Vaticano. “I grandi cancellino i debiti dell’Africa, solo così potrà guarire dal Covid”

di Lucia Capuzzi

Il Vaticano lancia una campagna internazionale per sostenere l’istanza del Continente, al collasso per l’esplosione dei passivi. Il G20 proroga lo stop ai pagamenti per i Paesi poveri fino a dicembre

«È giusto che affamiamo i nostri bambini per pagare il debito?». Mezzo secolo dopo, l’interrogativo di Julius Nyerere, tra i padri dell’indipendenza africana, risuona drammaticamente attuale: il costo delle pendenze accumulate è sufficiente a vaccinare l’intero Continente contro il Covid. Con un impatto sanitario meno forte che altrove, la pandemia sta, però, sgretolando le già fragili economie degli Stati a Sud del Sahara.

L’effetto più preoccupante è l’esplosione del debito, il cui peso sul Pil è passato, in media, nell’ultimo decennio, dal 35 per cento al 65 per cento, secondo il Fondo monetario internazionale. La Banca africana per lo sviluppo ha previsto un ulteriore incremento nel breve e medio periodo di almeno il 10 per cento. A dicembre 2020, il passivo di sei nazioni era deteriorato e quello di altre 14 rischiava di diventarlo presto: in pratica, metà dell’Africa è vicina al fallimento.…

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Covid-19 in India, la catastrofe annunciata

di Stefano Vecchia

La seconda ondata della pandemia di Covid-19 sta spazzando l’India. Temuta ma non inattesa dopo un anno di restrizioni severe ma anche di una diffusione a zone che ha consentito a diverse regioni un’esistenza quasi normale. Mentre molte altre hanno sofferto vittime e maggiore povertà, aggravando soprattutto la condizioni dei numerosi indiani già al limite o sotto la soglia dell’indigenza. Se la prima fase, aveva visto un numero relativamente basso di contagi, ricoveri e decessi, in questa seconda bollettini giorno dopo giorno stanno assumendo dimensioni proporzionali a un Paese la cui popolazione si avvicina a 1,4 miliardi di abitanti.

Ieri i decessi giornalieri hanno superato quota 1500 portando il dato complessivo oltre quota 175mila (erano stati 149mila nel 2020). Sono circa un terzo delle morti degli Usa e la metà di quelle del Brasile; ma a impressionare è la progressione senza precedenti al mondo fatta registrare nelle ultime due settimane, che ha già portato l’India a superare di slancio il Brasile quanto a numero di contagi, salendo a quota 14,5 milioni di casi (erano ancora 10,2 milioni all’inizio dell’anno).…

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La salute non si brevetta

di Pierstefano Durantini

È trascorso poco più di un anno dallo scoppio della pandemia da Covid-19. In Italia siamo in piena terza ondata, quasi tutte le regioni sono in zona rossa e si prospetta, chissà, un confinamento totale come quello dello scorso anno, però ora abbiamo un’arma in più, i vaccini.

Bisogna partire dal presupposto che, se l’emergenza è globale, anche la risposta della vaccinazione deve essere globale, perché in un mondo così interconnesso e globalizzato o ci si salva tutti assieme o non ci si salva. Risulta quindi fondamentale che la campagna vaccinale coinvolga tutti gli abitanti del pianeta, altrimenti il virus non verrà mai sconfitto. Eppure stiamo assistendo al trionfo dell’egoismo, i Paesi più ricchi comprano milioni di dosi di vaccino ai più poveri restano solo le briciole.

A questo proposito India, Sudafrica e altri circa 70 Paesi in via di sviluppo hanno chiesto al WTOWorld Trade Organization (Organizzazione Mondiale del Commercio), la sospensione dei brevetti sui farmaci e i vaccini anti Covid detenuti dalle imprese transnazionali farmaceutiche, che stanno facendo profitti indescrivibili in questo delicato momento.…

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Suez, la flotta gialla

di Alberto Negri

Per otto anni 15 navi e i loro equipaggi vennero bloccati dalla guerra dei Sei Giorni del ‘67 nel Canale: nacque una «repubblica marinara» che organizzò giochi “olimpici” ed emise francobolli

Ma dove vanno i marinai, mascalzoni e imprudenti? Eccoli qui: sono gli equipaggi della Yellow Fleet, la Flotta Gialla del 1967. Non erano né prigionieri né ostaggi ma vissero intrappolati per alcuni anni in una situazione picaresca e paradossale che in mezzo alle tragedie del Medio Oriente diede vita a una sorta di romantica repubblica marinara nel Canale di Suez che organizzò persino i suoi giochi olimpici ed emise dei francobolli, perfettamente validi, riconosciuti dalle poste egiziane e ancora collezionati in tutto il mondo. Credo che sia stata l’unica entità mediorientale che non si sia mai sentita minacciata o in guerra con nessuno.

