The Queen, l’immortale. Il Regno Unito perde la testa

di Leonardo Clausi

Il secolo in breve. Elizabeth II Windsor, dall’espansione dell’impero alla sua decadenza. Aveva 96 anni

London Bridge is down, il ponte di Londra è crollato. È questa la frase in codice con cui la dipartita della monarca inglese è stata comunicata alla neo-prima ministra Liz Truss e agli addetti ai lavori delle colossali esequie, ampiamente previste come il più esteso e solenne spettacolo funebre di questo inizio di terzo millennio.

Elizabeth II Windsor, nota in tutto il mondo come “The Queen” anche prima della sciropposa (e assai criticata dai lealisti) serie Tv dedicatale recentemente da Netflix e in Italia antonomasticamente come “la regina,” (anche senza “Elisabetta”), è spirata ieri nel castello scozzese di Balmoral alla veneranda età di anni novantasei.

Suo marito, il principe Philip Mountbatten, sposato nel 1947, era scomparso l’anno scorso. Nel 2015 era diventata la monarca britannica più longeva, superando il record della regina Vittoria. Sì, è stata la monarca femminile che ha regnato più a lungo in assoluto.…

Leggi tutto

Addio a Michail Gorbaciov, l’occasione persa dall’Urss e dall’Occidente

di Tommaso Di Francesco

È morto ieri sera all’età di 91 anni Michail Gorbaciov, l’ultimo leader dell’Unione sovietica. E sicuramente l’unico e l’ultimo ad avere tentato in extremis di riformare quel sistema ma con una apertura che per la portata delle proposte e dell’iniziativa, avrebbe spiazzato l’Occidente, così tanto che i leader occidentali sarebbero diventati incredibilmente suoi presunti fan. In realtà Gorbaciov, che pure era stato sponsorizzato come segretario nel 1985 da Andropov e dall’apparato del partito, voleva ancora salvare l’idea di trasformazione socialista ma coniugandola alla democrazia, voleva la glasnost e la perestrojka, una ventata di verità, apertura, libertà e trasparenza per modificare dall’interno un regime di chiusura, omertà e potentati. Intanto mettendo subito in discussione il ruolo del partito e della stessa figura del segretario che non sarebbe dovuta essere più centrale rispetto alla società. Quasi ad imitazione della Primavera di Praga voluta da Dubcek nel 1968 e repressa dai carri armati del Patto di Varsavia. Gorbaciov propose per questo il Congresso dei deputati del popolo, un organismo di nuova rappresentatività della società civile sovietica, riattivando una memoria critica – furono gli anni della nascita di Memorial – sostanzialmente antistalinista (fu riabilitato Bucharin).…

Leggi tutto

Eugenio Scalfari. L’Espresso e quello scoop sul golpe de Lorenzo

 di Massimo Riva

Quella di Eugenio Scalfari alla guida de l’Espresso è molto di più di una storia di felici innovazioni editoriali e di brillanti intuizioni giornalistiche che getteranno poi il seme fecondo da cui è nata Repubblica. È la storia di una vocazione professionale che, settimana dopo settimana, si trasforma in impegno civile e politico a difesa dei valori costitutivi di una moderna società democratica. Per cogliere il senso e la portata del contributo che quell’Espresso diede al processo di evoluzione della vita nazionale si potrebbe elencare un numero straordinario di articoli e di fulminanti copertine. Ma c’è, sopra ogni altra, una vicenda in grado di illuminare peso e ruolo che l’azione di Scalfari, attraverso l’Espresso, seppe esercitare nell’Italia degli anni cinquanta e sessanta: lo smascheramento del tentativo di colpo di Stato tramato dal generale de Lorenzo sotto l’ala protettrice dell’allora Presidente della Repubblica, Antonio Segni.

Ai non pochi che magari traggono dal marasma populista di oggi motivo per rimpiangere i buoni costumi di un tempo occorre ricordare meglio quale fosse l’Italia di oltre mezzo secolo fa: un Paese fortemente diviso.…

Leggi tutto

Ucraina: la pace possibile

di Giulio Marcon

Il prossimo 23 luglio il cartello di associazioni e reti della società civile Europe for peace ha lanciato una mobilitazione in tutte le città d’Italia per il cessate il fuoco in Ucraina e per la ripresa dei negoziati, tra l’Ucraina e la Russia. L’orizzonte non può che essere quello di una conferenza internazionale di pace per ricostruire le condizioni di una sicurezza comune e condivisa in Europa.

