25 aprile. Il discorso di Antonio Scurati censurato dalla Rai

di Antonio Scurati

“Giacomo Matteotti fu assassinato da sicari fascisti il 10 di giugno del 1924. Lo attesero sotto casa in cinque, tutti squadristi venuti da Milano, professionisti della violenza assoldati dai più stretti collaboratori di Benito Mussolini. L’onorevole Matteotti, il segretario del Partito Socialista Unitario, l’ultimo che in Parlamento ancora si opponeva a viso aperto alla dittatura fascista, fu sequestrato in pieno centro di Roma, in pieno giorno, alla luce del sole. Si batté fino all’ultimo, come lottato aveva per tutta la vita. Lo pugnalarono a morte, poi ne scempiarono il cadavere. Lo piegarono su se stesso per poterlo ficcare dentro una fossa scavata malamente con una lima da fabbro. Mussolini fu immediatamente informato. Oltre che del delitto, si macchiò dell’infamia di giurare alla vedova che avrebbe fatto tutto il possibile per riportarle il marito. Mentre giurava, il Duce del fascismo teneva i documenti insanguinati della vittima nel cassetto della sua scrivania. In questa nostra falsa primavera, però, non si commemora soltanto l’omicidio politico di Matteotti; si commemorano anche le stragi nazifasciste perpetrate dalle SS tedesche, con la complicità e la collaborazione dei fascisti italiani, nel 1944. 

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Non c’è normalità in questa quotidianità

di Chiara Cruciati

L’infrastruttura dell’occupazione militare uccide il tempo e stravolge lo spazio. Ramallah dista da Betlemme appena venti minuti. Ma da Gerusalemme non si può passare. In mezzo, da oltre venti anni, c’è un muro di cemento alto otto metri. E allora bisogna attraversare la “valle del fuoco”

Hanno otto e sei anni, sono due fratellini palestinesi. Vivono alla periferia di Gerusalemme est, nel pezzo di città che confina con Betlemme. È qui che vanno a scuola. Ogni mattina la madre li accompagnava con la sua automobile fino al cancello dell’istituto, un bacio sulla guancia, ci vediamo alle 14. Dal 7 ottobre non può più farlo: la chiusura imposta dall’esercito israeliano lungo le strade della Cisgiordania significa l’isolamento delle comunità palestinesi dei Territori occupati. Nella pratica: blocchi di cemento, montagne di sabbia, cancelli e barriere di ferro sulle strade che si immettono sulle vie a scorrimento veloce.

I due fratellini scendono dall’auto della mamma davanti a uno di questi grandi cancelli gialli, sorvegliati a poca distanza dai soldati israeliani.…

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Addio a Gigi Riva, la normalità di Rombo di tuono

di Luca Pisapia

Morto a 79 anni il grande attaccante, il record di gol in nazionale. Lo scudetto vinto a Cagliari nel 1970, il «no» alla Juve

È morto ieri sera a Cagliari il più grande centravanti del calcio italiano. Gigi Riva è stato mille cose: artefice di uno scudetto incredibile con il Cagliari, volto ieratico che ha segnato un’epoca, miglior cannoniere di sempre in maglia azzurra, uomo che ha detto no al potere. Gigi Riva è stato anche l’immagine di un calciatore che volava nel cielo. È il 18 gennaio 1970, stadio Romeo Menti di Vicenza. Al ventesimo del secondo tempo Gori scatta sulla sinistra, arriva sul fondo e crossa in mezzo. In area Domenghini fa da torre e rimette al centro un pallone spiovente. Gigi Riva è lì, spalle alla porta e circondato da due difensori, allora decide di salire. E sale, si alza in cielo, vola. E quando è più in alto di tutti, oltre il campo, sopra le nuvole, si libra in una rovesciata perfetta e poderosa.…

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Dio ha bisogno di Trump?

