Segreti e vescovi

di Luciano Locatelli

Confesso che assumo dosi omeopatiche di Radio Maria perché ho scoperto, per quanto mi riguarda, una sua funzione terapeutica. Infatti, soprattutto la predicazione del direttore p. Livio, ha il potere di stimolare il mio sistema nervoso e accendere fino a farli brillare neuroni che, a volte, rischiano di lavorare a metà.

Detto questo, vorrei rivolgere la parola ai Vescovi italiani, i miei vescovi, per chiedere loro fino a quando permetteranno la divulgazione di fandonie pseudospirituali che, a mio modesto avviso, non hanno nulla da spartire con l’annuncio del Vangelo.

Mi riferisco, in particolare, a tutta quella predicazione incentrata sui cosiddetti “10 segreti”, consegnati dalla Madonna di Medjugorje direttamente a una “veggente” e scritti su una sorta di pergamena che non è pergamena ma che è fatta di un materiale che non “esiste la qui sula tera” (così si esprime la “veggente”). Così come tutta la propaganda attorno alle “visioni” sul Paradiso, Purgatorio e Inferno che manco Dario Argento.…

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Saman

di Tonio Dell’Olio

Saman aveva la vita negli occhi e la forza nei passi. Come ogni cuore innamorato, Saman non aveva paura di guardare avanti a sé e di puntare l’orizzonte. Si sentiva forte, Saman, perché sapeva che quello che le proponevano non era giusto ed era piuttosto una piegatura innaturale della vita, un inganno. Quando avvertiva la sua debolezza non era per il confronto con gli uomini di casa tutti più robusti e forti di lei, ma piuttosto quando avvertiva di sentirsi sola. Fa bene chi, in questi giorni postumi, si chiede: dove eravamo? Distratti, indifferenti, rintanati dentro le nostre nuvole, giustificati da pretesti illusori, noi eravamo sicuramente altrove, perché altrimenti non sarebbe successo che Saman venisse uccisa per essersi ribellata a un matrimonio forzato. E, arretratezza culturale o meno, quelle pagine oscure di morte sono state scritte anche da queste parti. La religione non c’entra nulla. C’entra piuttosto un insano diritto di proprietà che si pensa di acquisire alla nascita dei figli, soprattutto delle figlie, come al momento del contratto matrimoniale, sulla propria moglie.…

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Acqua, dieci anni perduti

di Guglielmo Ragozzino

Dieci anni fa il “popolo dell’acqua pubblica” vinse i due referendum del 12 e 13 giugno 2011. Un grande impegno rimasto disilluso, un’occasione mancata su cui serve fare chiarezza mentre la sete del mondo aumenta e i governanti si travestono da Greta.

Ricordo e rimpianto di una buona idea 

Una premessa. Sommaria geografia dell’acqua

  1. I numeri dell’acqua sono incerti. L’acqua presente nel pianeta Terra sarebbe di 1,4 miliardi di chilometri cubi, o di 1,385 miliardi per la precisione. Quasi tutto mare, acqua salata. L’acqua evapora per il calore del sole, dal mare e dai continenti emersi, forma vapore acqueo, nubi, per poi precipitare sotto forma di pioggia o di neve sulla terra o sull’oceano. La pioggia, la neve, il ghiaccio, dovuto al freddo,  non sanno di sale. In quantità assoluta l’acqua non cambia, in un’unica Terra, solo che gli oceani – i mari – coprono la maggior parte della superficie terrestre e ricevono quindi la maggior parte della pioggia che cade e diventa salata, mischiandosi all’acqua di mare,salata, mentre la riserva solida di acqua dolce – ghiacciata – subisce l’attacco dovuto all’effetto serra con il connesso riscaldamento globale.
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Il treno che porta al futuro

di Emilio Carnevali

Il Regno Unito abbandona il fallimentare sistema del “franchising”, introdotto con la privatizzazione delle ferrovie negli anni Novanta. Il trasporto pubblico è ora chiamato a immaginare come sarà il mondo dopo la pandemia.

