Michael Walzer, note per la rivolta democratica

di Guido Caldiron

«Azione politica. Guida pratica per il cambiamento», pubblicato da Luiss University Press. Tradotto per la prima volta un testo del 1971 dedicato agli attivisti dei movimenti politici. Un libro frutto del decennio di lotte contro la segregazione razziale e la guerra. Secondo l’analisi dell’autore, qualunque ipotesi di trasformazione non è «una faccenda di leader isolati né teorici astratti; bensì di egualitarismo e di attività ad alto tasso di partecipazione sociale»

A decretare l’importanza di un libro, a molti anni dalla sua pubblicazione e anche quando non si tratti di un’opera letteraria, è spesso il fatto che insieme al suo contenuto riesca ad offrire lo spaccato di un’epoca, il ritratto credibile di una fase della storia umana, un frammento illuminante di una qualche biografia collettiva. Da raccolta di analisi le sue pagine sono destinate per questa via a trasformarsi in una sorta di testimonianza, candidata implicitamente a sfidare il tempo e l’opinione delle generazioni a venire. È questo il caso di Azione politica.

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Social…mente

di Betty Varghese

Come recita il titolo, il libro analizza il mutato rapporto tra informazione e consenso nell’era del web e dei social network, evidenziando alcuni possibili rischi e derive, in particolare l’accentuata tendenza a cercare solo conferma delle proprie opinioni – quello che l’autore chiama «l’arena confermativa» (p. 67) – e a un approccio superficiale alle problematiche sempre più complesse del nostro tempo.

Prendendo spunto da un’affermazione provocatoria di Umberto Eco – «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività […], ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel» (p. 37) –, l’autore mostra come la possibilità di dire qualunque cosa in rete non sia segno di libertà di espressione, ma piuttosto di livellamento.

Inoltre, questa forma di comunicazione tende a ridurre il discorso a brevi annotazioni impressionistiche e a regredire culturalmente. Il discorso di Aldo Moro, nel 1962, sull’importanza di dare vita a un governo di centrosinistra era di 252.000 caratteri; quello di Barack Obama, nel 2009, «sul nuovo inizio fra gli Stati Uniti e i musulmani nel mondo» ne contava 42.000.…

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Lo sguardo sempre acceso di Giacomo Debenedetti

di Giacomo Giossi

A proposito del libro di Anna Folli, edito da Neri Pozza, che racconta la vita del critico letterario e scrittore

Come un fiume carsico che attraversa sotterraneo i nostri tempi, riappare ciclicamente davanti ai nostri occhi la forza e l’attualità della figura intellettuale di Giacomo Debenedetti. Non tanto chiaramente per la sua centralità storica e per la qualità assoluta della sua riflessione critica, ma come vero e proprio riferimento sia per chi scrive sia per chi legge, una necessità quasi biologica di tornare a chi del novecento letterario e culturale ne ha scritto il romanzo. Maestro della critica italiana, Debenedetti è stato uno dei primi grandi critici scrittori.

Preciso, affilato i suoi testi ancora oggi sono capaci di attivare immagini e visioni grazie a una lingua morbida e seducente che attrae e coinvolge il lettore. 16 ottobre 1943 è forse l’esempio massimo di questo capacità di far coincidere l’efficacia testimoniale con il valore letterario, un testo fondamentale per chiunque voglia comprendere cosa significa semplificando di molto capire e tradurre.…

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Storia della Chiesa

di Roberto Timossi

Dopo tutte le Storie della Chiesa che sono state scritte fin dalle origini del cristianesimo e soprattutto durante il Novecento, ci vuole indubbiamente coraggio per cimentarsi nell’impresa di scriverne una completamente nuova, specialmente se si ha l’ambizione di non risultare né ripetitivi né scontati. Questo coraggio lo ha dimostrato, e a ragion veduta, il Centro Editoriale Dehoniano, che ha saputo realizzare una nuova Storia della Chiesa aggiornata e non omologabile alle analoghe precedenti Storie ecclesiastiche o in generale del cristianesimo.

