Quale legge elettorale?

di Raniero La Valle

Il cambiamento della legge elettorale non è più ormai solo una questione di funzionamento o non funzionamento del sistema, e perfino nemmeno una questione di salvezza o perdita della democrazia. È la prima e forse l’unica cosa che oggi possiamo fare perché l’Italia non si chiuda a lungo termine nel sigillo di una società arrogante incolta e violenta, quale è stata costruita in questi ultimi vent’anni dai picconatori e dagli innovatori da Cossiga alla Bicamerale a Berlusconi. Il bipolarismo maggioritario che ha messo i figli contro i padri e i poveri contro gli stranieri, ha reso popolare una cultura che congiunge ignoranza e violenza, e che ormai esce perfino dai tombini della Metropolitana. Se la violenza magmatica che attraversa oggi tutti gli strati sociali dovesse trovare le vie di un minimo di strutturazione e di guida, gli esiti sarebbero tragici. Può un sistema politico essere causa di questo? Sì, perché se è la società a generare lo Stato, è vero – contro tutte le teorie di Stato Minimo – che lo Stato dà forma alla società.…

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Lo scudo del caimano

di Franco Cordero

Un poema pseudo-omerico (Batracomiomachia) narra la guerra tra rane e topi. Giacomo Leopardi l´ha tradotta e compone un incantevole sèguito, malvisto dalla critica filistea, portando alla ribalta anche i granchi. Esopo, Fedro, la Fontaine, Orwell descrivono eventi o caratteri umani in figura animalesca. Lo storico futuro studierà l´Italia post 1994 nella chiave inversa: l´umanità ridotta a storia naturale (Plinio il Vecchio, Buffon, Darwin); in tale prospettiva tutto risulta prevedibile, come quando il caimano va a caccia. Da allora ne abbiamo uno in casa. Nome e cognome, capelli artefatti, doppiopetti, sorrisi, barzellette, chansons, torrenti d´una lingua rudimentale lo distinguono appena dagli alligatori: bestie eminenti al cui sistema nervoso mancano certe operazioni, sicché ignorano morale, filosofia, diritto, politica; e quest´elementare struttura, ad alto rendimento agonistico, spiega monotone fortune.
Leviathan nuota, cerca, apposta, azzanna, divora, digerisce, lacrima, spalanca le fauci affinché uccelli parassiti gli puliscano i denti. Altrettanto meccanica l´azione berlusconiana: traffica, falsifica, plagia, corrompe, froda, spergiura, accumula, spaventa, estorce; siccome opera in ambienti più complessi delle paludi abitate dai cugini, ha bisogno d´ausiliari.…

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Le speranze dei cattolici

di Miriam Mafai

Queste memorie di Paola Gaiotti De Biase (“Passare la mano”,Viella editore), una delle protagoniste del movimento dei cattolici democratici, si leggono con emozione, come la testimonianza di una sconfitta di quel movimento dopo le speranze della fase post-conciliare.
E tuttavia, al di là di quel fallimento, commentato nella presentazione di Romano Prodi, queste pagine danno l’idea delle speranze di una generazione di cattolici che a Roma attraversarono la guerra e l’occupazione nazista da adolescenti, impegnati nello studio e nella scoperta dell’antifascismo.
Subito dopo, ci furono, negli anni dell’università, gli incontri con professori e studenti impegnati nell’azione politica, da Vittorio Bachelet a Raniero La Valle, da Giovanni Berlinguer a Luciana Castellina. Quei ragazzi in fondo si assomigliavano, anche se taluni frequentavano le parrocchie e altri le sezioni del Pci. Sembrava che la stessa passione animasse la loro fiducia nella possibilità di costruire un mondo più giusto.
Le cose andranno diversamente come ci racconta Paola Gaiotti De Biase, anche se, per dirla con le sue parole, il “nostro disagio, insieme ecclesiale e politico, non può cancellare la speranza”.…

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I padroni dell’anima. Il pensiero unico che normalizza il mondo

di Roberto Esposito

Depressione, anoressia, stress, insonnia: malattie tipiche dei paesi ricchi, che ora l´Occidente ha iniziato a “esportare”. L´elenco dei sintomi si allunga sempre di più. Ogni comportamento individuale viene catalogato, chiunque può essere riconosciuto come affetto da una patologia. E l´industria dei disturbi mentali ha bisogno di nuovi “clienti”. Con il rischio che il pensiero unico sulla psiche normalizzi il mondo

