La caricatura di un modello

di Giancarlo Bosetti

E’ una semplificazione comprensibile (per la retorica della politica affamata di voti), ma non perdonabile quella che ha spinto sia Cameron sia la Merkel a sostenere che “il multiculturalismo” è una dottrina da abbandonare perché «incoraggia le diverse culture a vivere separatamente». Non è perdonabile in bocca a élites che meritino questa definizione e che abbiano la responsabilità di grandi stati europei. Quella che viene liquidata in questo modo è solo una caricatura del concetto e della parola, spacciata per sinonimo di una ideologia che giustifica il matrimonio coatto, e magari anche la mutilazione dei genitali femminili e l’ amputazione della mano ai ladri. Il termine multiculturalismo può descrivere innanzitutto una situazione di fatto – la presenza di comunità di diversa cultura, confessione, lingua, etnia in un unico stato – e poi anche un orientamento favorevole, in vario grado, al rispetto delle diverse identità e diritti, di comunità, nell’ ambito dello stato di diritto e delle regole di una democrazia liberale (che sia o no federale).…

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Verso le elezioni. Per salvare la democrazia. Intervista a Raniero La Valle

di Luca Kocci

Una «legislatura di ricostruzione e di dialogo»: una necessità vitale per il Paese, in un momento storico in cui la crisi della politica sta uccidendo la democrazia. Prima però bisogna neutralizzare e rendere inoffensiva la “porcata” di Calderoli, ovvero la legge elettorale che con soglie di sbarramento e premio di maggioranza non garantisce né rappresentanza – tanto che significative forze politiche sono rimaste fuori dal Parlamento per la prima volta nella storia della Repubblica – né governabilità. Renderla inoffensiva senza però poterla cambiare, anche perché i partiti non vogliono rinunciare a “nominare” i parlamentari. Per tentare di realizzare questa operazione apparentemente impossibile, i Comitati Dossetti per la Costituzione, presieduti da Raniero La Valle, hanno formulato una proposta originale: un «collegamento tecnico-istituzionale in una coalizione da un capo all’altro dello schieramento politico» in modo tale che, raggiungendo la maggioranza dei seggi sia alla Camera che al Senato, non scatti il premio di maggioranza – che viene assegnato solo nel caso in cui una coalizione non ottenga la maggioranza – e i seggi vengano assegnati solo su base proporzionale (v.…

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Europa e Africa così vicine così lontane

di David Sassoli

C’è un mondo che esplode e un altro che guarda l’incendio con occhi increduli e pieni di stupore. Un’Europa che non riesce a mettere al riparo i suoi paesi dagli effetti della crisi finanziaria si è accorta all’improvviso che una grande questione sociale sta facendo saltare gli assetti istituzionali di paesi che fino a ieri erano considerati affidabili contro le degenerazioni dell’integralismo. I paesi esplodono e salta agli occhi quanto il nostro destino s’incroci con quello dei paesi nordafricani. E lo stupore diventa paura, timore che il vento dei cambiamenti travolga le nostre certezze. Ci si accorge quanto miope sia stato abbandonare una politica per il Mediterraneo; di quanta grossolanità vi sia nel ritenersi autosufficienti nelle politiche sull’immigrazione; di come non sia più possibile far camminare l’Europa senza una politica estera comune. Grandi questioni di prospettiva battono alla nostra porta, e non basta far finta di non sentire. Il governo italiano in questi anni ha cercato di accreditare l’immagine dell’immigrazione zero e per questo sono stati smantellati il centro di Lampedusa e le altre strutture capaci di rispondere a questa nuova emergenza.…

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Non lasciate soli gli immigrati

Pubblicamo un articolo inviatoci da David Sassoli, parlamentare europeo, con video allegato, affinchè l’opinione pubblica possa essere correttamente informata sui reali motivi per cui il governo italiano, pur avendo dichiarato in diverse circostanze di non poter risolvere la difficile situazione di Lampedusa da solo, ha rifiutato gli aiuti europei.

