Pensare oltre i confini. Un’etica della migrazione

di Afaf Ezzamouri

I fenomeni migratori hanno da sempre caratterizzato la storia dell’umanità. Sono una realtà con la quale è necessario fare i conti e vanno dunque studiati, compresi e adeguatamente affrontati. Lo spiega Julian Nida-Rümelin – professore ordinario di filosofia e teoria politica all’Università di Monaco di Baviera, nonché ministro della cultura durante il primo governo Schröder. Il saggio Pensare oltre i confini.Un’etica della migrazione, pone al centro della riflessione la componente etico-normativa, che permette a Nida-Rümelin di sviluppare quella che definisce “politica migratoria coerente” (p. 10). Si fa qui riferimento ad un’etica intesa in senso lato e ad un realismo etico fortemente sostenuto da Ronald Dworkin e Thomas Nagel, che l’autore stesso considera i suoi pochi alleati nella filosofia contemporanea. Ciò a cui instancabilmente punta il docente – e più in generale questa scuola di pensiero – è di «scoprire che cosa dovremmo fare, non ciò che comunemente si ritiene che andrebbe fatto; ciò che effettivamente va fatto, non ciò che sarebbe accettabile per un’ideale comunità di discorso» (p.…

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Libertà vigilata. La lotta per il controllo di internet

di Silvia Cegalin

In un periodo storico in cui Internet è divenuto sempre più determinante all’interno della definizione dei fatti politici, si pensi ad esempio alla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali del 2016 e al ruolo giocato dai social media, è necessario interrogarsi su quali siano le strategie di controllo in rete e su come cercare di arginare contenuti altamente manipolatori tesi a trasformare le dinamiche del mondo reale.

All’interno di questo contesto tematico si inserisce il primo libro tradotto in italiano di David Kaye, Libertà vigilata edito da Treccani Libri, che si posiziona tra le analisi più attuali e complete per affrontare il tema del controllo di Internet. Se infatti la questione della sorveglianza non appare nuova nel dibattito pubblico, e a testimoniarlo è il successo sempre maggiore dei surveillance studies che specialmente nei lavori di David Lyon  e di Shoshana Zuboff trovano le disquisizioni più importanti; la materia della sorveglianza in rete attualmente manca ancora di una struttura coerente, e proprio per questo il testo di Kaye rappresenta un’apripista essenziale per incominciare a discutere in maniera profonda il rapporto che lega censura e libertà di espressione.…

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La trama ideologica del discorso sulle razze

di Claudio Vercelli

Intorno al libro «Il bianco e il negro. Indagine storica sull’ordine razzista» di Aurélia Michel, edito da Einaudi. Secondo l’autrice, la schiavitù è da intendersi sia come elemento strategico nella costruzione dei rapporti di produzione che come strumento di riproduzione di significati e abitudini.

Non è sempre agevole muoversi tra le tante pagine del ricchissimo volume di Aurélia Michel. Anche se offre un’apprezzabile linearità descrittiva, con una serie di scansioni cronologiche e logiche che aiutano, chi lo affronta, a muoversi in cinque secoli di storia. L’autrice de Il bianco e il negro. Indagine storica sull’ordine razzista (Einaudi, pp. 289), docente all’Università Paris-Diderot e ricercatrice presso il Centre d’études en sciences sociales sur les mondes africains, américains et asiatiques, cerca infatti di offrire al lettore uno sguardo, fondato storicamente e articolato sul piano socio antropologico, del rapporto, intercorso dal XVI secolo in poi, tra schiavitù, razza, razzismo e ordinamenti sociali. Partendo da un assunto strategico: «la razza è un ordine sociale globale, il nostro ordine globale».…

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Il Sud dei Borboni non era il migliore dei mondi possibili

di Piero Bevilacqua

Fra i fenomeni politico-culturali più sorprendenti e civilmente dannosi, che hanno imperversato in Italia negli ultimi dieci anni, un posto speciale merita il cosiddetto neoborbonismo. Vale a dire la credenza secondo cui il Sud prima dell’Unità, o meglio il Regno borbonico, fosse stato il migliore dei mondi possibili. Non solo, ma Il fantastico regno delle Due Sicilie – come Pino Ippolito Armino intitola il suo denso pamphlet, col sottotitolo Breve catalogo delle imposture neoborboniche (Laterza, pp.125) – avrebbe subìto dal processo di unificazione nazionale, condotto dai Savoia, una sequela di massacri e danni irreversibili che ne avrebbero condizionato il futuro.

