Il Vaticano, il Vangelo e Machiavelli

di Luigi Bettazzi*

Quanto sta avvenendo in Vaticano in queste settimane e mesi ha sconcertato il mondo. Ed ha sconcertato soprattutto i cattolici.

Se qualcuno, dal di fuori, può guardare con soddisfazione il rivelarsi di lotte meschine entro le mura del potere vaticano, i cattolici – ma non soltanto loro – osservano invece con sgomento il manifestarsi di faide all’ultimo coltello, proprio laddove si predica e, soprattutto, si dovrebbe testimoniare la pace, come frutto dell’amore. Ovvero la sostanza del messaggio evangelico di Gesù.

Certo la Chiesa è fatta di uomini – anzi di persone umane, ma in Vaticano quasi esclusivamente di uomini al maschile – ed è quindi inevitabile che vi siano debolezze umane, come ce ne sono sempre state, anche più gravi di quelle di questo periodo.

Colpisce però che al giorno d’oggi, proprio a cinquant’anni di distanza dall’inizio del Concilio Vaticano II che voleva rinnovare la Chiesa, i mezzi di comunicazione abbiano potuto divulgare in tutto il mondo queste miserie del vertice istituzionale della Chiesa cattolica.…

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L’euroburocrazia

di Tito Boeri

La crisi dell’Euro ha messo in luce non solo l’inadeguatezza dei leader europei, ma anche i limiti evidenti dell’euroburocrazia. Quando la casa brucia, i pompieri non possono impiegare tre anni per elaborare un piano di salvataggio e altri tre per metterlo in pratica. Eppure la Commissione Europea ha presentato solo in questi giorni il suo piano per l’unione bancaria europea, su cui aveva iniziato a lavorare nel 2009. Questo piano richiederà, nella migliore delle ipotesi, altri tre anni per essere attuato. C’è un rischio non piccolo che quando la direttiva diventerà finalmente operativa, l’oggetto delle sue amorevoli attenzioni, la moneta unica, non ci sia più rendendo tutto questo lavoro del tutto inutile. Su invito della Confederazione Europea dei sindacati, la Commissione Europea sta in questi giorni elaborando anche una sua proposta per il cosiddetto “Social Compact”. L’idea è quella di dare all’Europa condizionalità non solo nell’imporre piani di aggiustamento fiscale (il “Fiscal Compact”), ma anche nell’attuazione di politiche sociali, volte a contenere i costi della crisi.…

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Sinistra e società civile

di Michele Prospero

Nelle accese polemiche scoppiate dopo le (talune) infelici nomine alle Autority, è tornata a risuonare con ritrovato vigore una antica litania contro la partitocrazia. C’è sicuramente qualcosa di stucchevole in un folto professionismo dell’antipartitocrazia che galoppa intrepido in una età di partiti assenti o precipitati in gravi dilemmi esistenziali. E tuttavia, dopo aver eliminato la fastidiosa coltre ideologica, ravvisabile nel lamento di chi maltratta i partiti come escrescenze e si promuove come il solo interprete autorizzato della società civile, resta comunque irrisolto il nodo del raccordo tra la funzione delle rappresentanze e le sfere dell’agire sociale. È almeno da vent’anni che opera una secca contrapposizione tra la società civile e quella politica. La seconda Repubblica in origine è nata proprio in nome della società civile liberata che rifiutava la politica percepita come contaminata dal malaffare e conquistava le postazioni del potere senza più l’esigenza di ricorrere ai soggetti della mediazione. La rude società delle partite Iva, della microimpresa disseminata nei territori si incamminò con successo lungo la strada della autorappresentazione.…

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Cosa chiediamo alla Germania

di Ezio Mauro

Vista dall’Italia, l’opinione pubblica tedesca sembra credere che la crisi economico-finanziaria stia attaccando gli Stati sovrani dell’area mediterranea, risparmiando il cuore virtuoso dell’Europa più forte. Io credo invece che la prospettiva sia sbagliata e soprattutto che la verità sia più allarmante. L’attacco è all’Europa stessa attraverso la sua periferia più debole: è alla moneta come strumento e simbolo dell’unità del continente, e dunque è a tutto il processo politico, storico e culturale di costruzione europea che ha evitato conflitti per quasi settant’anni. Vista dalla Germania, immagino che l’Italia sembri un problema troppo complicato per provare a risolverlo, e troppo serio per essere ignorato.

