Cittadinanza

Incontro di studi dell’Associazione culturale nazionale “Giorgio La Pira”, con il patrocinio della Fondazione “Giorgio La Pira”, dell’Accademia di studi storici “Aldo Moro”, dell’Archivio storico Flamigni  e della Provincia di Viterbo

Presentazione del volume di Giovanni Moro Cittadinanza, Mondadori editore, 2020

Civita Castellana, 23 ottobre 2021, h.16.30

Indirizzi di saluto ed introduzione

Dott.Emilio Corteselli (Presidente associazione culturale nazionale “Giorgio La Pira”)

Relazione introduttiva e coordinamento

Prof.Giovanni Bianco (Università di Sassari)

Interverranno

Prof. Carlo Bersani(Università di Cassino) Prof.ssa Bruna Bocchini Camaiani (Università di Firenze) Prof. Matteo Cosulich (Università di Trento) Dott.ssa Ilaria Moroni (Archivio storico Flamigni) Prof. Aurelio Rizzacasa (Università di Perugia)

Conclude

Prof.Giovanni Moro (Università di Roma “La Sapienza”)

L’incontro di studi si terrà presso la Sala delle Conferenze della Curia Vescovile, in P.zza Matteotti, 5

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Mimmo Lucano: da promotore dell’accoglienza a simbolo del malaffare?

La condanna a più di tredici anni di reclusione per l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano ha tutta l’apparenza della giustizia ad orologeria per chi ha una lunga esperienza del contraddittorio e talora ambiguo processo di politicizzazione della giustizia penale in Italia.

In un momento in cui non solo i giuristi, i media ed i politici sono impegnati ad analizzare e valutare la riforma della giustizia che preme sul tasto della prioritaria velocizzazione dei processi, il tempismo con cui il Tribunale di Locri interviene a tre giorni dalle elezioni regionali calabresi minaccia d’interferire pesantemente sull’esito elettorale.

Di fronte a questa “esemplare” sentenza, è difficile dire se debba prevalere l’incredulità, un’amara ironia o piuttosto un fondato sdegno, verso una decisione che, proprio nella fase in cui scattano una serie di divieti che riguardano il sistema mediatico, le proiezioni e la propaganda politica, interviene rischiando di determinare la decadenza di Lucano nel caso di successo elettorale.

Ma non è solo il tempismo degno di miglior causa del Tribunale di Locri a destare stupore e meraviglia, quanto i capi d’accusa che, in attesa di leggere le motivazioni della sentenza, sembrano rivolti al solo scopo di legittimare (?!)…

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A Dio quel che è di Dio, alla scienza quel che è della scienza. Due scienziati per una fede oltre il mito

di Claudia Fanti

Che, per la teologia, il richiamo alla scienza non sia più una scelta, ma una strada obbligata, è stato ribadito da più parti: se il cristianesimo, è stato sottolineato, vuole cercare di parlare alle donne e agli uomini contemporanei in un modo che possa ancora risultare efficace e significativo, è evidente che non potrà più prescindere da quanto sappiamo oggi dell’universo e dei suoi processi. E non c’è dubbio che quanto la scienza ci ha permesso oggi di sapere rimandi a un’immagine completamente nuova del mondo – radicalmente diversa da quella che ha permesso lo sviluppo del patrimonio simbolico teologico, dottrinale e spirituale del cristianesimo – scardinando dalle fondamenta l’antica cosmovisione geocentrica, statica, antropocentrica e androcentrica.

In questo quadro, l’antico braccio di ferro tra scienza e fede non ha più ragione d’essere: come evidenzia José Maria Vigil nel libro Il cosmo come rivoluzione  (Gabrielli editore, 2018), «in materia “scientifica”, solo la scienza ha una parola da dire. La spiritualità, senza pretendere di possedere verità precedenti o provenienti da una fonte indipendente, costruirà proprio a partire dal contributo della scienza».…

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Roberto Calasso, la biblioteca sontuosa che ha squaternato il Novecento e la lettura

di Massimo Natale

Un ritratto dello scrittore ed editore, scomparso all’età di 80 anni. Adelphi è stata la sua impresa cruciale. «Le nozze di Cadmo e Armonia» (1988) è il suo libro più noto. Tra la narrativa e il saggio si è mosso da Omero a Baudelaire, da Kafka a Tiepolo, da Talleyrand a Turing. Nel giorno della sua morte escono due suoi brevi testi autobiografici, uno dedicato a Bobi Bazlen, l’altro imperniato sui suoi primi dodici anni fino al 1954, «Memè Scianca». Sua la lungimiranza per scrittori della Mitteleuropa: da Joseph Roth a Karl Kraus, da Robert Walser ad Alfred Kubin e Thomas Bernhard, fino a Danilo Kiš e Milan Kundera.

