Viaggio nel Paese col bavaglio

di Andrea Tarquini

I giornalisti della radio pubblica l´hanno appreso come in un campo di concentramento: improvviso appello del mattino per tutti nel grande cortile della sede centrale, poi l´ordine di dividersi in scaglioni di 50 e presentarsi un gruppo dopo l´altro a commissioni speciali: quelle hanno detto loro chi restava e chi veniva licenziato. Gli epurati, in radio e tv di Stato, sono stati finora 525, molti tra i migliori, fior di giornalisti, premi Pulitzer. Altri 450 licenziamenti arriveranno prima di fine anno: la grande purga eliminerà così mille su tremila persone, un terzo del totale. Una sola newsroom centrale, in mano alle penne della destra, distribuisce notizie ai media pubblici. Nella pubblica amministrazione, è ancora peggio, e il governo ha facile gioco a difendersi: niente statistiche pubbliche sul totale dei posti soppressi e delle persone sostituite. Nei teatri e nelle Università, nella magistratura e alla Corte dei Conti, ai posti di comando sono solo uomini fedeli alla Fidesz del premier Viktor Orban, il partito al potere.…

Leggi tutto

L’appello di Agnes Heller.”L’Europa deve aiutarci solo così ci salveremo”

di Andrea Tarquini

«L´Europa deve aiutarci ad avere solidi media indipendenti. Solo così salveremo la democrazia». Ecco l´appello di Agnes Heller, la grande intellettuale ungherese.

Signora Heller, quanto è pericolosa la situazione ungherese? «Ci vuole un volto nuovo, o un nuovo gruppo di leader democratici, che ci salvi. Non aspettiamo Godot, aspettiamo un Lohengrin come ultima speranza. Se non apparirà entro un anno e mezzo sarà la fine».

Perché una simile svolta autoritaria? «In Ungheria non abbiamo mai avuto veri partiti. Fummo una democrazia solo tra la fine della guerra e il ´49 della svolta staliniana. Gli ultimi vent´anni del comunismo di Kadar furono comunismo senza comunisti, poi venne una democrazia senza democratici, oggi abbiamo un governo di destra senza veri conservatori».

Chi è allora Orban? «Ha solo alcune somiglianze con Berlusconi. Berlusconi non interferisce come Orban nella vita degli atenei, nei teatri, all´Opera, nei media, ovunque. Fascismo e bolscevismo sono termini abusati, sebbene, ricordiamolo, siano nati entrambi in Europa, non altrove.…

Leggi tutto

Dissoluzione senza soluzione

di Luigi La Spina

I regimi politici cadono in due modi: o perché sono sconfitti o per sfarinamento interno. Nel primo caso, il crollo può essere cruento, ma i vincitori riescono rapidamente a diventare una credibile classe dirigente alternativa. Nel secondo, l’agonia può essere molto lunga e molto pericolosa, perché lascia il Paese senza una guida sicura e in balia degli eventi. Com’era facilmente prevedibile, la fine del berlusconismo in Italia sta seguendo quest’ultima forma. Un modello che si potrebbe sintetizzare, anche in rima, così: dissoluzione senza soluzione.

L’ultima ondata di scandali che si stanno abbattendo sul centrodestra avrà un effetto, in apparenza, paradossale e contraddittorio. Da una parte, ha bruciato la candidatura delle due più forti personalità ministeriali alla successione di Berlusconi, prima quella di Gianni Letta e, ora, quella del superministro dell’Economia, Giulio Tremonti; con risultati devastanti, sia per l’immagine del governo, sia per l’efficacia della sua azione. Dall’altra, costringerà tutti i ministri, a cominciare da quelli più sotto schiaffo giudiziario, a una resistenza e a una convivenza obbligata.…

