Perchè oggi la Shoah ci riguarda ancora più di ieri

di Milena Santerini

Nel tempo dei conflitti e delle semplificazioni, la memoria dell’Olocausto degli ebrei non è rituale né retorica: è un argine civile contro odio, antisemitismo e nuove discriminazioni.

In questi giorni ci siamo chiesti se ha ancora senso, oggi, ricordare la deportazione e la distruzione degli ebrei d’Europa avvenute durante la Seconda guerra mondiale. Con preoccupazione e angoscia si assiste infatti alla crescita dei conflitti, ma soprattutto vediamo la normalizzazione dell’uso della forza, l’abitudine alle armi, gli abusi in nome della sicurezza e della «remigrazione», le discriminazioni verso gli «altri», stranieri quindi «nemici» secondo il sillogismo di Primo Levi. Esperienze di ingiustizia e discriminazione sembrano allontanarci da una memoria fondativa della nostra convivenza civile. Eppure, è proprio ora che la memoria della Shoah torna a illuminare la storia e indicare una speranza per il presente. Può sembrare paradossale che da uno degli eventi più bui della storia, una distruzione insensata di vite umane, sia emersa una decisione di riscatto.…

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Francesco d’Assisi

di Samuele Pinna

Francesco d’Assisi (1181-1226) è uno dei santi più amati della cristianità, tanto che la sua storia affascina ancora a 800 anni dalla morte. L’agile volume del cardinal Angelo Comastri a lui dedicato non soltanto offre una biografia del Poverello, ma può essere considerato come una guida per scoprire o riscoprire l’insegnamento francescano: «È quello che vogliono proporre queste povere pagine, che tentano di dipingere davanti agli occhi distratti della gente di oggi la via percorsa da Francesco d’Assisi» (p. 7).

L’esistenza dell’Assisiate appare segnata fin dall’inizio, quando Francesco doveva essere Giovanni: «Quando il padre tornò dal suo viaggio, subito si lamentò con Pica per la scelta del nome troppo religioso. E cambiò il nome del figlio: lo chiamò Francesco, in omaggio a un panno che commerciava e che era chiamato “francesco” perché veniva prodotto in Francia. E così il nome Francesco entrò nella storia: entrò a motivo della ricchezza del commercio per indicare un uomo che avrebbe avuto orrore per la ricchezza al punto tale da chiamare “sua sposa” la povertà» (pp.…

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“Csm demolito, riforma non condivisa. Perchè si deve votare no al referendum”

di Angelo Picariello

Il professor Bachelet, figlio di Vittorio, ex presidente di Ac assassinato dalle Br, guida il comitato che chiede di bocciare la riforma del governo. «La mancanza di una data per la consultazione è un segnale di incertezza»

«La cosa che più mi preoccupa di questa riforma è la demolizione del Consiglio superiore della magistratura, dell’equilibrio usato dai nostri Padri costituenti». Giovanni Bachelet, presidente del Comitato “Società civile per il No al referendum costituzionale”, è il figlio di Vittorio Bachelet, ex presidente di Azione Cattolica, assassinato dalle Brigate rosse proprio da vicepresidente del Csm. Ex deputato del Pd, richiamato in servizio quasi “a sua insaputa”, ha accettato volentieri: «Le riforme andrebbero fatte insieme», dice. E ora – dopo il vertice con i leader delle opposizioni di lunedì – si dice convinto che l’obiettivo delle 500mila firme da raccogliere in poco tempo sarà raggiunto.

Perché ha accettato di guidare un Comitato contro la riforma costituzionale del Governo? C’entra, in questa scelta, il cognome impegnativo che porta?…

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In Cile vince l’ultradestra pinochetista

di Andrea Mulas

La vittoria di José Antonio Kast in Cile segna il trionfo della Destra radicale e nostalgica del pinochetismo. La sua campagna si è concentrata su sicurezza e immigrazione, capitalizzando paure e malcontento dell’elettorato. Il nuovo presidente avrà il Congresso dalla sua parte, un fatto senza precedenti nella storia recente del Cile.

