Centri e periferie dell’economia

di Claudio Cozza

Regioni del Nord e del Sud, un’Europa sempre più divisa: le dinamiche dell’economia producono squilibri tra centri e periferie, ed è compito della politica affrontarli. Il nuovo libro di Gianfranco Viesti offre una mappa delle asimmetrie di oggi.

L’ultimo libro di Gianfranco Viesti, “Centri e periferie. Europa, Italia, Mezzogiorno dal XX al XXI secolo” (Laterza, 2021) ha un’ampiezza dei contenuti che va molto oltre l’analisi degli squilibri regionali. Viesti fornisce, infatti, una rassegna delle attuali dinamiche economiche a più livelli territoriali, e lo fa da prospettive multiple.

Per spiegare l’odierna polarizzazione fra centri e periferie, nella prima parte del libro l’autore ripercorre la storia del divario fra le regioni italiane nelle sue varie fasi: dagli sbilanciamenti post-unitari, alla mancata convergenza successiva alle due guerre mondiali, fino all’avvento dell’integrazione europea di fine Novecento. Il testo aiuta a capire le radici storiche del divario fra un Nord “centrale” e un Sud periferico, non come automatismo economico ma come effetto di scelte politiche: più rivolte all’attenuazione delle disuguaglianze le politiche dell’Italia liberale di fine Ottocento o quelle improntate al welfare state del Secondo Dopoguerra; acceleratrici del divario, invece, le politiche del fascismo o quelle dell’austerità di fine Novecento.…

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La lotta di Giacobbe

di George Marius Nicoara

Il volume riflette su un episodio caratteristico dell’Antico Testamento: la lotta di Giacobbe con l’angelo, nella quale l’umanità entra in contatto con le forze del cielo e con esse si misura interiormente. Ed è proprio questo misurarsi la chiave di lettura del libro. Giacobbe esce dalla lotta parzialmente vincitore, perché è in cammino verso la propria realizzazione: quella di essere fratello. Emerge così in questo episodio il tema della fratellanza e della comunione.

La lotta di Giacobbe può essere colta come paradigma della creazione artistica, di quel processo cioè che coinvolge sia la riflessione (biblica, filosofica, teologica, spirituale ecc.) sia la prassi (pittorica, scultorea, pedagogica). Per questo il volume raccoglie più di 30 contributi di ambiti disciplinari diversi. Tra essi segnaliamo, nel secondo capitolo, i saggi di Hanna-Barbara Gerl-Falkovitz, che recupera il tema dello scritto di Romano Guardini Solo chi conosce Dio conosce l’uomo; e di Giorgia Salatiello, che espone il concetto di «ierofania» del filosofo rumeno Mircea Eliade.…

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Pandemie mediali

di Nicola Zamperini

Cosa ricorderemo, tra qualche anno, della pandemia da Covid-19? Sicuramente l’emergenza sanitaria planetaria, rappresentata da alcune immagini simbolo: il «momento di preghiera straordinario», celebrato da solo da papa Francesco, il 27 marzo 2020, sul sagrato di una piazza San Pietro spettrale; i camion di Bergamo; le strade deserte delle grandi città. Ma ricorderemo anche un’altrettanto rilevante e pervasiva «infodemia» che ha contagiato il discorso pubblico, con rapidità sconcertante. Tutto questo è avvenuto a ogni livello, per ciascun tipo di media e di network, a ogni latitudine e in diversi ecosistemi informativi. Dalla sua comparsa, il virus si comporta come una sorta di reagente che mette alla prova costrutti e abitudini culturali, che vanno poi analizzati alla luce del passaggio pandemico.

Risulta dunque preziosa questa raccolta di saggi, a cura di Vania De Luca e Marica Spalletta, che mette in fila «potenzialità e criticità che la pandemia mediale ha contribuito a far emergere». Il testo prende in esame in maniera analitica molti ambiti e si offre come una cassetta degli attrezzi teorica, e non solo, per affrontare il post-pandemia.…

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Gesù, il progetto umanizzante di Dio

di Paolo Gamberini

Il saggio del teologo spagnolo J.M. Castillo è stato inizialmente pubblicato in Spagna nel 2010. Assieme ad altri significativi teologi (J.A. Pagola, J. Arregi e X. Pikaza), l’A. rappresenta l’avanguardia della riflessione cristologica in Spagna. Benché sia un’opera di agevole lettura e comprensione – merito anche della scorrevole traduzione italiana di L. Tommaselli e D. Culot – si tratta di un testo quanto mai complesso e articolato.

