Democrazie senza democrazia

di Giovanni Bianco

Nel vivace e costante dibattito sulla crisi della democrazia deve essere segnalato un denso e meditato contributo di Massimo L.Salvadori, insigne storico, contemporaneista, “Democrazie senza democrazia”(Laterza,2009).

Il volume si prefigge “di ragionare sul rapporto che corre tra la democrazia come ideale e le sue forme di attuazione, di illustrare le ragioni per cui l’ideale è entrato in rotta di collisione con la realtà.” E ciò soprattutto alla luce degli esiti perversi della globalizzazione economica:”la democrazia, sorta come mezzo per porre fine al potere totale o prevalente di monarchi e di gruppi oligarchici, è venuta infatti ad assumere il carattere di un sistema che ha riconsegnato per aspetti cruciali il potere a nuove oligarchie, le quali tengono le leve di decisioni che, mentre influiscono in maniera determinante sulla vita collettiva, sono sottratte a qualsiasi efficace controllo da parte di istituzioni democratiche.Si tratta sia di quelle oligarchie che, titolari di grandi poteri privi di legittimazione democratica, dominano l’economia globalizzata…; sia delle oligarchie di partito…”(p.IX).…

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Gettare semi al vento

Il 4 febbraio ha cessato la sua attività di presenza sul territorio, accoglienza, formazione di giovani, promozione culturale ed ecclesiale la “Comunità di S.Maria delle Grazie”. Per l’importanza che essa ha avuto nel mezzogiorno e sull’intero territorio nazionale riteniamo opportuno pubblicare un articolo sulla Comunità stessa scritto da Tonio Dell’Olio, esponente di “Pax Christi“, e inserito sul sito di “Mosaico di pace“, nella rubrica “Mosaico dei giorni“.

Gianni Novello e la Comunità di S. Maria delle Grazie di Rossano Calabro hanno rappresentato per tantissime persone (e per tanto tempo) un punto di riferimento saldo e importante. Lotta e contemplazione nel sud Italia, richiamo alla tradizione orientale con una fortissima attualizzazione, lettura attenta dei segni dei tempi, passione per la pace, rivisitazione attenta dell’esperienza monastica… sono solo alcuni dei caratteri che in molti e molte abbiamo potuto condividere con quella comunità attingendo nuove energie di vita. Da qualche tempo si stava sperimentando un tipo nuovo di presenza dove la comunità residente lasciava spazio a una comunità in diaspora molto più ampia che si ritrovava e ripartiva da Rossano.…

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Cos’è il neorazzismo?

di Carlo Bersani

E’ sensato tracciare un legame continuativo, anche solo nominale, tra le forme discriminatorie tipicamente (otto)novecentesche e quelle attuali? Alla luce di recenti dichiarazioni di Silvio Berlusconi e di esponenti dell’esecutivo, per cui l’Italia non sarebbe un paese “multietnico”, e dei meno recenti atti di governo e disegni di legge del ministero degli interni, la questione ha preso una forma nuova, ideologicamente meglio definita. E’ autoevidente che qualunque affermazione per cui questo paese “non è multietnico” implica che esso sia “monoetnico”, qualsiasi cosa questo possa voler dire.

Un solo “popolo”, dunque, semplificando l’etimologia. Non certo una sola “razza”, tantomeno sovradestinata rispetto alle altre. Il fatto è, però, che così “popolo”, come “razza”, sono stati, come sono tuttora, lemmi del tutto privi di un contenuto predeterminato. Si tratta – si è trattato – di contenitori tanto vuoti quanto allusivi, connotati in senso emotivo (ciascuno può essere certo, può “sentire”, di appartenere ad un popolo, se non ad una razza, pur non sapendo come definirli e nemmeno quali siano).…

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Rosarno…e noi cristiani

Mons.Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, ha pubblicato su “Adista” (n.9 del 2010) un articolo sui recenti fatti di Rosarno, che riteniamo possa costituire un ulteriore e importante motivo di riflessione critica sul tema.

di Luigi Bettazzi

I fatti di Rosarno ci interpellano tutti, noi cristiani per primi. Da un’automobile, restata anonima, partono fucilate contro lavoratori neri, impegnati nella raccolta di agrumi, ma trattati come schiavi, sia per l’ammontare della paga giornaliera che viene loro consegnata (dopo le decurtazioni di chi li assolda per il lavoro), sia per le condizioni di alloggio, miserrime, a cui sono condannati. E questi, forse anche impauriti per attacchi che possono essere mortali (a Castel Volturno sei immigrati hanno perso la vita in situazioni analoghe), reagiscono distruggendo e incendiando. Reazione da condannare, certamente, che fra l’altro ha portato alla fuga di quasi tutti gli immigrati; e forse era questa la cosa che si voleva.

Ma chi, anche tra i governanti che hanno condannato – giustamente – la rabbia distruttiva, ha anche solo fatto cenno a quanto l’ha provocata?…

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L’angelo rovesciato

di Carlo Bersani

Il novecento è duro a morire. Questo fa pensare il volume di Attilio Scarpellini (L’angelo rovesciato. Quattro saggi sull’undici settembre e la scomparsa della realtà, edizioni Idea, 2009, € 18,00), intitolato alla figura di un uomo che cade lungo la perfetta rete di linee di un grattacielo. E’ una delle più note e intollerabili icone dell’11 settembre, questa che viene ricondotta a un “angelo rovesciato”: un rovesciamento reale, del tutto indipendente dal punto di vista di chi guarda. Non basterebbe capovolgere l’immagine né per impedire all’uomo di schiantarsi, né per farne l’icona di un’ascesa. Su questo punto, insiste il libro, una certa intellighenzia occidentale (del “mondo libero”, si sarebbe detto un tempo) ha sbagliato strada: “dev’essere stato l’imbarazzo, o forse il pudore, a spingere Jean Baudrillard a trasformare in domanda quella che nel suo Lo spirito del terrorismo è un’affermazione che risuona in ogni pagina: l’attacco dell’11 settembre, loro lo hanno compiuto, noi l’abbiamo voluto. Noi, e cioè un’immaginazione terroristica che ci ‘abita tutti’” (p.…

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