Eros e celibato ecclesiatico, i guasti di un sistema chiuso

di Luca Kocci

Saggi. Il libro di Marco Marzano, «La casta dei casti. I preti, il sesso e l’amore», per Bompiani

C’è un mezzo che la Chiesa cattolica ha scelto per sacralizzare la figura del prete e farlo sembrare un «uomo speciale», deputato a guidare il popolo-gregge: la regola della castità e dell’astinenza sessuale. E c’è un sistema formativo-repressivo, di cui i seminari e i noviziati sono le colonne portanti, costruito per produrre maschi apparentemente «asessuati felici», dediti unicamente a Dio. La realtà, però, rivela uomini affettivamente immaturi e profondamente tormentati, i quali, una volta ordinati sacerdoti, in molti casi vivono con grande sofferenza la scelta di rimanere fedeli alla promessa di castità, oppure conducono una doppia vita non sempre esente da sensi di colpa, o si lasciano andare a una sessualità sfrenata, che talvolta sfocia nel crimine della pedofilia.

E’ la tesi centrale dell’ultimo saggio di Marco Marzano, docente di sociologia all’Università di Bergamo che in passato si è già occupato di mondo cattolico: La casta dei casti.

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Fuori di sè. La Chiesa nello spazio pubblico

di Antonio Ballarò

Esistono molti modi di leggere un libro e di valorizzarne la complessità. Dell’ultimo di Marcello Neri non può passare inosservata la dedica: a Paolo Prodi, storico della Chiesa e del diritto, e chiaramente fonte principale di Fuori di sé (Dehoniane, 2020), testo sovrastato dall’argomento storico di fine della modernità come processo di europeizzazione del mondo.

L’argomento prodiano attraversa tutto il libro: i suoi cinque capitoli su istituzione, tradizione, diritto, teologia e religione, il cui intento è raffigurare il corpo intero della Chiesa cattolica sono una recezione teologica della modernità come radice della civiltà europea e del suo apporto come affermazione del dualismo tra la sfera del sacro e del potere – temi centrali in tutta la ricerca di Prodi.

Ma il libro entra nel vivo prima, con un’introduzione e il preludio seguente. Neri registra il paradosso di un cattolicesimo che ha «un immenso impianto ecclesiologico che funziona per un numero sempre più esiguo di persone» e non «al di fuori dell’autoreferenzialità del linguaggio ecclesiastico».…

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Hipster, la rivolta compatibile del neoliberismo

di Luca Benvenga

«Hipster. Subcultura della crisi» di Lorenzo Caglioni (Novalogos) indaga un fenomeno che appare come uno sbocco istituzionalizzato di una certa accumulazione energetica che preserva la società da un urto più violento, in nome di princìpi che sacralizzano tutto ciò che ha a che vedere con il costume e l’essere «hip» (cool)

Il libro Hipster. Subcultura della crisi di Lorenzo Caglioni (Novalogos, pp. 306, euro 20) ha di primo acchito già nel titolo la sua plausibile ragione d’essere letto, poiché degli Hipster si conosce, solo in parte, l’estetica e non l’ethos, ancora meno l’origine, le pratiche sociali e lo stile di vita messi a punto.

Restando nell’alveo dell’espressività, Caglioni attento a studiare «da dentro» la cultura hipster chiarisce come la comunicazione simbolica, sottesa a un taglio di capelli o della barba, tratteggi un senso di coralità e porti con sé una funzione connettiva tra differenti similarità. Infatti nel libro si precisa l’esistenza di più costruzioni della realtà all’interno della stessa cultura, elemento tipico della contemporanea cesura identitaria, che con le sue tante versioni sullo stesso tema apre a un ventaglio di interpretazioni.…

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Joe Biden e la sfida del “trumpismo cattolico”

di Jacopo Scaramuzzi

In un libro appena uscito lo storico Massimo Faggioli, trapiantato negli Stati Uniti, illustra le divisioni interne al mondo cristiano e la crescita del neo-integralismo che dovrà affrontare il nuovo presidente

Se quella di Joe Biden è «una presidenza che suscita attese politiche ma anche religiose, persino salvifiche» perché a lui tocca «curare le ferite morali e corporali inflitte all’America da Trump, dalla pandemia e dalla globalizzazione», il secondo presidente cattolico nella storia degli Stati Uniti dopo John Fitzgerald Kennedy deve affrontare innanzitutto un problema in casa, ossia «la divisione netta dei cattolici in due campi ideologici e partitici» e la sfida rappresentata da un vero e proprio «trumpismo cattolico» che è quanto di più lontano dal background religioso del nuovo inquilino della Casa Bianca, dal Concilio vaticano II, nonché da Papa Francesco.