L’intento fondamentale del saggio è di rimettere al centro della riflessione cristologica l’uomo Gesù (le sue parole e le sue opere, il suo stile di vita e il suo messaggio), liberando la comprensione della sua persona da costruzioni e incrostazioni ideologiche, provenienti non solo dalle definizioni dogmatiche dei concili (Nicea, Costantinopoli, Efeso e Calcedonia), ma anche dalle varie ricostruzioni storiografiche compiute dalle varie correnti della ricerca storico-critica su Gesù. Il nostro A. vuole liberare infatti la figura di Gesù dalle precomprensioni devianti che ne ha dato il sistema religioso lungo i secoli.…

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Viaggio al termine del buio

di Claudio Corvino

«Cieli neri. Come l’inquinamento luminoso ci sta rubando la notte» di Irene Borgna, per Ponte alle Grazie

L’oscurità di un cielo stellato è da sempre mappa geografica di poeti, navigatori, eroi che abbandonano le certezze del giorno per seguire avventure e sentimenti, a volte combattimenti con le terribili forze dell’altro mondo, incorporea proiezione del lato oscuro. Eppure l’Italia, risaputamente terra di eroi, poeti e navigatori, ha paura del buio. Più dei francesi, dei tedeschi e soprattutto degli abitanti del Regno Unito, che sborsano per l’illuminazione pubblica, rispettivamente, la metà, meno della metà e quasi un quarto di quanto spendiamo noi. Certo è che le strade italiane sono sempre più illuminate, e sempre peggio: meravigliose città, fari di una cultura che si è irraggiata nel mondo, al tramonto diventano lattiginose metropoli texane folgorate e afflitte dai nuovi lampioni a led, considerati più performanti. Parliamo di città come Roma o Verona, dove Romeo non potrebbe mai più dire della sua amata che «Par che sul buio volto della notte ella brilli come una gemma rara pendente dall’orecchio d’una Etiope» (atto I, scena V).…

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Carl Einstein ed il suo Bebuquin funambolico

di Micaela Latini

A proposito del romanzo pubblicato integralmente nel 1912 e apparso per la casa editrice Giometti & Antonello

Ancora oggi il nome di Carl Einstein fatica ad affermarsi nell’Olimpo degli intellettuali di lingua tedesca. Eppure, la sua opera poliedrica, che si muove tra filosofia, critica d’arte e letteratura, rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per molti giganti della cultura del Novecento. Amico di Braque e di Picasso, legato a Joyce e Beckett, in dialogo con Ernst Bloch, fonte di ispirazione per Hugo Ball e per Gottfried Benn, Carl Einstein è senza dubbio uno degli autori più originali e innovativi dell’espressionismo.

La sua è stata una vita molto accidentata: nato nel 1885 a Neuwied, in Renania, da una famiglia ebraica, trasferitosi ben presto a Berlino, dove si è formato, ha trascorso gran parte della sua esistenza in esilio, tra la Germania, il Belgio, la Francia, Spagna. Ha partecipato attivamente alla vita politica, sia fiancheggiando i moti spartachisti in Germania, sia con l’adesione al movimento anarchico della colonna Durruti in Spagna, fino alla tragica decisione di mettere fine alla sua vita, in Francia nel luglio del 1940, per non cadere in mano alle truppe naziste.…

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Nel mare aperto della storia

di Francesco Dante

Andrea Riccardi è uno dei protagonisti del dibattito sociale, politico e religioso del nostro tempo. La sua padronanza storiografica, che rappresenta in qualche modo un unicum per la confluenza di discipline e mondi culturali diversi all’interno di una prospettiva rigorosamente storica, offre l’occasione per un libro – nella ricorrenza dei suoi 70 anni – che permette di attraversare un secolo da angolature diverse.