José Antonio Kast, come da pronostici, è stato eletto presidente della repubblica del Cile ottenendo uno schiacciante 58,1% dei consensi contro la sfidante Jeannette Jara, candidata del Centrosinistra, che si è fermata al 41,8%. Il peggior risultato che le forze progressiste abbiano avuto dal ritorno alla democrazia nel 1990. È la prima volta che un presidente di estrema Destra, nostalgico del pinochetismo, arriva alla Moneda. D’altra parte, al plebiscito del 5 ottobre 1988 indetto dal generale Augusto Pinochet per perpetuare per altri otto anni il suo potere illimitato, Kast sostenne l’opzione “Sì” e, per tutta la sua vita pubblica non ha rotto con il regime di Pinochet.…

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Giustizia, via al comitato del No. E spunta la raccolta delle firme

di Michele Gambirasi

È ufficialmente nato il comitato della società civile per il No al referendum costituzionale sulla giustizia, il secondo dopo quello dell’Associazione nazionale magistrati. Presentato ieri, la formazione è presieduta da Giovanni Bachelet ed è composto da Cgil, Arci, Anpi, Acli, Libera e decine di altre associazioni. L’idea è che, accanto alla campagna dei magistrati che hanno promesso di non voler politicizzare la questione (come anche il governo del resto), in seno al nuovo comitato si promuova l’idea che la riforma sia dannosa in primo luogo per i cittadini. «Vota No per difendere Giustizia, Costituzione, Democrazia» è lo slogan scelto.

LA LINEA DELL’ESECUTIVO d’altronde è chiara: andate a votare contro i giudici. «Sono i cittadini ad avere il maggiore interesse a essere garantiti da una magistratura autonoma e indipendente da tutti, a partire dal governo pro tempore», ha detto Bachelet, «oltretutto, la legge Nordio non migliora in nulla la qualità del servizio della giustizia: non aumenta gli organici, non riduce i tempi del processo, non stabilizza le migliaia di lavoratrici e lavoratori precari del settore, non aumenta, anzi riduce, le garanzie per le persone».…

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Cile, 52 anni dopo il golpe che rovesciò Allende resta un nodo irrisolto

di Diego Battistessa

L’11 settembre 1973 il Cile entrava in una delle pagine più oscure e drammatiche della sua storia. All’alba di quel giorno i carri armati erano già nelle strade di Santiago e i caccia Hawker Hunter sorvolavano il cielo, pronti a bombardare il palazzo presidenziale della Moneda. Al suo interno, Salvador Allende, primo presidente marxista eletto democraticamente al mondo, resisteva con le armi in pugno e con le parole del suo ultimo discorso, trasmesso da radio Magallanes, che ancora oggi riecheggiano come una lezione di dignità e coraggio.

Poco dopo, Allende sceglieva di togliersi la vita per non cadere prigioniero. La sua morte segnava l’inizio della dittatura militare di Augusto Pinochet, un regime che sarebbe durato fino al 1990 e che avrebbe lasciato dietro di sé migliaia di morti, desaparecidos, esiliati e un intero Paese ferito.

Cinquantadue anni dopo, il golpe cileno rimane un nodo irrisolto, non solo per la memoria collettiva del Paese ma anche per la politica contemporanea.…

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Barcellona, la Global Sumud Flotilla in viaggio per rompere l’assedio

Global Sumud Flotilla, cos'è la flotta internazionale a sostegno della popolazione di Gaza | Sky TG24di Lorenzo D’Agostino

Parte oggi da Barcellona il primo gruppo di barche della Global Sumud Flotilla. Mentre una parte della città continua la routine turistica di fine agosto, ovunque spuntano manifestazioni di solidarietà con la Palestina. Davanti a un supermercato Carrefour un picchetto invita al boicottaggio della catena francese che opera nelle colonie israeliane. Gruppi avvolti in kefieh e bandiere si muovono verso il Moll de la Fusta, il lungomare di Barcellona dove sono stati organizzati due giorni di dibattiti, conferenze e concerti. Oggi una grande manifestazione saluterà la partenza della flottiglia con gli aiuti.

