Addio a Emma Bonino, che divise sulla vita umana ma seppe anche unire
di Roberta d’Angelo

Era il 2015 quando il nome di Emma Bonino circola nei Palazzi romani come possibile successore di Giorgio Napolitano al Quirinale. Il suo profilo era già emerso nel 2013, in testa ai sondaggi che le danno il 32 per cento dei consensi. Il Parlamento è spaccato e i candidati che escono dal cilindro non trovano consensi sufficienti. La storica leader radicale ha condotto diverse battaglie in una lunga vita dedicata interamente alla politica. Battaglie umanitarie, femministe, contro la guerra, le discriminazioni, la pena di morte e le armi. In altre battaglie, come quella per la legalizzazione dell’aborto, assunse posizioni inaccettabili contro la vita umana, anche nelle modalità. Ebbe una lunga militanza per la garanzia di condizioni dignitose nelle carceri. Alcune di queste campagne, come quella sulla legalizzazione delle droghe, non sono state condivise dagli schieramenti seduti alle due Camere, ma la sua coerenza e la tenacia con cui ha sempre sostenuto le proprie tesi e il riconoscimento a livello internazionale ne hanno fatto una figura stimata trasversalmente.…
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