di Tonio Dell’Olio

Da un articolo apparso su Repubblica (Il dogma evangelico che sospinge Trump “È il prescelto di Dio” di Paolo Mastrolilli, 16 luglio 2024) apprendo che gli eventi della campagna elettorale di Donald Trump iniziano sempre con un video introduttivo in cui una voce fuori campo proclama solenne: “Il 14 giugno del 1946, Dio guardò dall’alto in basso verso il paradiso da lui progettato, e disse: ‘Ho bisogno di un custode’. Quindi Dio ci diede Trump”. Un’investitura messianica, per salvare la Terra dal collasso politico e morale. Infatti continua per tre minuti, elogiando le virtù dell’Unto del Signore in tutti i campi dell’avventura umana, dai rapporti familiari a quelli con i minacciosi rivali internazionali che deve tenere a bada – commenta Mastrolilli. E noi ci chiediamo: perché per la sua propaganda elettorale quest’uomo ha bisogno di scomodare Dio? Ecco, quando penso al secondo comandamento, Non nominare il nome di Dio invano, credo si riferisca proprio a questo.

(mosaicodipace.it , 17 gennaio 2024)…

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Emergenza climatica: banchieri contromano

di Guglielmo Ragozzino

La Cop 28 di Dubai, a cominciare dal principe Al Jaber che la presiede, è la conferenza del fossile più che del clima. Un rapporto di 504 associazioni ambientaliste di 54 paesi denuncia la rete di banche che regge l’architettura del sistema carbonio.

L’”Arabia esaudita” è il titolo scelto da il manifesto mercoledì 29 novembre per spiegare l’esito della gara tra Riad, Busan e Roma per la conquista della sede dell’esposizione universale del 2030. Le cifre sono deludenti per gli appassionati di “Forza Roma, Forza Lupi” e quel che segue; Riad (capitale dell’Arabia) vince con 119 voti su 182 paesi votanti, la coreana Busan ne riceve 29 e, ultima, Roma solo 17 voti; neppure gli amici fidati l’hanno sostenuta. Da notare ancora l’intelligente articolo di Alberto Negri: Smacco Italia La trappola dell’“amico” bin-Salman e la segnalazione che ne fa, brillantemente, Beda Romano responsabile per la settimana di Prima pagina, la rubrica giornalistica delle 7,15 di ogni mattina – da tempo immemorabile – di Rai radio tre.…

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Gli anni parigini di Toni Negri, maitre à penser della sinistra radicale francese

di Anais Ginori

Le amicizie, le interviste e il successo. Soffriva dell’esilio ma riteneva di aver fatto bene a fuggire

Si era rifugiato in Francia grazie alla dottrina Mitterrand, dopo un’avventurosa fuga in barca attraverso la Corsica. E anche se diceva che l’esilio gli pesava,  Toni Negri aveva trovato Oltralpe qualcosa di più di una protezione dai processi in Italia. Il “cattivo maestro” era già di casa nella Ville Lumière. Al momento del suo arresto, nella primavera del 1979, Negri era docente all’Ecole Normale Supérieure e all’Università di Parigi VII. Dopo il suo arrivo nella capitale francese nel 1983 aveva trovato un appartamento in boulevard Montparnasse, una nuova compagna, e grazie a una rete di amici e conoscenze lavorava per il ministero del Lavoro e insegnava all’Università Paris VIII.

La telefonata di Craxi

Il filosofo padovano era riverito dall’intelligentsia parigina, e protetto dalla sinistra al potere. Nelle sue memorie pubblicate nel 2004, l’ex ambasciatore francese a Roma, Gilles Martinet, racconta di una telefonata di Craxi.…

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Il pericolo della secessione dei ricchi

di Gianfranco Viesti

E’ in discussione al Senato il disegno di legge che aprirebbe la strada alla concessione di poteri e risorse finanziarie assai più rilevanti alle Regioni che fanno richiesta di autonomia differenziata. Ciò metterebbe a repentaglio l’unità d’Italia e configurerebbe una “secessione dei ricchi”, a partire dalla sanità.

