La modernità di Papa Francesco

di Francesco Cultrera

Papa Francesco suscita ampi consensi nell’opinione pubblica. Monica Simeoni ha chiesto a esperti di varie discipline un contributo che ci aiuti a comprendere meglio la sua «modernità».

Un primo approccio alla figura del Papa lo offre uno studio accurato sull’estensione e sulle modalità del consenso. Ci introducono al tema, a livello prevalentemente empirico, le analisi, tra loro notevolmente differenti, di Ilvo Diamanti, Simona Scotti e Roberto Cipriani. La dimensione culturale del «fenomeno» Bergoglio è affidata a Salvatore Abbruzzese. Spiccatamente antropologica, invece, è l’analisi del filosofo Massimo Cacciari.

Vivo interesse suscitano gli approfondimenti teologici. Tentiamo di presentarne una sintesi che attinge liberamente ai contributi di Enzo Pace, Francesco Vespasiano, Carlo Nardella e altri ancora. Papa Francesco è uno di noi, che cammina per le vie del mondo accanto a noi, e non al di sopra di noi. La sua vicinanza cela una forte dimensione teologica. Alcuni esperti «leggono» l’azione del Papa alla luce del Vaticano II, il cui dettato coinvolge i vescovi nel «discernimento» dell’azione dello Spirito nella realtà ecclesiale: fondamentale è la sua presenza nei poveri, negli emarginati e anche nelle altre religioni.…

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Immagini africane che abitano il mondo

di Silvia Nugara

«Camerun digitale» di Giovanna Santanera, per Meltemi. Un’indagine per le strade di Douala sui riflessi sociali della produzione e della cultura video.

Il cantastorie urbano Makalapati si aggira in bicicletta per le strade di Douala, in Camerun, presentando al pubblico storie esemplari. I protagonisti dei suoi racconti sono disoccupati, domestici, studenti, prostitute, marabutti, bendskineurs (autisti di moto-taxi) alle prese con miseria, corruzione, conflitti famigliari e aspirazioni. Questa la cornice narrativa di «Balade dans la cité», nata nei primi anni 2000 come trasmissione radiofonica poi trasformatasi in telefilm a episodi per l’emittente camerunense Equinoxe Télévision.

Si tratta di uno dei prodotti audiovisivi di cui si occupa l’antropologa Giovanna Santanera nel suo Camerun digitale. Produzione video e diseguaglianza sociale a Douala (Meltemi, pp. 200, euro 16), uno studio agile e accessibile dell’impatto che il digitale ha avuto sulla produzione di immagini in movimento nella capitale economica del paese africano tra dinamiche sociali, strutture economico-produttive e immaginari plurali. Non di sola autorialità vive infatti il cinema di paesi come Senegal, Burkina Faso o Camerun tanto più che le opere apprezzate dal pubblico colto occidentale fino a poco tempo fa erano poco visibili agli spettatori del continente a causa di infrastrutture distributive limitate ma anche per questioni di gusto e linguaggio.…

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Vive nella letteratura la memoria della Shoah

di Alessandro Zaccuri

Con “Nel buco nero di Auschwitz” Giovanni Tesio prosegue l’indagine sulle opere (questa volta narrative) che hanno dato voce alle vittime della violenza nazista

Di che cosa è memoria la memoria della letteratura? La domanda può essere formulata anche in altri termini, per esempio chiedendosi che cosa esattamente ricordi un romanzo oppure una poesia. E postulando, in prima istanza, che il ricordo del romanzo non coincida mai del tutto con quello della poesia. In quest’ultimo caso, infatti, l’elemento personale gioca comunque un ruolo preponderante. Sono le sensazioni a trovare espressione nel verso, e non tanto il resoconto dei fatti, mentre viene istintivo assegnare alla prosa un differente grado di veridicità. Se qualcuno la racconta, insomma, quella storia dev’essere accaduta, e possibilmente nella maniera esatta in cui ci viene riferita. L’invenzione non è esclusa del tutto, ma non può mai sconfinare nella mistificazione. Altrimenti, – di nuovo – quale memoria sarebbe mai la memoria della letteratura? A dispetto delle apparenze, non si tratta affatto di una questione teorica.…

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Perchè accademie e conservatori non sono “università”?

di Marcello Madau

Un settore straordinario come quello dell’Afam (Alta formazione artistica, musicale e coreutica: Accademie di belle arti, Conservatori, Accademie nazionali di danza, Accademie nazionali di arte drammatica, Istituti superiori di studi musicali, Istituti superiori per le industrie artistiche) non è pienamente inserito nel sistema universitario italiano. All’orgoglio nazionale per il paese di arti e musica, si affianca una non meno nazionale vergogna.

