A settant’anni dalla morte di Emmanuel Mounier

di Salvatore Vento

Emmanuel Mounier appartiene a quella generazione nata nei primi anni del Novecento che ha attraversato le più grandi tragedie del secolo scorso: due guerre mondiali, l’avvento della rivoluzione bolscevica trasformatasi in totalitarismo, la vittoria del fascismo in Italia e del nazismo in Germania, la crisi economica del 1929, la guerra civile spagnola. Tutti eventi che saranno destinati a proporre interrogativi radicali sulla società, sulla politica e sul futuro dell’uomo. Risale infatti all’ottobre 1932 la fondazione della rivista “Esprit”, che fin dalle origini provocò contrasti e discussioni nel mondo cattolico e nella sinistra. La rivista nasce con lo scopo di formare un movimento e un luogo di ricerca comune per gruppi d’intellettuali militanti, concretamente impegnati nella società.

La spiritualità, evocata e vissuta da Mounier, doveva realizzarsi nell’azione, in mare aperto, senza nessuna paura di contaminarsi con l’esistente. Egli propugnava una rottura tra l’ordine cristiano e il disordine costituito. La cristianità moderna gli sembrava pericolosamente legata al liberalismo capitalistico e borghese.…

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Quale Karl Polanyi?

di Michele Cangiani

Negli ultimi anni, è potentemente ripresa a livello scientifico la discussione sull’eredità di Karl Polanyi. Ma la maggior parte dei suoi interpreti contemporanei elude la questione, fondamentale per lui, delle caratteristiche più generali che distinguono la società contemporanea. È da qui, però, che bisognerebbe ripartire.

Tempo di crisi

A un giornalista, che nel settembre 2007 gli chiedeva quale candidato preferisse per la presidenza degli Stati Uniti, Alan Greenspan, Presidente della Federal Reserve fino all’anno precedente, rispose che non importava molto: «Il mondo è governato dalle forze di mercato»[1]. Con quali risultati? Era in vista la crisi, che tuttora non si può dire superata. Teoria e pratica neoliberali restano in auge, benché dannose per l’ambiente umano e naturale e persino controproducenti rispetto al loro scopo “economico”. Continua, infatti, ad essere stentata e precaria la ripresa dell’accumulazione capitalistica, anche perché la svalutazione globale della forza lavoro e l’aumento della quota di reddito assorbita dalle rendite, finanziarie ma non solo, hanno un vantaggio immediato, ma poi un effetto deflattivo.…

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Dopo Auschiwtz

di Theodor W.Adorno*

Hitler ha imposto agli uomini nello stato della loro illibertà un nuovo imperativo categorico: organizzare il loro agire e pensare in modo che Auschwitz non si ripeta, non succeda niente di simile. Questo imperativo è tanto resistente alla sua fondazione quanto una volta la datità di quello kantiano. […]. Auschwitz ha dimostrato inconfutabilmente il fallimento della cultura. Il fatto che potesse succedere in mezzo a tutta la tradizione della filosofia, dell’arte e delle scienze illuministiche, dice molto di piú che essa, lo spirito, non sia riuscito a raggiungere e modificare gli uomini. In quelle regioni stesse con la loro pretesa enfatica di autarchia, sta di casa la non verità. Tutta la cultura dopo Auschwitz, compresa la critica urgente ad essa, è spazzatura. Poiché essa si è restaurata dopo quel che è successo nel suo paesaggio senza resistenza, è diventata completamente ideologia, quale potenzialmente era dopo che, in opposizione all’esistenza materiale, presunse di soffiarle la luce, offertale dalla divisione tra lavoro corporale e spirito.…

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George Steiner, l’intervista postuma. “L’Europa è un sogno che resta vivo”

di Nuccio Ordine

Il grande critico George Steiner è morto il 3 febbraio 2020 nella sua casa di Cambridge. Questa intervista venne rilasciata dallo stesso Steiner a Nuccio Ordine il 21 gennaio 2014 (e poi in parte rivista successivamente) con l’intesa che sarebbe stata pubblicata solo dopo la sua scomparsa.

Qual è il segreto più importante che vuoi svelare in questa intervista postuma? «Posso dirti che per 36 anni ho indirizzato a una interlocutrice (il suo nome deve restare ancora segreto) centinaia di lettere che rappresentano il mio “diario”, in cui ho raccontato la parte più rappresentativa della mia vita e gli avvenimenti più significativi che hanno marcato la mia quotidianità. In questa corrispondenza ho parlato degli incontri che ho fatto, dei viaggi, dei libri che ho letto e scritto, delle conferenze e anche di episodi semplici e banali. Si tratta di un “diario condiviso” con la mia destinataria, in cui è possibile ritrovare anche i miei sentimenti più intimi e le mie riflessioni estetiche e politiche.…