Non è dunque casuale se nell’introduzione a ciascuno dei quattro volumi di cui è composta l’opera si è colta l’opportunità di giustificare i motivi che hanno spinto a dar forma a un altro manuale di Storia della Chiesa, a fronte dei tanti apparsi anche nei primi due decenni del XXI secolo; e le ragioni più forti apportate sono quelle delle rapide e profonde innovazioni in corso, tanto nelle istituzioni educative quanto nella storiografia ecclesiastica, posto che la Chiesa è più che mai chiamata a confrontarsi con gli altrettanto repentini mutamenti politici, sociali e culturali della nostra epoca.…

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Eros e celibato ecclesiatico, i guasti di un sistema chiuso

di Luca Kocci

Saggi. Il libro di Marco Marzano, «La casta dei casti. I preti, il sesso e l’amore», per Bompiani

C’è un mezzo che la Chiesa cattolica ha scelto per sacralizzare la figura del prete e farlo sembrare un «uomo speciale», deputato a guidare il popolo-gregge: la regola della castità e dell’astinenza sessuale. E c’è un sistema formativo-repressivo, di cui i seminari e i noviziati sono le colonne portanti, costruito per produrre maschi apparentemente «asessuati felici», dediti unicamente a Dio. La realtà, però, rivela uomini affettivamente immaturi e profondamente tormentati, i quali, una volta ordinati sacerdoti, in molti casi vivono con grande sofferenza la scelta di rimanere fedeli alla promessa di castità, oppure conducono una doppia vita non sempre esente da sensi di colpa, o si lasciano andare a una sessualità sfrenata, che talvolta sfocia nel crimine della pedofilia.

E’ la tesi centrale dell’ultimo saggio di Marco Marzano, docente di sociologia all’Università di Bergamo che in passato si è già occupato di mondo cattolico: La casta dei casti.

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Etica animale. Una prospettiva cristiana

di Paolo Cattorini

La responsabilità dell’uomo nei confronti degli animali non si riduce a una gestione materiale della convivenza, né tantomeno a un esercizio proprietario e dispotico dell’ambiente. Evitando sia l’antropocentrismo predatorio sia l’equiparazione indistinta fra tutti gli esseri senzienti, il teologo morale Lintner, assieme a due suoi colleghi dello Studio filosofico-teologico accademico di Bressanone – Christoph J. Amor e Markus Moling –, imposta un trattato sistematico e casisticamente denso.

Nei vari capitoli vengono esaminate le dimensioni spirituali della natura creata, i dilemmi teorici di fondo relativi all’etica animale (Singer, Regan, Nussbaum, Rawls, Jonas, Siegetsleitner sono i filosofi contemporanei più citati) e alcuni concreti campi di azione (custodia di animali domestici, allevamenti e soppressione dei capi di bestiame, sperimentazione biomedica, la pratica della caccia, criteri per il consumo di prodotti animali, la questione della sepoltura, il gene-editing, l’allestimento di circhi e zoo).

Viene infine proposta un’etica cristiana della «concreaturalità»: animali umani e non umani appartengono alla medesima famiglia, sono compagni di viaggio, plasmati a partire dal medesimo fango, destinati alla finitudine e allo scacco mortale, ma attratti dal futuro escatologico di redenzione, che è anticipato e promesso in Cristo (cfr Rm 8,19-22), e orientati verso un regno messianico in cui verranno accolte tutte le forme di vita, che Dio ha fatto e riconosciuto come buone (cfr Gen 1-3; Is 11 e 65), coinvolgendole in una comune amicizia e alleanza (cfr patto con Noè in Gen 9,8-11) e garantendo loro il suo indefettibile amore.…

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Fuori di sè. La Chiesa nello spazio pubblico

di Antonio Ballarò

Esistono molti modi di leggere un libro e di valorizzarne la complessità. Dell’ultimo di Marcello Neri non può passare inosservata la dedica: a Paolo Prodi, storico della Chiesa e del diritto, e chiaramente fonte principale di Fuori di sé (Dehoniane, 2020), testo sovrastato dall’argomento storico di fine della modernità come processo di europeizzazione del mondo.

L’argomento prodiano attraversa tutto il libro: i suoi cinque capitoli su istituzione, tradizione, diritto, teologia e religione, il cui intento è raffigurare il corpo intero della Chiesa cattolica sono una recezione teologica della modernità come radice della civiltà europea e del suo apporto come affermazione del dualismo tra la sfera del sacro e del potere – temi centrali in tutta la ricerca di Prodi.