Ne scrive Antonio Bisaccia, di colta e intensa militanza accademica, con il pamphlet Burocrazzismo e arte (presentazione di Tomaso Montanari, edito da Castelvecchi, pp. 136, euro 16,50). Per l’autore, docente di Teoria e metodo dei mass media, oggi direttore dell’Accademia di belle arti di Sassari e presidente della Conferenza dei direttori delle accademie, non c’è equiparazione al «sistema universitario» ma falsa cosmesi burocrazzistica, di forte retrogusto democristiano: solido, italico mandarinato non senza operosi mandanti. Il testo, corrosivo, indica numerosi punti chiave: l’errata separazione fra culture umanistica e scientifica, che nella nostra «modernità» entra nel sistema della formazione nel solco della riforma gentiliana; la lesione del concetto di Universitas; le necessità finanziarie senza le quali tutto è precluso; la complessa realtà del corpo docente; il risparmio sull’istruzione pubblica (in particolare sull’Afam), una logica liberista incapace di andare oltre prime note e bilanci: il mal riconosciuto e sottopagato docente Afam (precario o di ruolo) è per i «burocrazzisti» figura a metà fra il parroco e il sottufficiale.…

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Hélder Camara

di Maurizio Mazzurco

Chi ricorda oggi Hélder Câmara? A 21 anni dalla morte del vescovo brasiliano ci viene in aiuto la biografia di Anselmo Palini, insegnante impegnato a livello ecclesiale e civile, che nei suoi studi si occupa dei temi della pace e dei diritti umani.

Ritornare su questa figura è importante per gli anziani, che hanno vissuto i tempi del Concilio e potrebbero averlo dimenticato, ma anche per i giovani, ai quali, come osserva nella prefazione mons. Bettazzi, Câmara «illustra quanto di grande e di profondo ha preparato il mondo d’oggi e potrebbe renderlo sempre più vero e più pieno di speranza» (p. 9).

Dom Hélder, fin da giovane, si rivela un sacerdote molto attivo e grande organizzatore. Alimenta questo carisma con la preghiera, abituandosi a lunghe veglie notturne di contemplazione. La sua missione sacerdotale è caratterizzata da «un lungo cammino di conversione» (p. 195). Formatosi nella contrapposizione manichea fra il comunismo, male assoluto, e la difesa del capitalismo e dei valori della tradizione, Câmara si schiera inizialmente su posizioni integraliste, dalle quali poi si allontana sempre più.…

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Tutte le poesie di Bartolo Cattafi

di Antonio Spadaro

Occorre davvero celebrare la pubblicazione in un volume unico di tutte le poesie di Bartolo Cattafi, uno dei poeti maggiori del nostro Novecento, tutto da riscoprire. Finalmente abbiamo in quasi 1000 pagine la raccolta di testi editi e inediti, grazie alla cura di Diego Bertelli, che redige tutti gli apparati con perizia: un’accurata biografia, le ampie notizie sui testi, la bibliografia delle opere e della critica. Il volume è introdotto da Raoul Bruni.

Nel 1958 Mondadori pubblica la prima grande raccolta di poesie di Cattafi: Le mosche del meriggio. In questi componimenti l’autore si concentra sugli oggetti e sulla loro forza individuale. La tensione è dalla nuda descrizione superficiale all’attrazione verso un enigma profondo, inciso dentro la realtà, sempre però a partire dall’oggetto. Lo sguardo tende a muoversi non dentro l’oggetto in se stesso, ma dentro il suo senso metaforico. La poesia cattafiana è tesa verso il mistero del reale.

Nel 1964 l’autore pubblica L’ osso, l’anima, che segna la sua definitiva consacrazione poetica.…

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La separazione dello Stato dalla Chiesa in Francia del 1905

di Giovanni Sale

Ogni volta che vengono presentate notizie di fatti riguardanti la religione in Francia, si impone il riferimento alla legge del 1905 sulla separazione tra Chiesa e Stato, considerata, dopo 115 anni, il fondamento della laicità. Tra le diverse ricostruzioni delle vicende politiche, sociali e religiose che accompagnarono il lungo iter di approvazione della legge, la loro preparazione sul piano politico e sociale e le reazioni ecclesiastiche, quella offerta da Cesare Silva permette di completare il quadro della ricerca storica. Lo spoglio sistematico dei documenti dell’Archivio apostolico vaticano che si riferiscono alla Francia tra il 1899 e il 1906 consente ora di avere finalmente una visione più completa non soltanto della ricostruzione diplomatica degli eventi, ma anche dell’articolato mondo ecclesiale.

