Origine, territorio, cittadinanza e comunità: attenzione a queste parole

di Francesco Filippi

Ci sono molti motivi per cui l’idea nazionale ha preso piede e continua a sopravvivere. Ma che cosa significa, davvero, essere italiani? Estratto dell’introduzione dell’ultimo libro di Francesco Filippi “Prima gli italiani! (sì, ma quali?)” (Laterza)

Termini come “origine”, “territorio” o definizioni legali come “cittadinanza” appaiono solo tentativi, peraltro molto approssimati, di inquadrare un insieme reale assai più vasto e complesso. Si tratta, secondo la definizione del sociologo Benedict Anderson, di una “comunità immaginata”, vale a dire di un insieme di persone che, pur non conoscendosi e non essendosi mai incontrato, sente di appartenere, tutto, a un gruppo definito che le distingue da altre persone.

Eppure, per quanto fittizio, frammentato e disomogeneo possa essere il racconto che tiene unito questo insieme di persone, esso è tutt’altro che irrilevante: perché nel corso del tempo, rimanendo solo al caso italiano, è riuscito a convincerle che lo hanno fatto proprio per prendere scelte economiche controproducenti, imbarcarsi in avventure dannose per i più, combattere, uccidere e infine morire.…

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Dante in Cina, baluardo patriottico o linguistico?

di Alessandra Brezzi e Changxu Gao

Negli anni ’40, lo scrittore Lao She (1899-1966) compose tre sapienti saggi sulla «Commedia». Letti oggi, ci appaiono l’espressione del dissenso contro il silenzio a cui si voleva piegare la letteratura

Parlare di recezione di Dante in Cina implica limitare il discorso a un arco temporale di circa cento anni e concentrarsi principalmente sull’attività traduttiva, poiché una feconda critica dantesca non si è mai sviluppata. In un recente saggio del 2015, Rassegna degli ultimi 100 anni di Dante in Cina, il medievista Jiang Yuebin muove critiche severe ai colleghi comparatisti, e ai pochi dantisti, accusandoli di essersi rinchiusi in un isolamento che li ha resi incapaci di instaurare rapporti dialogici e interdisciplinari con il resto del mondo e soprattutto di offrire contributi originali alla dantistica mondiale.

In realtà nelle prime decadi del ’900 vi fu un frequente ricorso a Dante, alla funzione e al ruolo che svolse all’interno del canone letterario europeo. Liang Qichao (1873-1929), ad esempio, protagonista del fallito movimento riformista (1898), inserì Dante, con sembianze da immortale taoista, tra i protagonisti del suo melodramma incompiuto La nuova Roma (Xin Luoma 1902), con cui avrebbe voluto scuotere il popolo cinese affinché non lasciasse che il paese venisse «affettato come un melone» dalle potenze straniere ma agisse per la creazione di una moderna nazione, la quarta Roma, come in Italia Mazzini, Garibaldi e Cavour erano riusciti a liberarsi dal giogo straniero.…

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Hans Küng : un’altra Chiesa è possibile

di Giorgia Castagnoli

Ricordiamo il teologo svizzero scomparso oggi all’età di 93 anni con questa lunga intervista, pubblicata su MicroMega 4/2010, in cui Küng critica duramente papa Ratzinger ed evidenzia la rottura tra il papato e il popolo cattolico.

Quell’incontro tra loro a Castel Gandolfo non fu riappacificatore. Hans Küng critica duramente papa Ratzinger attaccandolo su vari temi: dalle vere origini del cattolicesimo al dialogo interreligioso, passando per lo scandalo pedofilia e i casi Williamson e Pio XII. Una conversazione a tutto tondo in cui il teologo evidenzia una rottura tra il papato e il popolo cattolico. Storia di un’altra Chiesa, con altri valori.

[da MicroMega 4/2010]

 

Parigi, cosa significa per lei?