A dare vita alla leggenda è stato il giornalista Pino Aprile che con Terroni (2010), un libro da oltre mezzo milione di copie, ha ripreso antichi motivi recriminatori aggiungendo molti temi romanzeschi alla storia reale. Quel successo merita di essere interpretato. È per un verso il sintomo di un malessere profondo del Sud, sempre più emarginato dalle politiche pubbliche, e al tempo stesso una rivalsa tardiva contro l’opera di criminalizzazione con cui la Lega di Bossi ha imposto all’immaginario degli italiani un Sud di delinquenti e spreconi.…

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La libertà come alternativa all’ordine globale bloccato

di Francesco Pallante

«Essere dispersi» di Santiago Zabala, pubblicato da Bollati Boringhieri

Uno alla volta, i pur angusti spiragli di ripensamento – dell’economia, della società, dell’ambiente – apertisi con la pandemia vanno tutti richiudendosi su se stessi. Altro che niente sarà più come prima! Come prima, più di prima: è questo il refrain che guida la ripartenza. E, dunque: più sregolatezza economica, più ingiustizie sociali, più sfruttamento dell’ambiente. E, in arrivo con le riforme del fisco, della giustizia e della pubblica amministrazione: meno progressività, meno indipendenza della magistratura, meno imparzialità e controlli. Il tutto, sotto la guida dell’Uomo della Provvidenza, che circondato da un manipolo di fedelissimi cantori dell’ultraliberismo, accentra tutti i poteri nelle proprie mani, imprimendo alla verticalizzazione del sistema istituzionale un’accelerazione da far rimpiangere i fautori della governabilità.

Se poi aggiungiamo che prossimo beneficiario della blindatura del blocco dominante sarà l’alleanza fascio-leghista-berlusconiana che vola nei sondaggi, davvero c’è poco da stare allegri. Un’illuminate spiegazione delle ragioni profonde di questa alleanza, solitamente negata ma che sempre torna a riproporsi, tra poteri tecnici e populismo di destra viene dalla riflessione del filosofo Santiago Zabala dell’Università Pompeu Fabra di Barcellona, che ha da poco dato alle stampe Essere dispersi.

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La follia di Dio. Una teologia dell’incondizionale

di Paolo Cattorini

L’espressione «follia di Dio» è impiegata, in questo libro, nel senso della Prima lettera di San Paolo ai Corinzi (cfr 1 Cor 1,22-25): la follia di Dio è più saggia degli esseri umani e la debolezza di Dio è più forte degli esseri umani. John Caputo, teologo e filosofo statunitense di formazione cattolica, è un noto esponente della cosiddetta «teologia debole o del forse o dell’incondizionale». In essa Dio non è pensato come un principio di potenza, una garanzia materiale di successo mondano, ma come la voce che chiama a operare il bene senza condizioni, accordi contrattuali, vantaggi idolatrici. Dio non «esiste» come la causa efficiente da cui tutto dipende, ma come l’emergere di un appello alla libertà.

Più che «esistere» al modo di una cosa, Dio «insiste» affinché noi, prendendoci cura di chi ha fame, sete, è ignudo, prigioniero, colmiamo ciò che manca al corpo di Dio e completiamo – facciamo «esistere» – ciò che Dio ha consegnato alle nostre deboli mani.…

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Riformare il capitalismo dalla luna

di Rachele Gonnelli

Rispondere alle sfide post Covid, cioè assicurare sanità e vaccini a tutti, battere le diseguaglianze, arginare il cambiamento climatico. Insomma a riformare il capitalismo finanziarizzato “che è fallito”. Per Mariana Mazzucato si può fare con politiche di missione su esempio dell’Apollo 11, con lo Stato come pilota.

