Draghi chieda scusa

di Tonio Dell’Olio

Nessuna giustificazione geopolitica o economica sarà mai sufficiente a spiegare l’affermazione di Draghi: “Noi esprimiamo soddisfazione per quello che la Libia fa, per i salvataggi, e nello stesso tempo aiutiamo e assistiamo la Libia”. Tanto a lui, quanto a chi ha preparato il discorso, consigliamo una cosa semplice: un incontro a tu per tu con qualcuno e qualcuna dei tanti giovani che sono riusciti a mettere i piedi sugli scogli italiani dopo essere passati dalla Libia. Draghi forse non conosce quella galleria di orrori cui sono state sottoposte per mesi e, a volte per anni, quelle persone. Sono situazioni che non hanno un corrispettivo nel lessico della lingua italiana. In questa lingua abbiamo invece le parole per chiedere scusa di quell’offesa alle vittime. Lo spessore di uno statista si misura anche dalla capacità di ammettere i propri sbagli e, possibilmente, di porvi rimedio. Nel 2020 il Progetto fermamigranti ha comportato un finanziamento di 58.292.664 euro alla Libia, quasi dieci milioni in più rispetto all’anno precedente.…

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La sinfonia di Papa Francesco in Iraq

di Brunetto Salvarani

Nella musica classica, la sinfonia si suddivide, di regola, in quattro movimenti. Il primo è un Allegro, il secondo un Lento, il terzo un Minuetto e l’ultimo una Sonata. È questa l’immagine che mi è nata seguendo il pellegrinaggio di papa Francesco nel martoriato Iraq, dal 5 all’8 marzo. Un viaggio che – da qui la motivazione dell’immagine musicale – non può essere disgiunto da altri due passaggi precedenti, che ne rafforzano il senso e lo rendono, oltre che davvero storico (come i commentatori hanno ripetuto continuamente), fondamentale per cogliere nel profondo il significato e le ragioni del pontificato di Bergoglio. Ma anche da un passo successivo, che ci chiama in causa tutti, facendoci uscire dalla comoda condizione di semplici spettatori di un grande e commovente evento.

Il primo – l’Allegro – è avvenuto il 4 febbraio 2019, nello scenario fiabesco degli Emirati Arabi Uniti, ad Abu Dhabi. Dove Francesco, che giocava, in gergo sportivo, fuori casa, e il grande imam (sunnita) di al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, hanno firmato insieme un documento sulla Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, innovativo non solo sul piano del dialogo cristiano- islamico, ma anche nel proporre al pianeta intero la fratellanza fra tutti quale fattivo e praticabile criterio di convivenza.…

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Tra ritorni e sguardo al futuro, Cina e Usa sempre più distanti

di Simone Pieranni

Occidente e Oriente. Il multilateralismo che Biden prova a riqualificare come bussola americana ha come collante, almeno nelle sue intenzioni, la volontà di creare un fronte contro Pechino. Il problema per gli Usa però è che -mentre il paese veniva affossato da Trump- il mondo andava avanti

Biden e la nuova amministrazione americana hanno inaugurato la propria stagione politica all’insegna del «ritorno». «Siamo tornati», dicono a Washington, intendendo il tentativo di riposizionarsi come garanti della sicurezza e del benessere mondiale.

Prima di Biden, però, anche Trump aveva proposto un ritorno ai fasti del passato, «Make America great again». «Di nuovo», come accadeva in passato. Perfino le immagini marziane sembrano andare in questa direzione, una riproposizione da 1969, da «guerra fredda»; per quanto affascinante, il lavoro di ricerca su Marte, sembra inserirsi in questa nuova narrativa di Biden: siamo tornati a assicurare pace e prosperità nel mondo, nello spazio, ovunque.

Xi Jinping e Pechino, invece, ripetono di lavorare per un «futuro condiviso» con i paesi che incroceranno l’azione commerciale cinese: sperimentano le auto a guida autonoma, promettono emissioni zero entro il 2060, lanciano la moneta digitale via via verso un utilizzo su scala nazionale.…

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Cina e Germania tra rivalità e collaborazione

di Vincenzo Comito

La Germania appare divisa tre le esigenze della sua economia, che la spingono ad avere rapporti importanti con la Cina – e la Russia, a cominciare dal Nord Stream 2 – e quelle di tipo politico di stretti legami storici con gli Stati Uniti.