Chiesero al morente di sete se non lo disturbasse il gocciolio della cella vicina, e promisero di porre rimedio”; “Complementari ai tecnocrati gli psicocrati”. Chi sa se, quando scrisse questi taglienti frammenti, Paul Celan di cui Einaudi ha appena tradotto una nuova raccolta di poesie con il titolo “Oscurato” (a cura di Dario Borso e con un saggio di Giorgio Orelli) avrebbe immaginato una rapida estensione planetaria di quanto gli toccava sperimentare in prima persona. Perché è proprio un crescente potere sulle menti, complementare a quello sui corpi, che sempre più si va affermando attraverso processi generalmente riconducibili alla categoria di biopolitica.…

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Se cancellare la Shoah può diventare un reato

di Mario Pirani

Perseguire per legge il negazionismo, quella corrente pseudo storica che sostiene l’inesistenza della Shoah o, al massimo la riduce a una persecuzione secondaria, l’esito inevitabile delle malattie e degli stenti cui furono sottoposte durante la guerra le popolazioni ebraiche dell’Europa orientale? L’interrogativo si ripropone ogni tanto anche da noi – l’ultima volta ad iniziativa del presidente della Comunità ebraica di Roma – e puntualmente divide gli storici, scettici sull’ uso di misure legislative per combattere una degenerazione, sia pure palese, della loro disciplina, dai politici di varie tendenze, propensi invece a emanare decretazioni che testimonino la loro buona coscienza, anche senza veruno effetto pratico. Pur non appartenendo né all’una né all’altra confraternita debbo dire che la penso come uno dei massimi storiogafi del fenomeno (Michael R. Marrus, L’Olocausto nella storia, Il Mulino 1994) che esclude volutamente dalla sua indagine sulle varie correnti di analisi del Genocidio «qualsiasi discorso sui cosiddetti revisionisti, quei balordi malevoli che sostengono che l’Olocausto non sia mai avvenuto.…

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Verona:via i luterani da San Pietro martire. I tradizionalisti esultano. Ma la diocesi frena.

di Gianpaolo Petrucci

La convenzione, questa volta, non è stata rinnovata e la piccola comunità luterana veronese, dal 3 ottobre scorso, ha dovuto lasciare la chiesa di San Pietro Martire, che l’ospitava dal 2006, come aveva voluto l’allora vescovo Flavio Roberto Carraro. Cantano vittoria i tradizionalisti veronesi del “Comitato perché la chiesa di San Pietro Martire resti cattolica e contro il relativismo religioso”, nato appunto, con l’obiettivo di “depurare” la chiesa del co-patrono della città scaligera dalla presenza degli “eretici”. Ne dà notizia un comunicato stampa pubblicato dal settimanale diocesano Verona fedele (26/9), cofirmato dal direttore dell’Ufficio diocesano “Ecumenismo e dialogo”, don Diego Righetti, e dalla responsabile della Comunità luterana “Verona-Gardone”, la pastora Kerstin Vogt. La “ricognizione di edifici adatti ad una nuova collocazione”, motiva il comunicato, si è conclusa felicemente, con la destinazione alla comunità della chiesa San Domenico in via del Pontiere, sconsacrata e demaniata da Napoleone nel 1806 e ora proprietà del Comune. Il documento, redatto in un piatto stile burocratico, si conclude però con l’auspicio “che il cammino ecumenico, compresi i rapporti tra cattolici e luterani, proceda, pur con fatica e inevitabili tensioni, verso il traguardo della piena unità”.…

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La fuga dal diritto

di Carlo Galli

Dalle dichiarazioni che hanno accompagnato la prima approvazione del Lodo Alfano (che “lodo” non è perché non rappresenta un arbitrato super partes, ma l´espressione delle ragioni di una “parte”) apprendiamo che la “serenità” delle alte cariche della Repubblica è un bene meritevole di tutela costituzionale. Mentre basta guardare fuori casa (ad esempio negli Usa, dove i presidenti vanno sotto impeachment per avere avuto –negandoli – rapporti fugaci con le stagiste) per accorgersi che di tale serenità una democrazia normale non ha bisogno.

