La maschera del populista

di Stefano Rodotà

Berlusconi ha deciso di far saltare il tavolo delle riforme costituzionali proponendo addirittura l´abbandono della Repubblica parlamentare e il passaggio a quella presidenziale. Non è una mossa imprevista, perché da sempre ha considerato la Costituzione come un terreno di scorrerie, una merce di scambio, un oggetto odiato, dunque da aggredire tutte le volte che se ne presenta l´occasione. Ma questa volta vi è qualcosa di più. La proposta dell´elezione diretta del presidente della Repubblica è un evidente tentativo di uscire dalle difficoltà politiche nelle quali è piombato, cercando di volgere a suo favore l´onda populista che percorre l´Italia e rilanciando se stesso come protagonista di questa nuova fase, spostando così i termini della discussione interna al suo partito nella speranza di una rinnovata unificazione intorno alla sua persona. È chiaro che questa trasformazione radicale della forma di governo non potrà essere approvata nel corso di questa legislatura, a meno che non vi sia un impazzimento delle altre forze politiche.…

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Intervista a Don Luigi Ciotti in ricordo di Giovanni Falcone

Giovanni Falcone è ricordato da tutti come un magistrato coraggioso e un servitore dello Stato. Ma Lei cosa ricorda dell´uomo Falcone?

Giovanni Falcone l´ho incontrato a Gorizia in un dibattito sul tema della droga. Era una persona capace di una sana ironia, oltre di una grande intelligenza e cordialità. Una persona normale. Definire Falcone, Borsellino e tutti gli altri, “eroi”, sarebbe riduttivo e incompleto. I loro familiari vogliono che vengano ricordati come persone giuste, coraggiose e soprattutto “normali”. Perché il concetto di eroe produce l´effetto di allontanarli dalla gente. Il miglior modo per ricordarlo non è quindi la retorica, né gli appellativi enfatici, ma occorre farlo con la coerenza, con la giustezza e dandosi da fare ogni giorno tutti quanti. Lo voglio ricordare con le sue parole: “La mafia non è affatto invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine”. Per questo bisogna fare ancora di più. Nella concretezza delle nostre vite, in un impegno che sia sempre più contraddistinto dalla continuità, condivisione e corresponsabilità.…

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Storie di donne contro la mafia

di Tonio Dell’Olio

È sempre il male a fare notizia! Soprattutto in tema di mafie e dintorni. Libera Informazione da tempo ha scommesso sull’antimafia che contribuisce a liberare territori e persone metro per metro, giorno per giorno. Pur consapevoli di essere destinati a restare troppo spesso nel silenzio, Roberto Morrione di cui abbiamo ricordato il primo anniversario della morte (20 maggio), volle tenacemente uno strumento che raccontasse l’antimafia sociale, che sostenesse il giornalismo d’inchiesta e desse voce ai mille segni che alimentano la speranza. Nell’ultimo numero di Verità e giustizia (http://www.liberainformazione.org/doc/veritaegiustizia_N_89.pdf) Santo Della Volpe, che di Morrione ha raccolto la preziosa eredità, e il suo gruppo di giovani redattori, ci racconta le storie minori delle donne che stanno provando a sgretolare il muro solido dell’omertà. Ed è un segno di speranza, non solo un contributo di conoscenza. Perché quelle donne hanno avuto il coraggio di oltrepassare la linea d’ombra tracciata dalle mafie nella loro coscienza. Non si tratta solo di vincere la paura, ma di trovare il coraggio di denunciare il male anche quando si annida nei figli, padri, mariti e fratelli.…

