L’Europa si arricchisce sulla pelle degli africani.Inchiesta spagnola sul traffico di armi
di Giampaolo Petrucci
Sensibili ai valori della pace; seriamente preoccupati dagli accordi bilaterali tra Europa e Africa sul commercio internazionale delle armi; coscienti della necessità di costruire campagne di pressione su multinazionali e azioni di lobbying sui governi europei. Sono queste le motivazioni che hanno persuaso il gruppo di lavoro “Coltiva la pace. Non le armi” – costituito dalla Commissione Generale di Giustizia e Pace della Conferenza Episcopale Spagnola, dalla Conferenza spagnola dei Religiosi, e dall’organismo internazionale euroafricano Aefjn (Africa Europe Faith and Justice Network) – ad impegnarsi nell’elaborazione e pubblicazione del rapporto Africa: commercio di armi nella regione dei Grandi Laghi, redatto con l’obiettivo di “investigare e riflettere” su una prassi commerciale – la tratta internazionale delle armi verso i nove Paesi africani presi in esame (Burundi, Kenya, Malawi, Mozambico, Repubblica democratica del Congo, Rwanda, Tanzania, Uganda e Zambia) – che arricchisce gli esportatori occidentali, ma si dimostra “letale per le popolazioni africane”.
Benefici globali, danni locali
I più grandi conflitti africani attualmente attivi non hanno alcun fondamento ideologico, spiega il rapporto, ma rappresentano il precipitato di una fitta trama di conflitti e interessi stranieri che nascono “dall’avidità per le risorse dell’Africa”.…
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