La verità sovversiva

di Rete laica di Bologna

Questa omelia è il risultato di una conversazione fra tre persone – una donna e due uomini – che fanno parte della Rete laica di Bologna. Abbiamo cercato di misurarci coi testi, appunto, laicamente, cioè cercando di mettere fra parentesi i nostri presupposti religiosi e non, e di lasciare che le parole lette rimbalzassero liberamente dentro di noi.
Il filo unificante delle tre letture è il tema della luce che supera le apparenze e vince le tenebre.
Nella prima lettura, tratta dal Libro di Samuele, emerge l’imprevedibilità delle scelte di Dio, che contrastano con le attese umane. Il dialogo si svolge su due piani: tra Dio e Samuele, che ha avuto l’incarico di trovare un re tra i figli di Iesse, e tra Samuele e Iesse. A sorpresa viene scelto come re Davide, il più piccolo dei figli di Iesse, quello che nessuno pensava, quello che anche il padre aveva scartato. Dio si comporta in modo apparentemente scriteriato: per svolgere il compito di re-guerriero sceglie il personaggio più fragile.…

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Berlusconi e Gheddafi. Il carisma grottesto

di Franco Cordero

CAMBIA spesso idea B., anche più volte al giorno, secondo gl’impulsi. Non ha l’aria del pensatore: il suo forte sta nei riflessi innescati da appetiti senza fondo; l’età li affievolisce (i riflessi, non l’appetito) ma restano aspetti temibili d’animale potente (caimano nella varietà “crocolidus ridens”). Era atto impulsivo la telefonata alla questura i cui sèguiti gli costano cari. In politica estera e presumibili affari occulti coltiva liaisons dangereuses (bel titolo d’un articolo d’A.Stille, qui, 25 febbraio).
Lo sapevamo intimo del colonnello Gheddafi, tanto da compromettersi quando costui ordina il fuoco sui dissidenti: “Non volevo disturbarlo”; sotto pressioni europee e Usa, biasima i modi violenti ma ventila pericoli se gl’insorti prevalessero.
L’argomento va studiato perché emergono affinità personali, nella profonda diversità dei sistemi, efferata dittatura e Stato democratico. Sono ricchi da scoppiare, sulla pelle dei rispettivi sudditi, l’africano forse più del milanese, i cui ventimila milioni d’euro vantati illo tempore nessuno sa quanti siano ora, tanto invisibile è la mappa degl’investimenti nel groviglio societario tra le mura o fuori.…

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Sotto la pelle della Nazione

di Tonio Dell’Olio

Tra le pieghe di quest’Italia imprevedibile e bizzarra che festeggia i suoi 150 anni tra spot e polemiche, si nascondono esperienze di solidarietà che danno linfa alla vita di tutti. Vorremmo vederle rappresentate nella luce nuova di un Paese che non fa parate e non sta sempre in televisione, quasi mai urla e non sta sulle copertine patinate dei rotocalchi. È l’Italia del volontariato e dei piccoli passi, della volontà di farsi prossimo. Non si limita a soccorrere la miseria. Vuole scolpire questa necessità anche nell’agenda politica. Accoglie e accompagna ma vuole anche raccontare. Perché è consapevole, quest’altra Italia, di contribuire giorno per giorno a rendere più umane le relazioni e più saldo il vincolo di appartenenza. Si muove tra cooperazione e associazionismo solidale e contribuisce a dare dignità e a garantire diritti. A buon diritto, quest’Italia sottopelle vuole che, al saldo parziale dei 150 anni, si dica pure che il Paese cresce solo se sta unito nella corresponsabilità di cui tanti si fanno carico.…

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Ruby e Berlusconi, il catalogo è questo

di Andrea De Pasquale

1 – I FATTI E L’ACCUSA

1.1 – L’origine della vicenda.

