Amazzonia in fiamme: Bolsonaro nega e il Parlamento europeo pensa di deferirlo alla Corte penale internazionale

di Elettra Cucuzza

L’Amazzonia è di nuovo in fiamme. Secondo il sistema di monitoraggio dell’Istituto nazionale per la ricerca spaziale (Inpe), ad agosto sono stati registrati 29.308 focolai nell’Amazzonia e la regione del Pará è la prima nella classifica con 10.865 incendi.

La Nasa sottolinea che gli incendi sono frutto della deforestazione, ma il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, leggiamo il 14 settembre sul sito Osservatorio Diritti, dichiara che «questa storia che l’Amazzonia sta bruciando è una menzogna». Otto giorni dopo, il suo vice, il generale Hamilton Mourão, in un articolo intitolato “Vamos falar de queimadas” (Parliamo dei roghi) e pubblicato sul sito del governo, «è arrivato all’apice del negazionismo – commenta l’Ossrvatorio – attribuendo cause naturali agli incendi senza citare la deforestazione come fattore propulsore». Nel testo Mourão «contraddice anche i dati dell’Inpe quando afferma che tra il 1° maggio e il 31 luglio di quest’anno gli incendi sono diminuiti del 7,6 per cento. Secondo l’ente, durante questo periodo si è registrato un aumento del 23% rispetto agli stessi mesi dello scorso anno».…

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La sanità pubblica e la prevenzione dopo il Covid 19

di Fabrizio Faggiano e Antonella Barale

La risposta italiana alla pandemia di SARS-CoV-2 è stata soprattutto la ricerca del “paziente zero”; il modello “centrato sui pazienti” e sul ruolo degli ospedali ha prevalso rispetto al modello “centrato sulla comunità”. Ora occorre rovesciare quest’approccio e investire sulla prevenzione.

Da quando, il 9 gennaio 2020, il Center for Disease Control cinese ha annunciato l’isolamento del nuovo coronavirus SARS-2 come fonte del cluster di polmoniti gravi nella città di Wuhan [1], tutto il Servizio sanitario italiano si è mobilitato in attesa del paziente zero. Il suo identikit era chiaro: un cinese, in arrivo via aerea direttamente da Pechino o Shangai. La strategia sembrava aver avuto successo: il 30 gennaio, ecco la coppia di cinesi, provenienti da Wuhan, ricoverati all’ospedale Spallanzani di Roma e positivi al SARS-CoV-2 (5 febbraio 2020), proprio come era stato previsto. L’immediata sospensione dei voli dalla Cina era stata vista come una efficiente reazione di sanità pubblica per bloccare il virus in arrivo.…

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Con la Palestina nel cuore

di Domenico Gallo

Insieme per la giustizia e il rispetto dei diritti umani in Palestina: no all’annessione allo Stato d’Israele dei territori palestinesi occupati», è questo il titolo dell’appello con il quale è stata lanciata dalla comunità palestinese una mobilitazione che vedrà una manifestazione nazionale a Roma, sabato 27 giugno, e iniziative in molte altre città. Il grido di dolore dei palestinesi è stato raccolto da sindacati e organizzazioni di massa, come la CGIL, l’ARCI e l’ANPI, e da una miriade di associazioni e intellettuali. È spaventoso, peraltro, come stia passando sotto silenzio questo scandalo internazionale generato dalla proterva volontà di Israele di annettersi, il prossimo 1° luglio, il 30% della Cisgiordania (senza per questo concedere la cittadinanza alle persone che vi risiedono), in aperta violazione della legalità e dei principi umanitari del diritto internazionale.

Ha osservato la Fondazione Basso: «Tutto ciò che si poteva dire sulla palese illegalità per il diritto internazionale e sulla sostanziale illegittimità della politica israeliana nell’attuazione di un sempre più chiaro disegno di apartheid è stato detto».…

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Il monito inascoltato della ninfea

di Giulio Marcon

Diego Cason e Michele Nardelli, ne “Il monito della ninfea”, ricordano e riflettono sul cataclisma che ha colpito le dolomiti venete e trentine alla fine di ottobre 2018, devastando interi territori. Un evento che rischia di cadere nel dimenticatoio, ma da cui vengono molte lezioni che dovremmo imparare.