Ufficialmente questa micro-nazione di marinai, fondata sulla Melampus, naviglio battente bandiera britannica, si chiamava l’«Associazione del Grande Lago Amaro», quella parte del Canale dove per la guerra tra arabi e israeliani si trovarono bloccati senza poter navigare né avanti né indietro.…

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Draghi chieda scusa

di Tonio Dell’Olio

Nessuna giustificazione geopolitica o economica sarà mai sufficiente a spiegare l’affermazione di Draghi: “Noi esprimiamo soddisfazione per quello che la Libia fa, per i salvataggi, e nello stesso tempo aiutiamo e assistiamo la Libia”. Tanto a lui, quanto a chi ha preparato il discorso, consigliamo una cosa semplice: un incontro a tu per tu con qualcuno e qualcuna dei tanti giovani che sono riusciti a mettere i piedi sugli scogli italiani dopo essere passati dalla Libia. Draghi forse non conosce quella galleria di orrori cui sono state sottoposte per mesi e, a volte per anni, quelle persone. Sono situazioni che non hanno un corrispettivo nel lessico della lingua italiana. In questa lingua abbiamo invece le parole per chiedere scusa di quell’offesa alle vittime. Lo spessore di uno statista si misura anche dalla capacità di ammettere i propri sbagli e, possibilmente, di porvi rimedio. Nel 2020 il Progetto fermamigranti ha comportato un finanziamento di 58.292.664 euro alla Libia, quasi dieci milioni in più rispetto all’anno precedente.…

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La sinfonia di Papa Francesco in Iraq

di Brunetto Salvarani

Nella musica classica, la sinfonia si suddivide, di regola, in quattro movimenti. Il primo è un Allegro, il secondo un Lento, il terzo un Minuetto e l’ultimo una Sonata. È questa l’immagine che mi è nata seguendo il pellegrinaggio di papa Francesco nel martoriato Iraq, dal 5 all’8 marzo. Un viaggio che – da qui la motivazione dell’immagine musicale – non può essere disgiunto da altri due passaggi precedenti, che ne rafforzano il senso e lo rendono, oltre che davvero storico (come i commentatori hanno ripetuto continuamente), fondamentale per cogliere nel profondo il significato e le ragioni del pontificato di Bergoglio. Ma anche da un passo successivo, che ci chiama in causa tutti, facendoci uscire dalla comoda condizione di semplici spettatori di un grande e commovente evento.

Il primo – l’Allegro – è avvenuto il 4 febbraio 2019, nello scenario fiabesco degli Emirati Arabi Uniti, ad Abu Dhabi. Dove Francesco, che giocava, in gergo sportivo, fuori casa, e il grande imam (sunnita) di al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, hanno firmato insieme un documento sulla Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, innovativo non solo sul piano del dialogo cristiano- islamico, ma anche nel proporre al pianeta intero la fratellanza fra tutti quale fattivo e praticabile criterio di convivenza.…

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Tra ritorni e sguardo al futuro, Cina e Usa sempre più distanti

di Simone Pieranni

Occidente e Oriente. Il multilateralismo che Biden prova a riqualificare come bussola americana ha come collante, almeno nelle sue intenzioni, la volontà di creare un fronte contro Pechino. Il problema per gli Usa però è che -mentre il paese veniva affossato da Trump- il mondo andava avanti

Biden e la nuova amministrazione americana hanno inaugurato la propria stagione politica all’insegna del «ritorno». «Siamo tornati», dicono a Washington, intendendo il tentativo di riposizionarsi come garanti della sicurezza e del benessere mondiale.

