La zona grigia

di Claudio Tito

L´Italia si era quasi abituata ad assistere a indecorosi teatrini in cui la difesa d´ufficio di questo o quel ministro, di questo o quel sottosegretario coinvolto in penosi affari giudiziari si trasformava in offesa alla magistratura e al buon senso dei cittadini. Se il cambio di passo di Mario Monti è sembrato subito marcato rispetto al suo predecessore sul terreno dell´azione di governo e – per così dire – dei costumi politici, in una certa misura anche la soluzione imposta per risolvere la grana Malinconico ha confermato la novità.
Il presidente del Consiglio ha chiesto e di fatto preteso nel giro di pochissimi giorni le dimissioni di un membro del governo implicato in una vicenda dai profili decisamente oscuri. Una scelta che costituisce una cesura rispetto al recente passato. Un orientamento che attesta una piccola rivoluzione nei comportamenti politici e istituzionali. Monti si è reso conto che un uomo su cui pende il sospetto – anche in assenza di un formale carico giudiziario – di aver ricevuto regalie da chi concorre nell´aggiudicazione di appalti pubblici, non può rimanere alla presidenza del Consiglio.…

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F35: è un’altra la strada

di Giovanni Giudici*

Finalmente la notizia è arrivata nei titoli di giornale, nel panorama drammatico di questa crisi economica che esige sacrifici e tagli per il bene del Paese e per il futuro di tutti: anche le spese militari devono essere drasticamente tagliate. In particolare il dito è puntato sull’enorme costo dei 131 cacciabombardieri F35, aerei di attacco che costano quasi 150 milioni di euro ciascuno. Un investimento di oltre 15 miliardi. Pax Christi lo ricorda da anni (in collaborazione con la Rete Italiana per il Disarmo di cui fa parte) e il convegno appena celebrato a Brescia, in preparazione della Marcia per la pace della Chiesa italiana, ha sottolineato le devastati conseguenze sull’economia e sul futuro delle comunità, del produrre e commerciare macchine di morte di simili proporzioni.

L’assordante silenzio che copriva questo progetto è stato rotto. Sempre più palese è l’assurdità di produrre armi investendo enormi capitali mentre il grido dei poveri -interi popoli- ci raggiunge sempre più disperato.…

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La Chiesa inerte

di Raniero La Valle

È questo il primo articolo che scrivo quest’anno e mi pare di non poter cominciare il 2012 senza un grido d’allarme sullo stato della fede e della Chiesa.
Quest’anno, l’11 ottobre, cade il cinquantesimo anniversario dell’inizio del Concilio e del discorso inaugurale di Giovanni XXIII che annunciava gioia alla Chiesa (“Gaudet mater Ecclesia”) e un “balzo innanzi” nella fede, contro i malauguri dei profeti di sventura; a partire da questo anniversario, comincerà poi, indetto da Benedetto XVI, l’ “anno della fede”.
Tuttavia né la Chiesa cattolica appare in buona salute, né la fede appare rigogliosa. La Chiesa in Italia, liberata dal discredito che le veniva dalla contiguità con Berlusconi, non ha avuto un guizzo di vitalità, e giace inerte dinnanzi alla crisi tremenda che attraversa il Paese e scuote l’Occidente: né sa interpretarla, né sa dire parole di rinascita e di guida; l’unica cosa che si vede è una certa agitazione intorno a improbabili ritorni al potere di qualche élite cattolica obbediente.…