di David Sassoli

Il governo ita­liano vuole usare la tra­ge­dia degli immi­grati per una cam­pa­gna con­tro l’Europa. Un governo senza auto­re­vo­lezza e ormai al capo­li­nea cerca di evi­tare sulla pelle di povera gente di ammet­tere di aver fal­lito nell’attività diplo­ma­tica e in quella umanitaria. Il Mini­stro Maroni ha rifiu­tato l’aiuto offerto dalla Com­mis­sa­ria Ceci­lia Malm­strom e dall’Unione Europea. Il mal­de­stro ten­ta­tivo di smen­tita da parte dell’entourage di Maroni è solo un goffo modo di arram­pi­carsi sugli spec­chi. Il governo sa che i soldi messi a dispo­si­zione dal Fondo rifu­giati impon­gono il rispetto del prin­ci­pio di acco­glienza e ospi­ta­liltà. E que­sto il governo non lo vuole. E per evi­tare i vin­coli impo­sti per i rifu­giati dai trat­tati inter­na­zio­nali e dall’Unione euro­pea, liscia il pelo a leghi­sti e xeno­fobi, cer­cando di addos­sare all’Europa il pro­prio fal­li­mento.…

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Padrinato repubblicano

di Tonio Dell’Olio

Maria Chiara, referente di Libera a Parigi, mi porge un volantino di cui mi incuriosisce il titolo che dice: 29 gennaio – Cerimonia di padrinato repubblicano. Mentre cerco di capire di cosa si tratta, gliene chiedo conto. Mi spiega che è un iniziativa del Collettivo di vigilanza Parigi 12 per i diritti degli stranieri, assunta in collaborazione con lo stesso municipio. Concretamente si tratta di impegnarsi ad accompagnare un immigrato (sans papier) nel disbrigo di pratiche amministrative, nell’assistenza medica, nell’inserimento sociale… Ciascun immigrato viene affidato a una cittadina o a un cittadino volontario. “Un atto di vigilanza e di resistenza – si legge sul volantino – per far fronte a una politica di esclusione, di non rispetto delle persone e di respingimento nei propri paesi”. Dunque un’iniziativa che promuove responsabilità e partecipazione. Che terra terra chiede a ciascuno di rimboccarsi le maniche per dare il proprio contributo. Per fare politica. Quella seria. Quella vera. Quella vicina alle persone.…

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Se il centrodestra gioca con la Costituzione

di Pietro Rescigno

Caro direttore, la maggioranza di centro-destra, non contenta di ‘manipolare´ la seconda parte della Costituzione, quella che riguarda l´organizzazione dello Stato e la relazione tra i pubblici poteri, ora attacca anche i princìpi fondamentali e la Carta dei diritti e dei doveri dei cittadini. La norma presa di mira è quella sull´iniziativa economica privata, l´articolo 41, formulato in termini di moderazione e di equilibrio, come accadde in sostanza per tutti i temi su cui i cattolici, i socialcomunisti e la non trascurabile pattuglia liberale si sforzarono di perseguire una linea conciliativa di compromesso, per usare un termine usato anche dalla dottrina giuridica e che non è necessariamente sinonimo di ambiguità e di disimpegno. Gli enunciati delle proposizioni dettate dalla norma sono di chiara semplicità: l´iniziativa privata è libera; il limite all´esercizio è costituito dall´assenza di contrasto con l´utilità sociale e dall´evitare ogni possibile danno alla sicurezza, libertà e dignità umana; per l´attività economica così pubblica come privata è rimessa alla legge la determinazione di programmi e piani idonei ad indirizzarle e coordinarle a fini sociali.…

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Quante sono le divisioni del Capo dello Stato

di Eugenio Scalfari

Siate buoni! Lo dice un uomo anziano che fabbrica ciambelle col buco e ne diffonde il consumo e poi – non so perché – chiude con questa esortazione il suo messaggio pubblicitario. Ma le sue ciambelle sono fatte con ottima farina. Qui, nella ciambella Italia, è l´ottima farina che manca, la nostra è una farina piena di vermi e di impurità ed è la materia prima che fa difetto. Perciò l´esortazione ad esser buoni, che la più alta autorità dello Stato non cessa di lanciare alle forze politiche e alle istituzioni imbarbarite, cade in un vuoto dove s´incrociano grida, insulti, delegittimazioni e malcostume diffuso in tutti i livelli. Si accumulano indizi e prove di gravi reati, ma non è neppure questo l´aspetto che desta maggiore sgomento: i reati, veri o presunti, hanno i loro luoghi per essere accertati ed eventualmente puniti; ma è l´indecente spettacolo dei comportamenti viziosi e della paralisi istituzionale che ne consegue a gettare il Paese nello sgomento.…

