Annus horribilis

di Carlo Bersani

Una scrittura senza sorprese fa un libro senza sorprese. E’ questo che viene in mente leggendo l’ultimo lavoro di Giorgio Bocca edito da Feltrinelli (Annus horribilis, 158 pp.). Del resto è un vecchio problema del giornalismo italiano: salvo rarissime eccezioni, non brilla né per rigore analitico, né per spirito della complessità (e visto che la vita è sempre complessa, cioè ricca, chissà che non sia anche per questo che agli Italiani i giornali non piacciono). Non che Annus horribilis sia scritto male, tutt’altro: la pagina scivola bene e velocemente, l’asprezza di chi conosce la condizione del reduce, e forse si sente tale, ha non poco di nobile. L’indignazione è reale: più che condivisibile, contagiosa.

Inoltre, dei temi che Bocca mette sul tappeto non ce n’è uno che non sia fondamentale. Tento un catalogo, necessariamente incompleto: l’inclinazione al trasformismo (ad esempio, di Fini, pp. 6-7); la centralità del fascismo nella storia d’Italia (“perché il fascismo è una tentazione perenne degli italiani, come una traccia di sottofondo …?”,…

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Appello acqua: Hasta la Victoria! di Alex Zanotelli

Padre Alex Zanotelli, direttore responsabile di “Mosaico di pace”, conduce da anni, come già segnalato su questo blog, un’ importante battaglia in difesa dell’acqua quale bene pubblico. Lo scorso 7 febbraio ha lanciato un nuovo appello sul tema, per l’anno 2010.
 

Questo è l’anno dell’acqua, l’anno in cui noi italiani dobbiamo decidere se l’acqua sarà merce o diritto fondamentale umano.
Il 19 novembre 2009, il governo Berlusconi ha votato la legge Ronchi, che privatizza i rubinetti d’Italia. E’ la sconfitta della politica, è la vittoria dei potentati economico-finanziari.

E’ la vittoria del mercato, la mercificazione della ‘creatura’ più sacra che abbiamo: “sorella acqua”.
Questo decreto sarà pagato a caro prezzo dalle classi deboli di questo Paese, che, per l’aumento delle tariffe, troveranno sempre più difficile pagare le bollette dell’acqua (avremo così cittadini di serie A e di serie B!).

Ma soprattutto, la privatizzazione dell’acqua, sarà pagata dai poveri del Sud del mondo con milioni di morti di sete.
Per me è criminale affidare alle multinazionali il bene più prezioso dell’umanità  (‘l’oro blu’),  bene che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici (scioglimento dei ghiacciai e dei nevai) sia per l’incremento demografico.…

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Immigrati, la destra e la tattica dei cattivi

Tra gli interventi usciti sulla stampa nazionale sui recenti scontri di Milano tra gruppi di extracomunitari merita di essere pubblicato un articolo di Carlo Galli (su “La Repubblica” del 17 febbraio, p.46), insigne studioso della storia del pensiero politico, che ben individua i gravi limiti della politica di “tolleranza zero” propugnata dalla destra al potere e le preoccupanti ambiguità di quest’ultima.

di Carlo Galli

Secondo le logiche della comunicazione politica, è il primo messaggio quello che vale, che viene recepito come autentico e che si fissa nella mente dei cittadini. E a proposito delle violenze di via Padova il primo messaggio della maggioranza è stato (per bocca di un eurodeputato della Lega) di “procedere a controlli ed espulsioni casa per casa”; mentre da Roma figure di primo piano come Gasparri rilasciavano interviste sulla “tolleranza zero”. Certo, il giorno dopo Bossi e Maroni hanno corretto il tiro, sostenendo che non è il caso di pensare a rastrellamenti, né a uno Stato di Polizia, mentre la soluzione ai problemi dell’ immigrazione e della multietnicità – generati,a loro dire, dalle politiche lassiste della sinistra – starebbe nell’ evitare le concentrazioni di stranieri in ghetti urbani e nelle politiche di integrazione.…

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Basta volgarità sulla storia del Risorgimento