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Dante, le Crociate e la modernità

di Sebastiano Vassalli

L’insegnamento della Storia, nelle scuole medie inferiori e superiori, si fa seguendo, passo dopo passo, i fatti considerati importanti del passato, dagli antichi Egizi ad oggi: come se il tempo, il «nostro» tempo, fosse uguale per tutti.
Ma così non è. Qualche settimana fa, parlando con degli studenti di liceo, mi è capitato di chiedergli: «Credete che i contemporanei di Dante, e lo stesso Dante, se qualcuno gli avesse venduto le automobili, non sarebbero stati capaci di usarle?». E mi è capitato di spiegargli che l’intelligenza di quegli uomini, e quindi anche le loro capacità pratiche erano uguali alle nostre. I fiorentini del XIII secolo non avevano l’automobile, né il telefono, né i televisori, perché ancora non ne sentivano la mancanza e perché la realizzazione di quegli oggetti sarebbe stata il traguardo di un percorso che si sarebbe compiuto in alcune parti del mondo e in altre no, e che nel XX secolo avrebbe dato l’automobile (e il telefono, e i televisori) a tanta gente rimasta ferma con le idee e con i comportamenti all’epoca delle Crociate.…

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L’indignazione degli onesti nel Paese dei corrotti

di Giorgio Bocca

Due Italie separate e non comunicanti. L´Italia delle caste e delle cricche e quella che si guadagna onestamente la vita. Lontane l´una dall’altra anni luce, nel modo di vivere, di pensare, nei modelli di morale e di estetica. Come sia possibile la loro convivenza senza una dura resa dei conti resta un mistero. Forse è l´istinto di sopravvivenza, lo stare comunque sulla stessa barca, nello stesso mare infido.
Ogni mattina giornali, radio e televisioni informano gli italiani onesti, rispettosi delle leggi, attenti alla morale corrente e al giudizio del prossimo che nell´altra Italia centinaia, migliaia di concittadini hanno sfidato la prigione, il disonore, i carabinieri e i poliziotti per arricchirsi a mezzo della politica e ai danni dello Stato, e lo hanno fatto senza provare vergogna o rimorso, anzi con il compiacimento di chi si sente parte della classe ladrona che finge di essere classe dirigente. Il paese Italia vive in stato di schizofrenia, anche se i mezzi di informazione si affannano ogni mattina a informare gli onesti che i loro vicini di casa appena possono rubano o malversano.…

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Il mistero ultimo è sempre più grande

di Paul Knitter

LA NECESSITÀ DEL DIALOGO INTERRELIGIOSO

Credo che l’urgenza di un dialogo interreligioso, l’urgenza, cioè, di rispettare i credenti di altre religioni, di apprendere da questi e cooperare con essi, nasca da tre esigenze o imperativi etici che il mondo contemporaneo pone ai cristiani e ai credenti di altre religioni. Il mondo in cui viviamo è globalizzato e interconnesso come mai prima di ora, ma è anche un mondo minacciato e in pericolo come mai prima di ora. I pericoli e le minacce nascono dalla violenza che gli esseri umani stanno commettendo tanto contro altri esseri umani quanto contro l’ambiente. Allora, suggerisco di considerare che questo mondo globalizzato ma minacciato stia invitando le persone religiose ad essere: 1) mutui vicini interreligiosi, 2) mutui pacificatori interreligiosi, 3) pellegrini interreligiosi insieme a ciascuno di noi.

Dobbiamo essere i vicini interreligiosi degli altri

Vi sono sempre state differenti religioni nel mondo. La diversità religiosa non rappresenta nulla di nuovo. Ma, nel passato, queste distinte religioni rimanevano nel “proprio vicinato”, cioè all’interno delle proprie frontiere geografiche e culturali.…

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Haiti

di Tonio Dell’Olio

Ricordare Haiti a due anni dal terremoto non può e non deve diventare un rituale mediatico. Ricordare è importante per rinnovare l’impegno. Ricordare è utile per dire una vicinanza. A una tragedia che non si è consumata con le scosse ma è proseguita con uno sciame umano terribile che si chiama colera, promesse internazionali non mantenute, sciacalaggi di ogni tipo, profughi che vagano per le regioni vicine, bambini vittime di turpi commerci… Perché il sisma trovò un Paese già in ginocchio. Tra i più poveri del pianeta. Una miseria non dettata dalla malasorte ma da politiche di corruzione e di rapina, da intrecci internazionali nefasti che, nel migliori dei casi, manifestava indifferenza e, nel peggiore, complicità e connivenze. Haiti è tutto questo e altro ancora. A due anni dal terremoto, Haiti continua ad essere la voce triste della coscienza del mondo. Per questo vale la pena ricordare. E darsi una mossa.