Mi fa molto piacere ritornarci oggi. Parigi è una città in cui sono venuto per la prima volta nel lontano 1948. All’epoca ero solo uno studente, e molte cose sono successe in questi decenni… così ora sono contento di essere qui nuovamente per presentare il mio secondo libro di memorie [Une vérité contestée, Mémoires, Ed.…

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Le prime laureate della storia

di Tiziana Plebani

Quale è stato il rapporto delle donne con gli studi superiori? La vicenda di Elena Corner, Juliana Morell e altre. Le università al loro esordio non furono ostili alla sapienza femminile, come accadde più avanti. Del secolo XI è la grandiosa esperienza medicale delle «Mulieres Salernitanae», più tardi a Bologna si ricorda Bettisia Gozzadini. E poi ancora Novella e Bettina d’Andrea. Scelsero una vita ritirata, come monaca Juliana che nel 1609 entrò nel monastero domenicano di Sainte-Praxède di Avignone, come oblata Elena che morì poco dopo l’acclamato titolo

Quando troppa luce si concentra su una donna, come è il caso di Elena Corner, l’effetto sovente che si ottiene è di farla divenire una figura eccezionale rispetto al suo sesso, nella tradizione della galleria delle donne illustri, e quel che è peggio, di usarla per rimuovere altre dalla memoria.

Pertanto un po’ di chiarezza può essere utile e può anche illuminare meglio quale fosse il rapporto delle donne con gli studi superiori.…

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Elogio della Comune

di Giulio Marcon

A 150 anni dalla Comune di Parigi, quell’esperienza ci parla di oggi, perché ci ricorda il valore della democrazia dal basso, l’autogoverno, il radicalismo egualitario capace di scalzare privilegi e gerarchie, la dimensione libertaria e laica, la gratuità e universalità dell’istruzione, la passione disinteressata di un impegno collettivo, di identità condivise.

Da qualche giorno si parla dei 150 anni della Comune di Parigi, che ebbe inizio il 18 marzo del 1871, concludendosi nel sangue il 28 maggio dello stesso anno. L’impero era stato travolto dalla disfatta della guerra franco-prussiana del 1870. Napoleone III era stato deposto e arrestato e il 4 settembre del 1870 la repubblica aveva sostituito la monarchia. Di fronte alle complicità delle nuove leadership repubblicane e di Thiers con i prussiani di Bismarck e con l’impero appena smantellato, gli operai, gli artigiani e molti piccolo-borghesi di Parigi si erano sollevati alcuni mesi dopo e nel marzo del 1871 avevano dato vita alla Comune.

Lo stesso avveniva in altre città della Francia.…

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Michael Walzer, note per la rivolta democratica

di Guido Caldiron

«Azione politica. Guida pratica per il cambiamento», pubblicato da Luiss University Press. Tradotto per la prima volta un testo del 1971 dedicato agli attivisti dei movimenti politici. Un libro frutto del decennio di lotte contro la segregazione razziale e la guerra. Secondo l’analisi dell’autore, qualunque ipotesi di trasformazione non è «una faccenda di leader isolati né teorici astratti; bensì di egualitarismo e di attività ad alto tasso di partecipazione sociale»

A decretare l’importanza di un libro, a molti anni dalla sua pubblicazione e anche quando non si tratti di un’opera letteraria, è spesso il fatto che insieme al suo contenuto riesca ad offrire lo spaccato di un’epoca, il ritratto credibile di una fase della storia umana, un frammento illuminante di una qualche biografia collettiva. Da raccolta di analisi le sue pagine sono destinate per questa via a trasformarsi in una sorta di testimonianza, candidata implicitamente a sfidare il tempo e l’opinione delle generazioni a venire. È questo il caso di Azione politica.

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Engels, inchiesta sociologica sullo sfruttamento

di Donatello Santarone

«La situazione della classe operaia in Inghilterra», edito da Feltrinelli. Pubblicato a Lipsia nell’estate del 1845, ritorna in libreria nella storica traduzione di Raniero Panzieri. Vedere i lavoratori nelle loro case e parlare con loro non sarebbe stato possibile senza la mediazione della sua compagna, l’attivista operaia irlandese Mary Burns e di sua sorella Lizzie. Il volume ha avuto il merito di scoperchiare il manto di ipocrisie e bugie con cui i primi capitani d’industria occultavano le sofferenze patite da milioni di uomini e donne

«Se non volete essere arrostiti nella mia padella, andate pure a passeggiare nel fuoco». Questo è il motto che i capitalisti inglesi nei decenni della rivoluzione industriale rivolgevano agli operai, «liberi» di non accettare i disumani contratti che essi imponevano a quell’umanità tormentata e umiliata che un giovane di ventiquattro anni, Friedrich Engels, descrive nel suo capolavoro di inchiesta sociologica, condotto, come recita il sottotitolo, «in base a osservazioni dirette e fonti autentiche»: La situazione della classe operaia in Inghilterra, oggi ripubblicato da Feltrinelli nella storica traduzione di Raniero Panzieri (pp.…