La ricostruzione dei rapporti tra la Chiesa cattolica e la Terza Repubblica Francese inizia dagli ultimi mesi del secolo XIX – quando va delineandosi un fronte politico deciso ad avviare la laicizzazione dello Stato, a partire dalla chiusura delle scuole rette da religiosi fino alla rottura del Concordato – e termina con la reazione dei cattolici francesi al rifiuto di tale legge e al sorgere di una fase ecclesiale del tutto nuova.…

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Processo intellettuale e forma degli oggetti

di Marcello Barbanera

Saggi di archeologia classica. L’archeologo tedesco Dietrich Boschung analizza le immagini dell’antichità dal punto di vista «morfomatico», come manifestazioni materiali di concetti: Art and Efficacy, Wilhelm Fink Verlag

Nel IV secolo d.C., il retore Imerio descrisse la relazione tra conquiste del pensiero e loro materializzazione attraverso l’esempio di una statua eseguita dal celebre bronzista Lisippo: «Lisippo era ammirato non solo per la sua mano ma anche per il suo intelletto… incluse Kairós tra gli dei e, dandogli forma in una statua, ha spiegato la sua natura con un’immagine». Con queste parole, Imerio voleva illustrare la capacità dello scultore di dare al sapere e alle idee una forma percepibile tramite i sensi, attribuire loro un significato attraverso la figurazione e renderle permanentemente presenti. Questo tema è il cuore di un libro recente dell’archeologo tedesco Dietrich Boschung: Art and Efficacy Case Studies from Classical Archaeology (Wilhelm Fink Verlag, Paderborn, pp. 415, euro 89,00), in cui sono raccolti alcuni saggi scritti negli ultimi anni su argomenti e oggetti che si dispongono sull’ampio spettro del mondo antico, dalla Grecia arcaica all’impero romano, alla ricezione dell’eredità classica in occidente a partire dal XV secolo.…

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Moneta e civiltà mediterranea

di Filippo Cucuccio

La riproposizione di questa pubblicazione – a 20 anni dalla morte di uno dei maggiori storici dell’economia del secolo scorso e a oltre 60 dalla sua prima apparizione – merita di essere segnalata per il valore intrinseco dell’opera e per la sua sorprendente attualità. Infatti, questo libro contiene alcuni saggi che provengono dalle lezioni tenute dall’autore nella prima parte degli anni Cinquanta del secolo scorso all’Università di Cincinnati, negli Stati Uniti, nazione in cui Carlo Cipolla trascorse la maggior parte della sua vita accademica.

Da sottolineare che questa nuova edizione è arricchita dall’Introduzione scritta dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nella quale, ricordata la casualità dell’approccio agli studi di storia economica da parte dell’autore, se ne sottolinea l’importanza, come pure l’attualità. Più specificamente il Governatore mette in risalto il richiamo fatto da Cipolla a due caratteristiche che si stanno manifestando in concomitanza con l’emergenza sanitaria della pandemia di Covid-19: i rischi di deflazione e la presenza di innovazioni e cambiamenti tecnologici e istituzionali che caratterizzano la storia della moneta.…

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Nel segno futuro di Atwood

di Sara De Simone

Poesia. «Esercizi di potere», una silloge dell’autrice canadese, tradotta da Silvia Bre, per le edizioni Nottetempo. Al centro, le relazioni d’amore che abitiamo, con desiderio, conflitto, differenza. E la coppia come territorio di guerra

Quasi sessant’anni fa una giovane ragazza canadese decise di autopubblicare la sua prima silloge poetica stampandone a mano 220 copie. Sulla copertina disegnò due steli e due foglie, entrambe munite di occhi, a predire il ruolo vivo e centrale che la natura avrebbe avuto in tutta la sua produzione. Double Persephone (1961), questo il titolo, era un libriccino di 16 pagine in tutto, fu venduto a 50 centesimi a copia, e le valse l’E.J. Pratt Medal, prestigioso premio che ancora oggi l’Università di Toronto assegna ai suoi studenti poeti. Quella ragazza si chiamava Margaret Atwood, e cominciava così, con semplicità e vero talento, il suo lungo viaggio nel mondo della letteratura.

Autrice prolificissima di decine di libri di poesia, romanzi, saggi, storie per bambini, icona del femminismo e dell’ambientalismo, Atwood ci ha abituati, nel tempo, al suo sguardo preciso e insieme surreale, alla sua penna affilata, ironica, potente.…

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