Casale,la ricchezza e la morte

di Enrico Deaglio

L’ottocentesco Teatro Municipale di Casale Monferrato era gremito: platea, palchi, loggione. Il coro cittadino diretto da Giulio Castagnoli, quello in cui aveva cantato Luisa Minazzi fino a quando la malattia glielo aveva permesso, cantò due brani dal Requiem di Mozart. Poi cominciò il film Polvere, il grande processo dell’amianto, e tutti stettero zitti, perché sullo schermo passava la loro ecatombe. Nella cittadina piemontese, più o meno 35 mila abitanti, un abitante su dieci dal dopoguerra a oggi è vittima dell’asbestosi e di un tumore che nasce subdolo e silenzioso, ma non lascia scampo: il mesotelioma pleurico, provocato dal contatto con l’amianto. Tremila morti. Li ha causati l’Eternit. La fabbrica che arrivò ai primi anni del Novecento fu per i casalesi «l’America in casa» e ora – benché chiusa da 25 anni e da sei addirittura abbattuta – continuerà a uccidere, senza scampo: le previsioni annunciano per Casale quasi 50 morti all’anno per i prossimi vent’anni. Il nome della cittadina piemontese verrà associato, per la vastità della strage e per la responsabilità delle industrie, a quelli di Bhopal in India, Chernobyl in Ucraina e probabilmente Fukushima in Giappone.…

Leggi tutto

La politica è diversa dalla protesta

UNITI CONTRO LA CRISI  / United against the crisisdi Luigi La Spina

Il crepuscolo del berlusconismo in Italia, lungo o breve che sia, travagliato o meno, affida al Pd, il partito più forte dello schieramento che in questi anni si è opposto alla lunga egemonia politica del Cavaliere, una grande responsabilità. Quella di resistere a una tentazione e di non cadere in un equivoco. L’inaspettato successo dei referendum e le altrettanto sorprendenti vittorie di Pisapia a Milano e di De Magistris a Napoli hanno confermato la forza elettorale e l’efficacia comunicativa di un movimento trasversale di protesta.

Un movimento, guidato soprattutto dai giovani, contro una concezione della politica giudicata mediocre, corrotta, lontana dagli interessi urgenti dei cittadini. Molti commentatori, giustamente, ne hanno colto le caratteristiche innovative, a partire dalla prevalenza dell’uso propagandistico di Internet rispetto alla televisione e, simultaneamente, dal ricorso all’antico «passaparola» come mezzo di convincimento e stimolo a una rinnovata partecipazione politica. Un fenomeno che nella nostra società civile si era già annunciato, nei mesi scorsi, con i lusinghieri esiti delle manifestazioni delle donne o delle stesse primarie per la scelta dei candidati del centrosinistra.…

Leggi tutto

Questione morale ridotta a commedia

La questione Immoraledi Pierluigi Battista

C’è un governo il cui premier che dice del deputato pdl Alfonso Papa che “va difeso a tutti i costi” mentre un ministro, nonchè capo di un partito nelle cui mani è custodita la golden share della coalizione, conferma imperioso che il deputato Papa deve essere invece arrestato senza indugio. Sul caso Papa, in un Paese normale Berlusconi e Bossi constaterebbero l’avvenuto sgretolamento della maggioranza. In Italia, invece, l’episodio denuncia l’ulteriore sprofondamento di un Paese in crisi nel grottesco e nella commedia. Ma in un Paese in cui si chiedono agli italiani sacrifici da tempo di guerra per salvare l’Italia dalla bancarotta, la commedia grottesca diventa fatalmente uno spettacolo indecoroso. Ieri l’apice comico, con i deputati della Lega che si sono astenuti nella Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, e con quelli del Pdl (con contorno di Responsabili o come si chiamano adesso) che hanno lasciato la sala consentendo alle opposizioni di votare per l’arresto di Papa.…