Sbagliano però, tutti quelli che hanno votato l´emendamento in questione, se ritengono di poter sottrarre una siffatta disposizione alle censure di costituzionalità per il solo fatto che essa verrebbe approvata con la speciale procedura prevista dall´articolo 138 della Costituzione. Sbagliano perché le leggi costituzionali e di revisione costituzionale hanno il solo scopo – già chiaramente percepito dai filosofi politici del XVIII secolo – di integrare e di garantire la Costituzione “nel tempo” sia allo scopo di adeguarne pacificamente e gradualmente il contenuto alle nuove domande sociali sia per evitare modifiche effettuate violentemente o troppo frequenti.…

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I due Imperi. Benvenuti nel nuovo mondo dove la Cina batte l’America.

di Lucio Caracciolo

Abbiamo voluto credere di vivere una crisi globale. Di fatto, sperimentiamo la crisi dell’Occidente. Destinata ad accelerare lo spostamento del baricentro mondiale verso l’Oriente asiatico. Osservare insieme la ritirata degli Stati Uniti e l’avanzata della Cina è la prospettiva scelta da Federico Rampini, corrispondente di Repubblica da New York e, in precedenza, da San Francisco e da Pechino. Tale somma di esperienze dirette e prolungate consente a Rampini di tracciare nel suo ultimo saggio, “Occidente estremo” (Mondadori, pagg. 324, euro 18), la parabola apparentemente inarrestabile del cambio al vertice del pianeta, che dovrebbe consumarsi entro la metà del secolo.

Un viaggio affascinante nelle dinamiche della storia che si sta compiendo sotto i nostri occhi, a un ritmo troppo accelerato per non generare smarrimento. Questo libro ci aiuta a cogliere l’essenza del cambiamento in corso. Ne ferma i caratteri di fondo, offrendone un’interpretazione spesso sorprendente, chiara ma non semplicistica né consolatoria. Perché Rampini non si ferma a definire il quadro entro cui misurare il declino americano e la rimonta cinese, ne rileva i chiaroscuri che complicano e rendono meno prevedibile il parallelismo fra declino della potenza americana e ascesa dell’impero cinese.…

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Come s’inventa un modello culturale

di Giorgio Vasta

Perché i giovani devono imparare a diventare adulti costruendosi da soli nuovi codici. Non serve fare del vittimismo Conta piuttosto abbandonare i rapporti “ereditari” e la ricerca di inutili investiture cominciando a fare cose diverse.

Parafrasando un successo degli Skiantos di una ventina d´anni fa potremmo dire: “Non c´è gusto in Italia ad avere quarant´anni”. Nel senso che se avere quarant´anni significa, mutata la percezione sociale delle età, penetrare finalmente nel tempo in cui ci si assume il compito di intervenire sulle cose, la sensazione prevalente è che poco o nulla di ciò stia accadendo e che i quarantenni siano percepiti, e si percepiscano, come abusivi che si aggirano clandestinamente per il paese.
La consapevolezza di questo stallo purgatoriale è condivisa da molti e di recente Christian Raimo ha ripreso il discorso su la Domenica del Sole 24 ore. Nel suo pezzo si concentra lucidamente sul “vuoto” toccato in sorte a chi – “storici, critici, scrittori, giornalisti” – è nato in Italia intorno agli anni Settanta e si trova oggi a sperimentare «il disagio, la frustrazione, la mancanza di riconoscimento, l´impossibilità del conflitto, gli anni che passano, una generazione immobile».…

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Così i servizi segreti spiavano Pci e Msi, ecco le veline sulle attività degli 007

di Alberto Custodero

I servizi segreti spiavano il Pci e l’Msi. Le prime prove documentali spuntano dalle carte di Aldo Moro conservate all’Archivio centrale dello Stato di Roma. Sono tre documenti inediti con la classifica di “segreto” datati 19 giugno ’67, 5 maggio ’69 e 3 marzo ’70 giudicati di grande interesse storico sia da Armando Cossutta, esponente di spicco dell’Ex Pci, sia dall’ex senatore An Franco Servello, ex federale del Movimento sociale a Milano. In quel periodo il servizio segreto era unico, si chiamava Sid (fondato sulle ceneri del Sifar dopo lo scandalo De Lorenzo), era diretto dall’ammiraglio di squadra Eugenio Henke. E spiava con regolarità comunisti e missini.

Queste tre “veline” confermano i sospetti dell’attuale presidente del Copasir, Massimo D’Alema, sollevati di recente durante l’audizione del direttore del servizio segreto militare Aise, generale Adriano Santini, sull’attività spionistica dell’intelligence rivolta alla politica. Al generale Santini, D’Alema ha chiesto se i servizi svolgano ancora oggi attività di spionaggio nei confronti di partiti o di politici.…

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