Un gesuita anti-populista tra politica e Chiesa

di Luca Kocci

È morto ieri mattina a Milano, all’età di 91 anni, il gesuita Bartolomeo Sorge. Sostenitore del rinnovamento moderato del Concilio Vaticano II, direttore della Civiltà Cattolica dal 1973 al 1985, fra i protagonisti della «primavera di Palermo» nella seconda metà degli anni ottanta, Sorge ha fatto dell’impegno culturale e politico sul versante cattolico-democratico il centro della propria missione: prima con il tentativo di ricomposizione del mondo cattolico lacerato in seguito alla frattura del referendum sul divorzio nel 1974, poi spendendosi per il rinnovamento della Dc, avendo come stella polare il popolarismo di don Sturzo. Nato nel 1929 all’isola d’Elba, entra giovanissimo nella Compagnia di Gesù e nel 1958 viene ordinato prete. Nel 1966 entra a far parte del «collegio degli scrittori» della Civiltà Cattolica, la prestigiosa rivista dei gesuiti – le cui bozze passano al vaglio della Segreteria di Stato vaticana prima della pubblicazione –, di cui diventa direttore nel 1973.

È un frangente complicato per il mondo cattolico, che nel 1974 si spacca in occasione del referendum per l’abrogazione della legge sul divorzio: da una parte Fanfani che punta sul Sì per ricompattare i cattolici e attuare una svolta conservatrice, dall’altra i cattolici per No, che contribuiscono in maniera decisiva alla vittoria del fronte laico.…

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L’enciclica della fraternità integrale

di Lilia Sebastiani

Papa Francesco è molto affezionato, e qualcosa di più, al Santo di cui ha voluto prendere il nome. Guarda ancora a san Francesco, dopo la Laudato si’ del 2015, l’enciclica appena resa pubblica, Fratres omnes«sulla fraternità e l’amicizia sociale» (non trascurabile questo binomio, su cui occorrerà tornare). «Fratelli tutti» traduce infatti il vocativo usato da san Francesco nella VI Ammonizione: «Guardiamo, fratelli tutti, il Buon Pastore…» (FF 155). Tra l’altro alcuni commentatori e commentatrici hanno rilevato come un serio limite l’unilateralità al maschile dell’appellativo all’inizio. Ma la critica in questo caso sembra piuttosto inconsistente, trattandosi di una citazione da un testo medievale: otto secoli or sono non poteva esservi l’attuale sensibilità, purtroppo neanche da tutti condivisa oggi, per il sessismo linguistico. E le citazioni, è noto, non si correggono. L’enciclica, terza di questo pontificato(seconda in effetti, perché la prima, Lumen fidei, nonostante alcuni riconoscibili apporti di Francesco, è ancora da ascrivere al magistero di papa Benedetto), non è stata annunciata dal Vaticano ma dal Sacro Convento di Assisi, ed è stata firmata sulla tomba di san Francesco nella vigilia della sua festa, il 3 ottobre.…

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L’etica di Papa Francesco

di Giannino Piana

Tra i molti interventi che hanno caratterizzato questi anni di pontificato di papa Francesco non sono mancate prese di posizione nei confronti di alcune questioni morali di particolare attualità riguardanti sia la vita personale che sociale. E questo non soltanto in documenti di particolare rilevanza dottrinale e pastorale – è sufficiente ricordare a tale proposito l’esortazione apostolica Amoris laetitia e l’enciclica Laudato si’ – ma anche attraverso momenti informali come le omelie di Santa Marta o le interviste rilasciate ai giornalisti in occasione dei numerosi viaggi in varie parti del mondo.

Quale modello? Al di là dei contenuti dei singoli interventi, una particolare attenzione merita Il modello etico al quale egli fa riferimento e che costituisce la chiave interpretativa dell’intero suo magistero. La preoccupazione da cui muove è di natura squisitamente pastorale e ha come criterio fondamentale la mediazione tra ideale e realtà. Papa Francesco non rinuncia a presentare (come avviene peraltro anche in altri ambiti del suo magistero) l’ideale evangelico in tutta la sua radicalità.…