I partecipanti e gli organizzatori non riposano: ci sono pezzi meccanici da sostituire all’ultimo minuto, un passaporto smarrito, liberatorie non firmate. La maggior parte dei volontari non sa su quale barca salirà: la riservatezza è totale, al limite della paranoia, per il timore di infiltrazioni e sabotaggi. Tra chi è venuto a sostenere le delegazioni da 44 paesi, c’è Alexandre Duran Danvins, un giovane artista, «perché non posso lasciare che il sistema generi in me apatia davanti a uno sterminio.…

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Meloni al Meeting, crociata contro giudici e migranti

di Andrea Carugati

Madre e cristiana, ma assai poco misericordiosa, soprattutto verso i migranti e i giudici che fanno «invasioni di campo» sbarrando la strada ai suoi campi di detenzione in Albania. Giorgia Meloni si presenta al Meeting di Rimini fresca di vacanze, il viso paonazzo per l’abbronzatura, e cita papi, preti e santi, quasi una litania, per mostrarsi devota che di più non si può. E pronta a fare «ogni sforzo» per frenare l’inverno della denatalità aiutando le famiglie: con un piano casa a prezzi calmierati per le giovani coppie (progetto a cui stava lavorando Salvini a cui lei soffia l’annuncio).

Invoca una «società amica delle famiglie» senza citare mai la questione dei salari, tanto che sarà poi il leghista a ricordarle che con gli stipendi fermi a venti anni fa mettere su famiglia è quasi impossibile. Lei si concentra sulle promesse di nuovi denari per le scuole private, tanto care ai ciellini: «Dobbiamo assicurare la libertà educativa anche alle famiglie con minori risorse, basta con i pregiudizi contro la parità scolastica».…

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Freud uccide la letteratura: parola di Isaac B.Singer

di Roberto Righetto

Nei suoi saggi sullo scrivere l’autore yiddish invita a diffidare di psicologia e sociologia. E in pagine mirabili evoca le sorprese del “romanzo di Dio”

La vera letteratura esprime l’invisibile e, come diceva il domenicano francese Jean Pierre Jossua, si rivela capace di pensare l’Assoluto nell’inquietudine della parola. Con lui altri critici letterari e teologi come il belga Charles Moeller e, per venire all’Italia, padre Ferdinando Castelli e Guido Sommavilla, hanno rilevato come la letteratura e la dimensione religiosa non siano due entità monolitiche da porre l’una di fronte all’altra, ma due realtà che si parlano e desiderano incontrarsi. Non molto diversamente sembra pensarla lo scrittore Isaac Bashevis Singer nel volume appena pubblicato da Adelphi col titolo A che cosa serve la letteratura? (pagine 220, euro 19,00), che raccoglie saggi apparsi su giornali e riviste poco accessibili, come il quotidiano yiddish  Forverts”, e recentemente fatti uscire dagli archivi, recuperati e raccolti. Già l’inizio, una sola paginetta dal titolo “Il Satana del nostro tempo”, è fulminante: « Dentro di me – dice Singer – alberga la convinzione che ogni essere umano sia posseduto, e per me i veri scrittori sono coloro che sanno praticare l’esorcismo».…

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Il Leone mansueto? Il Conclave elegge Robert Prevost

di Valerio Gigante e Ludovica Eugenio

Quello che succede all’interno di un Conclave è tradizionalmente coperto da segreto. Ma nel corso dei mesi successivi all’elezione di un papa le notizie cominciano a trapelare, fino a comporre un quadro abbastanza dettagliato (anche se non documentabile) di come sono andati gli scrutini, spesso con il dettaglio dei voti.

Sarà forse così anche per questo Conclave, concluso alla quarta votazione l’8 maggio alle 18.07 con la fumata bianca cui è seguito l’annuncio dell’elezione di Robert Francis Prevost, che ha assunto il nome di Leone XIV.

Il favorito era un altro, il card. Pietro Parolin, giunto in Conclave con un discreto sostegno e la speranza di guadagnare ulteriori consensi. Durante la messa pro eligendo pontifice un cardinale esperto come il card. Re, decano del Collegio cardinalizio, si era avvicinato rivolgendogli un saluto informale, ma carico di significato: «Auguri doppi». Sembrava l’implicito endorsement in vista dell’imminente Conclave di quei settori della Chiesa e della Curia che vedevano nell’ex segretario di Stato una continuità nella politica multilaterale, di progressiva distanza dagli Stati Uniti e di avvicinamento ai Paesi dell’Est, Cina in testa.…

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