Ma il libro entra nel vivo prima, con un’introduzione e il preludio seguente. Neri registra il paradosso di un cattolicesimo che ha «un immenso impianto ecclesiologico che funziona per un numero sempre più esiguo di persone» e non «al di fuori dell’autoreferenzialità del linguaggio ecclesiastico».…

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Hipster, la rivolta compatibile del neoliberismo

di Luca Benvenga

«Hipster. Subcultura della crisi» di Lorenzo Caglioni (Novalogos) indaga un fenomeno che appare come uno sbocco istituzionalizzato di una certa accumulazione energetica che preserva la società da un urto più violento, in nome di princìpi che sacralizzano tutto ciò che ha a che vedere con il costume e l’essere «hip» (cool)

Il libro Hipster. Subcultura della crisi di Lorenzo Caglioni (Novalogos, pp. 306, euro 20) ha di primo acchito già nel titolo la sua plausibile ragione d’essere letto, poiché degli Hipster si conosce, solo in parte, l’estetica e non l’ethos, ancora meno l’origine, le pratiche sociali e lo stile di vita messi a punto.

Restando nell’alveo dell’espressività, Caglioni attento a studiare «da dentro» la cultura hipster chiarisce come la comunicazione simbolica, sottesa a un taglio di capelli o della barba, tratteggi un senso di coralità e porti con sé una funzione connettiva tra differenti similarità. Infatti nel libro si precisa l’esistenza di più costruzioni della realtà all’interno della stessa cultura, elemento tipico della contemporanea cesura identitaria, che con le sue tante versioni sullo stesso tema apre a un ventaglio di interpretazioni.…

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Joe Biden e la sfida del “trumpismo cattolico”

di Jacopo Scaramuzzi

In un libro appena uscito lo storico Massimo Faggioli, trapiantato negli Stati Uniti, illustra le divisioni interne al mondo cristiano e la crescita del neo-integralismo che dovrà affrontare il nuovo presidente

Se quella di Joe Biden è «una presidenza che suscita attese politiche ma anche religiose, persino salvifiche» perché a lui tocca «curare le ferite morali e corporali inflitte all’America da Trump, dalla pandemia e dalla globalizzazione», il secondo presidente cattolico nella storia degli Stati Uniti dopo John Fitzgerald Kennedy deve affrontare innanzitutto un problema in casa, ossia «la divisione netta dei cattolici in due campi ideologici e partitici» e la sfida rappresentata da un vero e proprio «trumpismo cattolico» che è quanto di più lontano dal background religioso del nuovo inquilino della Casa Bianca, dal Concilio vaticano II, nonché da Papa Francesco.

L’angolo visuale della questione cattolica permette a Massimo Faggioli, storico e teologo italiano trapiantato negli Stati Uniti, di offrire, con il libro “Joe Biden e il cattolicesimo negli Stati Uniti” (appena uscito sulle due sponde dell’Atlantico, pubblicato in Italia da Scholé, marchio dell’editrice Morcelliana), un’approfondita analisi delle premesse e delle prospettive della presidenza Biden.…

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Carl Schmitt, la politica oltre l’eccezione

di Michele Spanò

«L’indecisionista», di Mariano Croce e Andrea Salvatore, per Quodlibet. Un’analisi inedita delle tesi del filosofo e giurista tedesco evocato anche a proposito del lockdown e delle scelte assunte per fare fronte alla pandemia

Con una battuta un po’ corriva si potrebbe dire che Carl Schmitt rischia di fare la fine di Michel Foucault: strapazzato tra la Scilla dei paludamenti filologici e la Cariddi degli abusi prêt-à-porter. Proprio come per l’uno così per l’altro la pandemia è stata l’occasione di tornare a calcare la ribalta della conversazione accademico-politica e di vedersi una volta di più ridotti alla misura di una formula il cui potere è ormai senz’altro più incantatorio che euristico (la «biopolitica» per l’uno, lo «stato di eccezione» per l’altro).

Non sono mancati in questi mesi gli accesi dibattiti su ciò che giuridicamente distingue un’emergenza da un’eccezione, né le ricorrenti confusioni su quale sia la preposizione che regge il famigerato oracolo schmittiano: se il sovrano sia cioè colui che decide nello (come spesso si legge) oppure sullo (come scrive Schmitt) stato d’eccezione.…

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