Nicola Tranfaglia, l’indagine storica delle patologie italiane

di Claudio Vercelli

La scomparsa. Addio a 82 anni allo storico dell’antifascismo. Studiò anche Berlusconi e la mafia. E fu eletto in Parlamento. Una traiettoria che si è compiuta tra ricerca accademica, giornalismo e impegno politico

Nicola Tranfaglia, morto all’età di quasi 83 anni, evoca molte cose e tante ragioni. Queste ultime, soprattutto, legate a più età intellettuali, comunque tutte connesse alla storia repubblicana, dagli anni Sessanta in poi. Quindi, ai suoi innumerevoli tornanti, di cui è stato un cronista e soprattutto biografo. Nato a Napoli – che è non solo un luogo della geografia italiana ma anche e soprattutto uno spazio della cultura nazionale, come tale destinato a lasciare impressa di sé una impronta profonda in quanti, ancora oggi, vi si formano – si laureò nella medesima città, nell’oramai lontano 1961.

Non era uno storico, in origine, ma un giurisperito, la qual cosa, a conti fatti, conterà non da poco nel suo approccio ai fatti della contemporaneità. Non di meno, la sua tesi di laurea riguardava la Corte costituzionale, le cui piene prerogative avrebbero avuto pieno riconoscimento solo una decina di anni dopo, successivamente alle timide riforme già intervenute degli anni ’50.…

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Cento anni di sfide aperte

di Francesco Antonelli

Edgar Morin compie cento anni. Quello che, sin troppo facilmente, si potrebbe definire uno degli ultimi maÎtre-à-penser francesi, uno dei divi così ben analizzati in un suo famoso libro del 1957 ma anche l’ultimo esponente dell’Umanesimo, svolta del moderno in cui il sapiente lo era ancora a trecentosessanta gradi. È forse per questo suo essere a cavallo tra Pico della Mirandola e Jean Paul Sartre – dal cui modello, per altro, prese spesso le distanze – che Morin è stato poco considerato nei paesi anglosassoni ma amatissimo in America Latina e in Italia; che gli ha conferito numerose lauree honoris causa e che legge avidamente ogni suo libro, citato – provocatoriamente – da uomini di destra come Sarkozy ma soprattutto dal mondo intellettuale di sinistra. Il quale ha spesso visto in lui una delle alternative culturali alla «geometrica potenza» del pensiero liberale, del razionalismo economicista, della compartimentazione dei saperi. Dunque, di fronte al «fenomeno Morin» e al fatidico anniversario che oggi in molti celebrano, più che mai si impone una lettura non agiografica.…

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Discorso per il trentennale della Resistenza

di Aldo Moro

“L’Italia rivive cosi una drammatica ma esaltante esperienza ed approfondisce la sua identità nazionale. Quella identità nazionale appunto che si rivela in momenti di svolta, destinati ad esercitare una decisiva influenza nella storia dei popoli. La Resistenza fu uno di questi momenti. Ad essa dunque, ancora oggi, facciamo riferimento. Ad essa ci rivolgiamo come al luminoso passato, sul quale è fondato il nostro presente ed il nostro avvenire. La Resistenza fu lo scatto ribelle di un popolo oppresso, teso alla conquista della sua libertà. Ma essa non fu solo un moto patriottico-militare contro l’occupante tedesco, destinato, perciò, ad esaurirsi con la fine del conflitto mondiale. La Resistenza viene da lontano e va lontano. Affonda le sue radici nella storia del nostro Stato risorgimentale. E’ destinata a caratterizzare l’epoca della rinnovata democrazia italiana. Un dato storico è da mettere in rilievo: alla Resistenza parteciparono, spontaneamente, larghe forze popolari, e non solo urbane, ma della campagna e della montagna. Furono coinvolti ad un tempo il proletariato di fabbrica, che difendeva gli strumenti essenziali del suo lavoro, e la realtà contadina.…