Conviene dunque lasciare che gli italiani vengano a capo dei loro guai, fissando soltanto i binari su cui deve correre il Paese se vuole salvarsi, e la stazione d’arrivo. Nient’altro. Sorprendentemente, come sa il cancelliere Merkel, gli italiani ci stanno provando. Mario Monti ha recuperato credibilità e fiducia al Paese, lo ha schiodato dal livello del pregiudizio dov’era precipitato, non ha chiesto sconti e ha imposto misure molto dure.…

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Magia, infanzia, potere nel Messico di Fuentes

di Sebastiano Triulzi

Scomparso recentemente all’età di 83 anni, lo scrittore messicano Carlos Fuentes qualche anno fa volle organizzare la propria opera in un ciclo tematico di 15 capitoli che chiamò L’età del tempo. L’ultimo libro pubblicato in Italia, Destino, occupa l’ottavo gradino ed è un inquietante romanzo di iniziazione all’esercizio del potere nel Messico contemporaneo, in cui “il crimine ha sostenuto lo Stato”. La vicenda è narrata da una testa mozzata – secondo un uso del fantastico non separabile da una dimensione storica, mitica, realistica, parodica e ferocemente critica – che, abbandonata sulle rive dell’Oceano, racconta della sua infanzia e dell’amicizia con un compagno di scuola, orfano pure lui. Insieme fanno progetti, leggono e cercano il senso dell’esistenza; condividono amori e mentori, s’imbattono in autocrati che celebrano il male ed infine entrano nei palazzi ma per ritrovarsi su sponde opposte. L’apprendistato di questi novelli Dioscuri senza fortuna e salde virtù, un pò appesantito dalle sortite didattiche dell’autore, si rivela un’indagine all’interno del mondo economico e politico della narconazione messicana, dove tutti possono essere comprati.…

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Le rovine culturali

di Salvatore Settis

I beni culturali, «binomio malefico, un buco nero, capace di inghiottire tutto, e tutto nullificare in vuote forme verbali; un enorme scatolone vuoto entro cui avrebbe dovuto trovar posto, secondo l´aulico programma spadoliniano, l´identità storica e morale della Nazione». «Salvo poi non aver saputo infilarci dentro che l´ultimo o penultimo dei Ministeri». Parole di Giovanni Urbani, grande direttore dell´Istituto Centrale per il Restauro, che nel 1983 dedicò un libro e una mostra alla Protezione del patrimonio monumentale dal rischio sismico. Quel concreto progetto, ispirato dalla semplice idea che prevenire è meglio che curare, stimava le spese (allora) in qualcosa come 2.700 miliardi di lire (5 miliardi di euro), ma cadde nel vuoto. Afflitti da amnesia cronica, i nostri governi fingono di ignorare che l´Italia è un Paese sismico, pronti a stracciarsi le vesti a ogni scossa o a inventarsi soluzioni-placebo. L´incapacità di prevenire i danni dei terremoti non si può certo attribuire all´attuale ministro Ornaghi, ma fa un certo effetto sapere che a coordinare gli interventi del suo ministero non sarà un Soprintendente ma un prefetto, e che dopo i primi ottimismi («numeriamo le pietre e ricostruiamo tutto», 21 maggio) si è passati alla disperazione («sospese le verifiche sui monumenti», 30 maggio).…

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La patria del pallone

Blackberry Photographerdi Tonio Dell’Olio

Un cucchiaio di Pirlo o un tiro di potenza di Balotelli, un colpo di destrezza di Cassano o un gol di Di Natale bastano per far saltare di gioia decine di milioni di italiani che recuperano il sentimento dell’unità nazionale e l’identità italica. Basta davvero poco! E qualcuno obietterà che non è per niente poco. E se invece dico che questo basta per far dimenticare per novanta minuti la crisi in corso e, con i tempi supplementari, anche le amarezze della vita pubblica o politica del Paese, qualcun altro obietterà che non è giusto mischiare sport e politica. E se invece dico che i mondiali in Ucraina sono stati costruiti a colpi di compromessi fraudolenti e costosi tra le mafie locali e lo Stato e che in quel Paese c’è qualche problema di democrazia, qualcuno mi rimprovererà che sono un guastafeste. Se poi dico che anche quando seguiamo cross e parate mirabolanti, rigori al cardiopalma e finte da giocolieri non possiamo dimenticare gli scandali del calcio nostrano e mondiale… mi diranno che è un tema da mettere tra parentesi per non turbare le prestazioni dei calciatori.…