Leggi tutto

Sotto il vulcano

Ijen Volcano / Indonesia, East Javadi Massimo Giannini

Non c´è bisogno di aspettare Pontida per capire che il destino di Berlusconi è segnato. Lo dice l´economia, prima ancora che la politica. Lo segnalano gli analisti finanziari, prima ancora che i leghisti padani. Moody´s che minaccia di rivedere al ribasso il rating dell´Italia fa giustizia di giorni e giorni di chiacchiere irresponsabili e di richieste inesigibili. Altro che grande riforma fiscale, altro che scossa all´economia, altro che allargamento dei cordoni della borsa per rimediare alla doppia sberla delle amministrative e del referendum. La verifica reale non la faranno la prossima settimana gli “improponibili” o i “responsabili” di questa maggioranza in disarmo: hanno già cominciato a farla quei ragazzi “terribili” che ogni giorno, da dietro un computer, decidono le sorti dei Paesi e dei mercati. L´allegra brigata berlusconiana, cieca e sorda di fronte alla realtà, danza sotto il vulcano. L´Italia non può permettersi il lusso di ridurre le tasse o di aumentare la spesa. Il nostro bilancio pubblico non offre margini.…

Leggi tutto

Un segnale per recuperare elettori

di Michele Brambillail ritorno di Frankenstein

Nel discorso della corona di ieri Angelino Alfano a un certo punto ha pronunciato due parole particolarmente care alla cultura della destra: «talento» e «merito». Basterebbe pensare che mentre Alfano pronunciava quelle parole c’era lì, davanti a lui, Nicole Minetti, per convincersi che il neo segretario aveva voglia di scherzare. L’igienista dentale diventata di botto consigliere regionale, senza neppure passare attraverso il voto dei cittadini, è talmente in sintonia con quei criteri di talento e di merito che perfino il direttore del Giornale Alessandro Sallusti, in un’intervista di qualche settimana fa, l’ha definita «inquietante», aggiungendo: «Adesso sappiamo perché è andata a occupare quel posto. Non è un bell’esempio».

Ma va detto che Nicole Minetti è in abbondante compagnia. Nello stesso listino bloccato che l’ha portata in Consiglio regionale ci sono, ad esempio, un geometra di Arcore e un massaggiatore del Milan.

E sono quisquilie, se paragonate alla pletora di ex dipendenti Edilnord, o Fininvest, o Publitalia eccetera diventati di colpo sindaci, presidenti di Province, coordinatori regionali del partito.…

Leggi tutto

Perchè i cattolici

Piazza San Pietrodi Raniero La Valle

Resta da chiedersi come mai tra il maggio e il giugno di quest’anno c’è stato il grande ritorno dei cattolici alla politica, quale si è manifestato sia nei sorprendenti risultati delle elezioni amministrative sia nel quadruplice voto referendario. Ciò che è accaduto è che mentre nelle ultime sciagurate elezioni politiche il voto cattolico si era ripartito tra gli schieramenti e i partiti esattamente nelle stesse proporzioni in cui si era distribuito il voto degli italiani in generale, risultando perciò irrilevante, ora invece l’elettorato cattolico si è polarizzato nel voto “di liberazione” di città come Milano, Napoli, Cagliari e altre città del Nord, e si è concentrato nella valanga dei “sì”. L’imponente spostamento di voti dalla Lega e dal Popolo della Libertà alle posizioni opposte, è spiegabile solo col mutato atteggiamento dei cattolici praticanti, del resto anticipato da un sondaggio commissionato dai “cristiano-sociali” alla SWG, da cui risultava che il 57-59 per cento dei cattolici praticanti provavano “disgusto per il comportamento di Berlusconi” o lo ritenevano “una vergogna per l’immagine del Paese” non potendosi separare vita privata e funzione pubblica, che dal novembre 2010 al gennaio 2011 il gradimento del governo presso gli elettori cattolici era sceso dal 42 al 33 per cento e che la quota di quelli che avendolo votato non lo avrebbero votato più raggiungeva il 22 per cento.…

Leggi tutto

Il metodo del dottor Gigi

di Alberto Statera

Che odore stantio di deja vu. Sembra di tornare indietro di quasi un terzo di secolo spizzicando le nuove gesta di Gigi Bisignani, il furetto scattante che allora reclutava per conto di Licio Gelli e oggi ha federato tutte le “P” massonico-affaristiche della seconda Repubblica. Ultima conosciuta, per ora, la P4. Ma non è detto che la tabellina sia esaurita. Nulla si crea e nulla si distrugge quando si tratta di potere e di denaro, l’incrocio magico del malaffare oggi soltanto più esplicitamente condito di sesso, ai tempi del bunga bunga. Tanto che il metodo Bisignani-Letta è in fondo null’altro che il clone del metodo Gelli-Andreotti adattato al terzo millennio. E’ come se l’Andreotti per decenni collezionista di ministeri si fosse reincarnato nel Gianni Letta cerimoniere dei riti del potere delegato dal berlusconismo e il materassaio di Arezzo Licio Gelli in Gigi Bisignani. Mazziere di carriere, nomine, promozioni, incroci di ambizioni e di affari. “Cari miei – sussurrava Andreotti con la vocina che ancora usa quando è convinto di dispensare una delle sua pillole di saggezza – i ministri passano, ma i dirigenti restano”.…