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Le prime laureate della storia

di Tiziana Plebani

Quale è stato il rapporto delle donne con gli studi superiori? La vicenda di Elena Corner, Juliana Morell e altre. Le università al loro esordio non furono ostili alla sapienza femminile, come accadde più avanti. Del secolo XI è la grandiosa esperienza medicale delle «Mulieres Salernitanae», più tardi a Bologna si ricorda Bettisia Gozzadini. E poi ancora Novella e Bettina d’Andrea. Scelsero una vita ritirata, come monaca Juliana che nel 1609 entrò nel monastero domenicano di Sainte-Praxède di Avignone, come oblata Elena che morì poco dopo l’acclamato titolo

Quando troppa luce si concentra su una donna, come è il caso di Elena Corner, l’effetto sovente che si ottiene è di farla divenire una figura eccezionale rispetto al suo sesso, nella tradizione della galleria delle donne illustri, e quel che è peggio, di usarla per rimuovere altre dalla memoria.

Pertanto un po’ di chiarezza può essere utile e può anche illuminare meglio quale fosse il rapporto delle donne con gli studi superiori.…

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Michael Walzer, note per la rivolta democratica

di Guido Caldiron

«Azione politica. Guida pratica per il cambiamento», pubblicato da Luiss University Press. Tradotto per la prima volta un testo del 1971 dedicato agli attivisti dei movimenti politici. Un libro frutto del decennio di lotte contro la segregazione razziale e la guerra. Secondo l’analisi dell’autore, qualunque ipotesi di trasformazione non è «una faccenda di leader isolati né teorici astratti; bensì di egualitarismo e di attività ad alto tasso di partecipazione sociale»

A decretare l’importanza di un libro, a molti anni dalla sua pubblicazione e anche quando non si tratti di un’opera letteraria, è spesso il fatto che insieme al suo contenuto riesca ad offrire lo spaccato di un’epoca, il ritratto credibile di una fase della storia umana, un frammento illuminante di una qualche biografia collettiva. Da raccolta di analisi le sue pagine sono destinate per questa via a trasformarsi in una sorta di testimonianza, candidata implicitamente a sfidare il tempo e l’opinione delle generazioni a venire. È questo il caso di Azione politica.

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Storia della Chiesa

di Roberto Timossi

Dopo tutte le Storie della Chiesa che sono state scritte fin dalle origini del cristianesimo e soprattutto durante il Novecento, ci vuole indubbiamente coraggio per cimentarsi nell’impresa di scriverne una completamente nuova, specialmente se si ha l’ambizione di non risultare né ripetitivi né scontati. Questo coraggio lo ha dimostrato, e a ragion veduta, il Centro Editoriale Dehoniano, che ha saputo realizzare una nuova Storia della Chiesa aggiornata e non omologabile alle analoghe precedenti Storie ecclesiastiche o in generale del cristianesimo.

Non è dunque casuale se nell’introduzione a ciascuno dei quattro volumi di cui è composta l’opera si è colta l’opportunità di giustificare i motivi che hanno spinto a dar forma a un altro manuale di Storia della Chiesa, a fronte dei tanti apparsi anche nei primi due decenni del XXI secolo; e le ragioni più forti apportate sono quelle delle rapide e profonde innovazioni in corso, tanto nelle istituzioni educative quanto nella storiografia ecclesiastica, posto che la Chiesa è più che mai chiamata a confrontarsi con gli altrettanto repentini mutamenti politici, sociali e culturali della nostra epoca.…

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“Fascismo eterno”?

di Renato Moro

Le cronache e le immagini giunte da Washington lo scorso 6 gennaio hanno purtroppo, per lo storico dell’età contemporanea, l’odore di qualcosa di conosciuto.

Il pensiero va immediatamente all’Italia del 28 ottobre 1922, quando un movimento politico che aveva 35 deputati in un Parlamento di 535 promosse una marcia delle sue squadre armate sulla capitale come arma di pressione e di ricatto sul governo e sul re. Va poi alla Francia del 6 febbraio 1934, quando migliaia di ex-combattenti della Prima guerra mondiale, radunati dall’estrema destra filo-fascista, marciarono sul Parlamento e cercarono di invaderlo per abbattervi il governo che accusavano di corruzione e di incapacità. Va infine alla Spagna del 23 febbraio 1981, quando un gruppo di militari nostalgici del franchismo, mitra alla mano, fece irruzione nel Parlamento.

