Il pericolo della secessione dei ricchi

di Gianfranco Viesti

E’ in discussione al Senato il disegno di legge che aprirebbe la strada alla concessione di poteri e risorse finanziarie assai più rilevanti alle Regioni che fanno richiesta di autonomia differenziata. Ciò metterebbe a repentaglio l’unità d’Italia e configurerebbe una “secessione dei ricchi”, a partire dalla sanità.

Quali sono il quadro e le prospettive del regionalismo italiano, e più in generale lo stato del decentramento politico e amministrativo nel nostro paese? Si tratta di una domanda importante, che riguarda il potere e i diritti dei cittadini in Italia: i livelli di governo che hanno maggiore possibilità, per competenze e risorse economiche, di prendere le decisioni più importanti sulle grandi politiche pubbliche; e come e quanto, a seconda dell’organizzazione del potere, possono essere garantiti i diritti costituzionali dei cittadini nei diversi territori del paese. Temi con una grande valenza politica, che influenzano tanto i principi di parità dei diritti di cittadinanza degli italiani quanto il funzionamento di alcuni grandi servizi pubblici nazionali, a partire dalla scuola.…

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Israele-Hamas-La guerra si allargherà? L’ombra dell’Iran e il rischio contagio

di Giorgio Ferrari

Sono ore cruciali. Mentre si attende la risposta israeliana sul campo, febbrili colloqui sono in corso tra l’Arabia Saudita, gli Stati Uniti e il Consiglio di cooperazione del Golfo, che oltre a Riad include gli Emirati Arabi, Qatar, Kuwait, Bahrein e Oman.

L’intento è quello di fermare l’escalation tra Gaza e Israele.

Ma la domanda che rimbalza da una cancelleria all’altra è sempre una sola: quale futuro attende la polveriera mediorientale? Per tentare di capirlo e soprattutto per capire se l’incendio è destinato a propagarsi nel mondo arabo dobbiamo ripartire dall’Iran, ovvero da quella teocrazia sciita che formalmente si è dichiarata estranea al blitz di Shabbat dei falchi di Hamas sebbene fin dalle prime ore il presidente iraniano Ebrahim Raisi abbia espresso il pieno sostegno ai leader di Gaza, il jihadista Zyiad al Nakalah e il premier Ismail Haniyeh. Un chiaro appoggio al movimento che dal 2007 ha preso il controllo della Striscia esautorando Al Fatah.…

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Fascismo 2.0: la crudeltà come metodo di governo

di Sergio Labate

Non ricordo nemmeno più quante cose mi sono accadute nei miei ultimi 18 mesi. Quante cose ho vissuto. Se mi volto a osservarli, mi pare davvero un’eternità. Un’eternità riempita di vita. Mi sono goduto mio figlio, ho incontrato il dolore e sono stato curato (più o meno) in qualche stanza di un ospedale pubblico, ho condiviso con colleghi progetti lavorativi dentro cui ho cercato di riconoscere le mie passioni, come tutti. Come quasi tutti. Se mi dovessero chiedere cosa ho fatto nei miei ultimi 18 mesi non risponderei semplicemente che sono stato vivo, ma racconterei ciò di cui ho vissuto. Ecco, anche rischiando la retorica, quando ci riferiamo alla minaccia della Meloni – lanciata in videomessaggio universale – di sequestrare nei campi di detenzione i migranti mediterranei per 18 mesi dobbiamo innanzitutto uscire dall’assuefazione cognitiva cui siamo ormai precipitati. Quella forma di alienazione del nostro sentire per cui tutto ciò che è argomento di discussione politica ha lo stesso grado di irrealtà delle fiction televisive.…

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Giorgio Napolitano è morto: se ne va il primo Presidente della Repubblica eletto due volte

di Concetto Vecchio

Se ne è andato anche Giorgio Napolitano. Aveva 98 anni. È stato il primo presidente della Repubblica eletto due volte, nel 2006 e poi nel 2013 per due anni. In Parlamento dal 1953, era anche uno degli ultimi dirigenti della vecchia guardia ancora in vita del Partito comunista, insieme ad Achille Occhetto, Aldo Tortorella, Gianni Cervetti. Una vita a sinistra. Convinto europeista. Da tempo malato, era ricoverato nella clinica Salvator Mundi al Gianicolo, a Roma.

La stagione dei miglioristi

Ma come ricordare un’esistenza lunga quasi un secolo? È stato tra i pochi a svolgere un ruolo di rilievo sia nella Prima che nella Seconda Repubblica.

