Credere in modo diverso

di Andrés Torres Queiruga

Nel Vangelo disponiamo della migliore e insuperabile immagine di Dio apparsa nella storia. Il passare dei secoli, però, l’ha inquinata e deformata, fino a renderla irriconoscibile in molti aspetti, non sempre i meno importanti. Guardando ai concetti di fondo, ne segnalerò qui alcuni che richiedono con maggior urgenza di essere rivisti a fondo, raggruppandoli in tre capitoli.

Contro una lettura distorta della creazione

Benché in via di superamento, uno dei più grandi problemi che si trascina la teologia attuale è la lettura letterale o fondamentalista della Bibbia. In particolare riguarda niente meno che i meravigliosi racconti della creazione nella Genesi. In essi, col simbolismo profondo del linguaggio mitico, ci viene espressa l’intenzione di Dio di ricercare per noi nul-l’altro che la realizzazione, l’amore e la felicità. Questo vuole significare il simbolo del “paradiso”: la meta a cui siamo destinati. A questa meta si oppone il male; per questo la Bibbia lo colloca “al di fuori di Dio”.…

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La vita pensa più della Storia

di Gianni Vattimo

Non sapremmo dire se sia (ancora) solo un wishful thinking; ma da vari segni -numero di traduzioni, discussioni sempre più frequenti in varie università, inviti a singoli autori – si direbbe che davvero la filosofia italiana di oggi stia sbarcando negli Stati Uniti, affiancando o persino minacciando di scalzare la predominante popolarità dei francesi cominciata negli Anni Settanta. Non è inverosimile pensare che finita, o almeno abbastanza ridotta l’egemonia francofona, si apra una stagione, se non di egemonia, almeno di più franco riconoscimento della produzione filosofica italiana. L’egemonia francofona va qui richiamata anche perché, almeno a stare a quanto leggiamo nel saggio di Roberto Esposito “Pensiero vivente” (editore Einaudi), l’arrivo degli italiani più recenti sulla scena filosofica statunitense è segnato per molti aspetti anche dall’eredità di quella precedente egemonia. Il temine «biopolitica», che è al centro del lavoro di Roberto Esposito (del suo lavoro filosofico più in generale,non solo di questo ultimo libro) è una «invenzione» di Michel Foucault.…

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Il privilegio di De Pedis

di Tonio Dell’Olio

“Si attesta che il signor Enrico De Pedis nato in Roma – Trastevere il 15/05/1954 e deceduto in Roma il 2/2/1990, è stato un grande benefattore dei poveri che frequentano la basilica ed ha aiutato concretamente a tante iniziative di bene che sono state patrocinate in questi ultimi tempi, sia di carattere religioso che sociale. Ha dato particolari contributi per aiutare i giovani, interessandosi in particolare per la loro formazione cristiana e umana”. È il testo della lettera con la quale Monsignor Piero Vergari, già rettore della Basilica di Sant’Apollinare in Roma, chiede e ottiene la sepoltura nella cripta di quella chiesa di Enrico De Pedis, uno dei capi della banda della Magliana, ucciso per un regolamento di conti nel febbraio 1990. D’altra parte anche il sen. Giulio Andreotti in un’intervista al Corriere della sera del 24 settembre 2005 afferma: “Ecco, magari non era proprio un benefattore per tutti. Ma per Sant’Apollinare sì”. Non ho spazio qui per descrivere l’operato criminale del De Pedis.…

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La vendetta afghana

di Raniero La Valle

L’Afghanistan è l’ultimo – ma non ultimo – frutto avvelenato che si è lasciato dietro il fallimento del “nuovo secolo americano”: un secolo che, nella visione parossistica di Bush e della destra americana, irresponsabilmente sostenuta dai Blair e dai Berlusconi europei, avrebbe dovuto fare degli Stati Uniti il sovrano del mondo, del dollaro il metro di misura dell’universo, del sistema neoliberista l’unico regime economico e politico consentito, e degli “Stati canaglia” un deserto. Questa politica ha devastato l’economia mondiale, ha diffuso la povertà perfino tra i ricchi e reso più miserabili i poveri, ha distrutto l’Iraq, ha compromesso le prospettive di pace in Medio Oriente e ha impantanato gli eserciti occidentali in Afghanistan. Se noi stiamo in Afghanistan a morire, ci stiamo per questo; ma non moriamo solo noi, ma anche sono morti quasi 2000 soldati della coalizione, e 40.000 afghani tra militari e civili, mentre centinaia di reduci americani ed inglesi si sono suicidati, come denuncia un appello lanciato dall’ex vescovo di Caserta mons.…

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“Quell’opera è faziosa”.Polemiche sul dizionario storico-religioso curato da Melloni.

di Emilio Carnevali

Due volumi, 1848 pagine, 107 voci firmate da 116 specialisti: questi i numeri del Dizionario del sapere storico-religioso del Novecento (il Mulino, 140 euro) curato dallo storico Alberto Melloni. Dalla A di “Apocalittica, millenarismo e profezia” alla Z di “Zoroastrismo e religioni dell’Iran preislamico”, il Dizionario cerca di tracciare un bilancio dei percorsi e degli sviluppi che hanno interessato gli studi di scienze storico-religiose nel corso del XX secolo con riferimento a tutte le maggiori esperienze spirituali (ebraismo, cristianesimo, islam, religioni e culture dell’Oriente). Appena data alle stampe, però, l’opera è finita al centro di una rovente polemica.

