No vax e individualismo democratico

di Sandro Antoniazzi

Non si tratta  di rimettere in discussione la libertà personale, fondamento del sistema democratico, ma di affermare che accanto alle scelte individuali sono necessarie altrettante scelte collettive di valori comuni e di  ideali sociali condivisi

 

Ci sono varie motivazioni apportate dai no-vax a sostegno delle loro posizioni: motivazioni di carattere medico, di non sufficiente sperimentazione dei vaccini, di dubbi sugli effetti futuri e altre ancora.

Ma non si può non rilevare, anche da affermazioni esplicite di partecipanti alle manifestazioni, che, fra tutte, la motivazione fondamentale che emerge è quella della libertà personale. “Decido io”.

Rispetto a una decisione legittima di un governo democratico, si erge la posizione di singoli che la rifiutano, sostenendo la preminenza della loro autonomia personale.

Questo sembra porre un serio problema alla democrazia e spinge a una riflessione che riguarda i suoi fondamenti.

Nella classica opera di Alexis de Tocqueville sulla democrazia in America, si descrive la nascita della prima democrazia moderna: un mondo di persone tutte uguali, privo di strutture gerarchiche e di potere, proprie dei vecchi paesi europei, e con davanti un futuro aperto e favorevole, da costruire con le proprie forze.…

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Ddl Zan: la gerarchia esulta, ma Cei e Vaticano escono indeboliti

di Valerio Gigante

Viene chiamata “tagliola” (da non confondersi con la più nota “ghigliottina“, che impone un limite di tempo massimo alla discussione parlamentare, scaduto il quale si passa immediatamente alla votazione finale dell’intera legge) quella procedura prevista dall’articolo 96 del Regolamento del Senato: «Prima che abbia inizio l’esame degli articoli di un disegno di legge, un senatore per ciascun gruppo può avanzare la proposta che non si passi a tale esame». Nel caso del ddl Zan questa richiesta è stata avanzata il 27 ottobre scorso da Lega e Fratelli d’Italia. Al voto segreto (concesso tra molte proteste dalla presidente del Senato Elisabetta Casellati), 154 hanno votato a favore, 131 contro e 2 senatori si sono astenuti. Una volta approvata la “tagliola”, il disegno di legge di fatto si è arenato perché a quel punto, bloccandone l’iter parlamentare, la votazione equivale a una bocciatura del provvedimento. Ora – secondo lo stesso Regolamento del Senato – bisognerà aspettare almeno 6 mesi (in politica praticamente un’era geologica) affinché quel ddl, o un’altro sullo stesso argomento, una volta depositato, possa essere nuovamente calendarizzato da uno dei due rami del Parlamento per la discussione.…

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La cittadinanza che offende

di Tonio dell’Olio

“Più che un insulto alla memoria di mio fratello, questa cittadinanza è una ferita sulle carni del popolo brasiliano, soprattutto dei deboli, degli emarginati, degli esclusi, che lui tanto amava. Per questo non posso fare finta di niente”. A parlare così è Fabiano, fratello di Ezechiele (Lele) Ramin, giovane missionario veneto ucciso nella fazenda Catuva (Rondônia) in Brasile, il 24 luglio 1985. Quel giorno Lele era lì per difendere i contadini dalla violenza dei latifondisti che volevano estendere i propri artigli anche su quelle terre. Ora il fratello e la famiglia di padre Ramin, insieme alla Diocesi e a tantissima parte dell’opinione pubblica, prendono posizione contro la decisione incomprensibile del comune di Anguillara Veneta (Padova) di concedere la cittadinanza onoraria al presidente brasiliano Jair Bolsonaro i cui avi partirono proprio da questa cittadina verso il Brasile. In tutti i conflitti per la terra, nella questione amazzonica e nella diffusione pandemica, Bolsonaro ha scelto di stare dalla parte sbagliata difendendo i proprietari terrieri, le multinazionali che spogliano la foresta e negano l’efficacia dei vaccini.…