Quali sono il quadro e le prospettive del regionalismo italiano, e più in generale lo stato del decentramento politico e amministrativo nel nostro paese? Si tratta di una domanda importante, che riguarda il potere e i diritti dei cittadini in Italia: i livelli di governo che hanno maggiore possibilità, per competenze e risorse economiche, di prendere le decisioni più importanti sulle grandi politiche pubbliche; e come e quanto, a seconda dell’organizzazione del potere, possono essere garantiti i diritti costituzionali dei cittadini nei diversi territori del paese. Temi con una grande valenza politica, che influenzano tanto i principi di parità dei diritti di cittadinanza degli italiani quanto il funzionamento di alcuni grandi servizi pubblici nazionali, a partire dalla scuola.…

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Israele-Hamas-La guerra si allargherà? L’ombra dell’Iran e il rischio contagio

di Giorgio Ferrari

Sono ore cruciali. Mentre si attende la risposta israeliana sul campo, febbrili colloqui sono in corso tra l’Arabia Saudita, gli Stati Uniti e il Consiglio di cooperazione del Golfo, che oltre a Riad include gli Emirati Arabi, Qatar, Kuwait, Bahrein e Oman.

L’intento è quello di fermare l’escalation tra Gaza e Israele.

Ma la domanda che rimbalza da una cancelleria all’altra è sempre una sola: quale futuro attende la polveriera mediorientale? Per tentare di capirlo e soprattutto per capire se l’incendio è destinato a propagarsi nel mondo arabo dobbiamo ripartire dall’Iran, ovvero da quella teocrazia sciita che formalmente si è dichiarata estranea al blitz di Shabbat dei falchi di Hamas sebbene fin dalle prime ore il presidente iraniano Ebrahim Raisi abbia espresso il pieno sostegno ai leader di Gaza, il jihadista Zyiad al Nakalah e il premier Ismail Haniyeh. Un chiaro appoggio al movimento che dal 2007 ha preso il controllo della Striscia esautorando Al Fatah.…

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Fascismo 2.0: la crudeltà come metodo di governo

di Sergio Labate

Non ricordo nemmeno più quante cose mi sono accadute nei miei ultimi 18 mesi. Quante cose ho vissuto. Se mi volto a osservarli, mi pare davvero un’eternità. Un’eternità riempita di vita. Mi sono goduto mio figlio, ho incontrato il dolore e sono stato curato (più o meno) in qualche stanza di un ospedale pubblico, ho condiviso con colleghi progetti lavorativi dentro cui ho cercato di riconoscere le mie passioni, come tutti. Come quasi tutti. Se mi dovessero chiedere cosa ho fatto nei miei ultimi 18 mesi non risponderei semplicemente che sono stato vivo, ma racconterei ciò di cui ho vissuto. Ecco, anche rischiando la retorica, quando ci riferiamo alla minaccia della Meloni – lanciata in videomessaggio universale – di sequestrare nei campi di detenzione i migranti mediterranei per 18 mesi dobbiamo innanzitutto uscire dall’assuefazione cognitiva cui siamo ormai precipitati. Quella forma di alienazione del nostro sentire per cui tutto ciò che è argomento di discussione politica ha lo stesso grado di irrealtà delle fiction televisive.…

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Giorgio Napolitano è morto: se ne va il primo Presidente della Repubblica eletto due volte

di Concetto Vecchio

Se ne è andato anche Giorgio Napolitano. Aveva 98 anni. È stato il primo presidente della Repubblica eletto due volte, nel 2006 e poi nel 2013 per due anni. In Parlamento dal 1953, era anche uno degli ultimi dirigenti della vecchia guardia ancora in vita del Partito comunista, insieme ad Achille Occhetto, Aldo Tortorella, Gianni Cervetti. Una vita a sinistra. Convinto europeista. Da tempo malato, era ricoverato nella clinica Salvator Mundi al Gianicolo, a Roma.

La stagione dei miglioristi

Ma come ricordare un’esistenza lunga quasi un secolo? È stato tra i pochi a svolgere un ruolo di rilievo sia nella Prima che nella Seconda Repubblica.

Negli anni Ottanta, dopo la morte di Giorgio Amendola, era diventato il capo dei miglioristi nel Pci, la corrente dei riformisti del partito. Riformismo, nella sinistra di allora, era ritenuta quasi una malaparola. I miglioristi –  Napolitano, Macaluso, Iotti, Lama, Chiaromonte, Bufalini –  erano quelli che dialogavano con il Psi, con l’odiato Craxi.…

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