La prima a dare fuoco alle polveri è stata Lucetta Scaraffia sul “Domenicale” del “Sole 24 Ore”. “Un’opera che si intitola Dizionario dovrebbe garantire ai lettori che la consultano soprattutto completezza e obiettività”, ha scritto lo scorso 26 settembre la storica nonché editorialista di punta dell’Osservatore Romano. “Invece su molti temi sembra di leggere saggi a tesi piuttosto che un’opera informativa”.…

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L’Europa che caccia i rom.E le radici cristiane?

di Federico Schiavon

Se c’è un popolo che nel corso della storia è sempre stato emarginato, questo è il popolo rom-sinto. Sono cambiati i modi di questa persecuzione, ma non la sostanza: i rom danno fastidio, sono visti con sospetto, di loro si mettono in luce solo gli aspetti negativi.

Ne è prova quello che sta succedendo in questi giorni in Francia e in Italia: sui rom, persone fragili, si scaricano tutte le colpe, tutte le paure, tutta l’insicurezza. Sono vittime sacrificali per ottenere il consenso politico, per dimostrare che sta a cuore la sicurezza dei cittadini e per nascondere problemi politici e amministrativi ben più importanti.

I media ci raccontano solo gli sgomberi, le gru che abbattono le baracche e tutto finisce là. Ma non ci fanno vedere dove finisce questa gente, non ci fanno conoscere la loro vita normale, quotidiana, non ci parlano dei loro progetti, delle loro speranze, dei loro piccoli passi per vivere una vita dignitosa. Insieme alle baracche infatti crollano i tentativi di riscatto: i rapporti umani creati con fatica, il lavoro trovato con difficoltà, gli inserimenti dei bambini a scuola.…

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Solidarietà nazionale e democrazia compiuta in Aldo Moro

Convegno nazionale di studi del Associazione culturale nazionale “Giorgio La Pira” di Civita Castellana, con il patrocinio dell’Accademia di studi storici “Aldo Moro”, dell’Archivio storico Flamigni e della Provincia di Viterbo -15 ottobre 2010 h.16 – su Solidarietà nazionale e democrazia compiuta in Aldo Moro

Indirizzo di saluto Dott.Emilio Corteselli (Presidente del Circolo culturale “Giorgio La Pira”)

Relazione introduttiva e presidenza Prof.Giovanni Bianco (Docente di Dottrina dello Stato e di Diritto Pubblico, Università di Sassari)

Relazione Prof.Francesco Biscione (Istituto dell’Enciclopedia italiana)

Interventi programmati Sen.Raniero La Valle (Politico, saggista, presidente dei “Comitati Dossetti per la difesa della Costituzione”) Prof.Giovanni Galloni (Docente emerito di Diritto Agrario, Università di Roma “Tor Vergata”, politico, saggista) Sen.Sergio Flamigni (Politico, saggista, fondatore dell’Archivio storico Flamigni) Dott.Luciano D’Andrea (Direttore dell’Accademia di studi storici “Aldo Moro”) Prof.Francesco Saverio Fortuna (Docente di Diritto Penale, Università di Cassino) Dott.Giovanni Mario Ceci (Storico, Università di “Roma tre”) On.Lucio D’Ubaldo (Deputato del Pd)

Il Convegno si terrà presso la Sala conferenze della Curia Arcivescovile di Civita Castellana (Vt), in P.zza

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Gli italiani si fanno con l’Altro

di Giovanni Deluna

Agli inizi degli anni 90 i cittadini stranieri censiti in Italia erano all’incirca 356mila. Dieci anni dopo erano diventati quasi un milione in più. All’inizio di quest’anno hanno superato i 4 milioni, e sono il 7% della popolazione. Oggi possiamo dirlo. Avviandosi verso la fine del ‘900 il progetto di “fare gli italiani” veniva attraversato da un vero terremoto.Tutti i 150 anni della nostra storia unitaria potevano leggersi come un lungo processo alimentato dalla coppia inclusione/esclusione. Lentamente, faticosamente, avevamo riassorbito le fratture e lacerazioni che avevano rallentato la costruzione dello Stato nazionale, quelle geografiche (Nord/Sud), economiche (città/campagna), sociali (proletariato e borghesia), ideologiche (fascismo e antifascismo), in un lavoro incessante in cui i fronti dell’esclusione da riassorbire cambiavano man mano che cambiavano le “fasi” politiche della nostra storia. Mentre il XX secolo finiva, per la prima volta quel progetto doveva confrontarsi con l’Altro. Un Altro che era tale per il colore della pelle, per le tradizioni e le culture da cui proveniva, per la religione in cui credeva.…

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La speranza oltre il muro

di Aldo Maria Valli

«Non finiremo mai di ringraziare il Signore per il dono grande della comunione che ci lega a tutti voi che amate la Terra Santa». Chi parla così è monsignor Fouad Twal, patriarca latino di Gerusalemme, nella prefazione a un libro che fa aprire gli occhi sul dramma palestinese e che, in occasione del sinodo dei vescovi del Medio Oriente (da domani al 24 ottobre) rappresenta una testimonianza sicuramente dura ma anche molto vera e concreta. Il libro è “Kairòs Palestina”. Un momento di verità, e nasce dalla collaborazione fra le Edizioni Messaggero di Padova e le Edizioni Terra Santa di Milano (120 pagine, 10 euro). Libro duro, dicevo, perché non gira intorno alle questioni e perché espone alcune tesi senza preoccupazioni diplomatiche. Il testo nasce dalle sofferenze del popolo cristiano in Terra Santa, sofferenze che trovano espressione nelle voci di sacerdoti, religiose e religiosi impegnati nella campagna Ponti e non muri di Pax Christi Italia. Si tratta di voci, fanno notare i curatori dell’opera, che a tratti possono apparire “sopra le righe” per noi spettatori lontani e spesso distratti, ma rendono bene il clima, il contesto, le difficoltà e il dolore che i nostri fratelli cristiani di Terra Santa si trovano a vivere ogni giorno.…

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