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Non è perduta ed aiuta a non perderci

di Raniero La Valle

Ci associamo alla commozione per la morte di Rossana Rossanda, sia per la sua alta lezione morale sulla dignità della politica, sia per la sua sensibilità ai valori evangelici alimentata dalla sua amicizia con autentici cristiani, da padre Benedetto Calati a Giuseppe Barbaglio. Nella commemorazione romana in piazza Santi Apostoli è stato ricordato il suo percorso politico, e ne è stato tratto motivo per parlare non solo del nostro passato, ma del futuro, di quanto ci rimane da fare tra il meglio da attuare e il peggio da scongiurare e sconfiggere. Ma soprattutto quella comunione di popolo stabilita nel suo nome, è apparsa a noi come un attestato del mistero della vita umana che, dalla più povera alla più ricca, non viene “tolta”, ma lavorata e trasformata dalla morte, perché ogni persona è un infinito che per l’appunto non conosce fine.

In ciò la stessa Rossana era contraddetta su quanto aveva affermato in morte del grande amico suo, il padre Benedetto Calati, sul “Manifesto” del 26 novembre 2000, quando aveva scritto che si era spento con lui “un monaco raro che amavamo e che ci amava e per noi, che non speriamo nell’eternità, per sempre perduto”.…

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Superare i decreti di sicurezza di Salvini: un’urgenza che non può essere rinviata

di Giampaolo Petrucci

Elezioni regionali e referendum costituzionale sono ormai alle spalle. E la maggioranza di governo non ha più scuse per affrontare definitivamente il superamento dei decreti sicurezza voluti dalla Lega di Matteo Salvini, che gli elettori soprattutto di centrosinistra aspettano ormai da inizio legislatura. Questo il cuore dell’appello lanciato dalla Campagna #ioaccolgo – che racconta storie di accoglienza positiva, contro narrazioni e politiche discriminatorie per i migranti, e contro «la barbarie di un mondo fondato sull’odio e sulla paura» – il 25 settembre. «La ministra Lamorgese – si legge in particolare sull’appello – ha predisposto un testo di riforma che il consiglio dei ministri deve discutere con la massima urgenza, per intervenire sugli aspetti più negativi di quei decreti».

La modifiche della ministra intervengono sugli aspetti peggiorativi introdotti da Salvini con i decreti sicurezza: prevedono l’allargamento della platea di rifugiati che ha diritto alla protezione internazionale, il ripristino dell’accoglienza diffusa sul territorio e gestita a livello comunale, per una maggiore integrazione nelle comunità locali, l’eliminazione delle sanzioni alle ong che introducevano un pericoloso principio di criminalizzazione della solidarietà.…

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Abele insieme a Caino

di Tonio Dell’Olio

È esattamente questo a fare la differenza. Nelle coscienze e nella cultura, nella formazione e nella comunicazione. Ieri sera a Como alle 20.30 si è svolto un momento di preghiera per la vittima e per l’assassino. Persone di tutti i colori e di tutte le fedi si sono uniti nella Cattedrale, nella piazza antistante e sul Canale YouTube della Diocesi per pregare, ovvero per ringraziare l’unico Dio per la testimonianza martiriale di Roberto Malgesini, prete semplice, per chiedere perdono delle nostre chiusure al Vangelo dell’accoglienza, per sanificare tutti i cuori dal virus dell’odio e della violenza, per quell’altro giovane che ha sferrato coltellate contro la vita, tutta la vita, anche la sua. L’alternativa è rassegnarsi al male, arrendersi alla strada che oggi passa per Colleferro, Caivano, Como e altri cento quartieri d’Italia. Nello stesso giorno di ieri ricordavamo don Pino Puglisi, un altro prete caduto sotto i colpi della violenza. A rendere insonni le notti di Salvatore Grigoli, l’assassino, è ancora oggi il sorriso con cui don Pino lo guardò prima di cadere sotto i colpi della sua pistola.…

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Referendum taglio parlamentari:i cattolici democratici di Agire politicamente votano no

L’associazione di cattolici democratici Agire politicamene vota No al referendum sul taglio dei parlamentari

«L’associazione – si legge in una nota di Agire politicamente – ritiene che non si possa prescindere dal contesto sociopolitico in cui nasce la proposta di modifica, dall’intenzione che l’ha guidata e dalle conseguenze che la modifica comporta, giacché comprometterebbe i principi fondamentali, su cui si fonda la nostra Repubblica e dai quali trae legittimazione il Parlamento stesso.