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Multiculturalismo. Perchè è andato in crisi il sogno della convivenza

di Alain Touraine

Quando si parla dei rapporti tra culture diverse all´interno di una stessa società occorre evitare semplificazioni e schematismi, sottraendosi alla tentazione dell´aut aut tra assimilazionismo e multiculturalismo. Due atteggiamenti contrapposti che nelle loro versioni più intransigenti diventano entrambi irrealistici, e quindi fallimentari. In Francia, dove si pensava di poter integrare gli immigrati, assimilandoli all´interno di un´identità nazionale, oggi questi sono prigionieri dei quartieri ghetto, alle prese con una disoccupazione altissima e una discriminazione sempre più marcata. In Inghilterra, David Cameron – come per altro Angela Merkel in Germania – denuncia i limiti del multiculturalismo, dove la difesa delle differenze culturali alla fine ha prodotto contrapposizioni inaccettabili e il rifiuto dei diritti degli altri. Nei due casi, ha prevalso un comunitarismo intransigente che resiste ad ogni integrazione. Il progetto di una società multiculturale è dunque in crisi. La causa va cercata soprattutto nel venir meno dei fattori d´integrazione che avrebbero dovuto accompagnare tale progetto. Senza integrazione, infatti, il rispetto della diversità culturale produce l´antagonismo di pratiche, valori e tradizioni, dove l´assenza di un terreno comune finisce per minare la coesistenza civile.…

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La coscienza dell’Italia

di Carlo Galli

Perché “vergogna” è la prima reazione al nuovo scandalo Berlusconi? Vergogna di chi, di che cosa? Provare a rispondere a queste domande – tentativo doveroso, perché interpellano radicalmente la nostra coscienza civile e morale – ci porta alla radice dell’apparato categoriale della moderna politica democratica. In questo caso vergogna è il sentimento di umiliazione che nasce nei cittadini per alcuni comportamenti – non necessariamente per i reati, che devono ancora esser provati – del capo del governo.

I cittadini (alcuni, forse non tutti: ma questo è un diverso lato della questione) si sentono umiliati per fatti che non li riguardano direttamente e che nondimeno li toccano da vicino, intimamente. Quei comportamenti hanno a che fare con l’umiliazione di donne giovani e avvenenti (anche in questo caso, lasciamo impregiudicata la questione del reato specifico che si configurerebbe se fra di esse fosse stata coinvolta una minorenne), sistematicamente utilizzate, col loro consenso, come figuranti lascive in quadretti erotici, in tableaux vivants da Antico regime o da belle époque per quanto riguarda i riferimenti storici, ma soprattutto a favolosi e remoti (almeno si supponeva) sultanati orientali.…

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Multiculturalismo

di Jurgen Habermas

Esempi di società multiculturali quali sono la Svizzera e gli Usa dimostrano che, per avere una cultura politica tale che consenta ai principî costituzionali di metter radici, non c’ è nessun bisogno di ricorrere ad una origine etnica, linguistica e culturale che sia comune a tutti i cittadini dello stato. Una cultura politica di stampo liberale rappresenta semplicemente il comune punto di riferimento di un “patriottismo costituzionale”, che acuisce nello stesso tempo la sensibilità per la molteplicità e l’ integrità delle diverse “forme di vita” coesistenti dentro una società multiculturale. Anche nella federazione europea del futuro, identici principî giuridici dovranno essere interpretati a partire dalle prospettive di culture nazionali diverse, nonché di storie nazionali diverse. Se concepiamo in questo modo l’ ancoraggio particolaristico, esso non toglierà un’ oncia di universalismo né alla sovranità popolare né ai diritti dell’ uomo.

(“La Repubblica”, 10 febbraio 2011 pag.42)…

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