L’angolo visuale della questione cattolica permette a Massimo Faggioli, storico e teologo italiano trapiantato negli Stati Uniti, di offrire, con il libro “Joe Biden e il cattolicesimo negli Stati Uniti” (appena uscito sulle due sponde dell’Atlantico, pubblicato in Italia da Scholé, marchio dell’editrice Morcelliana), un’approfondita analisi delle premesse e delle prospettive della presidenza Biden.…

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Dall’idillio senza presa alla metamorfosi

di Augusto Illuminati

Tutto cambia con la marea sessantottina, che naturalmente si interseca, a livello di attivisti, con i quadri operaisti emergenti, con i filo-cinesi fautori della Rivoluzione Culturale, con la diaspora dei trotskisti entristi di Roma e Milano che, cacciati o meno, passano dal Pci al movimentismo. Soprattutto cambia la base di riferimento, che non sono più gli iscritti al Pci e al sindacato ma nuovi strati studenteschi e di operai-massa. A questo punto il nucleo più radicale della corrente ingraiana, che aveva pubblicato il manifesto mensile fuori dalla stampa Pci e come interfaccia con i movimenti, diventa insopportabile e viene radiato nel 1969.

Il Pci, a differenza dei cugini francesi, continua a confrontarsi con i movimenti, ma richiudendosi nella sua identità di partito centralizzato e in una strategia riformista. In realtà il difficile rapporto con i movimenti, che cominciano a loro volta a darsi forma di gruppi strutturati, segna un duplice collasso storico per la forma-partito: il Pci la perde progressivamente (fino all’inconsistenza attuale), i gruppi non riescono a raggiungerla e cercano di elaborare un’alternativa che però fallisce, arenandosi in esperienze perdenti sia di tipo elettorale che di lotta armata.…

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“Evitare (falsi) capri espiatori, avviare un dialogo cristiano a Bose”

di Pierluigi Mele

Torniamo a parlare, di Bose e del suo ex Priore e fondatore Enzo Bianchi. In questi ultimi due mesi, leggendo articoli apparsi su alcune testate, la situazione non è per nulla pacificata. Anzi,secondo “Settimana” (una rivista online dei Dehoniani), parrebbe che Bianchi non abbia lasciato Bose, come gli era stato chiesto dal decreto vaticano, ma sia ancora a Bose. L’articolo afferma al riguardo: “rimane difficile da interpretare la perdurante presenza a Bose del fondatore”. Dopo un giorno, il 15 agosto per la precisione, con un tweet arriva la smentita amara e dolorosa di Enzo Bianchi: “Non ascoltate notizie fantasiose su di me. Mi sono allontanato dalla comunità da tre mesi, senza aver avuto più contatti con essa. Vivo in radicale solitudine in un eremo fuori comunità e date le mie condizioni di salute (non sono più autonomo) ho un fratello che mi visita. Amen”. Ma come stanno le cose? Cerchiamo di capirlo, in questa intervista, con Riccardo Larini ex Monaco di Bose e persona molto vicina alla Comunità.…

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La modernità di Papa Francesco

di Francesco Cultrera

Papa Francesco suscita ampi consensi nell’opinione pubblica. Monica Simeoni ha chiesto a esperti di varie discipline un contributo che ci aiuti a comprendere meglio la sua «modernità».

Un primo approccio alla figura del Papa lo offre uno studio accurato sull’estensione e sulle modalità del consenso. Ci introducono al tema, a livello prevalentemente empirico, le analisi, tra loro notevolmente differenti, di Ilvo Diamanti, Simona Scotti e Roberto Cipriani. La dimensione culturale del «fenomeno» Bergoglio è affidata a Salvatore Abbruzzese. Spiccatamente antropologica, invece, è l’analisi del filosofo Massimo Cacciari.