E’ palese la perdita di qualità che il Parlamento ha subito negli ultimi anni tanto da provocarne un discredito nella opinione dei cittadini che hanno perso la piena coscienza della sua funzione vitale per la democrazia: la composizione delle liste dei candidati, la impossibilità di scelta dei candidati da parte degli elettori, la perdita del rapporto fra i candidati ed il territorio. Da questo contesto nascerebbe la proposta di modifica ma sarebbe piuttosto il momento di impegnarsi in una rivalutazione del Parlamento per renderlo più rispondente alla funzione che gli assegna la Costituzione, a salvaguardia del nostro stesso sistema democratico.…

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La sanità pubblica e la prevenzione dopo il Covid 19

140820 Lima te cuida - Rímac 03di Fabrizio Faggiano e Antonella Barale

La risposta italiana alla pandemia di SARS-CoV-2 è stata soprattutto la ricerca del “paziente zero”; il modello “centrato sui pazienti” e sul ruolo degli ospedali ha prevalso rispetto al modello “centrato sulla comunità”. Ora occorre rovesciare quest’approccio e investire sulla prevenzione.

Da quando, il 9 gennaio 2020, il Center for Disease Control cinese ha annunciato l’isolamento del nuovo coronavirus SARS-2 come fonte del cluster di polmoniti gravi nella città di Wuhan [1], tutto il Servizio sanitario italiano si è mobilitato in attesa del paziente zero. Il suo identikit era chiaro: un cinese, in arrivo via aerea direttamente da Pechino o Shangai. La strategia sembrava aver avuto successo: il 30 gennaio, ecco la coppia di cinesi, provenienti da Wuhan, ricoverati all’ospedale Spallanzani di Roma e positivi al SARS-CoV-2 (5 febbraio 2020), proprio come era stato previsto. L’immediata sospensione dei voli dalla Cina era stata vista come una efficiente reazione di sanità pubblica per bloccare il virus in arrivo.…

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Il Parlamento: palude, intralcio o risorsa?

di Mauro Barberis

A cosa serve il Parlamento? È una domanda che bisognerebbe porsi, ad esempio quando ci si chiede se questo governo abbia ancora la maggioranza per approvare il Mes, la riforma dei decreti sicurezza e tutte le altre misure di questa lunga estate calda. Specie se si pensa che nell’election day di settembre non andremo a votare solo sulle Regionali, ma anche sulla riduzione del numero dei parlamentari, e sarebbe meglio avere uno straccio d’idea sul tema, prima di votare frettolosamente sì. Ci torno in conclusione.

Partiamo da un dato indiscutibile: la politica non gode buona stampa, e i parlamentari peggio ancora. Per i più, la politica è l’ultimo motivo d’interesse, dopo salute, lavoro, sport e tempo libero. E non parliamo della considerazione di cui godono i parlamentari, per la quale si potrebbe riciclare la vecchia battuta: «Non dite a mia madre che faccio il parlamentare, lei crede che faccia il pianista in un bordello». La scarsa considerazione di cui il Parlamento gode da sempre s’è poi inabissata con la pandemia, dopo che il governo ha fatto tutto da solo, senza coinvolgere i parlamentari.…

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Meritocrazia: alla ricerca di un nuovo “modello” per valutare la ricerca scientifica

di Valter Tucci

Il tema della valutazione in ambito scientifico è diventato oggi improrogabile. In questo articolo un’analisi di come sta cambiando il sistema di valutazione, anche in conseguenza della pandemia. E perché un modello alternativo di valutazione è auspicabile. Nello studio del comportamento animale sono risposte abbastanza semplici, e sono verificabili con esperimenti di laboratorio altrettanto semplici. Sia che si tratti di un topolino di campagna, di un piccione o di Homo sapiens, gli esperimenti sono quasi sempre di questo tipo: se compi una determinata azione riceverai una ricompensa positiva; se ne compi un’altra riceverai una ricompensa negativa. In entrambe le situazioni le regole sono decise in anticipo dallo sperimentatore e il rinforzo associato al comportamento è strumentale al premio.

Nella vita quotidiana come nella ricerca scientifica, le regole non sono, però, sempre così semplici, e gli esiti sono spesso imprevedibili. Nel mondo della scienza, in particolare, le valutazioni sono la prassi. Sebbene la nostra società si regge sempre di più su due grandi colonne: competitività e meritocrazia, bisogna ammettere che rimane ancora oscura la matematica sia dell’una che dell’altra.…

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