Leggi tutto

Povera Italia

di Raniero La Valle

Era cominciata con uno slogan baldanzoso, ottimistico, allegro, “Forza Italia”, che evocava gioie e vittorie, un po’ come la “gioiosa macchina da guerra” del Grande Distruttore Occhetto, e finisce con una esclamazione amara, che sta sulle bocche di tutti, in patria e all’estero, sui giornali e nelle Cancellerie, ed evoca frustrazione, dolore, sconfitte: “Povera Italia!” L’Italia è diventata più povera nel lungo ciclo berlusconiano, le cui ultime convulsioni, ancora dettate dalla protervia e dall’arroganza di chi in nessun modo vuole lasciare un potere che più non gli compete, riempiono le cronache politiche, giudiziarie ed economiche di queste settimane estive. Ma questa povertà non è solo di denaro, non è solo delle famiglie, delle imprese, dei giovani che vedono isterilirsi il futuro. È una povertà più profonda. Sono le speranze che sono venute meno, è il senso di appartenenza a una stessa comunità politica che sembra perduto, a favore di quella lotta di tutti contro tutti che nell’attuale politica ha il suo modello ed il suo paradigma; è la stima in quanti rendono un servizio pubblico che è entrata in crisi, e non perché essi rubino (la maggior parte non lo fa) ma perché non pensano per niente al pubblico, e perché è passata l’idea che il servizio pubblico – dal capo del governo al funzionario che sta allo sportello – non è che uno dei modi per provvedere ai propri interessi privati.…

Leggi tutto

Biotestamento, siamo noi i padroni della nostra vita

Biotestamentodi Umberto Veronesi

Per chi esprime il pensiero laico della società civile, al di fuori delle ideologie e delle fedi, i sentimenti di fronte alla legge sul biotestamento in via di approvazione alla Camera sono essenzialmente due: stupore e incredulità. Non capiamo come può il Parlamento prendere decisioni che calpestano i diritti individuali tutelati dalla Costituzione, quale quello, fondamentale, di decidere come vivere e come non vivere. E inoltre non crediamo che lo possa fare. Capiamo invece che il dibattito sulla vita, la sua qualità e la sua fine, passa attraverso dilemmi etici e filosofici, oltre che medico-scientifici, che la politica non riesce a trattare, e capiamo dunque la difficoltà per ogni singolo parlamentare nel dare un voto in piena consapevolezza e coscienza su questa materia. Per questo la maggioranza di noi chiede di fermare l´iter legislativo, nella convinzione che l´assenza di una legge sia un male minore rispetto a una cattiva legge. La mancanza di una normativa permetterebbe a tutti, medici e cittadini, malati e famigliari, di comportarsi nel modo più appropriato, caso per caso, rispettando così al massimo l´unico punto fermo: la volontà della persona e la sua inviolabile dignità.…

Leggi tutto

Il mondo della Pastora partigiana spagnola

partigianidi Daria Galateria

Quando nel 1960 la arrestarono, la Pastora -leggendaria partigiana antifranchista sopravvissuta come un lupo nelle montagne- fu rivestita alternativamente con abiti femminili e maschili, e ci vollero due medici, un urologo e un ginecologo, per decidere del suo sesso. Fu destinata al carcere maschile. Nell’unica foto, vediamo un viso indifeso e assente, che, suddiviso verticalmente a metà, è a destra di donna, a sinistra d’uomo. Accusata di 29 omicidi, la Pastora al processo balbetta di non aver ucciso nessuno. Questo personaggio straordinario è raccontato dalla Giménez-Bartlett con lo scavo pudico con cui in passato ha rievocato una cameriere di Virginia Woolf.Certi intollerabili destini femminili – quando servire è già un privilegio: “Star dietro alla roba, anche se non è tua, aiuta a star bene”- sono tratteggiati attraverso dettagli materiali, e dall’interno , senza distanza e sdegno. In questo romanzo, in due si mettono, nel 1956, alla ricerca della Pastora/bandito; lei racconta la sua storia. Di nuovo, la Bartlett apre orizzonti storici e interiori, lasciando scie indelebili di indignazione e pietà.…

Leggi tutto

Lo scandalo della struttura Delta: condizionare l’opinione pubblica e controllare tutta l’informazione

Giuseppe D’Avanzo, scomparso improvvisamente qualche settimana addietro, viene ricordato da questo sito pubblicando uno dei suoi ultimi articoli.

di Giuseppe D’Avanzo

Così Berlusconi ha ingannato gli italiani. Nel sistema pubblico televisivo, è stata all´opera – e nessuno può escludere che ancora lo sia, se solo si guarda al Tg1 – un sodalizio che al servizio di un uomo ha manipolato l´informazione. In Rai, nel sistema pubblico televisivo, è stata all´opera – e nessuno può escludere che ancora lo sia, se solo si guarda a quel che combina ogni sera il direttore del Tg1 – un sodalizio che, al servizio di un solo uomo, proprietario di Mediaset e capo del governo, ha manipolato l´informazione. Ha corrotto il linguaggio. Ha falsificato la realtà. Ha concordato l´agenda dell´attenzione pubblica con il network concorrente. Ha schedato, discriminato e danneggiato i discordi, ovunque fossero in quell´azienda: nelle redazioni, sul palcoscenico, tra i funzionari e dirigenti della Rai. Il manipolo di infedeli (li si può definire così?…