Prima dell’emergenza coronavirus è stato pubblicato il libro di Diego Cason e Michele Nardelli Il monito della ninfea di Bertelli Editori.

Il libro ha origine dal racconto del cataclisma – la tempesta di Vaia – che ha colpito l’area dolomitica (in particolare le province di Trento e di Belluno) alla fine di ottobre del 2018. Una tempesta di acqua e di fango portò allo schianto di milioni di alberi (ci ricordiamo le immagini dei TG con fiumane di tronchi a coprire intere vallate), alla devastazione di foreste e di interi territori. Il libro ricostruisce la dinamica di quella vicenda, ne stima le conseguenze economiche, ambientali e sociali, fornisce una serie di informazioni preziose sul patrimonio forestale italiano, sulla sua distribuzione nelle aree del nord-est e sulle politiche fatte e non fatte per preservarlo.…

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Non c’è giustizia sociale senza giustizia fiscale

di Giulio Marcon

Secondo alcune anticipazioni di stampa, il governo vorrebbe utilizzare parte del Next Generation Fund per una riforma fiscale che avvantaggerebbe i benestanti, mentre la grande maggioranza degli italiani non avrebbe nulla. È il contrario di ciò che serve al paese nel post-pandemia: patrimoniale sulle grandi ricchezze, progressività delle imposte, lotta all’evasione.

Alla notizia del progetto di Next Generation Fund della Commissione Europea (per l’Italia, 80 miliardi di sussidi a fondo perduto e 90 miliardi di prestiti) hanno iniziato a circolare proposte su come usare questi soldi. Tra le idee più sbandierate in queste ore (come al solito, per motivi di propaganda) c’è il taglio delle tasse. Il governo – secondo Repubblica del 27 maggio – starebbe pensando alla riduzione delle aliquote da cinque a quattro, portando quella da 28 a 55mila euro dal 38 al 36% e quella da 55mila a 75mila sempre al 36% (dal 41%).

Il vantaggio sarebbe unicamente per il ceto medio benestante, mentre il ceto medio basso e quello disagiato non avrebbe nessun beneficio.…

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Il virus imprevisto, e la fine di un mondo

di Elettra Diana

All’inizio sembrava una cosa da poco, su cui scherzare, sparare il solito carico di razzismo italico, soprattutto, stavolta, contro i Cinesi che per primi ne erano stati infettati. Alla tv avevamo visto la città di Wuhan, della provincia dell’Hubei dove Covit19 si era manifestato con notevole violenza,ed era una città incredibilmente deserta in tutte le strade e i droni dal cielo ingiungevano autoritari ai rari passanti di andare subito a casa.
E a molti quel ruolo del drone era sembrata qualcosa di inverosimile oppure, bisogna dire, la conferma del regime autoritario che governa la Cina. Poi all’improvviso tutto è cambiato e, a cominciare dal nord del nostro Paese, da quella parte più ricca, moderna, orgogliosa del proprio operato in ordine all’economia, sulla salute pubblica, a tutto, un’intera generazione ha cominciato ad andarsene in silenzio, giorno dopo giorno, ora dopo ora. Se ne sono andati senza le preghiere dei morti, senza gli addii laici, senza un fiore sulla tomba e senza gli affetti dell’ultima ora.…

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Giovanni Falcone

di Tonio Dell’Olio

Giovanni Falcone che ci insegna la pazienza dei tempi lunghi per sconfiggere innanzitutto la smania del “tutto e subito” che, tradotto, significa “poco e approssimativo”. Perché per tentare di sconfiggere le mafie ci vuole studio e applicazione, dice Falcone. Esattamente il contrario del clamore che può muovere gli applausi e riempire i salotti della televisione ma, investigativamente parlando, è polvere e fumo. Giovanni Falcone significa l’intuizione delle indagini patrimoniali e la capacità di seguire il filo dei soldi, tracciare il loro cammino fino a scoprire i punti nevralgici di traffici e corruzione e la complicità di paradisi fiscali. Giovanni Falcone è il San Sebastiano colpito dalle frecce dei corvi animati da invidia, ignoranza o, peggio, complicità e connivenze. Ma lui tira dritto sapendo a cosa va incontro e, inflessibile, indaga anche il collega “ammazzasentenze” perché lo spirito di corpo è nemico della trasparenza. Giovanni Falcone è la grande intuizione di sporgersi oltre i confini per condividere conoscenze e risultati.…