Leggi tutto

La scommessa dopo il nucleare? Incentivare il risparmio d’energia

No, Grazie.di Massimo Muchetti

E ora che facciamo con l’energia elettrica? Il referendum dice che agli italiani non bastava l’incerta sospensione dei piani nucleari del governo che li aveva sbandierati fino al disastro di Fukushima. Il corpo elettorale ne ha preteso l’archiviazione. Ma il referendum lascia aperta una sfida. Una sfida tremenda che non è quella che sembra. Partiamo dai fatti. Il referendum cancella soltanto progetti allo stato nascente, nemmeno troppo costosi: l’Enel ha speso finora non più di 2-300 milioni. Senza nucleare, l’Italia resta quella che è. E non rischia alcun blackout. La capacità produttiva installata lungo la penisola, oltre 90 mila MW, eccede largamente la capacità impegnata ai picchi della domanda, comunque inferiore ai 60 mila MW. La riserva appare sufficiente nel caso di fermata di parte anche grande delle centrali in attività. Importiamo un po’ di energia dalla Francia, è vero. Ma lo facciamo perché l’Edf non può stoccare le eccedenze produttive e le ricolloca a basso prezzo. Nelle intenzioni del governo, dunque, il nucleare avrebbe dovuto dare energia pulita e a prezzo prevedibile, attenuando la dipendenza dal gas libico, russo e algerino trasportato via tubo.…

Leggi tutto

La grandezza indicibile di Rubino

di Roberto Benigni

È morto a 91 anni Rubino Romeo Salmonì, sopravvissuto ad Auschwitz, memoria della comunità ebraica romana, a cui si ispirò Roberto Benigni nella scrittura del film «La vita è bella». Abbiamo chiesto a Benigni di raccontarci cosa lo colpì nel loro incontro.

Rubino Romeo Salmonì era un personaggio davvero speciale, che ho tenuto sempre nel cuore. Lo avevo conosciuto mentre preparavo «La vita è bella», insieme ad altri ebrei romani che mi avevano raccontato la loro storia, il dramma della deportazione.

Mi era rimasto impresso nella memoria e non l’ho dimenticato perché nel suo modo di ricordare le cose aveva una leggerezza particolare, difficile da immaginare e che colpiva tutti. Potrei dire che aveva un aspetto ilare, che nel suo modo di essere, di presentarsi e di raccontare c’era un lato comico speciale. Aver passato quell’esperienza tremenda ed essere capace di vivere così è dimostrazione di una grandezza indicibile.

Gli incontri con uomini come Rubino sono quelli che ti cambiano in profondità, perché quando guardi negli occhi queste persone poi non sei più quello di prima.…

Leggi tutto

Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira e Giuseppe Lazzatti alla Costituente

L´Italia è una Repubblica..di Mons. Alessandro Plotti*

Molti cattolici che avevano combattuto su vari fronti l’esperienza fascista e la tragica esperienza della II guerra mondiale, che avevano preso parte, con convinzione e spirito di servizio alla lotta per la libertà, alla Resistenza, approdarono come membri eletti all’Assemblea Costituente, per dare all’Italia un nuovo assetto repubblicano e costruire un nuovo volto di società. A cominciare da De Gasperi, si potrebbero citare nomi prestigiosi che poi, nel Parlamento italiano, hanno avuto un ruolo determinante e significativo, partecipando anche all’azione di governo. Ma a me piace parlare soprattutto di tre persone che, pur diverse per storia personale, per bagaglio culturale e per sensibilità spirituale, hanno sicuramente primeggiato nella stesura della Carta costituzionale. Mi riferisco a Giuseppe Dossetti, a Giorgio La Pira e a Giuseppe Lazzati che in una sempre più stretta amicizia, hanno avuto il coraggio di avviare e di gestire un dialogo fruttuoso, proprio sui contenuti della Costituzione, con le forze politiche che molti cattolici benpensanti e conservatori guardavano con sospetto e con le quali avrebbero forse voluto un confronto dialettico più rigido o uno scontro istituzionale tra due visioni dello Stato divergenti.…

Leggi tutto