Quattro regole per una buona legge
L’obiettivo di una legge sulle direttive (o dichiarazioni) anticipate di fine vita dovrebbe essere quello di definire un quadro di regole che consentano il rispetto della volontà di un paziente non più in grado di esprimerla direttamente. Come tutte le questioni bioetiche, si tratta di situazioni complesse, nelle quali i beni che sono in gioco, e che si deve cercare di salvaguardare, sono diversi: l’autonomia del paziente, ma anche quella del medico, che ha il difficile compito di mettere la sua competenza al servizio del paziente; la difesa della vita, che non può non essere tra gli obiettivi dello stato. Si tratta dunque di cercare una soluzione il più possibile soddisfacente per tutelare insieme questi diversi beni.
Il nostro ordinamento prevede che non sia possibile costringere alcuno a ricevere cure che per qualunque ragione rifiuti: valgono gli artt. 13 e 32 Cost., ormai realizzati nella prassi del consenso informato. Nel caso delle direttive anticipate, però, c’è una difficoltà in più che deriva dall’assenza di una volontà attuale.…
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