Tutela del diritto alla salute ed obbligo del Green Pass

Università degli Studi di Sassari Corso di laurea in Scienze Politiche Cattedra di Istituzioni di diritto pubblico Cattedra di Diritto Costituzionale e dell’organizzazione pubblica

Webinar Tutela del diritto alla salute ed obbligo del Green Pass 15 gennaio 2022 h.17

Saluti istituzionali Prof. Francesco Soddu (Università di Sassari. Presidente del Corso di laurea in Scienze Politiche)

Coordina Avv. Michele Zuddas (Università di Sassari)

Relazione introduttiva Prof. Giovanni Bianco (Università di Sassari)

Interverranno Prof.ssa Alessandra Algostino (Università di Torino) Prof. Carlo Amirante (Università di Napoli) Prof. Massimo Cacciari (Università Vita-Salute San Raffaele) Prof. Antonio Delogu (Università di Sassari) Prof.ssa Silvia Illari (Università di Pavia) Prof.ssa Giovanna Montella (Università di Roma “La Sapienza)

in diretta streaming su Cisco Webex: https://bit.ly/3EUFBnA e sulla pagina FB della testata giornalistica “Sa Republica sarda”

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Credere rinunciando ad ogni immagine del divino

di Gilberto Squizzato

1. Il Dio dell’Esodo

Se è un’enorme fatica rinunciare all’immagine figurata del Dio onnipotente arbitro delle nostre vicende personali (le famigerate “imperscrutabili vie del Signore”), non meno ardua è quella di depurare la mia immaginazione dalla figura di Jahvè signore della Storia, segreto regista degli eventi globali. Perché ora so che quella era l’immagine nazionalistica di un dio etnico non più compatibile con la mia sensibilità: era il Dio condottiero, protagonista onnipresente dell’Esodo e dell’intera storia ebraica, di cui tanti di noi si erano innamorati negli anni ‘60/‘80 perché indiscutibile artefice dell’imminente liberazione globale dell’umanità dalle mascelle voraci del capitale e dall’ingiusta voracità dei padroni sovranazionali, ricchi Epuloni destinati al suo inferno.

Ma esiste davvero un Dio signore della Storia, come credettero Mosè e gli ebrei del Sinai, convinti di averlo al loro fianco quando, occupata con le armi la terra dei Cananei, edificarono su quel fondamento religioso spiccatamente nazionalistico (cioè etnico, cioè, per dirla tutta, anche razziale e razzista) di una delle prime teocrazie assolute?…

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Liturgia: che cosa promette il futuro?

di Andrea Grillo

Dare continuità alla tradizione sana, non a quella malata. Questa fu, 60 anni fa, la preoccupazione fondamentale del Concilio Vaticano II. Il progetto riguardava l’intera esperienza ecclesiale, ma trovò immediata esecuzione solo sul piano liturgico. Così, alcuni anni dopo il Concilio, l’unico piano su cui si fece una vera riforma fu il campo della celebrazione liturgica.

Ma proprio per questo motivo, soprattutto sul piano liturgico, il post-Concilio, oltre ad aver avviato tutta la trasformazione linguistica, culturale, ecclesiale e teologica che la riforma prevedeva, ha manifestato una certa paura di fronte al nuovo, fino al tentativo di negarlo. Il colpo di freno ha utilizzato un vero e proprio “dispositivo di blocco”, che ha lavorato molto intensamente dalla fine degli anni ‘80 fino all’inizio del pontificato di Francesco. Il freno al Concilio è stato concepito in modo raffinato: si è basato su un’argomentazione apparentemente “debole”, ossia sulla negazione alla Chiesa dell’autorità di cambiare se stessa. Così, sul piano liturgico, la riforma cadde sotto il sospetto di “aver abusato” della tradizione: perciò a partire dal 2001 iniziò una restaurazione che riguardò prima il ristabilimento del primato del latino, poi il sospetto verso l’“assemblea celebrante”, l’elencazione di una infinita serie di abusi e infine la rassicurazione formale di poter a celebrare come se il Concilio non ci fosse mai stato.…

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Cittadinanza

Incontro di studi dell’Associazione culturale nazionale “Giorgio La Pira”, con il patrocinio della Fondazione “Giorgio La Pira”, dell’Accademia di studi storici “Aldo Moro”, dell’Archivio storico Flamigni  e della Provincia di Viterbo