Leggi tutto

Un regno che affonda in un mare di scandali

di Eugenio Scalfari

LA FINE d’un regno ha sempre un andamento drammatico e talvolta addirittura tragico. Pensate a Macbeth e a Lear ma anche a Hitler e a Mussolini, dove la realtà sembra imitare i vertici della letteratura. Talvolta però alla cupezza del dramma si accompagna la sconcia comicità della farsa; sconcia perché inconsapevole e quindi cupa e drammatica anch’essa. Vengono in mente alcuni comprimari del fine regno berlusconiano: Brunetta, Gasparri, La Russa, Quagliariello, Sacconi, Ghedini, Prestigiacomo, Gelmini, Alfano e il suo partito degli onesti. Con Calderoli siamo al culmine della comicità inconsapevole, a cominciare da come si veste e da come cammina: non è un pavone che esibisce la sua splendida ruota e neppure un tacchino con i suoi bargigli, ma ha piuttosto l’andare del gallinaccio, il più sgraziato dei pennuti. Bossi no, non è comico ma profondamente drammatico: un leader lucido e sensibilissimo a cogliere gli umori della sua gente, cui la malattia aveva addirittura conferito un di più, quella parlata inceppata, quei gesti di una volgarità voluta, quella faccia segnata ma non rassegnata: così era stato fino a un anno fa, ma poi il vento è cambiato anche nella Lega e il Senatur ha cominciato ad annaspare.…

Leggi tutto

Il baratto della verità

La Bocca della Veritàdi Tonio Dell’Olio

Sabato scorso i funerali di Elisa Claps a Potenza sono stai presieduti da don Marcello Cozzi, che non è solo il referente di Libera per la Basilicata, è tra quelli che meglio conoscono le pieghe di mafia e antimafia in quella regione. Nel corso dell’omelia ha affermato che: “La verità è stata per lunghi anni oggetto di baratto”. Parlava della vicenda di Elisa che attende ancora di essere messa in piena luce. Ma può riferirsi a tante vicende locali e nazionali in cui la verità è rimasta sepolta da interessi di gruppi di potere o barattata con favori e privilegi. Ignobili scambi in cui la vita delle persone vale meno del buon nome da difendere. Sul piatto della bilancia iniqua la vita delle persone sembra cedere sotto il peso degli interessi di qualcuno. E il pensiero va alla litania di stragi apparentemente senza colpevoli nella storia di questo Paese: Ustica, Piazza della Loggia, Italicus, Piazza Fontana, Bologna… Verità sepolte sotto i tetti d’Italia o dei palazzi che contano.…

Leggi tutto

La notte bianca di internet per difendere la libertà

di Stefano Rodotà

Il tema della libertà in Rete attraversa il mondo, mobilita ovunque il popolo di Internet e oggi troverà una sua particolare manifestazione a Roma con una “notte bianca” per protestare contro un provvedimento dell´Autorità per la garanzia nelle comunicazioni in materia di diritto d´autore. Provvedimento che potrebbe essere approvato domani. Il punto chiave della delibera riguarda il potere che l´Agicom assumerebbe di oscurare, anche in via cautelare, con un semplice procedimento amministrativo e senza le necessarie garanzie, l´accesso a siti e servizi web per presunte violazioni del diritto d´autore. Bisogna dire subito che il modello tradizionale del diritto d´autore sta strettissimo alla rete, ne ignora le caratteristiche. Un legislatore consapevole dovrebbe in primo luogo prendere atto di questo dato di realtà, partire dalla premessa che la Rete è un luogo di condivisione del sapere, che il diritto di manifestazione del pensiero ha trovato strade nuove, sì che provvedimenti puramente repressivi legati ai vecchi schemi concretamente possono diventare uno strumento che, con il pretesto della tutela del diritto d´autore, introducono una nuova e inammissibile forma di censura.…

Leggi tutto