Per capire chi ha ispirato l’ultimo libro dell’economista Mariana Mazzucato (“Missione economia, una guida per cambiare il capitalismo”; Laterza, aprile 2021) bisogna partire dalla fine. Due sono le tracce su cui si muove, tracce di personaggi evidentemente riconosciuti come leader portatori di messaggi per il futuro del mondo nell’epoca post pandemica. Due donne tra le tante che cita. Il primo spunto è senza dubbio il discorso con cui Ursula von Der Leyen ha presentato il Green Deal europeo. In quella occasione la presidente della Commissione di Bruxelles paragonò la sfida del Vecchio continente di raggiungere la decarbonizzazione totale entro il 2050 e più in generale per salvare la Terra dagli effetti del cambiamento climatico alla missione lunare dell’Apollo 11.…

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Paesaggi scartati

di Riccardo Ottaviani

La percezione di un’enorme quantità di materiale scartato prodotta dal modello di vita a cui siamo abituati ha portato negli ultimi anni al fiorire di riflessioni sempre più articolate sul concetto di “scarto”. Confrontarsi con quest’ultimo, d’altronde, è fondamentale se davvero s’intende dare concretezza ad azioni di circolarità del sistema e sostenibilità – sia questa ambientale, economica o sociale –. Da più parti si propone allora di riciclare, riutilizzare, rivedere i processi produttivi per un minor dispendio di risorse; di rado, però, l’idea di scarto viene estesa al territorio, nonostante quest’ultimo sia stato investito pesantemente dalle dinamiche di abbandono ed esclusione risultanti dal modello di sviluppo adottato dal Dopoguerra a oggi. Paesaggi scartati, edito da Manifestolibri a cura di Fausto Carmelo Nigrelli, riflette proprio di questo cambiamento epocale che il territorio sta vivendo, dove il divario fra i centri produttivi e le cosiddette periferie si fa sempre maggiore, portando spopolamento e impoverimento da una parte, sovrappopolamento dall’altra.…

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Weimar, cent’anni dopo

di Andrea Della Porta

La fine della Repubblica di Weimar rappresenta una delle questioni cruciali della storia europea. Qual è il “segreto” dell’eterno ritorno d’interesse nei confronti di un esperimento politico e culturale terminato in una tragedia senza precedenti? In Weimar, cent’anni dopo Andreas Wirsching[1] analizza gli assetti istituzionali ed economici, la politica, la società e la cultura dei quindici anni di vita della Repubblica, dal 1919 al 1933; dalla sconfitta dell’Impero tedesco nella Prima guerra mondiale al 30 gennaio 1933, il giorno in cui Hindenburg nominò Adolf Hitler cancelliere del Reich. L’autore ripercorre così le fasi cruciali del primo esperimento di Stato di diritto democratico e sociale della storia tedesca.

Per Wirsching la causa principale del fallimento del primo esperimento democratico in Germania è la frammentazione dei partiti liberali e conservatori. Lo storico tedesco descrive la formazione delle correnti politiche principali in Germania partendo dal 1870-1871. La nascita del Kaiserreich fu infatti cruciale per il sistema dei partiti.…

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Centri e periferie dell’economia

di Claudio Cozza

Regioni del Nord e del Sud, un’Europa sempre più divisa: le dinamiche dell’economia producono squilibri tra centri e periferie, ed è compito della politica affrontarli. Il nuovo libro di Gianfranco Viesti offre una mappa delle asimmetrie di oggi.

L’ultimo libro di Gianfranco Viesti, “Centri e periferie. Europa, Italia, Mezzogiorno dal XX al XXI secolo” (Laterza, 2021) ha un’ampiezza dei contenuti che va molto oltre l’analisi degli squilibri regionali. Viesti fornisce, infatti, una rassegna delle attuali dinamiche economiche a più livelli territoriali, e lo fa da prospettive multiple.

Per spiegare l’odierna polarizzazione fra centri e periferie, nella prima parte del libro l’autore ripercorre la storia del divario fra le regioni italiane nelle sue varie fasi: dagli sbilanciamenti post-unitari, alla mancata convergenza successiva alle due guerre mondiali, fino all’avvento dell’integrazione europea di fine Novecento. Il testo aiuta a capire le radici storiche del divario fra un Nord “centrale” e un Sud periferico, non come automatismo economico ma come effetto di scelte politiche: più rivolte all’attenuazione delle disuguaglianze le politiche dell’Italia liberale di fine Ottocento o quelle improntate al welfare state del Secondo Dopoguerra; acceleratrici del divario, invece, le politiche del fascismo o quelle dell’austerità di fine Novecento.…

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