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Cage, concerto con frullatori prima di Mike Bongiorno

di Umberto Eco

Dunque era all’inizio del 1959 e John Cage, portato a Lascia o Raddoppia per potersi pagare il suo soggiorno italiano, visto che Roberto Leydi lo sapeva fortissimo sui funghi, aveva eseguito le sue performances fatte di macchinette di caffè e frullatori accesi sul palcoscenico del Teatro alla Fiera, mentre Mike Buongiorno, flabbergasted, gli chiedeva se quello fosse il futurismo – e allora ne avevamo riso, ma la domanda era incosciamente filologica perchè non si poteva negare una qualche influenza dell’intonarumori di Russolo. John Cage aveva da pochissimo terminato la sua composizione aleatoria Fontana Mix, in effetti scritta per Cathy Berberian, ma dedicata nel titolo alla signora Fontana, sua affittacamere, signora matura ma di qualche venustà che, affascinata dal suo affittuario (John Cage non avrebbe sfigurato in un film di John Ford nella parte di Wyatt Earp) gli aveva fatto in qualche modo comprendere (e la leggenda varia sui modi messi in opera) la sua devota ammirazione.…

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Un linguaggio femminista sul divino

Divinodi Mary Hunt

Da decenni, le teologhe femministe si trovano a rispondere alla sfida di parlare del divino. Un compito che si è mostrato possibile e vantaggioso. (…) Credo che il nostro scopo sia quello di renderci utili, affinché i nostri suggerimenti, a partire da una prospettiva teologica, possano far parte di strategie più ampie di cambiamento sociale ed ecclesiale. (…).

1. UNA PAROLA SUL CONTESTO

(…). Le attuali ricercatrici femministe si uniscono ad altre persone nella comunità teologica chiedendosi se vi sia un linguaggio sul divino che abbia un senso rispetto a tanti messaggi di odio ispirati dalla destra e vomitati in nome di Dio. Dio sembra avere oggi una cattiva reputazione! Ripercorrendo gli approcci a tale questione da parte di alcune teologhe femministe, porrò l’accento su quelli che presentano connessioni teo-politiche esplicite.

Il mio presupposto è che il linguaggio sia performativo (termine usato in linguistica per indicare quelle enunciazioni che coincidono, in determinati contesti, con l’azione stessa, ndt), come insistono le teorie degli atti linguistici, ma anche altamente politicizzato, con conseguenze dirette tanto strutturali quanto personali.…

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Il momento della verità

di Guglielmo Epifani

I dati dell’ufficio studi di Confindustria offrono una fotografia davvero preoccupante: un Pil in calo di oltre il 2% per quest’anno, e in calo ancora per il 2013, un pareggio di bilancio che si allontana, una flessione degli investimenti, dei consumi e del potere di acquisto delle famiglie, un aumento costante della disoccupazione. Questo quadro, per quanto noto a chi conosce la realtà vera del Paese, rende però indifferibile una verifica onesta dei provvedimenti presi fino ad oggi dal governo e della loro efficacia, non tanto ai fini di una ritrovata credibilità internazionale, che fortunatamente è stata ristabilita, quanto dell’effettivo contrasto alla crisi. Da questo punto di vista il vertice dei capi di governo ha una responsabilità storica. Una parte dell’edificio europeo sta bruciando e il contagio sta crescendo, creando una trappola che mette in ginocchio cittadini e imprese, minando le fondamenta stesse della moneta unica e dei trattati. Ogni Paese arriva a Bruxelles con le proprie ragioni e i propri interessi ma la moneta unica esige un compromesso comune, in assenza del quale la crisi da monetaria diventerà immediatamente una crisi politica.…

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