Tutto nasce dallo strano episodio occorso la sera del 27 maggio 2010, quando Berlusconi, impegnato in un vertice internazionale a Parigi, chiama più volte la Questura di Milano (dalle 23 alle 24) per fare pressioni affinché la giovane Karima El Mahroug (detta Ruby), minorenne arrestata per il furto di 3.000 Euro, sia sottratta alla procedura ordinaria, di affidamento ad una comunità di accoglienza, e rilasciata invece a Nicole Minetti, igienista dentale del premier e neo consigliera regionale della Lombardia, che presentatasi in Questura e dichiarato che si sarebbe presa cura della ragazza, la porterà invece a casa di una prostituta brasiliana, la stessa che poche ore prima aveva allertato Berlusconi (direttamente, chiamandolo sul cellulare) sulla pericolosità di quella situazione. Con la stessa brasiliana Ruby (che ha vari precedenti per furti e altri piccoli reati) si azzufferà 9 giorni dopo, quando una volante della polizia dovrà intervenire a separarle, con tanto di ricovero in ospedale per “contusioni multiple”.…

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Perchè scendiamo in piazza in difesa di sorella acqua

di Stefano Rodotà

Oggi, a Roma, i promotori del referendum sull´acqua avviano non tanto la loro campagna elettorale, quanto piuttosto una grande riflessione destinata a incidere non poco sul corso della politica. In questi mesi è sembrato che i movimenti sempre più presenti nelle piazze e i partiti confinati nei loro palazzi (o in tv) appartenessero a mondi diversi, lontani.

Mondi persino caratterizzati da reciproche diffidenze. Quante volte nel centrosinistra si sono levate voci contro i rischi del movimentismo? Quante volte gli organizzatori delle manifestazioni hanno orgogliosamente sottolineato che nelle loro piazze non v´era alcun simbolo di partito?

Ora quei due mondi sono obbligati ad avvicinarsi sempre di più, fino ad incontrarsi nelle fatali giornate dei referendum. Lì confluiranno iniziative diverse. Alcune, quelle riguardanti il nucleare e il legittimo impedimento, sono state promosse dall´Italia dei Valori. Altre due, che hanno come oggetto la gestione dell´acqua, sono nate da una straordinaria mobilitazione di persone, gruppi, associazioni che, senza alcun sostegno del sistema dell´informazione, hanno raccolto un milione e quattrocentomila firme, un risultato mai raggiunto nella storia referendaria.…

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La guerra

di Tonio Dell’Olio

Siamo in guerra. Lo ripetono nei bar e negli autobus. Siamo in guerra. E lo diciamo senza sapere esattamente che cosa significhi realmente essere in guerra. Le bombe, le sirene, i morti e i feriti. La paura. Gente tra due fuochi. Quello del dittatore e quello della coalizione dei volenterosi. Come sempre nobile. Come sempre inevitabile e liberatrice. Umanitaria e doverosa. La guerra noi la vediamo solo in televisione. La guerra a due passi da noi. E non ci importa del Barhein e dello Yemen, come mai ci è importato del Darfur e del Congo. Perché c’è crisi e crisi. Alcune ci importano di più. Profumano di petrolio. Difendere la popolazione civile. Senza sapere come andrà a finire. Non si può fare il tifo come nello stadio. Ma davvero non si poteva fare altro? Non si poteva fare diversamente? Non eravamo noi italiani i più amici del dittatore? Non avevamo strumenti e parola e politica e diplomazia da adoperare per ridurre a ragione il “fanatico”?…

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Un invaso di diritti

di Raniero La Valle

È evidente che non bisogna invadere la Libia, non mandare commandos di paracadutisti, non ripetere l’orrore della “no fly zone” che fu il massimo simbolo della prepotenza occidentale contro l’Iraq, che vuol dire guerra certa e che del resto la Lega araba non vuole. È evidente che i libici Gheddafi se lo devono cacciare da soli, come ogni popolo da solo deve cacciare i suoi governanti felloni.
Però il problema della Libia, della Tunisia, dell’Egitto, è tutto lì, come ormai da troppo tempo è lì il problema di Israele e della Palestina, di cui in nessun modo si riesce a venire a capo. Si può lasciare che questo grande dramma mediterraneo, che è anche un passaggio d’epoca, si svolga senza che da parte dell’Italia, dell’Europa, dell’Occidente, ci sia uno straccio d’idea, un progetto, una cultura per affrontarlo?
Dovrebbe cominciare proprio l’Italia, se fosse ancora un Paese che avesse un governo serio, e avesse una politica estera. Ha perfettamente ragione il ministro Maroni quando dice che la marea di profughi è tale che non la si può considerare solo un problema dell’Italia, né tanto meno di Malta, ma che è un problema dell’Europa.…