Presentazione del volume di Giovanni Moro Cittadinanza, Mondadori editore, 2020

Civita Castellana, 23 ottobre 2021, h.16.30

Indirizzi di saluto ed introduzione

Dott.Emilio Corteselli (Presidente associazione culturale nazionale “Giorgio La Pira”)

Relazione introduttiva e coordinamento

Prof.Giovanni Bianco (Università di Sassari)

Interverranno

Prof. Carlo Bersani(Università di Cassino) Prof.ssa Bruna Bocchini Camaiani (Università di Firenze) Prof. Matteo Cosulich (Università di Trento) Dott.ssa Ilaria Moroni (Archivio storico Flamigni) Prof. Aurelio Rizzacasa (Università di Perugia)

Conclude

Prof.Giovanni Moro (Università di Roma “La Sapienza”)

L’incontro di studi si terrà presso la Sala delle Conferenze della Curia Vescovile, in P.zza Matteotti, 5

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Addio a Salvatore Veca, decisivo l’incontro con Rawls

di Stefania Tarantino

 Il filosofo italiano è morto all’età di 77 anni. Equità, pluralismo, sostenibilità, sono al cuore della sua teoria della giustizia. Si era sempre impegnato perché si stipulasse un nuovo patto sociale tra scienza, sapere e società civile.

Se la filosofia italiana è riuscita a esprimere una sua originalità nel tenere insieme rigore analitico e passione argomentativa, superando la sterile débâcle tra filosofi continentali e filosofi analitici, lo deve – tra gli altri – a figure come quelle di Salvatore Veca. Morto ieri nella sua casa di Milano all’età di settantasette anni, era nato a Roma nel 1943. Appassionato di miti, di tragedie e di poesia greca, si era inizialmente iscritto alla facoltà di Lettere moderne alla Statale di Milano. Subito dopo però decise di passare a Filosofia, facoltà in cui si laureò nel 1966. La decisione fu presa senza tentennamenti dopo aver seguito un corso di filosofia teoretica tenuto da Enzo Paci, che divenne poi relatore della sua tesi di laurea con Ludovico Geymonat.…

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Con Bobbio, illuminati dal “lumicino della ragione”

di Rossella Guadagnini

Un saggio di Gaetano Pecora, appena edito da Donzelli, illustra il profondo laicismo del filosofo torinese, che riteneva molteplici le facce della verità e argomentava sull’etica a partire dalla pietra angolare della libertà di coscienza

“Il lumicino della ragione” è un’immagine a cui Norberto Bobbio teneva, ricorrendovi per spiegare il come e il perché del suo “convinto laicismo”, secondo la sua stessa definizione. La figura della piccola luce ripresa dal filosofo Locke, ben si addice infatti a illustrare un atteggiamento che trova riscontro nella concezione di uno Stato il quale, nel conflitto tra religione e ateismo, non prende posizione né per la credenza, né per la miscredenza.

E lascia così che ognuno segua i percorsi di una propria, autentica spiritualità. È questa una prospettiva che sarebbe assai valida nel caso di numerosi temi (bio)etici e sociali che tanto stanno surriscaldando il dibattito attuale: a volerne citare uno solo per tutti, ad esempio, c’è il fine vita: l’eutanasia è effettivamente un diritto oppure no?…

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A Dio quel che è di Dio, alla scienza quel che è della scienza. Due scienziati per una fede oltre il mito

di Claudia Fanti

Che, per la teologia, il richiamo alla scienza non sia più una scelta, ma una strada obbligata, è stato ribadito da più parti: se il cristianesimo, è stato sottolineato, vuole cercare di parlare alle donne e agli uomini contemporanei in un modo che possa ancora risultare efficace e significativo, è evidente che non potrà più prescindere da quanto sappiamo oggi dell’universo e dei suoi processi. E non c’è dubbio che quanto la scienza ci ha permesso oggi di sapere rimandi a un’immagine completamente nuova del mondo – radicalmente diversa da quella che ha permesso lo sviluppo del patrimonio simbolico teologico, dottrinale e spirituale del cristianesimo – scardinando dalle fondamenta l’antica cosmovisione geocentrica, statica, antropocentrica e androcentrica.

