Nicola Tranfaglia, l’indagine storica delle patologie italiane

di Claudio Vercelli

La scomparsa. Addio a 82 anni allo storico dell’antifascismo. Studiò anche Berlusconi e la mafia. E fu eletto in Parlamento. Una traiettoria che si è compiuta tra ricerca accademica, giornalismo e impegno politico

Nicola Tranfaglia, morto all’età di quasi 83 anni, evoca molte cose e tante ragioni. Queste ultime, soprattutto, legate a più età intellettuali, comunque tutte connesse alla storia repubblicana, dagli anni Sessanta in poi. Quindi, ai suoi innumerevoli tornanti, di cui è stato un cronista e soprattutto biografo. Nato a Napoli – che è non solo un luogo della geografia italiana ma anche e soprattutto uno spazio della cultura nazionale, come tale destinato a lasciare impressa di sé una impronta profonda in quanti, ancora oggi, vi si formano – si laureò nella medesima città, nell’oramai lontano 1961.

Non era uno storico, in origine, ma un giurisperito, la qual cosa, a conti fatti, conterà non da poco nel suo approccio ai fatti della contemporaneità. Non di meno, la sua tesi di laurea riguardava la Corte costituzionale, le cui piene prerogative avrebbero avuto pieno riconoscimento solo una decina di anni dopo, successivamente alle timide riforme già intervenute degli anni ’50.…

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Stop alla messa preconciliare: Francesco salda i conti col fondamentalismo cattolico

di Francesco Peloso

La decisione di papa Francesco di revocare la liberalizzazione della messa in latino preconciliare abrogando il motu proprio di Benedetto XVI ‘Summorum pontificum’, chiude un intero ciclo politico e definisce la rotta del futuro per la malridotta barca di Pietro, anche oltre l’orizzonte dell’attuale pontificato. Ci sarà modo per tornare sulla portata della decisione di Francesco, qui basterà accennare appena alcuni fatti. Da un punto di vista meramente simbolico si può dire che dietro le falangi estremiste pronte a dare l’assalto al Congresso di Washington nel dicembre scorso, aleggiava fra gli altri anche il fantasma di ‘Summorum pontificum’ e del mondo fondamentalista e apocalittico cristiano che lo aveva accolto e al quale Ratzinger aveva teso la mano della riconciliazione. Benedetto XVI ha infatti perseguito, nei primi anni del suo pontificato, un sogno restauratore, un disegno ideologico che certo è andato in frantumi ma ha prodotto danni enormi. E’ opportuno ripercorre alcuni passaggi di quel percorso. Nel settembre del 2005 il papa tedesco incontrò il Superiore della Fraternità di San Pio X, mons. …

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La trama ideologica del discorso sulle razze

di Claudio Vercelli

Intorno al libro «Il bianco e il negro. Indagine storica sull’ordine razzista» di Aurélia Michel, edito da Einaudi. Secondo l’autrice, la schiavitù è da intendersi sia come elemento strategico nella costruzione dei rapporti di produzione che come strumento di riproduzione di significati e abitudini.

Non è sempre agevole muoversi tra le tante pagine del ricchissimo volume di Aurélia Michel. Anche se offre un’apprezzabile linearità descrittiva, con una serie di scansioni cronologiche e logiche che aiutano, chi lo affronta, a muoversi in cinque secoli di storia. L’autrice de Il bianco e il negro. Indagine storica sull’ordine razzista (Einaudi, pp. 289), docente all’Università Paris-Diderot e ricercatrice presso il Centre d’études en sciences sociales sur les mondes africains, américains et asiatiques, cerca infatti di offrire al lettore uno sguardo, fondato storicamente e articolato sul piano socio antropologico, del rapporto, intercorso dal XVI secolo in poi, tra schiavitù, razza, razzismo e ordinamenti sociali. Partendo da un assunto strategico: «la razza è un ordine sociale globale, il nostro ordine globale».…

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Il Sud dei Borboni non era il migliore dei mondi possibili

di Piero Bevilacqua

Fra i fenomeni politico-culturali più sorprendenti e civilmente dannosi, che hanno imperversato in Italia negli ultimi dieci anni, un posto speciale merita il cosiddetto neoborbonismo. Vale a dire la credenza secondo cui il Sud prima dell’Unità, o meglio il Regno borbonico, fosse stato il migliore dei mondi possibili. Non solo, ma Il fantastico regno delle Due Sicilie – come Pino Ippolito Armino intitola il suo denso pamphlet, col sottotitolo Breve catalogo delle imposture neoborboniche (Laterza, pp.125) – avrebbe subìto dal processo di unificazione nazionale, condotto dai Savoia, una sequela di massacri e danni irreversibili che ne avrebbero condizionato il futuro.