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La Biblioteca sfregiata e il ministro Ponzio Pilato

la bibliotecadi Salvatore Settis

Almeno 240 libri sottratti a una grande biblioteca storica, quella dei Girolamini a Napoli, sono stati ritrovati a Verona in un deposito collegabile a Marino Massimo De Caro, che ne è il direttore. Questa non è solo una devastante notizia di cronaca, ma il simbolo della colpevole incuria in cui giace il nostro patrimonio culturale. La biblioteca dei Girolamini è illustre. Non solo per la sua origine (dagli Oratoriani di San Filippo Neri) e perché vi studiò G. B. Vico, ma anche per l´imponente raccolta di manoscritti e volumi antichi. E´ famosa anche per essere stata depredata negli anni Sessanta, con uno strascico di processi in cui furono coinvolti alcuni Oratoriani. La biblioteca divenne statale sin dal 1866, ma con una struttura istituzionale assai fragile: conservatore dei Girolamini, con nomina ratificata dallo Stato, è un Oratoriano (oggi il p. Sandro Marsano), e a lui spetta nominare, col consenso del ministero, il direttore della biblioteca. Massimo titolo del De Caro al momento della nomina era la sua qualifica di consulente del ministro dei Beni Culturali «per le relazioni impresa-cultura, l´editoria e le energie rinnovabili».…

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Ma quel sistema non assicura neanche governabilità

di Michele Prospero

Non si può parlare di presidenzialismo, vale a dire di una organizzazione del potere del tutto difforme da quella ora vigente in Italia e in gran parte delle democrazie europee, in una maniera solo propagandistica, e cioè senza alcun riguardo alla complessità anche tecnica di un problema che ha profonde implicazioni storiche e politiche. Il passaggio da una forma di governo parlamentare flessibile a un regime di tipo presidenziale non solo non avviene mai a freddo, e senza scosse traumatiche nella vita di una nazione, ma contiene una tale potenza simbolica da mutare alla radice la mappa delle culture istituzionali e la geografia dei partiti. La carta che Berlusconi ha deciso di giocare è solo una trovata disperata di chi sa comunque di stendere cortine fumogene e poi ignora persino i termini istituzionali più essenziali della questione. In fondo la sua è una ennesima prova di carenza di ogni senso dello Stato. Dichiara infatti il Cavaliere che a indurlo sul carro della scelta presidenziale è stato lo spettacolo recente vissuto dalla Francia.…

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Psicologia della crisi

di Massimo Ammaniti

La crisi economica si sta ripercuotendo sulla vita di centinaia di milioni di persone sia a livello individuale che sociale. È diffuso un senso di insicurezza e di paura: si teme di dover rinunciare alle abitudini, alle risorse e alle necessità che hanno rappresentato le rotaie su cui si è mossa la vita personale e che si debbano affrontare in futuro sacrifici imprevedibili. Non dimentichiamo che, mentre Freud riteneva che la fondamentale motivazione umana fosse la pulsione sessuale, Bowlby negli anni ´60 del secolo scorso ha messo in primo piano il bisogno di sicurezza. Sicurezza di avere delle persone che si prendano cura di noi durante l´infanzia, sicurezza di avere rapporti affettivi, sicurezza di vivere in un mondo prevedibile e rassicurante, sicurezza di avere abbastanza risorse e di disporre di un contesto di vita stabile. La crisi suscita inevitabilmente insicurezze e allo stesso tempo stimola l´esigenza di avere rassicurazioni per il futuro, che riguardano in primo luogo il lavoro, la protezione sociale ma anche la stessa vita familiare.…

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Amici come prima

di Horacio Verbitsky

Argentina: nel 1978 il dittatore Videla confessò ai vertici della Conferenza episcopale la questione dei desaparecidos. Cronaca di un «cordiale» incontro.

La politica di sparizioni forzate che l’ex dittatore Jorge Videla ha ammesso in diverse interviste e davanti alla giustizia, nel 1978 fu riconosciuta anche davanti alla Commissione Esecutiva della Chiesa cattolica. Videla disse che gli sarebbe piaciuto condividere le informazioni in suo possesso ma che poiché riguardavano il fatto che i detenuti desaparecidos erano stati uccisi sarebbero piovute domande su chi aveva ucciso chi, quando, dove, in che circostanze e che fine avessero fatto i resti. A distanza di 34 anni la risposta a queste domande rimane sospesa.