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha pronunciato un discorso all’Accademia Nazionale dei Lincei, durante un incontro, tenutosi il 9 febbraio, che ha ufficialmete aperto le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Considerata la rilevanza dell’intervento del Capo dello Stato ne pubblichiamo un estratto, uscito ieri sul quotidiano “La Stampa”.
Il testo si sofferma sulla grande importanza del periodo storico del Risorgimento, confutando banali e sterili polemiche recenti, di scarso valore culturale, senza sminuire i limiti del processo di unificazione nazionale (come non ricordare, a tal proposito, il concetto gramsciano di “rivoluzione mancata”, che riprendeva pure il pensiero di Piero Gobetti sull’argomento), che si concluse nel marzo del 1861, e quelli dello Stato post-unitario.
Su quest’ultimo tema, tra i molti contributi, è opportuno richiamare quanto scrisse Ernesto Ragionieri su i “problemi dell’unificazione” (v. Storia d’Italia, XI, Einaudi, Torino, 1976, p.1668sgg.), che giunse a parlare di “debolezza” ed “isolamento sostanziale” “del gruppo che gestiva lo Stato nel primo periodo unitario”(p.1731); o, pure, le riflessioni di Giuseppe Galasso (in “Potere e istituzioni in Italia”, Einaudi, Torino, 1974) sulla contrapposizione tra “paese legale” e “paese reale” e “l’estraneità e la diffidenza delle masse per il nuovo Stato”, che “era conseguente all’assenza delle masse stesse dalla lottà per l’Unità” e “conseguenza inevitabile della struttura che si era data al Paese con i nuovi ordinamenti”(p.211).…

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Brevi considerazioni critiche sugli scontri di Milano

di Giovanni Bianco

Che il rischio fosse elevato era stato già scritto e segnalato da tempo.Le periferie (e non solo quelle purtroppo) di non poche città europee sono ormai braci roventi.
A Milano ieri sera ci sono stati scontri tra immigrati, una rivolta multietnica senza precedenti tra africani e sudamericani, nella quale ha perso la vita un giovane egiziano.Scene di violenza inaudite nei pressi di piazza Loreto, in Via Padova, auto ribaltate e vetrine infrante quasi di fronte ad un locale affollato da giovani italiani, che passavano il tempo tra un drink e l’altro, nella più assoluta indifferenza per il putiferio che frattanto si era scatenato per le strade.

Il Governatore della Lombardia ha rilasciato delle dichiarazioni a caldo, facendo esclusivo riferimento ad un problema di ordine pubblico e di rispetto della legge.Affermazioni che non possono che lasciarci perplessi.
In quali condizioni di vita versano la stragrande maggioranza degli extracomunitari nelle nostre città? Qual’è l’atteggiamento delle istituzioni e delle forze dell’ordine verso i gruppi criminali stranieri?…

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Io ti salverò

Un anno dopo il “caso Englaro” torna a porci domande profonde, spesso senza una risposta univoca, che possono dividere credenti e non credenti, ed anche gli stessi credenti, e che ci impongono di confrontarci sull’arduo tema del “quando finisce la vita”, su cui filosofi, teologi ed intellettuali da secoli si interrogano.
Un argomento così intenso non dovrebbe essere oggetto di miserande strumentalizzazioni politiche, di becere prese di posizioni opportunistiche, che servono soltanto a confondere le acque ed a creare confusione nell’opinione pubblica.
Sul tema si pubblica l’articolo di Mariuccia Ciotta, uscito su “Il Manifesto” del 10 febbraio, che suggerisce spunti di riflessione che possono alimentare il dibattito tra posizioni diverse.

di Mariuccia Ciotta

Eluana un anno dopo. Sarebbe bello che fosse viva la ragazza dagli occhi profondi e i capelli scuri, icona di un affetto collettivo, come succede con le star, tante volte vista sorridere sulle pagine dei giornali. In occasione del primo anniversario del suo corpo dissolto, già abbandonato dal pensiero, è questo che ci piacerebbe sentire, il dolore del padre e di tutti nel ricordo di una crudele agonia politico-mediatica.…

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Dialogo sulla politica della cultura

di Giovanni Bianco

L’editore “Il melangolo” ha pubblicato un pregevole volume, “Dialogo sulla politica della cultura” ( 2009, pp.70 ), composto di tre contributi, due di Umberto Campagnolo (il secondo è una replica) ed uno di Norberto Bobbio, preceduto da una introduzione di Davide Cadeddu.
Il saggio di Campagnolo ( “Politica e filosofia”, p.37sgg.), filosofo e filosofo della politica, fornisce una rigorosa ricostruzione delle principali correnti di pensiero della filosofia politica, attraverso il riferimento alle fondamentali teorie evincibili dai classici del passato e da importanti opere moderne e contemporanee, da Platone ed Aristotele sino a Benedetto Croce.
Bobbio nel suo scritto ( “Filosofia politica o politica della filosofia? Risposta a U.Campagnolo”,p.57sgg. ) confuta l’impostazione metodologica di Campagnolo, critica una concezione statica ed astratta della filosofia politica e propone, per il suo studio, un punto di vista realistico, propositivo ed attivo, capace di adempiere ad una funzione “paideutica” di ciascun consociato nella cornice di una società pluralista.