Vivo interesse suscitano gli approfondimenti teologici. Tentiamo di presentarne una sintesi che attinge liberamente ai contributi di Enzo Pace, Francesco Vespasiano, Carlo Nardella e altri ancora. Papa Francesco è uno di noi, che cammina per le vie del mondo accanto a noi, e non al di sopra di noi. La sua vicinanza cela una forte dimensione teologica. Alcuni esperti «leggono» l’azione del Papa alla luce del Vaticano II, il cui dettato coinvolge i vescovi nel «discernimento» dell’azione dello Spirito nella realtà ecclesiale: fondamentale è la sua presenza nei poveri, negli emarginati e anche nelle altre religioni.…

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Il Big Bang è cominciato

di Ezio Mauro

Contemporaneamente, due soggetti fanno irruzione nella nebbia della crisi italiana, il presidente della Repubblica e l’Europa. La risultante, quasi obbligatoria e comunque naturale, è Mario Draghi, incaricato di formare un governo istituzionale: ultima spiaggia per evitare lo scioglimento delle Camere in questa fase d’eccezione, dopo il fallimento della politica, incapace di trovare una maggioranza con le sue forze e nel suo perimetro, dentro il quale la crisi di governo si sta avvitando fino a diventare crisi di sistema. Chi crede di aver vinto al tirassegno, oggi, non mette in conto questa impotenza della politica (certificata dall’innaturalità della crisi, aperta mentre il Paese è assediato sul piano sanitario, economico, sociale), che comporta un indebolimento della democrazia e degli equilibri istituzionali nel nostro Paese, in un momento delicato con la necessità di scelte cruciali. Tutto ciò che è successo in questi ultimi due giorni, infatti, concorre a spiegare lo stato d’emergenza che il Quirinale ha certificato scendendo in campo nella crisi con l’appello alla responsabilità del parlamento e dei partiti.…

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Se i partiti non difendono la politica

di Norma Rangeri

Di poche cose siamo sicuri. La prima è che siamo un paese commissariato, un paese che ha bisogno di «governi del presidente». Ogni volta che la situazione economica incontra momenti drammatici e di svolta, arriva l’uomo solo al comando, meglio se uomo e uomo dei poteri finanziari. E la seconda è che questa pioggia di miliardi di euro del Recovery Fund, ha risvegliato forti, variegati, trasversali appetiti. A cominciare da quelli confindustriali, passando per quelli mediatici che, insieme, e fin dall’inizio avendo come coagulo politico Renzi e Berlusconi, hanno avversato la maggioranza di un centrosinistra anomalo presieduto da Conte.

Tuttavia la campagna contro il governo ha potuto fare breccia non solo grazie al lavoro ai fianchi dello sfascia carrozze toscano, ma anche a causa della crisi dei partiti, diciamo pure del loro spappolamento, che reclamerebbe un generale mea culpa, considerando il grave colpo inferto all’autorevolezza della politica nella già debole considerazione dei cittadini. Adesso è probabilmente troppo tardi per cercare di rimettere insieme i cocci ma ognuno dovrebbe quanto meno provare a fare autocritica.…

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Draghi, ecco cos’è il governo del Presidente. Le differenze con quelli tecnici, istituzionali e di scopo

di Emanuele Lauria

La formula utilizzata da Mattarella presupppone una scelta diretta del premier incaricato da parte del Capo dello Stato, quando le, forze politiche non trovano accordo su una proposta. I casi più famosi quelli di Ciampi nel 1993 e Monti nel 2011

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’ha definito “governo di alto profilo”. Sarà di certo un governo del presidente, con il nome del premier incaricato scelto direttamente dal Capo dello Stato e non il risultato di una proposta condivisa da una maggioranza. Ma sarà un governo tecnico puro o sarà un governo politico? O si tratterà piuttosto un misto tra le due forme? Mentre Mario Draghi si avvia a ricevere l’incarico al Quirinale, le prime ipotesi sulla squadra di governo non sciolgono tutti i dubbi sulla caratura dell’esecutivo E la domanda delle prossime ore è dunque: quanta politica ci sarà nel governo Draghi? Sulla presenza dei partiti saranno decisive le scelte che si compiranno a breve, quando si riuniranno i gruppi dirigenti di ogni formazione.…

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