Prima di Biden, però, anche Trump aveva proposto un ritorno ai fasti del passato, «Make America great again». «Di nuovo», come accadeva in passato. Perfino le immagini marziane sembrano andare in questa direzione, una riproposizione da 1969, da «guerra fredda»; per quanto affascinante, il lavoro di ricerca su Marte, sembra inserirsi in questa nuova narrativa di Biden: siamo tornati a assicurare pace e prosperità nel mondo, nello spazio, ovunque.

Xi Jinping e Pechino, invece, ripetono di lavorare per un «futuro condiviso» con i paesi che incroceranno l’azione commerciale cinese: sperimentano le auto a guida autonoma, promettono emissioni zero entro il 2060, lanciano la moneta digitale via via verso un utilizzo su scala nazionale.…

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Cina e Germania tra rivalità e collaborazione

di Vincenzo Comito

La Germania appare divisa tre le esigenze della sua economia, che la spingono ad avere rapporti importanti con la Cina – e la Russia, a cominciare dal Nord Stream 2 – e quelle di tipo politico di stretti legami storici con gli Stati Uniti.

Produzione e finanza

Come è stato ricordato di recente da qualcuno (Rowley, 2021), Lord Henry Pilkington, proprietario di una grande impresa inglese operante nella produzione di vetro, ricordava con orgoglio, molti decenni fa, come egli fosse un produttore di cose e non un maneggiatore di denaro. Ma la Gran Bretagna è diventato un Paese post-industriale ed oggi, ed anche più in generale negli altri Paesi anglosassoni, l’etica del maneggio di denaro è diventata quella dominante. Se Pilkington fosse ancora in vita non ne sarebbe certo felice. Quella finanziaria è oggi la professione meglio remunerata e la più considerata socialmente in tale area del mondo e i cervelli più brillanti che escono dalle migliori università vengono indirizzati in quella direzione.…

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Venezuela, per l’Onu le sanzione Usa e Ue sono “devastanti per la popolazione”

di Claudia Fanti

L’inviata dell’Onu ha incontrato anche l’opposizione. È quanto scrive Alena Douhan, relatrice speciale delle Nazioni unite, nel report sull’effetto delle misure al termine di una visita nel Paese

Se il governo statunitense ha sempre negato che le sanzioni contro il Venezuela potessero colpire la popolazione, penalizzando appena gli alti funzionari chavisti e le imprese ad essi legate, dalle Nazioni unite non poteva giungere una smentita più netta.

I risultati preliminari della visita nel paese, dall’1 al 12 febbraio, di Alena Douhan, relatrice speciale Onu sulle misure coercitive unilaterali e sui diritti umani, mostrano in maniera inequivocabile quanto «devastanti» siano le conseguenze dell’embargo «sull’intero popolo venezuelano, e in particolare sui più poveri, sulle donne, sui bambini, sugli operatori sanitari, sulle persone con disabilità o malattie croniche e sulle popolazioni indigene».

Il rapporto preliminare, frutto di riunioni con il governo, con l’opposizione, con la Chiesa cattolica, con le ong, non fa sconti all’amministrazione chiavista, riconoscendo, per esempio, come la crisi economica fosse iniziata già nel 2014 con la caduta del prezzo del petrolio, nel quadro di un’economia in gran parte dipendente dall’esportazione di greggio.…

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Un’agenda europea per Mario Draghi

di Mario Pianta

Dopo la ‘facile’ preparazione del governo di Mario Draghi, cambiare le regole europee su spesa nazionale, aiuti alle imprese e debito pubblico sono le tre cose ‘difficili’ che il governo Draghi potrebbe mettere nell’agenda di Bruxelles.

Troppo facile per Mario Draghi, presidente del Consiglio incaricato, raccogliere le disponibilità delle forze politiche – quasi tutte – a far parte del suo governo. Meno facile trovare l’equilibrio per un programma e per un governo che duri fino alla fine della legislatura, nel 2023, se questo è l’obiettivo che si è dato. Non troppo difficile è l’impiego dei 209 miliardi di sussidi e crediti di Next Generation EU in buoni investimenti: il Paese è stato talmente fermo che ha bisogno di tutto.

Il difficile – dobbiamo ricordarlo – era già stato fatto da Giuseppe Conte, Roberto Gualtieri e Paolo Gentiloni nei primi mesi del 2020 quando, di fronte alla pandemia, hanno contribuito a cambiare gli equilibri in Europa e a lanciare questo primo strumento di una politica fiscale comune.…

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