Il golpe d’agosto

di Raniero La Valle

Gli uomini contano. Alla conferenza di pace di Parigi De Gasperi salvò l’Italia: era, in quel consesso, un Paese nemico, distrutto dalla guerra, gravido di miseria; tutto, tranne l’enorme prestigio del presidente del Consiglio italiano e la dignità con cui difese l’Italia, era contro di lui. Ma De Gasperi colpì gli Alleati, apparve credibile, e l’Italia rientrò ben presto a pieno titolo nella comunità internazionale, e cominciò la sua ricostruzione, prima della Germania, prima del Giappone, suoi alleati di guerra, prima della Cina. Nell’agosto angoscioso appena trascorso, Berlusconi ha portato l’Italia fino all’orlo dell’abisso: l’ha considerata lui stesso un Paese spregevole, l’ha mostrata senza dignità, con un governo indifferente e cinico in ogni sua scelta, fino al punto di poter decidere in poche ore tutto e il contrario di tutto; un Paese giudicato inaffidabile eticamente, e non solo finanziariamente, perfino dai mercati; un potere politico interno irriso dalla stampa internazionale, incapace, per le sue false analisi, di affrontare la crisi, impossibilitato, per le sue contraddizioni, a governarla e indegno, per i suoi comportamenti, di fare appello alle risorse materiali e morali dei cittadini.…

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I testi di Gramsci usati e censurati. Così Togliatti attirava gli intellettuali

di Giovanni Belardelli

Con il titolo Operazione Gramsci, il libro di una giovane studiosa, Francesca Chiarotto (Bruno Mondadori, pp. 224, € 20), sintetizza efficacemente la strategia di egemonia culturale messa in campo dal Pci negli anni successivi alla caduta del fascismo. Protagonista assoluto di quella «operazione» fu naturalmente Palmiro Togliatti, che utilizzò appunto Gramsci – in particolare il Gramsci che nei Quaderni del carcere aveva riflettuto su momenti essenziali della storia italiana – per attribuire profonde radici nazionali a un Partito comunista italiano in realtà ancora strettamente legato all’Unione Sovietica, e favorire così le adesioni che il partito poteva ottenere nella società italiana e in particolare nel mondo della cultura.

L’operazione era stata studiata a partire almeno dal principio del 1941, quando Togliatti, allora a Mosca, aveva iniziato a occuparsi della futura pubblicazione delle “Lettere dal carcere” di Gramsci (tra l’altro, disponendo la soppressione di qualche passo giudicato non ortodosso, come le citazioni di Trotsky, Rosa Luxemburg o altri «eretici» del comunismo internazionale).…

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Cosa resta dopo 8 anni di governo Berlusconi

di Franco Cordero

Secondo l´oracolo d´Arcore (hard core nel calembour d´un foglio inglese), l´Italia sopporta meglio d´altri Paesi eminenti la congiuntura planetaria: in fondo, stiamo bene; importa poco che il debito pubblico sfondi ogni parametro e i Btp siano collocabili solo a tassi esosi; «le borse sono un orologio rotto», racconta giovedì 4 agosto, visto come Piazza Affari accolga lo stupido discorso nelle Camere, applaudito dalla ciurma (il ministro degli Esteri, viso impassibile da capovoga, batteva il ritmo a manate sul banco); en passant consiglia d´investire in Mediaset. Un tedesco direbbe Galgenhumor, umorismo da patibolo. Dopo otto anni sub divo Berluscone, i conti fanno spavento. S´è arricchito da scoppiare, indifferente agl´interessi collettivi, senza la minima idea del cosa sia fare lo statista, perché l´unica sua abilità, formidabile, sta in affari penalmente rischiosi, donde la fobia dei tribunali: nel clownesco contratto elettorale figuravano Stato leggero, fisco arrendevole, vita comoda, soldi a palate, opere pubbliche faraoniche; e passata la sbornia, i poveri contraenti vedono in faccia la bancarotta.…