In questo quadro, l’antico braccio di ferro tra scienza e fede non ha più ragione d’essere: come evidenzia José Maria Vigil nel libro Il cosmo come rivoluzione  (Gabrielli editore, 2018), «in materia “scientifica”, solo la scienza ha una parola da dire. La spiritualità, senza pretendere di possedere verità precedenti o provenienti da una fonte indipendente, costruirà proprio a partire dal contributo della scienza».…

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Pensare oltre i confini. Un’etica della migrazione

di Afaf Ezzamouri

I fenomeni migratori hanno da sempre caratterizzato la storia dell’umanità. Sono una realtà con la quale è necessario fare i conti e vanno dunque studiati, compresi e adeguatamente affrontati. Lo spiega Julian Nida-Rümelin – professore ordinario di filosofia e teoria politica all’Università di Monaco di Baviera, nonché ministro della cultura durante il primo governo Schröder. Il saggio Pensare oltre i confini.Un’etica della migrazione, pone al centro della riflessione la componente etico-normativa, che permette a Nida-Rümelin di sviluppare quella che definisce “politica migratoria coerente” (p. 10). Si fa qui riferimento ad un’etica intesa in senso lato e ad un realismo etico fortemente sostenuto da Ronald Dworkin e Thomas Nagel, che l’autore stesso considera i suoi pochi alleati nella filosofia contemporanea. Ciò a cui instancabilmente punta il docente – e più in generale questa scuola di pensiero – è di «scoprire che cosa dovremmo fare, non ciò che comunemente si ritiene che andrebbe fatto; ciò che effettivamente va fatto, non ciò che sarebbe accettabile per un’ideale comunità di discorso» (p.…

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Tolkien e la destra italiana

di Davide Frasnelli

Una polemica politica, oltre che letteraria, è stata di nuovo innescata dalla nuova recente traduzione de Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien.

La traduzione di Ottavio Fatica segue quella storica di Vicky Alliata del 1967, rivista poi da Quirino Principe nel 1970 per l’editore Rusconi, con l’introduzione di Elemire Zolla.

Già prima della pubblicazione (nel 2019 è uscito il primo libro della trilogia La Compagnia dell’Anello) la grande schiera dei detrattori si è fatta avanti e, a pochi giorni dall’uscita del libro, le recensioni sul web si sono moltiplicate esponenzialmente, quasi tutte negative. La vicenda ha destato più di qualche sospetto: difficile che un tomo di 694 pagine possa essere letto e commentato in pochissimi giorni da così tante persone che non lo fanno per mestiere.

Molti indizi fanno pensare che le recensioni siano false: giudizi netti senza commento, brevità, termini sensazionalistici. Le poche recensioni lunghe e argomentate sono, invece, positive.

Suona strana una presa di posizione così dura e decisa nei confronti di una nuova traduzione di un classico – tale è Tolkien – che come tutti i classici può, e deve, essere ritradotto.…

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Libertà vigilata. La lotta per il controllo di internet

di Silvia Cegalin

In un periodo storico in cui Internet è divenuto sempre più determinante all’interno della definizione dei fatti politici, si pensi ad esempio alla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali del 2016 e al ruolo giocato dai social media, è necessario interrogarsi su quali siano le strategie di controllo in rete e su come cercare di arginare contenuti altamente manipolatori tesi a trasformare le dinamiche del mondo reale.

All’interno di questo contesto tematico si inserisce il primo libro tradotto in italiano di David Kaye, Libertà vigilata edito da Treccani Libri, che si posiziona tra le analisi più attuali e complete per affrontare il tema del controllo di Internet. Se infatti la questione della sorveglianza non appare nuova nel dibattito pubblico, e a testimoniarlo è il successo sempre maggiore dei surveillance studies che specialmente nei lavori di David Lyon  e di Shoshana Zuboff trovano le disquisizioni più importanti; la materia della sorveglianza in rete attualmente manca ancora di una struttura coerente, e proprio per questo il testo di Kaye rappresenta un’apripista essenziale per incominciare a discutere in maniera profonda il rapporto che lega censura e libertà di espressione.…

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