In un colloquio con il giornalista Ceferino Reato, il quale afferma che non ha importanza «prendere posizione a favore o contro l’intervistato», Videla dice che la sparizione di persone non fu dovuta a eccessi o errori ma a una decisione della piramide militare di cui era il vertice. Ma dà anche a intendere che l’impossibilità di dare conto dei desaparecidos risponde al fatto che l’informazione non era centralizzata, che ogni capo di zona sapeva solo cosa succedeva nella sua giurisdizione e che molti di costoro sono morti.…

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Grillo e la trappola della “iperdemocrazia”

di Michele Prospero

Nessun soggetto politico, e tanto meno un movimento nuovo e con forti venature antisistema, si esaurisce mai del tutto in quello che dichiara di essere. Se ne sono visti già molti di fenomeni politici emergenti nascere con un forte spirito di rottura verso l’esistente e poi trasformarsi in corso d’opera in un condensato di pura conservazione. La forza ispirata da Grillo non sfugge a questa regolarità. La città di Parma è in fondo la metafora di un movimento sorto dalla volontà di imprimere una assoluta discontinutà che diventa il punto di riferimento insperato dei vecchi poteri in agonia. Con una base culturale molto evanescente, così come appare nell’intervista di Grillo, il movimento si presta in pieno alle mire e ai calcoli di potenze che cercano di utilizzarne la carica sovvertitrice per volgerla verso altri sbocchi. Quando un movimento riceve la simpatia di grandi giornali, di settimanali, di trasmissioni della tv pubblica e privata, già non appartiene più alla pura passione dei navigatori delle origini e sta per essere attirato in un’orbita più ampia in cui si agitano interessi e manovre e in cui quindi l’infuenza di media e denaro pare irresistibile.…

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Bugie di Stato?

di Barak Ravid

Israele: l’ex capo del servizio di sicurezza accusa Netanyahu e Barak di aver mentito su Iran e palestinesi

L’ex capo del servizio di sicurezza Shin Bet Yuval Diskin ha accusato Benjamin Netanyahu e il suo ministro della difesa Ehud Barak di ingannare la gente, sia sul programma nucleare iraniano sia sul processo di pace con i palestinesi, dicendo che non ha fiducia nella loro leadership. Yuval Diskin ha commentato la cosa il 27 aprile con un gruppo di pensionati che si riunisce settimanalmente in un ristorante di Kfar Sava per sentire politici e funzionari della sicurezza. In tale contesto, è probabile che sapesse di essere filmato.

Le osservazioni di Diskin arrivano pochi mesi dopo che Meir Dagan, che ha guidato il Mossad mentre Diskin era a capo dello Shin Bet, ha criticato Netanyahu e Barak in modo molto simile. «Non ho fiducia nella leadership attuale, che ci deve guidare durante un evento della portata di una guerra con l’Iran o di una guerra regionale», ha detto Diskin, capo dello Shin Bet tra il 2005 e il 2011.…

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Lo spiraglio della Corte

di Stefano Rodotà

La decisione della Corte costituzionale sulla legge in materia di procreazione assistita lascia aperta la questione della legittimità del divieto della fecondazione eterologa. Infatti, invitando i tribunali che avevano sollevato la questione a riesaminarla tenendo conto di una recente sentenza della Corte europea dei diritti dell´uomo, i giudici della Consulta hanno ritenuto necessario un ulteriore approfondimento, così mostrando di considerare insufficienti gli argomenti di chi aveva chiesto una sentenza che riaffermasse senz´altro la costituzionalità di quel divieto. Come si sa, il divieto di ricorrere alla procreazione assistita è all´origine di un consistente «turismo procreativo», che obbliga ogni anno migliaia di donne italiane a recarsi in altri paesi per ricorrere ad una tecnica ormai accettata quasi ovunque. Non volendo continuare a subire questo stato delle cose, alcune coppie si sono rivolte ai tribunali che, non ritenendo infondata la questione di illegittimità riguardante quella norma, hanno investito del problema la Corte costituzionale. L´ulteriore approfondimento richiesto ieri è basato su una sentenza della Corte di Strasburgo che, modificando un suo precedente orientamento, in un caso riguardante l´Austria ha riconosciuto agli Stati la possibilità di vietare la fecondazione eterologa.Molte…

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