Quando, nel 2001, esce una raccolta di lezioni di Roberto Calasso – La letteratura e gli dèi – uno dei maggiori poeti americani contemporanei, Charles Simic, la recensisce sulla «New York Review of Books». Per l’epigrafe iniziale Simic sceglie una frase di Stéphane Mallarmé: «Tutto, al mondo, esiste per finire in un libro».…

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Nicola Tranfaglia, l’indagine storica delle patologie italiane

di Claudio Vercelli

La scomparsa. Addio a 82 anni allo storico dell’antifascismo. Studiò anche Berlusconi e la mafia. E fu eletto in Parlamento. Una traiettoria che si è compiuta tra ricerca accademica, giornalismo e impegno politico

Nicola Tranfaglia, morto all’età di quasi 83 anni, evoca molte cose e tante ragioni. Queste ultime, soprattutto, legate a più età intellettuali, comunque tutte connesse alla storia repubblicana, dagli anni Sessanta in poi. Quindi, ai suoi innumerevoli tornanti, di cui è stato un cronista e soprattutto biografo. Nato a Napoli – che è non solo un luogo della geografia italiana ma anche e soprattutto uno spazio della cultura nazionale, come tale destinato a lasciare impressa di sé una impronta profonda in quanti, ancora oggi, vi si formano – si laureò nella medesima città, nell’oramai lontano 1961.

Non era uno storico, in origine, ma un giurisperito, la qual cosa, a conti fatti, conterà non da poco nel suo approccio ai fatti della contemporaneità. Non di meno, la sua tesi di laurea riguardava la Corte costituzionale, le cui piene prerogative avrebbero avuto pieno riconoscimento solo una decina di anni dopo, successivamente alle timide riforme già intervenute degli anni ’50.…

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Cento anni di sfide aperte

di Francesco Antonelli

Edgar Morin compie cento anni. Quello che, sin troppo facilmente, si potrebbe definire uno degli ultimi maÎtre-à-penser francesi, uno dei divi così ben analizzati in un suo famoso libro del 1957 ma anche l’ultimo esponente dell’Umanesimo, svolta del moderno in cui il sapiente lo era ancora a trecentosessanta gradi. È forse per questo suo essere a cavallo tra Pico della Mirandola e Jean Paul Sartre – dal cui modello, per altro, prese spesso le distanze – che Morin è stato poco considerato nei paesi anglosassoni ma amatissimo in America Latina e in Italia; che gli ha conferito numerose lauree honoris causa e che legge avidamente ogni suo libro, citato – provocatoriamente – da uomini di destra come Sarkozy ma soprattutto dal mondo intellettuale di sinistra. Il quale ha spesso visto in lui una delle alternative culturali alla «geometrica potenza» del pensiero liberale, del razionalismo economicista, della compartimentazione dei saperi. Dunque, di fronte al «fenomeno Morin» e al fatidico anniversario che oggi in molti celebrano, più che mai si impone una lettura non agiografica.…