Produzione e finanza

Come è stato ricordato di recente da qualcuno (Rowley, 2021), Lord Henry Pilkington, proprietario di una grande impresa inglese operante nella produzione di vetro, ricordava con orgoglio, molti decenni fa, come egli fosse un produttore di cose e non un maneggiatore di denaro. Ma la Gran Bretagna è diventato un Paese post-industriale ed oggi, ed anche più in generale negli altri Paesi anglosassoni, l’etica del maneggio di denaro è diventata quella dominante. Se Pilkington fosse ancora in vita non ne sarebbe certo felice. Quella finanziaria è oggi la professione meglio remunerata e la più considerata socialmente in tale area del mondo e i cervelli più brillanti che escono dalle migliori università vengono indirizzati in quella direzione.…

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Venezuela, per l’Onu le sanzione Usa e Ue sono “devastanti per la popolazione”

di Claudia Fanti

L’inviata dell’Onu ha incontrato anche l’opposizione. È quanto scrive Alena Douhan, relatrice speciale delle Nazioni unite, nel report sull’effetto delle misure al termine di una visita nel Paese

Se il governo statunitense ha sempre negato che le sanzioni contro il Venezuela potessero colpire la popolazione, penalizzando appena gli alti funzionari chavisti e le imprese ad essi legate, dalle Nazioni unite non poteva giungere una smentita più netta.

I risultati preliminari della visita nel paese, dall’1 al 12 febbraio, di Alena Douhan, relatrice speciale Onu sulle misure coercitive unilaterali e sui diritti umani, mostrano in maniera inequivocabile quanto «devastanti» siano le conseguenze dell’embargo «sull’intero popolo venezuelano, e in particolare sui più poveri, sulle donne, sui bambini, sugli operatori sanitari, sulle persone con disabilità o malattie croniche e sulle popolazioni indigene».

Il rapporto preliminare, frutto di riunioni con il governo, con l’opposizione, con la Chiesa cattolica, con le ong, non fa sconti all’amministrazione chiavista, riconoscendo, per esempio, come la crisi economica fosse iniziata già nel 2014 con la caduta del prezzo del petrolio, nel quadro di un’economia in gran parte dipendente dall’esportazione di greggio.…

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Un’agenda europea per Mario Draghi

di Mario Pianta

Dopo la ‘facile’ preparazione del governo di Mario Draghi, cambiare le regole europee su spesa nazionale, aiuti alle imprese e debito pubblico sono le tre cose ‘difficili’ che il governo Draghi potrebbe mettere nell’agenda di Bruxelles.

Troppo facile per Mario Draghi, presidente del Consiglio incaricato, raccogliere le disponibilità delle forze politiche – quasi tutte – a far parte del suo governo. Meno facile trovare l’equilibrio per un programma e per un governo che duri fino alla fine della legislatura, nel 2023, se questo è l’obiettivo che si è dato. Non troppo difficile è l’impiego dei 209 miliardi di sussidi e crediti di Next Generation EU in buoni investimenti: il Paese è stato talmente fermo che ha bisogno di tutto.

Il difficile – dobbiamo ricordarlo – era già stato fatto da Giuseppe Conte, Roberto Gualtieri e Paolo Gentiloni nei primi mesi del 2020 quando, di fronte alla pandemia, hanno contribuito a cambiare gli equilibri in Europa e a lanciare questo primo strumento di una politica fiscale comune.…

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Francesco in Iraq, l’unica diplomazia contro la guerra

di Alberto Negri

Medio Oriente. Bergoglio non solo è il primo papa in Iraq ma anche il primo capo di stato dell’Occidente a casa dell’ayatollah Sistani. Ecco perché la sua visita è pastorale ma anche politica

Il papa in visita oggi da Sistani fa politica e diplomazia, quella che nessuno riesce a fare. Chi è Alì Sistani, il religioso sciita di Najaf?

È un uomo, con un’influenza spirituale estesa ben oltre i confini iracheni, che rappresenta la sintesi complessa, avvincente, e talora inestricabile, di un secolo di vicende dell’Iraq e del Medio Oriente.

Ma è anche una parte della nostra storia, assai poco onorevole, fatta di spartizioni coloniali e guerre, come quella del 2003 che l’Occidente ha portato nella terra di Abramo e che un altro papa, Wojtyla, ricevendo il vicepresidente di Saddam Hussein, il cristiano Tarek Aziz, cercò di fermare mentre in Italia esponevamo quelle bandiere arcobaleno adesso ormai stinte ed estinte.

