermas.
Allora leggere Maimonide ci aiuta a comprendere che la virtù è una via mediana fra due opposti: la continenza è via media fra il desiderio sfrenato e l’assenza di sensazione di piacere, così come la fermezza fra la temperanza e la pusillanimità.
La virtù si acquisisce con la ripetizione di azioni. Mentre per la filosofia sperimentale di Adam Smith nella natura dell’uomo esistono principi di cui non occorre asserire il carattere di “qualità originarie” ma basta siano giustificati da un’ampia osservazione.
Cremaschi attraversa la storia dell’etica occidentale, escludendo le scuole cinesi e indiane, ma includendo un autore arabo e uno ebreo tanto per ricordare al lettore che le “radici dell’Europa” sono molto più ramificate di quanto si pensi.…

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La più grande minaccia contro la vita

di Leonardo Boff

La vita sulla Terra si è trasformata attualmente nel grande e oscuro oggetto dell’attenzione umana. Ci siamo resi conto del fatto che possiamo autodistruggerci. E che ciò può avvenire non a causa di un meteorite, né per un qualche cataclisma naturale di dimensioni colossali, ma per via dell’irresponsabile attività degli esseri umani. Secondo il Premio Nobel per la Chimica del 1995, l’olandese Paul J. Crutzen, abbiamo dato vita ad una nuova era geologica, l’antropocene, nella quale l’essere umano appare come la più grande minaccia contro la vita.

Come ha scritto Carl Sagan (astrofisico e divulgatore scientifico statunitense scomparso nel 1996, ndt), abbiamo inventato il principio di autodistruzione con le armi di distruzione di massa. Ora abbiamo preso atto che la guerra totale che conduciamo contro Gaia può far sì che essa non ci voglia più sulla sua superficie. Verremmo allora espulsi come facciamo con una cellula cancerogena.

A causa dello stress che subiscono tutti i servizi ecosistemici, la Terra sta soffrendo un irrefrenabile aumento di temperatura, che oscillerà dagli 1,8 ai 5 gradi Celsius.…

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