Pietro Rescigno, il civilista che ha incontrato la bioetica

di Alberto Gambino
La morte del giurista di fama, capace di sostare nel punto in cui il diritto incrocia la persona, rappresenta un lascito attuale tra coloro che hanno custodito il magistero del limite. La sua memoria diventi un omaggio alla cultura giuridica che ha incarnato.
La notizia della morte di Pietro Rescigno, civilista di fama e accademico dei Lincei, costringe a una distinzione che, in realtà, è anche un ricongiungimento. Rescigno è stato un grande giurista ma, per molti, è stato soprattutto qualcosa di più raro: un civilista capace di sostare nel punto in cui il diritto incontra la persona. Non solo il diritto delle istituzioni, dei rapporti, delle categorie; ma il diritto dei “corpi intermedi” – tanto caro all’associazionismo cattolico che ha così trovato dignità giuridica negli enti che lo rappresentano; della figura dell’“abuso del diritto”, strumento normativo che il grande civilista ha valorizzato per contrastare l’astratto formalismo delle modalità di esercizio dei diritti soggettivi. Ma anche il profilo di bioeticista — e il fatto che abbia attraversato il Comitato Nazionale per la Bioetica sotto quattro diverse presidenze — non ne è un’appendice biografica.…
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