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E’ morto il filosofo Emanuele Severino. La sua ultima intervista

di Monica Mondo

Il filosofo Emanuele Severino è scomparso nella sua casa di Brescia il 17 gennaio 2020, alle soglie dei 91 anni (era nato il 26 febbraio 1929), ma l’annuncio è stato dato solo a esequie avvenute. Laureato in filosofia all’Università di Pavia nel 1950 con una tesi su Heidegger e la metafisica, dal 1954 al 1969 ha insegnato all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. I libri pubblicati in quegli anni suscitarono vivaci discussioni in ambito accademico e nella Chiesa, fino a che il suo sistema filosofico fu definito ufficialmente incompatibile con il cristianesimo. Lasciata l’università Cattolica, passò a Ca’ Foscari di Venezia, dove fu tra i fondatori della Facoltà di Lettere e Filosofia. L’ultimo suo incarico fu all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Tra le sue opere principali, La struttura originaria (1958), L’essenza del nichilismo (1972), Tèchne (1979) e Heidegger e la metafisica (1994). Pensatore originale e tra i più autorevoli del Novecento italiano, ha incontrato grandi apprezzamenti e suscitato dibattiti nella comunità intellettuale, ma ha anche trovato scarsa considerazione da parte degli ambienti filosofici più lontani dalla sua impostazione metafisica.…

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Comunità e partecipazione in Adriano Olivetti

Incontro di studi dell’Associazione culturale nazione “Giorgio La Pira”, con il patrocinio della Fondazione Adriano Olivetti, della Fondazione Giorgio La Pira, dell’Accademia di studi storici Aldo Moro e dell’Archivio storico Flamigni

Comunità e partecipazione in Adriano Olivetti

Civita Castellana, 19 ottobre 2019, h.17

Indirizzi di saluto

Dott.Emilio Corteselli (Presidente dell’Associazione culturale nazionale “Giorgio La Pira”)

Relazione introduttiva e coordinamento

Prof.Giovanni Bianco (Università di Sassari) Interverranno

Prof.Carlo Bersani (Università di Cassino) Prof.Francesco Maria Biscione (Archivio storico Flamigni) Prof.Matteo Cosulich (Università di Trento) Prof.Aurelio Rizzacasa (Università di Perugia) Prof.Nicola Tranfaglia (Università di Torino)

L’incontro di studi si terrà presso la Sala delle conferenze della Curia Arcivescovile, in P.zza Matteotti, 5…

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Popolo chi?

di Nadia Urbinati*

Questo libro, utilissimo, intelligente, ben scritto, nasce da un proposito molto semplice: mettere in discussione l’idea che alle classi popolari vada addossata la responsabilità principale del successo delle destre populiste. «Perché ha vinto Trump? Perché ‘la classe operaia’ (per una volta esistente, nelle analisi giornalistiche) ha scelto lui. Perché ha vinto la Brexit? Perché le classi popolari si sono rivoltate alla propria classe dirigente e sono nazionaliste e razziste. Perché Lega e Movimento 5 Stelle sono arrivati ad avere il 60% dei consensi? Perché i partiti tradizionali, e quelli di sinistra in particolare, non si sono occupati del ‘disagio’ (per usare un termine di moda tra le élite) delle classi popolari. Ma soprattutto, dove si diffondono il sentimento di insicurezza e l’ostilità all’immigrazione, e quindi le basi del consenso per i partiti di estrema destra? Tra le classi popolari e nelle periferie, naturalmente». La lotta dei gilet gialli nella Francia di Macron ripropone più o meno lo stesso problema.…

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L’offesa alla coscienza cattolica della legge sui migranti. I sindaci guidino la disobbedienza fino in fondo

di Vittorio Bellavite*

Quelli che vogliono i crocifissi nelle scuole e in tutti gli edifici pubblici, quelli che esibiscono il rosario ed il Vangelo nei comizi, sono gli stessi che brontolano contro papa Francesco perché parla di accoglienza nei confronti dei migranti, sono gli stessi che hanno dato uno schiaffo alla civiltà ed uno strappo alla nostra Costituzione con la legge “Sicurezza ed Immigrazione”. Ma sta prendendo piede l’ipotesi della disobbedienza civile e dell’obiezione di coscienza di fronte agli effetti perversi della legge entrata in vigore come messaggio di “fraternità” alla vigilia di Natale. Tanti sindaci, consapevoli delle loro responsabilità, sono protagonisti di iniziative in questa direzione. La strategia di alimentare e di creare paura verso i migranti e verso il “diverso” inizia a mostrare i suoi limiti. Molte realtà di base del mondo cattolico si stanno impegnando a favore di chi sarà penalizzato dalle nuove norme. E tutte le strutture della Chiesa, nessuna esclusa, a partire dai vescovi e dai preti, in nome dell’universalismo cristiano, devono mobilitarsi, il silenzio non è tollerabile.…

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Eredità e attualità del sessantotto

Incontro di studi dell’Associazione culturale nazionale “Giorgio La Pira”, con il patrocinio della Fondazione “Giorgio La Pira”, dell’Accademia di studi storici “Aldo Moro” e dell’Archivio storico Flamigni

Eredità e attualità del sessantotto

Civita Castellana, 27 ottobre 2018, h.17

Indirizzi di saluto e introduzione

Dott.Emilio Corteselli (Presidente dell’Associazione culturale nazionale “Giorgio La Pira”)

Relazione introduttiva e coordinamento

Prof.Giovanni Bianco (Università di Sassari)

Interverranno

Prof.Carlo Bersani (Università “Niccolò Cusano”) Prof.Francesco M.Biscione (Archivio storico Flamigni) Prof.Giulio Conticelli (Università di Firenze. Vicepresidente Fondazione “Giorgio La Pira”) Prof.Aurelio Rizzacasa (Università di Perugia) Prof.Nicola Tranfaglia (Università di Torino)

L’incontro di studi si terrà presso la Sala delle Conferenze della Curia Arcivescovile, in P.zza Matteotti, 5…

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