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Tutto il potere al potere: Genova e il cratere del sisma

di Mario Di Vito

Il 24 agosto saranno quattro anni dal terremoto del Centro Italia ma nessuna ricostruzione è ricominciata nei 138 comuni del cratere. I cittadini ora sognano, sulle parole del premier, il Modello Genova. Forse anche il commissario Legnini. Ma è solo dal basso che si può guarire la ferita di fiducia.

Quando lo scorso 28 aprile a Genova è stato posato l’ultimo tratto d’acciaio del nuovo ponte (ex) Morandi, probabilmente buona parte degli italiani avrà pensato che, forse, vivere in un Paese normale è possibile. Sono serviti seicentoventi giorni per passare dalla tragedia al futuro, non pochissimi ma nemmeno troppi, in fondo. Ai confini della realtà, in un territorio montuoso a cavallo tra le Marche, l’Umbria, il Lazio e l’Abruzzo, il 24 agosto saranno ufficialmente quattro anni dal giorno in cui è cominciata una serie di scosse sismiche che ha ridisegnato la storia di decine di migliaia di persone e la geografia di almeno 138 comuni. Da allora, sostanzialmente, non è accaduto nulla: cinque decreti, varie norme inserite in altri decreti non esclusivi, cento ordinanze partorite dai commissari alla ricostruzione (quattro in quattro anni), altre ordinanze stilate e diffuse da ciascun comune coinvolto, accordi tra istituzioni e associazioni professionali.…

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Sfuggire all’idolatria dell’incarnazione

di John Shelby Spong

Alcuni anni fa, mentre ero in conversazione con il decano di un seminario teologico, egli ha espresso ciò che sicuramente pensava fosse una dichiarazione sicura: “Io baso la mia fede sull’incarnazione”. Per questo decano l’incarnazione era una sorta di Linea Maginot. Era già sottinteso sia in parole sia in atti che io non ero più un “vero credente”. Con suo sgomento, ho risposto: “Io no”. Sorpreso della mia affermazione, sebbene io sospetti che l’abbia vista come una conferma della mia eresia, è rimasto silenzioso. Quando è sfidata una Linea Maginot, segue sempre il silenzio. In questo capitolo mi volgo a ciò che è diventata per i cristiani tradizionali una parola in codice: “incarnazione”.

Cosa significa “incarnazione”? Non è chiaramente un concetto biblico. Riflette piuttosto la mentalità dualistica greca del quarto secolo in cui è nato. Essa afferma che il Dio esterno, teistico e soprannaturale, ha assunto la forma e la carne di una vita umana. In questo processo, i teologi cristiani hanno sostenuto per secoli, contro ogni evidenza del contrario, che né la divinità di Dio né l’umanità della vita biologica di Gesù erano state compromesse in quest’affermazione che chiamavano “incarnazione”.…

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Una lettera dopo la tempesta

AA.VV.

INTRODUZIONE

«Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: “Perché avete paura? Non avete ancora fede”» (Mc 4,39-41). Con queste parole, nel Vangelo di Marco continua il racconto della “tempesta sedata”, commentata da Papa Francesco nel momento di preghiera straordinario dello scorso 27 marzo. Questa preghiera con la benedizione Urbi et Orbi ha motivato la “Lettera nella Tempesta”, un’iniziativa partita da alcuni docenti della PFTIM (san Luigi) e sottoscritta da un gruppo di amici, prima di essere presentata dalla stampa, soprattutto locale, il 1 aprile 2020. Cessato il vento, rimane la paura, come il Sabato santo. Nella veglia Pasquale Francesco ha suggerito che «Possiamo specchiarci nei sentimenti delle donne in quel giorno. Come noi, avevano negli occhi il dramma della sofferenza, di una tragedia inattesa accaduta troppo in fretta. Avevano visto la morte e avevano la morte nel cuore. Al dolore si accompagnava la paura: avrebbero fatto anche loro la stessa fine del Maestro? E poi i timori del futuro, tutto da ricostruire.…

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