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Uomo e natura.Una sfida infinita di amore e minacce

di Michele Smargiassi

“Una forma smisurata di donna seduta in terra”, dal volto “mezzo tra bello e terribile”: una matrigna crudele e sprezzante, così la Natura appare allo sfortunato Islandese nel celebre dialogo di Leopardi che fonda la nostra modernità. Meno di un secolo prima, Voltaire si era ribellato al terremoto di Lisbona, evento tremendamente naturale, in nome della Ragione. No, non è mai stato piacevole per i filosofi maneggiare questo concetto che all´uomo della strada evoca invece idee di relax, pace, benessere. Dev´essere per questo che il FestivalFilosofia di Modena ha atteso dieci anni prima di scegliere questa parola bella e terribile come tema della sua undicesima edizione. Ma non si poteva attendere oltre: possiamo non occuparci della natura, ma la Natura si occupa di noi, fin nel profondo, sempre di più. «È diventato un argomento profondamente politico», spiega Remo Bodei, ideatore e responsabile scientifico del più importante appuntamento dedicato al pensiero speculativo.

Minacciata e fragile nel suo equilibrio ecologico, minacciosa e aggressiva nelle sue manifestazioni catastrofiche (tsunami, terremoti, uragani), la Natura sembra invocare o pretendere qualcosa dall´uomo: «Le cose inanimate sembrano sempre più godere di diritti, e li reclamano».…

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Senza governo

decreto abracadabradi Claudio Sardo

Un governo impreparato a tutto, per di più attraversato da forti conflitti interni, sta conducendo la nave Italia nella tempesta finanziaria. Pensavamo di aver toccato il fondo l’altra sera, quando Berlusconi e i suoi ministri si sono schierati al tavolo di fronte ai rappresentanti delle parti sociali. Allora anziché annunciare le misure anti-crisi, o delineare una plausibile strategia, o quantomeno riferire le disposizioni pervenute per lettera dalla Bce, hanno pronunciato parole confuse e generiche. Come se non ci fosse fretta. Come se i tempi della reazione potessero sopportare i rifiuti di Bossi, le riserve personali del premier, la sfiducia di parte del Pdl verso Tremonti, i dubbi sempre più diffusi sul destino della legislatura. Ieri invece il superministro dell’Economia è andato oltre nel paludoso scenario della politica nostrana. Alle commissioni parlamentari riunite ha detto – questo sì – qualcosa di più rispetto al giorno precedente. Ha persino messo in fila una serie di disparati interventi, che il governo sta vagliando in queste ore per tagliare il deficit, o ridurre il debito, o aumentare la competitività.…

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Piccolo manuale di filosofia politica

P1090444di Francesca Bono

Che significa Ai bordi del politico? Decretare la fine della politica o individuarne l’attualità a partire delle sue origini? In questo raffinato pamphelet il filosofo Jacques Rancière compie un viaggio a ritroso nei territori di un’idea e di una storia. Ma cosa è davvero il politico? Per Rancière è l’incontro tra due processi eterogenei, quello del governo (organizzare l’unione degli uomini in comunità) e quello dell’uguaglianza (il gioco delle pratiche guidate dal presupposto dell’uguaglianza di chiunque con chiunque). Il primo processo è per Rancière polizia, mentre il secondo è l’emancipazione. Il saggio si propone di riformulare la politica come un perenne tentativo di dislocamento precario dell’ordine poliziesco che mette ognuno al suo posto sotto il comando di quelli che sono designati a governare per nascita, ricchezza o “competenza”. La politica vive nello scarto che vi è tra le uguali capacità di tutti e l’assenza di fondamento del dominio. Questo scarto non è nè un ricordo, nè una promessa, ma l’invenzione continua del presente.…

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Il diritto negato

Joint Resolution Proposing the Thirteenth Amendment to the United States Constitution, 01/31/1865 - 01/31/1865di Chiara Saraceno

La decisione della signora di Treviso, malata di sclerosi multipla, di rivolgersi ad un giudice per nominare suo marito “amministratore di sostegno”, ovvero persona incaricata di far valere le sue volontà circa il rifiuto di trasfusioni di sangue e alimentazione forzata allorché lei non potrà più farlo direttamente, evidenzia non solo la drammaticità, ma la intima contraddizione delle norme sul testamento biologico di recente approvate dal senato e in attesa di approvazione alla Camera. Una contraddizione che inconsapevolmente hanno esplicitato anche il ministro Sacconi e la sottosegretaria Roccella nel loro tentativo di sminuire la portata della pronuncia positiva del tribunale di Treviso. Affermano, infatti, il ministro e la sottosegretaria che una persona in grado di intendere e volere, e aggiungo io, di agire di conseguenza, può liberamente rifiutare non solo ogni cura, ma anche di nutrirsi. Può andarsene dall´ospedale, staccarsi dalle macchine, rifiutare medicine e interventi chirurgici, smettere di mangiare e bere. Tra l´altro, il lento lasciarsi morire di fame è un mezzo più o meno consapevolmente scelto da molti grandi anziani stanchi di vivere, ma che “non riescono a morire”, per usare le loro parole.…