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Essere antifascisti

di Tonio dell’Olio

Fascista è porre a spartiacque delle proprie scelte un arrogante “me ne frego” e mettere al bando l’umiltà di sbagliare pensando di avere sempre ragione. È fascista sottrarre l’aria a chiunque non la pensi come me e credere che si possa far ricorso alla forza della violenza per raggiungere un risultato fosse anche positivo. Fascista significa ridurre la parola “popolo” a foglia di fico per nascondere la vergogna dell’interesse malvagio di un gruppo di potere, di un cognome o di una corporazione. Fascista è avere il potere come unica meta e annullare ogni possibilità di cambiamento dal basso ed è fascista pensare che tutto ciò che arriva dal di fuori della mia comunità non deve essere accolto fino a esaltare la gente del mio confine come una razza e una razza superiore. Fascista è pensare che non vi debba essere alcuna interdipendenza al mondo e che l’autarchia del portafogli e del pensiero di uno Stato e di un popolo sia la formula sublime.…

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Mai sottovalutare

di Salvatore Settis *

L’attacco alla sede Cgil rivela senza equivoci la matrice neofascista di alcuni movimenti che puntano sulla radicalizzazione dei contrasti politici e dei conflitti sociali. Tutte le forze rappresentate in Parlamento, senza eccezione alcuna, avrebbero l’obbligo etico di condannare violenze come queste, che comportano gravi rischi per la democrazia. Purtroppo, al contrario, l’apparente (e fragile) stabilizzazione della situazione politica e l’attuale governo di grande coalizione vengono vissuti da alcuni come l’anticamera di una riscossa dell’estrema destra col suo bagaglio di razzismo, xenofobia, violenza cieca e gratuita.

Non bisogna sottovalutare la probabile esiguità numerica degli estremisti di destra: le idee e le pratiche violente che essi mettono in gioco in episodi come l’attacco alla sede della Cgil rischiano infatti di trovare sotterranee rispondenze sia nelle larghe fasce di cittadini che si sono allontanati dalla politica (come dimostra l’alto astensionismo nel voto) sia in cittadini che sono attivi in formazioni politiche di destra, estranee oggi alle violenze e alle aperte dichiarazioni di filofascismo o filonazismo, ma dove albergano i semi di una confluenza verso i comportamenti più illegali e intollerabili.

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Michetti sulla Shoah: “Per gli ebrei più pietà perchè avevano le banche”

di Andrea Carugati

Parole choc. Roma, il candidato del centrodestra contro la commissione Segre: «Limita la libertà del popolo»

C’era una volta, e purtroppo c’è ancora, la storiella dal sapore antisemita che racconta la Shoah come più visibile di altri ignobili genocidi per il potere della cosiddetta «lobby ebraica». Una storiella cui sembra credere anche Enrico Michetti, candidato delle destra al ballottaggio di Roma.

«Ogni anno si girano e si finanziano 40 film sulla Shoah, viaggi della memoria, iniziative culturali di ogni genere nel ricordo di quell’orrenda persecuzione … e sin qui nulla quaestio, ci mancherebbe», scriveva il 19 febbraio 2020 sul sito di Radio Radio di cui è da tempo opinionista. «Ma mi chiedo perché la stessa pietà e la stessa considerazione non viene rivolta ai morti ammazzati nelle foibe, nei campi profughi, negli eccidi di massa che ancora insanguinano il pianeta? Forse perché non possedevano banche e non appartenevano a lobby capaci di decidere i destini del pianeta…».…

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Antifascismo fondamento della Costituzione

di Rosy Bindi

La manifestazione di sabato, promossa da Cgil con Cisl e Uil è la risposta giusta, necessaria, alla devastazione della sede nazionale della Cgil scatenata dai neofascisti di Forza Nuova. L’assalto squadrista proseguito con la gravissima e brutale irruzione nel pronto soccorso del Policlinico Umberto I, è un segnale inquietante di minaccia alle istituzioni democratiche – si voleva colpire anche il Parlamento – e di disprezzo della storia e del ruolo del sindacato.