A dare vita alla leggenda è stato il giornalista Pino Aprile che con Terroni (2010), un libro da oltre mezzo milione di copie, ha ripreso antichi motivi recriminatori aggiungendo molti temi romanzeschi alla storia reale. Quel successo merita di essere interpretato. È per un verso il sintomo di un malessere profondo del Sud, sempre più emarginato dalle politiche pubbliche, e al tempo stesso una rivalsa tardiva contro l’opera di criminalizzazione con cui la Lega di Bossi ha imposto all’immaginario degli italiani un Sud di delinquenti e spreconi.…

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Tre omelie contro il Führer

di Gian Antonio Stella

Clemens Van Galen scosse le coscienze dei tedeschi. Il 13 luglio 1941, e per altre due settimane, in Vescovo di Münster, da sempre ostile a Hitler, attaccò le politiche naziste.

«La mia testa è a disposizione di vostra maestà, ma non la mia coscienza». L’immenso Clemens von Galen, quell’estate 1941, citava ad esempio l’impavida risposta data nel 1763 da Ernst von Münchhausen a Federico II, l’imperatore che aveva osato chiedere al suo ministro di commettere un’ingiustizia. La citava e la faceva propria, per sfidare Adolf Hitler.

Sapeva bene, l’arcivescovo di Münster, che si stava giocando la pelle: «Nessuno di noi è sicuro, sia esso convinto di essere il più fedele, il più coscienzioso cittadino, sia esso convinto della propria completa innocenza, che un giorno non venga prelevato da casa, privato della propria libertà e rinchiuso nei sotterranei e nei campi di concentramento della polizia segreta. Non mi faccio illusioni: ciò può capitare anche oggi, o un giorno, anche a me.…

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La libertà come alternativa all’ordine globale bloccato

di Francesco Pallante

«Essere dispersi» di Santiago Zabala, pubblicato da Bollati Boringhieri

Uno alla volta, i pur angusti spiragli di ripensamento – dell’economia, della società, dell’ambiente – apertisi con la pandemia vanno tutti richiudendosi su se stessi. Altro che niente sarà più come prima! Come prima, più di prima: è questo il refrain che guida la ripartenza. E, dunque: più sregolatezza economica, più ingiustizie sociali, più sfruttamento dell’ambiente. E, in arrivo con le riforme del fisco, della giustizia e della pubblica amministrazione: meno progressività, meno indipendenza della magistratura, meno imparzialità e controlli. Il tutto, sotto la guida dell’Uomo della Provvidenza, che circondato da un manipolo di fedelissimi cantori dell’ultraliberismo, accentra tutti i poteri nelle proprie mani, imprimendo alla verticalizzazione del sistema istituzionale un’accelerazione da far rimpiangere i fautori della governabilità.

Se poi aggiungiamo che prossimo beneficiario della blindatura del blocco dominante sarà l’alleanza fascio-leghista-berlusconiana che vola nei sondaggi, davvero c’è poco da stare allegri. Un’illuminate spiegazione delle ragioni profonde di questa alleanza, solitamente negata ma che sempre torna a riproporsi, tra poteri tecnici e populismo di destra viene dalla riflessione del filosofo Santiago Zabala dell’Università Pompeu Fabra di Barcellona, che ha da poco dato alle stampe Essere dispersi.

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La follia di Dio. Una teologia dell’incondizionale

di Paolo Cattorini

L’espressione «follia di Dio» è impiegata, in questo libro, nel senso della Prima lettera di San Paolo ai Corinzi (cfr 1 Cor 1,22-25): la follia di Dio è più saggia degli esseri umani e la debolezza di Dio è più forte degli esseri umani. John Caputo, teologo e filosofo statunitense di formazione cattolica, è un noto esponente della cosiddetta «teologia debole o del forse o dell’incondizionale». In essa Dio non è pensato come un principio di potenza, una garanzia materiale di successo mondano, ma come la voce che chiama a operare il bene senza condizioni, accordi contrattuali, vantaggi idolatrici. Dio non «esiste» come la causa efficiente da cui tutto dipende, ma come l’emergere di un appello alla libertà.