Come scrive Giovagnoli, Riccardi «ha approfondito il tema della coabitazione tra popoli, culture e religioni diversi e ha dedicato attenzione ai temi del nazionalismo, del conflitto etnico, delle guerre contemporanee. [..] Tutti gli studi di Riccardi rimandano ai nessi che legano ogni vicenda al proprio tempo: proprio il tempo – inteso in senso storico, e cioè come l’insieme degli uomini e delle donne che lo abitano – è infatti il principale protagonista dei suoi libri» (p. 6).

Questo volume è uno strumento utile per la comprensione del XX secolo e dei due primi decenni del XXI.…

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Le radici del cristianesimo tra movimenti antisistema e nuova socialità

di Luca Kocci

Storia delle religioni. Edito da Carocci «Il Battista e Gesù», nuovo lavoro dello storico del cristianesimo Mauro Pesce e dell’antropologa Adriana Destro. Un’analisi delle vicende dei due leader religiosi – strettamente connesse fra loro – interpretate alla luce dell’idea dell’«accelerazione storica e socioculturale» dell’epoca

Le religioni possono essere studiate disancorandole dalla realtà, come idee astratte, oppure immergendole nello spazio e nel tempo, nel territorio e nel contesto socio-politico in cui sono nate e si sono sviluppate. Da diversi anni lo storico del cristianesimo Mauro Pesce e l’antropologa Adriana Destro indagano le origine cristiane con la seconda modalità, utilizzando con acribia il metodo storico e gli strumenti dell’antropologia e producendo volumi rigorosi e documentati, ma con il pregio di essere destinati anche a lettori non specialisti.

Vale anche per l’ultimo libro dei due studiosi, appena pubblicato dall’editore Carocci: Il Battista e Gesù. Due movimenti giudaici nel tempo della crisi (pp. 268, euro 23). Si tratta di un’analisi delle vicende dei due leader religiosi – strettamente connesse fra loro – interpretate alla luce dell’idea dell’«accelerazione storica e socioculturale»: situazioni storiche caratterizzate dalla crisi in cui, in breve tempo, si accendono «focolai di cambiamento» che tendono a creare «forme di vita inconsuete» e talvolta riescono a «sconvolgere le basi istituzionali» della società, come nel caso delle rivoluzioni.…

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Michael Walzer, note per la rivolta democratica

di Guido Caldiron

«Azione politica. Guida pratica per il cambiamento», pubblicato da Luiss University Press. Tradotto per la prima volta un testo del 1971 dedicato agli attivisti dei movimenti politici. Un libro frutto del decennio di lotte contro la segregazione razziale e la guerra. Secondo l’analisi dell’autore, qualunque ipotesi di trasformazione non è «una faccenda di leader isolati né teorici astratti; bensì di egualitarismo e di attività ad alto tasso di partecipazione sociale»

A decretare l’importanza di un libro, a molti anni dalla sua pubblicazione e anche quando non si tratti di un’opera letteraria, è spesso il fatto che insieme al suo contenuto riesca ad offrire lo spaccato di un’epoca, il ritratto credibile di una fase della storia umana, un frammento illuminante di una qualche biografia collettiva. Da raccolta di analisi le sue pagine sono destinate per questa via a trasformarsi in una sorta di testimonianza, candidata implicitamente a sfidare il tempo e l’opinione delle generazioni a venire. È questo il caso di Azione politica.

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Social…mente

di Betty Varghese

Come recita il titolo, il libro analizza il mutato rapporto tra informazione e consenso nell’era del web e dei social network, evidenziando alcuni possibili rischi e derive, in particolare l’accentuata tendenza a cercare solo conferma delle proprie opinioni – quello che l’autore chiama «l’arena confermativa» (p. 67) – e a un approccio superficiale alle problematiche sempre più complesse del nostro tempo.

Prendendo spunto da un’affermazione provocatoria di Umberto Eco – «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività […], ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel» (p. 37) –, l’autore mostra come la possibilità di dire qualunque cosa in rete non sia segno di libertà di espressione, ma piuttosto di livellamento.

Inoltre, questa forma di comunicazione tende a ridurre il discorso a brevi annotazioni impressionistiche e a regredire culturalmente. Il discorso di Aldo Moro, nel 1962, sull’importanza di dare vita a un governo di centrosinistra era di 252.000 caratteri; quello di Barack Obama, nel 2009, «sul nuovo inizio fra gli Stati Uniti e i musulmani nel mondo» ne contava 42.000.…

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