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Ratzinger sbatte a destra: per i lefebvriani il dialogo è a un punto morto

di Ludovica Eugenio

È destinato a concludersi con un nulla di fatto il dialogo intrapreso da Benedetto XVI con i tradizionalisti lefebvriani: nessuna riconciliazione è possibile perché nessuna delle due parti è disposta a modificare le proprie posizioni. Lo ha affermato, in un’intervista in sei parti pubblicata il 21 febbraio sul sito internet del distretto statunitense della Fraternità di San Pio X – la comunità scismatica fondata da mons. Marcel Lefebvre – l’attuale superiore generale, il vescovo Bernard Fellay. Oltre alle discussioni sui cambiamenti apportati dal Concilio Vaticano II, infatti, sono sorte nuove controversie, non da ultimo per il processo di beatificazione di Giovanni Paolo II e il progetto di un nuovo incontro interreligioso ad Assisi sulla linea di quelli passati.

Il dialogo era stato avviato – tra intense polemiche – da Ratzinger nel 2009 (v. Adista n. 108/09), anticipato dal ritiro della scomunica a quattro vescovi lefebvriani ordinati nel 1988 da Lefebvre senza l’autorizzazione papale; tra di essi, il negazionista mons.…

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Il sipario del Cortile dei Gentili si apre a Parigi, la Ville Lumière. Sul grado zero dell’umanesimo la proposta del Dio «ignoto»

di Pierangelo Sequeri

Il sipario del Cortile dei Gentili  si apre a Parigi, la Ville Lumière. Nel Medioevo, Parigi fu centro secolare della cristianità occidentale, ambizione suprema di tutti i chierici – ossia di tutti gli intellettuali – del tempo delle cattedrali. Nella Modernità, divenne – in una notte – l’epicentro sismico della laicità europea: banco di prova per una nuova divisione dei beni fra Cesare e Dio.
All’indomani della rivoluzione, mentre chierici e pensatori cercavano di riprendersi dal terremoto, era toccato a François-René de Chateaubriand, principe delle lettere e teologo amateur, ricordare un’ultima volta che il Lumen Christi aveva acceso affetti ed effetti di un umanesimo che si poteva (si doveva) custodire insieme.
Era l’ultima chiamata per l’appello – rivolto agli ecclesiastici, non meno che ai laici – a non dissipare senza rimedio l’eredità di una storia incredibile e secolare, che il Genio del cristianesimo e i Lumi della ragione avevano vissuto insieme. Troppo umane passioni, da entrambi i lati, ci misero del loro.…

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Unità nazionale e valori costituzionali

Convegno nazionale di studi dell’ Associazione culturale nazionale “Giorgio La Pira”, con il patrocinio dell’ Accademia di studi storici “Aldo Moro” ,dell’ Archivio storico Flamigni e del Comune di Civita Castellana , su Unità nazionale e valori costituzionali
25 marzo 2011, h.16

Indirizzo di saluto
Dott.Emilio Corteselli (Presidente dell’Associazione nazionale culturale “Giorgio La Pira”)

Presidenza e relazione introduttiva
Prof.Giovanni Bianco (Docente di Dottrina dello Stato e di Diritto pubblico, Università di Sassari)

Relazioni
Prof.Carlo Ghisalberti (Docente emerito di Storia contemporanea, Università di Roma “La Sapienza”)
Riflessioni sul processo di unificazione nazionale

Prof.Francesco Biscione (Istituto dell’Enciclopedia Italiana)
Temi e tensioni del processo unitario

Interventi programmati
Prof.Giovanni Galloni (Docente emerito di Diritto agrario, Università di Roma “Tor Vergata, politico e saggista)
Sen.Sergio Flamigni (Politico e saggista)
Dott.Luciano D’Andrea (Sociologo, Direttore dell’Accademia di studi storici “Aldo Moro”)
Dott.Giovanni Mario Ceci (Storico, Università di Roma III)

Il Convegno si terrà presso la Sala Conferenze della Curia Arcivescovile di Civita Castellana (Vt), P.zza Matteotti,27

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