Negli anni Ottanta, dopo la morte di Giorgio Amendola, era diventato il capo dei miglioristi nel Pci, la corrente dei riformisti del partito. Riformismo, nella sinistra di allora, era ritenuta quasi una malaparola. I miglioristi –  Napolitano, Macaluso, Iotti, Lama, Chiaromonte, Bufalini –  erano quelli che dialogavano con il Psi, con l’odiato Craxi.…

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Guzmán : “Il Cile deve ancora guarire dal golpe dell’11 settembre”

di Lucia Capuzzi

«Ho perduto molte cose nella vita ma non l’entusiasmo. Come ho fatto? Ho imparato che ciascuno di noi è chiamato a ricostruirlo dopo ogni delusione. È l’unico modo per non smettere di vivere». A 82 anni, la voce di Patricio Guzmán è flebile. Ma dentro ogni sillaba risuona lo slancio del trentenne rientrato in Cile dalla prestigiosa Scuola ufficiale di cinematografia di Madrid proprio quando, per la prima volta, un socialista aveva conquistato il potere con le schede elettorali. E quell’uomo, Salvador Allende, si accingeva a fare la rivoluzione all’interno dell’ordine costituzionale. Un esperimento inedito nel mondo spezzato in due blocchi contrapposti e, per questo, destinato a plasmare l’immaginario della sinistra ben oltre le Ande. «L’intero Paese era uno straordinario documentario. Svoltavi l’angolo e c’era una manifestazione, due strade dopo un collettivo artistico improvvisava un laboratorio. Avevo gli occhi pieni di immagini, dovevo solo prendere una telecamera e filmare. E l’ho fatto».

Per oltre un anno, Guzmán ha girato nelle fabbriche occupate di Santiago, nelle campagne in fermento, nelle piazze teatro di comizi e dimostrazioni di segno opposto.…

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Chiamamola privatocrazia sanitaria, una cancrena

di Nicoletta Dentico

Avevamo il secondo sistema sanitario più bello del mondo, per l’Oms, fino al 2000. Oggi almeno il 60% dei fondi pubblici finisce in mano ai privati; più del 50% delle strutture che si occupano di malattie croniche sono private. I tagli della prossima legge di bilancio assecondano questa metastasi.

Parecchi anni fa, in taxi per le strade di Nairobi, ricordo lo sbalordimento quando il taxista dichiarò en passant, ma con sarcastico sollievo, che nell’eventualità di un incidente con la macchina, la mia presenza a bordo avrebbe garantito la disponibilità di una carta di credito per accedere al pronto soccorso anche per lui. Già la privatizzazione della salute in Kenya rivelava le sue aberranti manifestazioni, incluso il fatto che – come raccontava il taxista con angoscia – anche partorire in ospedale comportava un costo che la maggior parte della popolazione non poteva permettersi. I parti difficili finivano male, perlopiù, era accaduto anche a sua figlia.

Oggi, nel paese che nel 2000 si collocava al secondo posto al mondo (dopo la Francia) per la qualità del servizio sanitario nazionale secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), ci stiamo dirigendo – un passo alla volta, neppure tanto lentamente – nella stessa paradossale direzione.…

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Un Paese allo specchio nella bomba alla stazione

di Davide Conti

La strage fascista della stazione di Bologna del 2 agosto 1980 rappresenta, come in un complesso racconto autobiografico del Paese, elementi e fasi storiche diverse che pure hanno drammaticamente caratterizzato la direzione e il senso del decennio ‘70-‘80, ovvero quegli «anni del tritolo» pregni di complicità statali (per questo abrasivi nella memoria pubblica delle istituzioni) che prima precedettero e poi si sovrapposero a quelli «di piombo» (più comodamente raccontati dalla retorica celebrativa ufficiale).

All’interno di quella vicenda ritroviamo in prima fila i fascisti vecchi e nuovi dell’epoca. Tutti provenienti dal Msi ovvero da quel partito che secondo l’attuale Presidente del Consiglio ebbe «un ruolo molto importante nel combattere la violenza politica e il terrorismo» e nel «traghettare verso la democrazia milioni di italiani usciti sconfitti dalla guerra». Quel Msi dalla cui radice origina il partito postfascista al governo che oggi attraversa per la prima volta l’anniversario della strage.

NELLE SEDI MISSINE degli anni Settanta si erano formati i terroristi dei Nuclei Armati Rivoluzionari: Giuseppe Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini (condannati in via definitiva come autori della strage) e Gilberto Cavallini (condannato in primo grado).…

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Le regole realizzano e custodiscono i valori

di Francesco Provinciali

Come diceva Georges Bernanos “non siamo noi che custodiamo le regole ma sono le regole che custodiscono noi”.