Il primo incarico che ho ricevuto quando ho cominciato a lavorare per il Government Economic Service britannico, nel 2017, riguardava il Personal Independence Payment, un sussidio diretto a persone con disabilità. Per qualificarsi a riceverlo i cittadini si devono sottoporre ad una valutazione delle proprie condizioni di salute. L’esame viene svolto da due società private, naturalmente in regime di monopolio, in due diverse aree del paese. Il loro contratto sarebbe scaduto di lì a poco e alcuni dei lavori preparatori per le trattative di rinnovo erano stati affidati ad un mio collega. Quest’ultimo – un analyst come me, ma fisico di formazione (un brillante astrofisico con laurea e dottorato di ricerca a Cambridge, per la precisione) – era stato incaricato di costruire il modello probabilistico con cui orientarsi nel complicatissimo dedalo di incentivi, penalità, obiettivi di risultato, tabelle di standardizzazione che avrebbe dato forma alle clausole del futuro contratto.…

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L’ossessione per la folla

di Gabriele Bali e Paolo Bory

Pandemia e assembramenti. Se un secolo fa le folle erano pericolose e delinquevano perché mettevano a repentaglio l’ordine e lo status quo sociale, le folle di oggi sono condannate in quanto folle e quindi non per i loro obiettivi espliciti, ma per il loro effetto epidemiologico

La movida sui navigli, lo shopping in via del Corso, i balli nelle discoteche sarde, le feste in casa dei calciatori, i tifosi radunati in piazza Duomo. Nei mesi di pandemia queste scene, che si sono peraltro ripresentate in maniera simile in vari paesi, sono state viste, commentate, condannate o difese con grande frequenza sui giornali e in TV o sui profili social di tutti noi.

Non intendiamo qui prendere posizione in merito ai cosiddetti “assembramenti”: è tema per virologi e, al limite, per politici. Vorremmo invece riflettere sul ritorno d’interesse (se non una vera e propria ossessione) per la folla: un’etichetta in voga nella psicologia sociale tra Otto e Novecento per descrivere quanto gli esseri umani assembrati in gran numero potessero costituire una minaccia all’ordine sociale.…

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Centri e periferie dell’economia

di Claudio Cozza

Regioni del Nord e del Sud, un’Europa sempre più divisa: le dinamiche dell’economia producono squilibri tra centri e periferie, ed è compito della politica affrontarli. Il nuovo libro di Gianfranco Viesti offre una mappa delle asimmetrie di oggi.

L’ultimo libro di Gianfranco Viesti, “Centri e periferie. Europa, Italia, Mezzogiorno dal XX al XXI secolo” (Laterza, 2021) ha un’ampiezza dei contenuti che va molto oltre l’analisi degli squilibri regionali. Viesti fornisce, infatti, una rassegna delle attuali dinamiche economiche a più livelli territoriali, e lo fa da prospettive multiple.

Per spiegare l’odierna polarizzazione fra centri e periferie, nella prima parte del libro l’autore ripercorre la storia del divario fra le regioni italiane nelle sue varie fasi: dagli sbilanciamenti post-unitari, alla mancata convergenza successiva alle due guerre mondiali, fino all’avvento dell’integrazione europea di fine Novecento. Il testo aiuta a capire le radici storiche del divario fra un Nord “centrale” e un Sud periferico, non come automatismo economico ma come effetto di scelte politiche: più rivolte all’attenuazione delle disuguaglianze le politiche dell’Italia liberale di fine Ottocento o quelle improntate al welfare state del Secondo Dopoguerra; acceleratrici del divario, invece, le politiche del fascismo o quelle dell’austerità di fine Novecento.…

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Battiato, il padrone della voce

di Francesco Brusco

Coltissimo e avveniristico, Franco Battiato – morto ieri a 76 anni dopo una lunga malattia – non lo è stato solo sul versante più schiettamente sperimentale, utilizzando forme e media in maniera poliedrica. Il suo universo musicale è un Aleph in cui si ricongiungono «mondi lontanissimi»: con lui, il cantautore si libera dell’obbligatorio equipaggiamento «voce e chitarra» e dei vincoli di sobrietà sonora imposti dal primato della parola. Fender a tracolla, circuiti e watt in abbondanza, un «soffio al cuore di natura elettrica» che impone di interrogarsi sullo stesso significato del termine «cantautore». E di tanti altri.