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L’estetica consapevole della rivolta che cambiò tutto

di Andrea Colombo

Il ritratto. Addio a Lawrence Ferlinghetti. Poeta, libraio, editore tra i protagonisti della Beat Generation, aveva 101 anni. Nel 1954 fu arrestato con Ginsberg per «diffusione di materiale osceno» per la poesia «Howl!» (Urlo). Saranno assolti. Nell’America perbenista era il segno che i tempi stavano per cambiare

«Non chiamatemi beat. Io non sono mai stato un poeta beat», dichiarava meno di dieci anni fa, già ultranovantenne, Lawrence Ferlinghetti in un documentario sulla sua lunga vita, ed era probabilmente un vezzo. Figurarsi se il poeta che aveva fondato a San Francisco la libreria City Lights, 261 Columbus Avenue, punto di ritrovo di quel gruppo in realtà eterogeneo che fu la beat generation, e poi la City Lights Publishers, destinata a pubblicare molte delle opere beat, poteva davvero pensare di poter scindere il suo nome, anche a oltre mezzo secolo di distanza, da quello degli amici passati con lui alla storia come «la beat generation».

Anche se davvero l’autore di Coney Island in My Mind non faceva parte del nucleo duro del gruppo.…

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Dagli anni di piombo al populismo penale, trent’anni di giustizia

di Eleonora Martini

Giustizia. Dapprima era una rivista, edita dal manifesto a partire dal marzo 1985, bimestrale di critica all’emergenza terrorismo. L’associazione Antigone nasce il 18 febbraio 1991. Detenzione domiciliare, divieto di estradizione verso i Paesi dove vige la pena di morte, lotta alle tossicodipendenze in cella: molte le battaglie vinte

In principio fu una rivista, edita dal manifesto a partire dal marzo 1985: articoli lunghissimi, quasi dei trattati di filosofia politica, perlopiù assolutamente improponibili al giorno d’oggi, scritti da un gruppo di intellettuali, giuristi e politici che decisero di andare controcorrente, combattendo una battaglia garantista proprio mentre la vulgata comune si inchinava alla mano pesante dello Stato nei confronti dei protagonisti dei cosiddetti Anni di piombo. Scelsero l’archetipo della detenuta, Antigone, per dare nome al «Bimestrale di critica dell’emergenza» con il quale Stefano Rodotà, Massimo Cacciari, Mauro Palma, Luigi Ferrajoli, Rossana Rossanda, Luigi Manconi, Luca Zevi, Papi Bronzini e altri intendevano aprire una spazio di riflessione e dibattito anche tra culture molto diverse, facendo tesoro soprattutto del lavoro di monitoraggio del «Centro di documentazione sulla legislazione di emergenza» fondato all’inizio degli anni Ottanta dallo stesso Palma insieme a Rossanda, Bronzini, Ferrajoli, Gianni Palombarini e Luigi Saraceni.…

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Il garantismo come legge del più debole e dell’oppresso, contro il potere

dl Luigi Ferrajoli

La nostra giustizia penale è classista: nelle carceri ci sono tossicodipendenti immigrati e condannati per reati di strada. Il diritto penale – almeno luogo dell’uguaglianza davanti alla legge – è diventato il luogo della massima disuguaglianza

Fu Rossana Rossanda a decidere il nome. Perché Antigone?

Perché quel nome alludeva al punto di vista esterno – il punto di vista della giustizia, della morale e della politica – con cui intendevamo guardare alle durezze e alle iniquità del diritto penale, alle involuzioni inquisitorie dei processi e alle condizioni di illegalità delle nostre carceri. Allora, alla nascita della prima serie della rivista – nel 1985, sei anni prima della nascita dell’Associazione, nel 1991 – la nostra critica si rivolgeva alla legislazione e alla giurisdizione d’eccezione, che in quegli anni avevano ridotto il già debole sistema delle garanzie del corretto processo.

Il nostro richiamo ad Antigone si identificava perciò con l’opzione per il garantismo penale contro le degenerazioni indotte dall’emergenza del terrorismo e manifestatesi nelle leggi eccezionali e in taluni grandi processi di stampo inquisitorio, a cominciare da quello del 7 aprile contro l’Autonomia operaia.…

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