L’assalto al Parlamento sembra dunque appartenere al Dna dei movimenti fascisti. Significa questo che stiamo assistendo, e nella più grande democrazia del mondo, a una resurrezione del fenomeno?

E dalla fine del 2015 che, di fronte alla crescita globale del populismo di destra e all’ascesa di Trump, l’accademia e la politica progressista americane insistono su questa idea.…

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Vive nella letteratura la memoria della Shoah

di Alessandro Zaccuri

Con “Nel buco nero di Auschwitz” Giovanni Tesio prosegue l’indagine sulle opere (questa volta narrative) che hanno dato voce alle vittime della violenza nazista

Di che cosa è memoria la memoria della letteratura? La domanda può essere formulata anche in altri termini, per esempio chiedendosi che cosa esattamente ricordi un romanzo oppure una poesia. E postulando, in prima istanza, che il ricordo del romanzo non coincida mai del tutto con quello della poesia. In quest’ultimo caso, infatti, l’elemento personale gioca comunque un ruolo preponderante. Sono le sensazioni a trovare espressione nel verso, e non tanto il resoconto dei fatti, mentre viene istintivo assegnare alla prosa un differente grado di veridicità. Se qualcuno la racconta, insomma, quella storia dev’essere accaduta, e possibilmente nella maniera esatta in cui ci viene riferita. L’invenzione non è esclusa del tutto, ma non può mai sconfinare nella mistificazione. Altrimenti, – di nuovo – quale memoria sarebbe mai la memoria della letteratura? A dispetto delle apparenze, non si tratta affatto di una questione teorica.…

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E’ morto Nedo Fiano, uno degli ultimi testimoni della Shoah

di Alessia Rastelli

Nato a Firenze, aveva 95 anni. Arrestato nel 1944 in quanto ebreo, fu deportato ad Auschwitz. Fu l’unico della famiglia a sopravvivere. Si è spento il 19 dicembre a Milano

«Ad Auschwitz sono rimasto orfano. Quest’esperienza devastante ha fatto di me un uomo diverso, un testimone per tutta la vita». Lo è stato, Nedo Fiano, un testimone lungo il corso di un’intera esistenza, interrottasi sabato 19 dicembre pomeriggio a Milano, nella casa di cura dove era ricoverato con la moglie Rina Lattes. Nato a Firenze il 22 aprile 1925, aveva 95 anni, di cui tantissimi spesi tra gli studenti a rivivere l’orrore, senza che mai lo abbandonasse il ricordo della madre Nella sulla rampa del lager, i suoi grandi occhi verdi pieni di paura, mentre la separavano da lui e dal marito, mandandola subito alla camera a gas.

Sarebbe tornato da solo Nedo. Ad Auschwitz lavorò schiavo proprio su quella banchina, dove arrivò con la famiglia il 23 maggio 1944.…

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L’intolleranza nella Chiesa

di Betty Varghese

Il libro presenta le molteplici forme di integralismo che si sono succedute all’interno della Chiesa e che tanto male hanno arrecato al messaggio evangelico, lacerando in maniera permanente il tessuto ecclesiale: «Storicamente – e malgrado possa apparire il contrario – la maggior parte degli scismi ecclesiastici sono dovuti a integralisti, non a progressisti, per quanto indubbiamente l’intolleranza possa presentarsi con la medesima intensità in entrambi gli schieramenti» (p. 21).

Dati alla mano, l’autore, professore emerito di Storia della Chiesa alla Pontificia Università Comillas di Madrid, mostra il succedersi di battaglie condotte in nome dell’ortodossia, dell’integrità della fede e della salvezza delle anime, sulle quali poi il corso successivo delle cose ha costretto a fare marcia indietro, minando la credibilità della Chiesa. Così è stato a proposito della libertà di coscienza, della libertà di stampa, della laicità dello Stato, dell’approccio scientifico alla Bibbia, della rivendicazione di una formazione filosofica meno fossilizzata su un’unica proposta (la seconda neoscolastica), del ruolo delle scienze umane, del contributo dei laici nella Chiesa.…

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