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Discorso per il trentennale della Resistenza

di Aldo Moro

“L’Italia rivive cosi una drammatica ma esaltante esperienza ed approfondisce la sua identità nazionale. Quella identità nazionale appunto che si rivela in momenti di svolta, destinati ad esercitare una decisiva influenza nella storia dei popoli. La Resistenza fu uno di questi momenti. Ad essa dunque, ancora oggi, facciamo riferimento. Ad essa ci rivolgiamo come al luminoso passato, sul quale è fondato il nostro presente ed il nostro avvenire. La Resistenza fu lo scatto ribelle di un popolo oppresso, teso alla conquista della sua libertà. Ma essa non fu solo un moto patriottico-militare contro l’occupante tedesco, destinato, perciò, ad esaurirsi con la fine del conflitto mondiale. La Resistenza viene da lontano e va lontano. Affonda le sue radici nella storia del nostro Stato risorgimentale. E’ destinata a caratterizzare l’epoca della rinnovata democrazia italiana. Un dato storico è da mettere in rilievo: alla Resistenza parteciparono, spontaneamente, larghe forze popolari, e non solo urbane, ma della campagna e della montagna. Furono coinvolti ad un tempo il proletariato di fabbrica, che difendeva gli strumenti essenziali del suo lavoro, e la realtà contadina.…

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Le prime laureate della storia

di Tiziana Plebani

Quale è stato il rapporto delle donne con gli studi superiori? La vicenda di Elena Corner, Juliana Morell e altre. Le università al loro esordio non furono ostili alla sapienza femminile, come accadde più avanti. Del secolo XI è la grandiosa esperienza medicale delle «Mulieres Salernitanae», più tardi a Bologna si ricorda Bettisia Gozzadini. E poi ancora Novella e Bettina d’Andrea. Scelsero una vita ritirata, come monaca Juliana che nel 1609 entrò nel monastero domenicano di Sainte-Praxède di Avignone, come oblata Elena che morì poco dopo l’acclamato titolo

Quando troppa luce si concentra su una donna, come è il caso di Elena Corner, l’effetto sovente che si ottiene è di farla divenire una figura eccezionale rispetto al suo sesso, nella tradizione della galleria delle donne illustri, e quel che è peggio, di usarla per rimuovere altre dalla memoria.

Pertanto un po’ di chiarezza può essere utile e può anche illuminare meglio quale fosse il rapporto delle donne con gli studi superiori.…

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Michael Walzer, note per la rivolta democratica

di Guido Caldiron

«Azione politica. Guida pratica per il cambiamento», pubblicato da Luiss University Press. Tradotto per la prima volta un testo del 1971 dedicato agli attivisti dei movimenti politici. Un libro frutto del decennio di lotte contro la segregazione razziale e la guerra. Secondo l’analisi dell’autore, qualunque ipotesi di trasformazione non è «una faccenda di leader isolati né teorici astratti; bensì di egualitarismo e di attività ad alto tasso di partecipazione sociale»

A decretare l’importanza di un libro, a molti anni dalla sua pubblicazione e anche quando non si tratti di un’opera letteraria, è spesso il fatto che insieme al suo contenuto riesca ad offrire lo spaccato di un’epoca, il ritratto credibile di una fase della storia umana, un frammento illuminante di una qualche biografia collettiva. Da raccolta di analisi le sue pagine sono destinate per questa via a trasformarsi in una sorta di testimonianza, candidata implicitamente a sfidare il tempo e l’opinione delle generazioni a venire. È questo il caso di Azione politica.

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Storia della Chiesa

di Roberto Timossi

Dopo tutte le Storie della Chiesa che sono state scritte fin dalle origini del cristianesimo e soprattutto durante il Novecento, ci vuole indubbiamente coraggio per cimentarsi nell’impresa di scriverne una completamente nuova, specialmente se si ha l’ambizione di non risultare né ripetitivi né scontati. Questo coraggio lo ha dimostrato, e a ragion veduta, il Centro Editoriale Dehoniano, che ha saputo realizzare una nuova Storia della Chiesa aggiornata e non omologabile alle analoghe precedenti Storie ecclesiastiche o in generale del cristianesimo.

Non è dunque casuale se nell’introduzione a ciascuno dei quattro volumi di cui è composta l’opera si è colta l’opportunità di giustificare i motivi che hanno spinto a dar forma a un altro manuale di Storia della Chiesa, a fronte dei tanti apparsi anche nei primi due decenni del XXI secolo; e le ragioni più forti apportate sono quelle delle rapide e profonde innovazioni in corso, tanto nelle istituzioni educative quanto nella storiografia ecclesiastica, posto che la Chiesa è più che mai chiamata a confrontarsi con gli altrettanto repentini mutamenti politici, sociali e culturali della nostra epoca.…

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