Europe for peace raggruppa centinaia di organizzazioni laiche e cattoliche impegnate per la pace in Ucraina, per la solidarietà con le vittime del conflitto e a sostegno dei pacifisti russi che cercano di fermare la follia bellicista di Putin. L’orizzonte per un’azione di pace non può che essere quello europeo: solo dall’azione congiunta dei governi e delle società civili dei paesi europei (dell’Ovest e dell’Est) può giungere la spinta nella direzione di una pace possibile.

Contro chi – sulla pelle delle popolazioni civili – vuole la guerra ad oltranza e pensa sia possibile “vincere” la guerra, è necessario archiviare il delirio bellicista e rimettere al centro la ragione di un’azione possibile per far tacere le armi e far ripartire il negoziato.…

Leggi tutto

Il nuovo partito di Di Maio alla prova dei territori

di  Giuliano Santoro

«Sono grato a Luigi Di Maio per essere un uomo di integrità» gli auguri al ministro degli esteri per la sua nuova avventura politica arrivano anche dal suo omologo ucraino Dmytro Kuleba. Di Maio ha cercato in tutti i modi di infiocchettare la sua scissione con i galloni delle relazioni diplomatiche e degli equilibri internazionali ma già da subito è cominciato il lavoro del pallottoliere.

A COMINCIARE dal parlamento. L’uomo-macchina della nuova struttura è il presidente della commissione Ue Sergio Battelli. Ieri, prima delle comunicazioni di Draghi a Montecitorio, Roberto Fico ha annunciato la nascita del gruppo: conta 51 deputati, molti di più di quanti erano stati messi in conto dai 5 Stelle rimasti con Giuseppe Conte e dovrebbe essere presieduto da Vincenzo Spadafora. Cioè colui il quale già da tempo, da prima che Di Maio venisse allo scoperto, cannoneggiava la leadership e sottolineava gli inciampi del nuovo corso. Al Senato fino a ieri mattina si contavano 11 adesioni.…

Leggi tutto

Cl-Vaticano, tensione alle stelle

 di Valerio Gigante

Ennesimo capitolo della lunga saga che da alcuni anni contrappone il Vaticano a Comunione e Liberazione, un tempo lobby vicinissima al papa e dalla Curia romana, che oggi invece vive rapporti sempre più tesi con l’istituzione ecclesiastica.

La ragione sta nel tipo di gestione – dei rapporti con i vertici della Chiesa, dei rapporti interni, ma anche economica-finanziaria – che nel corso degli anni ha portato tutti i movimenti ecclesiali (e CL in particolare) ad essere percepiti come Chiese nella Chiesa, ossia come corpi autonomi, e in diversi casi e a sé stanti, che non rispondono nella sostanza ad altra autorità se non al proprio fondatore o leader. Con una serie di conseguenze talvolta anche gravi, in termini di abusi di potere.

Anche per questa ragione, il Pontificio Consiglio Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita era intervenuto, l’11 giugno 2021 con un decreto sui Movimenti che fissa norme precise che disciplinano la vita delle associazioni ecclesiali, compresi i termini e i tempi dell’elezione dei gruppi dirigenti.…

Leggi tutto

Capaci, 30 anni dopo,a Palermo il passato non è mai finito

di Alfredo Marsala

L’anniversario. A sostegno del candidato sindaco del centrodestra Lagalla rispuntano l’ex governatore Totò Cuffaro e Marcello dell’Utri

Memoria, Cosa Nostra e politica. Mai come quest’anno, l’anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio è segnato da una forte tensione, questa volta non solo emotiva. Commemorazione, processi e voto. Ricordo, aule di giustizia e scontro. Marcello Dell’Utri e Totò Cuffaro. Depistaggi e verità irrisolte. Vittime di Cosa Nostra e condannati per mafia tornati alla ribalta politica dopo avere scontato le pene detentive. Sul trentennale delle stragi del ’92, che segnarono uno spartiacque nella lotta ai corleonesi di Totò Riina, irrompono i toni infuocati della campagna elettorale in corso a Palermo, dove si voterà il 12 giugno, e la requisitoria al processo di Caltanissetta contro i poliziotti imputati di infedeltà allo Stato per il falso pentito Vincenzo Scarantino. Finito il ‘regno’ di Leoluca Orlando si sta giocando una partita delicatissima nella quinta città d’Italia.