Più che «esistere» al modo di una cosa, Dio «insiste» affinché noi, prendendoci cura di chi ha fame, sete, è ignudo, prigioniero, colmiamo ciò che manca al corpo di Dio e completiamo – facciamo «esistere» – ciò che Dio ha consegnato alle nostre deboli mani.…

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Cento anni di sfide aperte

di Francesco Antonelli

Edgar Morin compie cento anni. Quello che, sin troppo facilmente, si potrebbe definire uno degli ultimi maÎtre-à-penser francesi, uno dei divi così ben analizzati in un suo famoso libro del 1957 ma anche l’ultimo esponente dell’Umanesimo, svolta del moderno in cui il sapiente lo era ancora a trecentosessanta gradi. È forse per questo suo essere a cavallo tra Pico della Mirandola e Jean Paul Sartre – dal cui modello, per altro, prese spesso le distanze – che Morin è stato poco considerato nei paesi anglosassoni ma amatissimo in America Latina e in Italia; che gli ha conferito numerose lauree honoris causa e che legge avidamente ogni suo libro, citato – provocatoriamente – da uomini di destra come Sarkozy ma soprattutto dal mondo intellettuale di sinistra. Il quale ha spesso visto in lui una delle alternative culturali alla «geometrica potenza» del pensiero liberale, del razionalismo economicista, della compartimentazione dei saperi. Dunque, di fronte al «fenomeno Morin» e al fatidico anniversario che oggi in molti celebrano, più che mai si impone una lettura non agiografica.…

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L’Africa degli italiani brava gente e dei raid aerei all’iprite

Raffaele J. Salinari

Addio ad Angelo Del Boca. È morto il più grande storico del «nostro» colonialismo. Denunciò la guerra Nato in Libia e i campi di concentramento per migranti

Ci ha lasciato Angelo Del Boca, la coscienza critica del colonialismo degli «italiani brava gente». Nato a Novara il 23 maggio del 1925; il padre aveva combattuto come fante nella prima battaglia dell’Isonzo durante la Grande Guerra e dunque già da piccolissimo si era dovuto confrontare con gli interrogativi che immancabilmente attraversano quanti hanno vissuto, più o meno direttamente, un’esperienza così traumatica. Nei libri autobiografici, in particolare in quelli che ricordano la sua esperienza partigiana, il ruolo testimoniale del padre e le ombre gettate sul suo mondo giovanile dalla Grande Guerra, diventano centrali nella formazione di una sensibilità verso i processi storici in generale e quelli coloniali in particolare.

ANGELO DEL BOCA partecipa alla Seconda Guerra Mondiale e dopo essere stato deportato in Germania a seguito dell’armistizio dell’8 settembre, si arruola nella Repubblica di Salò, nella divisione alpina Monte rosa, dalla quale però diserta per entrare a far parte della Resistenza nelle formazioni di Giustizia e Libertà.…

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Riformare il capitalismo dalla luna

di Rachele Gonnelli

Rispondere alle sfide post Covid, cioè assicurare sanità e vaccini a tutti, battere le diseguaglianze, arginare il cambiamento climatico. Insomma a riformare il capitalismo finanziarizzato “che è fallito”. Per Mariana Mazzucato si può fare con politiche di missione su esempio dell’Apollo 11, con lo Stato come pilota.

Per capire chi ha ispirato l’ultimo libro dell’economista Mariana Mazzucato (“Missione economia, una guida per cambiare il capitalismo”; Laterza, aprile 2021) bisogna partire dalla fine. Due sono le tracce su cui si muove, tracce di personaggi evidentemente riconosciuti come leader portatori di messaggi per il futuro del mondo nell’epoca post pandemica. Due donne tra le tante che cita. Il primo spunto è senza dubbio il discorso con cui Ursula von Der Leyen ha presentato il Green Deal europeo. In quella occasione la presidente della Commissione di Bruxelles paragonò la sfida del Vecchio continente di raggiungere la decarbonizzazione totale entro il 2050 e più in generale per salvare la Terra dagli effetti del cambiamento climatico alla missione lunare dell’Apollo 11.…

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