Dimentichiamo spesso – infatti – che il rispetto delle buone regole non costituisce solo un vincolo, magari fastidioso, a cui non possiamo sottrarci perché prevede obblighi e sanzioni ma anche una preziosa risorsa per essere gratificati da protezioni individuali e certezze sociali.

In un contesto esistenziale dove prevalgono la fragilità interiore e lo sbandamento emotivo ci accorgiamo quanto sia rassicurante poter contare sulla socializzazione dei valori.

Le tradizioni, le consuetudini, le istituzioni in cui la società si riconosce sono involucri che contengono la sedimentazione del pensiero e delle azioni, quello che resta dei vissuti, il deposito delle esperienze, la convenzione condivisa dei comportamenti che ci permette sia di vivere in una rete di relazioni che hanno un significato, in cui possiamo identificarci, sia di scambiarci messaggi reciprocamente comprensibili.

Il frettoloso elogio del cambiamento fine a sé stesso, oggi tante volte ricorrente nelle aspettative sociali e nelle aspirazioni individuali ma spesso imperativo categorico della globalizzazione e metafora perdente della progettualità, non può privarci della ineguagliabile, rassicurante condizione mentale di stabilità che ci deriva dalla certezza di possedere i punti di riferimento che ci siamo dati.…

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Quelle ombre che il Cavaliere lascia dietro di sé. Dalla tessere P2 allo “stalliere” Mangano

di Antonio Maria Mira

L’ex premier ha sempre respinto accostamenti alla mafia e alle stragi ma in appunti di Falcone erano registrati i rapporti con Cinà, Grado e Mangano, poi assunto ad Arcore. Il caso degli attentati alla Standa e il timore che i figli fossero sequestrati. Ad avanzare sospetti sui finanziamenti a Edilnord fu anche il giornale della Lega Molte le vicende che hanno collegato Silvio Berlusconi a “cosa nostra”. Storie “antiche”, sull’imprenditore, ma anche più recenti. Inchieste aperte, chiuse e riaperte. Proprio come l’ultima, quella che lo vedeva coinvolto con Marcello Dell’Utri nel capitolo dei “mandanti esterni” degli attentati mafiosi del 1993 a Firenze, Roma e Milano. Un’inchiesta che intreccia mafia, servizi segreti, settori della massoneria vicini alla P2 di Licio Gelli, alla quale Berlusconi era iscritto. In un primo tempo lo negò, e venne condannato per falsa testimonianza, condanna estinta per sopravvenuta amnistia. Risultava iscritto dal 26 gennaio 1978, tessera n.1816, scherzava, lui costruttore, sulla qualifica di “muratore”.…

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L’economia tedesca e il mondo aspettando Scholz

di Vincenzo Comito

Il cancelliere Scholz ha programmato un bilaterale in Italia con Giorgia Meloni per parlare dei problemi e delle sinergie tra i due sistemi industriali. La locomotiva d’Europa arranca e perde pezzi negli Usa mentre Bruxelles la spinge a recidere i legami con il fondamentale mercato asiatico.

Nel testo che segue riprendiamo il tema relativo alla situazione e alle prospettive dell’economia tedesca – Paese molto importante per l’intera Europa e dell’Italia in particolare mentre si profila una visita ufficiale del cancelliere Olaf Scholz in Italia dopo l’incontro con la premier italiana a margine del G7 di Hiroshima-, tema cui in passato abbiamo dedicato già qualche attenzione su questo stesso sito. Il fatto è che si profilano all’orizzonte delle novità molto rilevanti cui Berlino non sembra rispondere con la necessaria decisione e chiarezza, anche perché le classi dirigenti e l’opinione pubblica tedesca sembrano molto divisi al loro interno.

La vendita della Viessmann

Diversi anni fa, sotto il governo di Angela Merkel, aveva fatto molto scalpore il fatto che un’impresa cinese allora poco conosciuta in Europa, la Midea, acquisisse la proprietà della Kuka, il più importante produttore di robot del Paese ed una della imprese tecnologicamente all’avanguardia dello stesso; l’azienda, in ogni caso, sembra abbia ottenuto da allora risultati sostanzialmente positivi e dovrebbe nel 2022 aver ottenuto un fatturato di circa 3,9 miliardi di euro, con una crescita di quasi il 20% rispetto all’anno precedente.…

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