PER LA PRIMA VOLTA, la cerimonia – in ricordo di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti di scorta assassinati nell’autostrada all’altezza di Capaci – esce dal bunker dell’Ucciardone, dove per anni sono stati commemorati gli “eroi” dell’antimafia vera.…

Leggi tutto

Giustizia, i “referendum sbagliati”

di Antonio Cantaro

Di come far sì che il funzionamento dell’ordinamento giudiziario torni ad essere conforme all’idea di giustizia contenuta nella costituzione non si parla affatto in questi giorni che precedono il voto del 12 giugno. Ancora una volta assistiamo all’umiliazione del più importante istituto di democrazia diretta.

Alcuni italiani, forse una minoranza, si stanno chiedendo in questi giorni per cosa saranno veramente chiamati il prossimo 12 giugno a dire un sì o un no ai referendum promossi da radicali e Lega sul tema apparentemente omogeneo della “giustizia”, ma che in realtà investono profili assai diversi. Al momento in cui scriviamo misure cautelari, separazione delle funzioni dei magistrati, elezione del Csm, consigli giudiziari, incandidabilità dei politici condannati (salvo gli effetti dell’entrata in vigore, prima del voto, della riforma Cartabia). Altri italiani, forse la maggioranza, pensano si tratti di affari di “lor signori” e probabilmente decideranno di non rispondere a nessuno dei quesiti loro proposti. Non riusciamo a biasimarli, non si riesce davvero a capire a cosa dovrebbero dire sì o no, se si escludono – ma sarebbe necessario un dibattito vero di cui non c’è traccia nei media – la questione delle misure cautelari e dell’incandidabilitità.…

Leggi tutto

De Mita e la sinistra, un rapporto di sfida culturale

di  Norma Rangeri

Prima Repubblica . Con il partito comunista De Mita non voleva fare il governo, ma costruire l’architettura delle riforme istituzionali, puntando su un maggior potere di controllo del Parlamento e concordando sul fatto che l’origine della crisi morale risiedesse proprio nella crisi istituzionale

Il democratico cristiano Ciriaco De Mita, è con questi due aggettivi che diceva di voler essere ricordato, è stato il più longevo segretario della Dc, e il capo della corrente più grande e più stimolante di un partito-Stato che, al suo interno, vedeva rappresentato l’intero arco costituzionale: dall’estrema sinistra dei Granelli alla estrema destra dei Forlani.

Seguire la vicenda democristiana significava attraversare gran parte del le culture politiche della Prima Repubblica. E occuparsi, in particolare, della sinistra demitiana voleva dire cimentarsi con i famosi ragionamenti ellittici del segretario. L’uomo di Nusco era molto interessato al confronto con la sinistra, per lui una sfida tra i due grandi partiti popolari del Dopoguerra.

E dalle sue provocazioni politico-intellettuali, la sinistra e il Pci, a loro volta, erano stimolati a discutere delle contraddizioni e anche delle sconfitte del Demitapensiero, come con brillante sintesi ebbe a definirlo sul manifesto Mauro Paissan (coniando un neologismo poi molto citato nelle cronache politico-giornalistiche).…

Leggi tutto

Omertà di Stato

di Tonio Dell’Olio

Con coraggio e determinazione, Fiammetta Borsellino, figlia del giudice ucciso trent’anni fa a Palermo, denuncia l’omertà di istituzioni e brandelli dello Stato. In questi anni c’è chi ha nascosto la verità, chi ha taciuto, chi ancora oggi continua a ripararsi dietro la coltre dei “non ricordo” e chi ha sviato indagini e ricerca della verità. È sicuramente il dato più vergognoso di tutta la vicenda che segue alle stragi di Capaci e via D’Amelio. Un fatto che non onora i corpi trucidati di persone che hanno pagato il prezzo più alto. Un fatto che fa somigliare lo Stato alle mafie o, peggio, porta a galla collusioni, scambi di favori, convergenze di interesse. E così, dopo trent’anni di questo slalom gigante inverecondo e tragico, ci troviamo ancora a contemplare tozzi di verità che emergono dalle nebbie dei palazzi. Come se si continuasse a infierire su quei corpi, sulla dedizione di quelle persone al proprio lavoro. Però il cortocircuito delle cose autentiche ha fatto in modo che proprio da quelle stragi si sprigionasse l’impegno indignato e diffuso di migliaia di giovani che continuano a ispirarsi alle idee e all’impegno di Falcone e Borsellino e di Francesca, Antonio, Vito, Rocco, Agostino, Emanuela, Vincenzo, Walter e Claudio.…

Leggi tutto