DAPPRIMA VISSUTA come un’alternanza, quella tra sperimentazione e musica leggera diventa nelle sue mani intersezione, scambio continuo, prassi musicale modernissima. Franco Battiato è colui il quale trascorre la serata con Stockhausen dopo un pomeriggio di arrangiamenti pop su commissione; in anonimato, senza crediti ufficiali — come il giovane Morricone — perché l’élite della ricezione non urli al tradimento. Ciò che la stessa aristocrazia finge di non sapere è che proprio dagli introiti della musica mainstream si finanzia gran parte di quella «colta».…

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Patria, sovranismo, fascismo e comunismo: in Rete il Moro che non ti aspetti

di Angelo Picariello

Con una cerimonia in diretta dal Quirinale da domani vengono resi disponibili online gli scritti dello statista. Si parte dal periodo giovanile degli studi e dell’Azione cattolica

L’ Aldo Moro che non ti aspetti, icona dell’antifascismo, e che tuttavia invita – nel discorso inedito che pubblichiamo – a tener ben presente la «distinzione tra fascista di tessera e fascista di fede», per non cadere in eccessi manichei di segno opposto. Il Cln aveva appena dettato la linea: abdicazione del Re ed epurazione, e Moro, controcorrente, invita alla prudenza, per tracciare le basi di una nuova convivenza nella riconciliazione e non nella vendetta.

Domani alle 16, con una cerimonia da remoto trasmessa sul canale online della Presidenza della Repubblica, sarà presentata la piattaforma digitale dell’ Edizione nazionale delle Opere di Aldo Moro e verrà pubblicato il primo volume dedicato agli Scritti giovanili (1932-1946). «Vuole essere un modo per farlo conoscere oltre gli stereotipi, a un pubblico più largo possibile, creando un ponte con le giovani generazioni, che forse di Moro hanno conosciuto solo le tristi immagini dalla prigione brigatista», spiega il professor Renato Moro, presidente dell’Edizione nazionale e nipote dello statista.…

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Draghi, Giorgietti e i cinesi

di Vincenzo Comito

Il governo Draghi ha bloccato con Golden power due operazioni cinesi: l’acquisto di Iveco e di una società di semiconduttori, la Lpe. Con una visione più elastica avrebbe potuto gestire meglio i due dossier, ora entrambe le imprese sono a rischio.

Il governo contro gli investimenti cinesi in Italia

Serpeggiava un certo interesse di sapere quale sarebbe stata la posizione del nuovo governo in merito ai rapporti economici con la Cina e la risposta non si è fatta attendere a lungo.

Di fronte all’intenzione di due imprese del paese asiatico di acquistare la maggioranza del capitale di due aziende italiane, la Iveco, ben nota produttrice di camion e controllata dagli Agnelli e la milanese Lpe, piccola impresa operante nel settore dei semiconduttori, la risposta del duo Draghi-Giorgetti è stata assolutamente negativa. E’ stato esercitato il cosiddetto golden power, anche se, almeno nel caso della Iveco, il settore in cui opera l’azienda non era compreso in quelli ritenuti strategici.…

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“Diritto alle cure limitato dalla debolezza dello Stato centrale”

di Andrea Fabozzi

Per il presidente della Corte costituzionale il governo aveva il potere per controllare e coordinare i “ribellismi” regionali. E aggiunge che è inevitabile prevedere un fine pena anche per l’ergastolo. E sullo stop all’appello penale il governo stia attento a non squilibrare accusa e difesa.

Il governo avrebbe dovuto, e potuto, garantire «quella unitarietà di azione che la dimensione nazionale delle emergenze imponeva e tutt’ora impone». Se non lo ha fatto non è stato perché le leggi e la Costituzione garantiscono troppo potere alle regioni. Ma perché lo stato centrale si è sottratto a «un esercizio forte del potere di coordinamento e di correzione delle inefficienze regionali». In questo modo non solo ha esposto tutti i cittadini a «rischi di disomogeneità», ma ha consentito una lesione – quanto drammatica lo abbiamo visto – «degli stessi livelli essenziali delle prestazioni». Al centro della relazione annuale del presidente della Corte Costituzionale c’è questa pesante critica al modo in cui l’autorità centrale ha gestito l’emergenza.…

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