(www.mosaicodipace.it , rubrica “Mosaico dei giorni”, 12 gennaio 2012)…

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L’antiretorica di Mario Monti e l’Italia alla ricerca di etica

di Guido Melis

Massimo D’Alema ha usato una metafora gramsciana, quella dei due eserciti nemici costretti al reciproco assedio. Né vinti né vincitori. Stallo. Si stenterebbe a trovare nella storia d’Italia del dopoguerra una congiuntura politica assimilabile a quella attuale. Governi tecnici, sì, ne abbiamo avuto, ma sempre sostenuti da una più o meno solidale maggioranza parlamentare. Fu così ad esempio nel 1993-94 per Ciampi, chiamato a traghettare la prima nella seconda Repubblica. Niente di ciò può dirsi per Monti. Qui la maggioranza parlamentare (oltre 500 voti) è in realtà spezzata in due tronconi, divisi dal passato ma soprattutto dal futuro, entrambi in trincea in vista di quella che sarà, tra due anni o forse prima, la volata elettorale. Sicché tutti gli elementi del programma, dai più impegnativi a quelli di dettaglio, vanno faticosamente concordati nella difficile diplomazia segreta dei partiti. Nulla passa che non sia preventivamente autorizzato dall’alleato-avversario. Nulla che non rientri in un complesso gioco di compensazioni reciproche.
Si spiega così la complicata gestione parlamentare della manovra di dicembre.…

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Se la viltà batte il compito della vita

di Pierangelo Sapegno

Non sappiamo se come Lord Jim anche il comandante Francesco Schettino dovrà correre tutta la sua vita, da un posto all’altro, fra la vergogna e il rimpianto, per sfuggire ai suoi demoni.

Anche nel romanzo di Joseph Conrad, il primo ufficiale era scappato su una scialuppa dalla sua nave in tempesta. Processato e degradato, fu costretto a scappare con la sua ignominia senza riuscire a perdonarsi il suo errore, trovando riscatto solo alla fine in una terra lontana. L’eroismo serve nei film, o nei libri. Francesco Schettino dev’essere costretto ad affrontare altri fantasmi, cercando fra i rimorsi di un errore. Ma come per Lord Jim, ormai niente sarà più come prima.

E’ che ci sono errori che cambiano la vita. L’errore dell’uomo ha sempre qualcosa di imponderabile in sé, qualcosa che resta difficile da giudicare, come il peccato: una paura, un sentimento, a volte solo un pensiero, che ne determina l’azione. In fondo, che cos’è l’errore se non un peccato.…

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Il filo che unisce Monti a Berlusconi

di Lino Prenna

A voler parafrasare uno slogan pubblicitario che, alcuni anni fa, reclamizzava un prodotto in scatola, potremmo dire, con buona approssimazione, che la manovra economica proposta dal governo Monti ed ora all’esame del Parlamento, contiene molto rigore, poca equità, niente sviluppo. Questa valutazione, che può apparire eccessivamente severa, non coincide con la vulgata governativa che, oltre a sostenere l’urgenza e l’entità della manovra, ritiene impossibile spostare il prelievo fiscale su voci diverse da quelle considerate. In realtà, l’intera operazione risulta iniqua e ferisce il principio di solidarietà, criterio di giustizia distributiva e vincolo di responsabilità sociale, sancito dalla nostra Carta costituzionale.
A questo principio, ampiamente predicato dal magistero sociale, avremmo voluto che la Chiesa cattolica italiana avesse fatto riferimento, dichiarandosi disponibile a dare il suo contributo alla soluzione della crisi che attanaglia il Paese, ancor prima che fosse costretta dalla polemica, sollevata da più parti, sull’esenzione dal pagamento dell’Ici – ora Imu – sugli immobili “non esclusivamente” commerciali di sua proprietà e sulle altre esenzioni fiscali di cui gode.…

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