Un messaggio di vera e propria intimidazione, che ha riportato alla memoria le spedizioni delle camice nere contro le Camere del lavoro che cento anni fa segnarono l’ascesa del fascismo. Non è un caso se, ancora una volta, si è voluto colpire il mondo del lavoro. Il sindacato infatti rappresenta un presidio di democrazia, uno strumento di emancipazione e di cittadinanza. La destra neofascista sta cavalcando strumentalmente le paure e il malessere prodotti dalla pandemia per dare forza a un disegno eversivo in cui saldare la sfiducia nella politica con il rifiuto della legalità democratica.…

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Mimmo Lucano: da promotore dell’accoglienza a simbolo del malaffare?

La condanna a più di tredici anni di reclusione per l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano ha tutta l’apparenza della giustizia ad orologeria per chi ha una lunga esperienza del contraddittorio e talora ambiguo processo di politicizzazione della giustizia penale in Italia.

In un momento in cui non solo i giuristi, i media ed i politici sono impegnati ad analizzare e valutare la riforma della giustizia che preme sul tasto della prioritaria velocizzazione dei processi, il tempismo con cui il Tribunale di Locri interviene a tre giorni dalle elezioni regionali calabresi minaccia d’interferire pesantemente sull’esito elettorale.

Di fronte a questa “esemplare” sentenza, è difficile dire se debba prevalere l’incredulità, un’amara ironia o piuttosto un fondato sdegno, verso una decisione che, proprio nella fase in cui scattano una serie di divieti che riguardano il sistema mediatico, le proiezioni e la propaganda politica, interviene rischiando di determinare la decadenza di Lucano nel caso di successo elettorale.

Ma non è solo il tempismo degno di miglior causa del Tribunale di Locri a destare stupore e meraviglia, quanto i capi d’accusa che, in attesa di leggere le motivazioni della sentenza, sembrano rivolti al solo scopo di legittimare (?!)…

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La solidarietà non può essere criminalizzata

di Massimo Villone*

La condanna ad oltre tredici anni di carcere inflitta dal Tribunale di Locri all’ex sindaco di Riace Domenico Lucano rappresenta una pagina nera nella storia della Repubblica. Con questa condanna, che inasprisce persino le richieste del Pubblico Ministero, viene criminalizzata un’esperienza di solidarietà umana, di accoglienza, di integrazione culturale che ha costituito un esempio ed un modello apprezzato in tutto il mondo. Il Tribunale ha obiettivamente trasformato eventuali irregolarità amministrative e contabili in una condotta criminale e lucrativa, quando è a tutti evidente la finalizzazione a favore degli ultimi di ogni attività del sindaco Lucano e la finalità altruistica del suo agire. In questo modo, attraverso un percorso tortuoso è stato introdotto nell’ordinamento un inconcepibile reato di solidarietà. La solidarietà è uno dei fondamenti della Repubblica e non può essere criminalizzata, tantomeno dai giudici che sono i guardiani della Costituzione. Esprimiamo la nostra più sincera solidarietà umana e politica a Domenico Lucano, confidando che la macchina giudiziaria saprà correggere i suoi errori.…

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Il fantasma del no vax si aggira sulla scena politica

di Giuliana Santoro

Un fantasma si aggira per il paese: è il movimento No Vax. L’ectoplasma appare e riappare, ma terrorizza solo a giorni alterni. Una volta viene dipinto come un minaccioso soggetto organizzato in grado di bloccare gli snodi ferroviari, l’altra ridotto ad Armata Brancaleone senza arte né parte. In entrambi i casi, che si tratti di allarmismo o derisione, sfugge il punto: come avremmo dovuto imparare dalla vicende paradossali e al di fuori di ogni regola politologica della nascita del Movimento 5 Stelle o dell’assedio al Campidoglio dei sostenitori di Trump, il cospirazionismo è una delle forme della politica al tempo della crisi della rappresentanza e della fine dei grandi conflitti.

UNO DEI PUNTI di forza del cospirazionismo è che istruisce una discussione che costringe qualsiasi controparte dialettica, anche la più radicale, a recitare il ruolo difensore dello status quo. Bisogna inoltre ricordare che il discorso che per semplicità chiameremo No Vax affronta in maniera irrazionale e paranoica uno dei nodi decisivi della nascita della sovranità politica moderna: il rapporto tra libertà individuale e sicurezza collettiva, tra paura e fiducia reciproca.…

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