Questa volta il papa fa un po’ anche la nostra parte, ci ricorda l’inferno iracheno, la memoria perduta e la vergogna di guerre costruite su menzogne come quella delle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, la madre di tutte le fake news inventata da Bush jr.…

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Francesco e la sfida che darà un segno all’intero Pontificato

di Angelo Scelzo

Più che un viaggio è una sfida. O quantomeno si può parlare di viaggio, se si identifica questo che è iniziato ieri a Bagdad, con viaggio. Anzi, il viaggio del pontificato, quasi un evento a sè che tuttavia ricapitola, da solo, l’intero magistero di Francesco, lo aggiorna, e si pone come uno spartiacque nella vicenda della chiesa moderna. C’era una volta l’evangelizzazione, il fulcro, la missione stessa della chiesa nel mondo, poi nei tempi moderni diventata Nuova – con la nascita di un dicastero istituito nel 2010 da Papa Benedetto. Ma nuova ovviamente solo nel senso di un aggiornamento delle modalità di annuncio di fronte a un mondo radicalmente cambiato e in larga parte scristianizzato. Oggi, quando il pellegrinaggio nella terra di Abramo, padre della fede di cristiani, musulmani ed ebrei, toccherà Ur dei Caldei – il sogno non realizzato di Giovanni Paolo II nel Grande Giubileo dell’anno duemila – una delle più antiche e importanti città sumeriche, a pochi chilometri da Nassiryia, evocherà dal vivo, con un’intensità senza pari, la radice biblica di una predicazione fondata sul Vangelo.…

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La pandemia mette a nudo il capitalismo amorale

di Laura Pennacchi

Economia e morale. Dobbiamo risalire alle strutture profonde dei sistemi di produzione e dei ruoli produttivi, vale a dire dei nostri doveri, dei nostri poteri, del nostro prestigio sociale

La pandemia globale da Covid-19 sta facendo esplodere il mondo moderno: la carenza di lavoro, la trasformazione ecologica, i migranti, le biotecnologie, l’intelligenza artificiale e lo sviluppo incontrollato della scienza, l’istruzione, i beni pubblici, la cultura. I

l Forum di Davos, che già l’anno scorso aveva inneggiato al «mai più profitti senza etica», ora reclama «migliori economie e società». Da più parti avanza la richiesta di discutere la legittimità del capitalismo anche sotto il profilo strettamente morale.

Mentre alcuni studiosi si attardano nella celebrazione del saggio in cui cinquant’anni fa Milton Friedman sosteneva che il capitalismo non ha alcuna responsabilità sociale tranne che aumentare i profitti (the business of business is business), maturano interrogativi che vanno dal «fondamento etico lacerato» del capitalismo di Paul Collier all’esigenza di liberazione dal «fondamentalismo di mercato» affidata a un «capitalismo progressista» di Joseph Stiglitz, all’esplicita volontà di ricostruzione delle «basi normative» del capitalismo di due filosofe come Nancy Fraser e Rahel Jaeggi, le quali sostengono che nessuna pratica economica è neutrale, e pertanto scissa dalla normatività, e il capitalismo non va visto come semplice sistema economico ma come «ordine sociale istituzionalizzato».…

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Il nuovo Cile riscrive la Carta (e la storia)

di Elena Basso

America Latina. Stracciata la Costituzione di Pinochet, l’11 aprile i cileni eleggeranno la costituente: 155 membri scelti tra i cittadini. Tra i candidati c’è Natalia, manifestante vittima della violenza repressiva dei carabineros

La stanza è piccola e soleggiata, è una camera da letto. Appese alle pareti ci sono due foto che ritraggono un gatto e un cane, piccole bandierine color pastello decorano gli spazi.

E’ piena estate a Santiago del Cile e al centro della stanza c’è una ragazza: si chiama Natalia Aravena, ha 26 anni ed è candidata all’assemblea che scriverà la nuova Costituzione del Paese.

La storia è già importante, una ragazza così giovane che vuole scrivere una Costituzione, ma c’è un particolare che la rende straordinaria: Natalia ha perso un occhio, è una degli oltre 460 manifestanti che le forze dell’ordine cilene hanno accecato durante le manifestazioni che da oltre un anno scuotono il Cile.

Il 18 ottobre 2019 alcuni studenti hanno iniziato a saltare i tornelli della metro per protestare contro l’aumento del costo del biglietto; in pochi giorni oltre un milione e mezzo di persone sono scese in piazza a manifestare per le enormi disuguaglianze sociali che affliggono il Paese chiedendo le dimissioni del presidente Sebastián Piñera.…

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