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Storia dell’operaio Oscar che morì alla Moneda

luis sepùlvedadi Luis Sepulveda

In occasione dell’anniversario del golpe cileno dell’11 settembre 1973, pubblichiamo parte di uno degli articoli inediti che Luis Sepulveda scrisse nei due anni successivi all’arresto di Pinochet, dell’ottobre 1998, e poi al rilascio del generale, articoli raccolti nel volume “Il generale e il giudice” (Guanda, 2003, pagg.134) .

L’11 settembre 1973 Oscar Lagos Ríos aveva ventun anni. Era operaio e veniva da una famiglia umile come tutte quelle che abitavano a Villa Las Dalias, nella zona di La Granja, a sud di Santiago. Due giorni prima, con un mese di ritardo perché era nato l’8 agosto 1952, aveva festeggiato la maggiore età insieme ai genitori e ai fratelli. Torta con dulce de leche e cocco tritato, più una bottiglia di sidro stappata dal vecchio, orgoglioso del suo ragazzo socialista. Lunedì 10, Oscar Lagos Ríos era entrato a far parte della guardia presidenziale, e la mattina di quel martedì 11 che avrebbe cambiato le nostre vite aveva scortato il compagno presidente dalla sua residenza in calle Tomás Moro fino al palazzo della Moneda.…

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Tutti a caccia della “balena bianca”.Proseguono le grandi manovre al centro

Balene (e onde).di Luca Kocci

La sintesi più efficace di quello che sta accadendo in queste settimane nel mondo cattolico impegnato in politica e nelle stanze vaticane e curiali l’hanno fatta l’opusdeista Paola Binetti e il ciellino Rocco Buttiglione, parlando in libertà a margine di uno degli ultimi incontri politico-clericali, usando il linguaggio parabolico e il registro ecclesialese: «Adesso è il tempo della semina, poi ci sarà la crescita, infine arriverà la raccolta». Perché si moltiplicano manovre, incontri privati e raduni pubblici (l’ultimo lo scorso 19 luglio) di politici cattolici di tutti gli schieramenti – tranne l’area cattolico-democratica e i cristiano-sociali, saldamente ancorati al Partito democratico – ed ecclesiastici di prima e seconda fila con un obiettivo preciso: ricostruire un soggetto politico centrista che si faccia interprete dei desiderata ecclesiastici e che nel futuro possa guidare o perlomeno orientare le scelte di un centro-destra post-berlusconiano.

Verso il “partito di Dio”

Si è mossa innanzitutto la Conferenza episcopale italiana prima con l’annuncio del rilancio delle scuole di formazione politica, poi con l’intervento del segretario generale mons.…

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I diritti individuali e la lega

di Nadia Urbinati

Liberare le donne dal burqa e intanto legittimare la discriminazione di chi non rientra nella “normalità” eterosessuale: questo è il confuso messaggio che ci viene dai nostri leader politici, incapaci a quanto pare di coniugare libertà e eguaglianza dei diritti. È passato purtroppo inosservata la recente lezione del leader della Lega Nord sui limiti dei diritti individuali e del rispetto della persona, un esempio di quanto difficile sia per la cultura del conservatorismo comunitario accettare il pluralismo. In un recente comizio a Salsomaggiore Terme, concluso con la promessa che la cittadina emiliana ospiterà il concorso di Miss Padania, il Senatore Umberto Bossi ha colto l´occasione per picchettare il confine tra “persone normali” e “gli altri”. Con la stessa autorità con la quale ha dato la benedizione alla sfilata delle giovani padane, ha discettato su che cosa è giusto che gli italiani pensino dell´omosessualità, rivendicando come una vittoria di civiltà lo stop all´aggravante di omofobia nei casi di violenza imposto dal Parlamento una decina di giorni fa.…

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