Per Bobbio, dunque, l’approfondimento delle principali dottrine politiche deve perseguire uno scopo attualizzante, volto alla migliore analisi e comprensione dei travagli e dei conflitti del presente storico, del mondo contemporaneo, per svolgere un compito di educazione di ogni individuo.…

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Sulla mafia, anche la Chiesa a volte è stata in silenzio. Documento della Cei sul mezzogiorno

Sull’ultimo numero di Adista (n.12/2010 dell’8.2.’10) è stato pubblicato un articolo di Valerio Gigante, che sottoponiamo all’attenzione dei lettori, che anticipa in sintesi i contenuti di un documento, di prossima pubblicazione, della Conferenza episcopale italiana, dedicato alla questione meridionale ed alla mafia come struttura di peccato; testo che propone anche un’importante autocritica sul ruolo della Chiesa nella realtà del mezzogiorno ed in contesti sociali fortemente dominati e schiacciati dalla torbida e violenta attività mafiosa.

di Valerio Gigante (ROMA-ADISTA)

Ad oltre vent’anni dalla pubblicazione del documento Sviluppo nella solidarietà. Chiesa italiana e Mezzogiorno (ottobre 1989), la Conferenza episcopale italiana torna ad occuparsi della questione meridionale e dei suoi problemi irrisolti. Lo fa con un testo non ancora ufficializzato, di cui Adista è venuta in possesso, e che si intitola Per un paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno. 16 cartelle in tutto, per richiamare “alla necessaria solidarietà nazionale, alla critica coraggiosa delle deficienze, alla necessità di far crescere il senso civico di tutta la popolazione, all’urgenza di superare le inadeguatezze presenti nelle dirigenti”, ma anche per delineare il ruolo che la Chiesa può svolgere in una realtà così difficile e complessa.…

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Il sultanato

di Giovanni Bianco

Giovanni Sartori, uno dei massimi studiosi della politica del nostro tempo, ha raccolto in un nuovo volume (il quinto) i suoi editoriali editi sul “Corriere della sera” tra il 2006 ed il 2008 (“Il sultanato”, laterza, 2009).
Il tema fondamentale dell’opera è, come l’insigne studioso chiarisce nella prefazione all’opera, l’involuzione del sistema pluralistico italiano e la reale consistenza delle “intenzioni dittatoriali” del Cavaliere.
Al riguardo l’autore è cauto: il sostantivo “”dittatura” non deve essere usato a vanvera. Proprio e anche perchè le vere dittature sono, quando davvero ci sono, regimi orrendi, il termine va utilizzato con cognizione di causa”(p.V).
Tuttavia, si cerca di mettere a fuoco la fisionomia autoritaria della maggioranza al governo,giungendo a conclusioni preoccupate e fortemente critiche.

Sartori intende riferirsi al concetto di contemporaneo di dittatura, a quello che si è affermato nel ventesimo secolo, alla “dittatura sovrana”, per riprendere il lessico schmittiano (v.C.Schmitt,Die Diktatur, Berlin,1921), e non alla nozione romana, di “dittatura commissaria”(v. C.Schmitt, op.cit.,…

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Fede nel diritto

di Giovanni Bianco

E’ stato proposto all’attenzione dei lettori, nel 2008, il testo inedito di una conferenza che il giurista Piero Calamandrei tenne il 21 gennaio 1940 alla Fuci di Firenze, “Fede nel diritto” (ed.Laterza), con saggi di Guido Alpa, Pietro Rescigno e Gustavo Zagrebelsky , ed un’appendice con un saggio di Silvia Calamandrei (“Tra Socrate e Antigone”, p.111 sgg.) ed “il dialogo epistolare tra Calogero e Calamandrei” (p.131 sgg.).

Calamandrei, annotando nel suo diario (con data 27 gennaio 1940) l’importanza dell’incontro del 20 gennaio, scrive che davanti all’arcivescovo e ad un “pubblico strano:cattolici, ebrei, antifascisti, magistrati, professori” ha sentito “un caldo consenso”, e si pone una serie di domande incalzanti e laceranti (…ma siamo poi nel vero a difender la legalità?…siamo noi i precursori dell’avvenire, o i conservatori in dissoluzione?…).
Il discorso di Calamandrei (p.61sgg.) è pronunciato pochi mesi dopo l’invasione nazista della Polonia e si appella alla legalità ed alla certezza del diritto, valori in antitesi con i sistemi giuridici totalitari o autoritari.…

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