Lavoratori e ambiente: i soliti sconfitti dai Trattati

di Emanuele Giordana

L’altra faccia del Rcep, l’accordo di libero scambio asiatico. Se secondo l’economista coreano Lee Jong-Wha, Rcep «manca di regole per proteggere l’ambiente e i lavoratori e le riduzioni tariffarie che richiede non sono così ampie come quelle del Cptpp», le maggiori preoccupazioni vengono dalle organizzazioni della società civile per gli effetti dell’accordo su quei segmenti di popolazione più fragili, come i contadini o gli artigiani

A metà novembre, durante un summit virtuale ad Hanoi, è nato il Regional Comprehensive Economic Partnership (Rcep). Un accordo commerciale che include le 10 nazioni del Sudest asiatico (Asean) e i maggiori Paesi di Asia e Oceania: Giappone, Cina, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda. In calce all’accordo, che rappresenta circa un terzo del Pil e della popolazione mondiale, ci sono anche due grandi assenti: Stati Uniti e India. I primi si erano già ritirati dalla Trans-Pacific Partnership (Tpp ora Cptpp), cui guarda adesso anche la Cina. L’India si è invece autoesclusa ritirandosi l’anno scorso.…

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Dal fuoco di Bouazizi ai “gelsomini” senza speranza

di Giuliana Sgrena

Tunisia 2010-2020. La Rivoluzione non è riuscita a debellare corruzione, nepotismo, lassismo. Le grandi speranze suscitate in dieci anni sembrano evaporate, lasciando spazio alla disillusione. Il paese è in uno stato di stallo dovuto soprattutto alla situazione economica, senza prospettive

Il 17 dicembre del 2010, l’ambulante Mohammed Bouazizi dandosi fuoco incendiò la Tunisia iniziando la Rivoluzione dei gelsomini che con un effetto domino contagiò diversi paesi arabi. Dieci anni dopo più che i successi vediamo le macerie delle rivolte arabe, dalla Libia alla Siria. L’unica eccezione è sempre stata la Tunisia che sembrava aver intrapreso un processo di democratizzazione che, pur irto di ostacoli, avanzava, anche se non è facile passare dalla sudditanza imposta da una dittatura alla cultura democratica. E una rivoluzione ha tempi lunghi.

Ma la libertà di espressione e di organizzazione politica non bastano. Invece di una democrazia abbiamo costruito una partitocrazia, sostiene Abdel Zaouaui della Città delle scienze, certo «l’alternanza di potere in un mondo arabo monolitico fa la differenza, ma non è sufficiente…».…

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Diffidenze verso il vaccino

di Giancarlo Caselli

“Il vaccino rappresenta la luce alla fine del tunnel”. Dopo mesi e mesi di imbonimento con conseguente sfinimento psicologico, queste parole di Angela Merkel hanno ridato speranza. La paura e lo scoramento, che stavano prevalendo, cominciano ad arretrare a fronte di concrete prospettive più favorevoli. Sono in fase avanzata, infatti, le ricerche di un virus contro il flagello del Covid-19 da parte di varie ditte farmaceutiche. Pfizer-BionTech e Moderna hanno annunziato la realizzazione di un vaccino con efficacia elevata: nel primo caso del 90% (cresciuto per altro al 95% nel giro di pochi giorni); nel secondo caso del 94%. AstraZeneca, dopo aver presentato un vaccino di efficacia dal 70 al 90%, ha comunicato la necessità di procedere ad ulteriori studi e accertamenti. Altre ditte (Sanofi-GSK;Johson & Johnson; CureVac) sono ancora in fase di sperimentazione. Una posizione defilata occupa lo «Sputnik V» (il primo vaccino registrato), sul quale si avanzano dubbi derivanti pure dal fatto che le notizie assai confortanti (efficacia alta e costi bassi) sono filtrate dagli «apparatciki» autorizzati.…

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Tutta la Francia “en marche” ma contro il governo Macron

di Anna Maria Merlo

Francia. Manifestazioni per rispondere alla legge sulla «sicurezza globale» e ai pestaggi di polizia

Le ultime violenze della polizia, a place de la République nello sgombero degli esiliati e il pestaggio del produttore musicale Michel Zecler nel XVII arrondissement, tutti documentati da registrazioni video che la legge sulla «sicurezza globale» vorrebbe con l’articolo 24 fortemente limitare e potenzialmente impedire nella pratica, hanno spinto ieri decine di migliaia di persone a partecipare in Francia alle «marce della libertà».

BORDEAUX, LIONE, LILLE, Tolosa, Reims, Montpellier, Rennes, Marsiglia, Clermont-Ferrand, Strasburgo, Grenoble, un centinaio di manifestazioni hanno avuto luogo ieri non solo nelle grandi città ma anche in comuni più piccoli.

Venerdì sera Nantes e Besançon avevano già anticipato. La protesta varca anche i confini, con manifestazioni contro la nuova legge francese anche in Olanda e a Berlino. A Parigi c’è stata la manifestazione più grande, migliaia di persone di tutte le età (46mila per il ministero), hanno risposto all’appello dei sindacati dei giornalisti, di collettivi di avvocati, delle organizzazioni di difesa dei diritti umani, di associazioni impegnate nella società.…

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Il Che sul braccio, Fidel nel cuore. E il gol del secolo è per le Maldive

di Roberto Zanini

La passione politica. Comunista? Forse. Di sicuro fu castrista, chavista, peronista di sinistra, nazionalista anti-Thatcher. Riceve Estela Carlotto, la prima Madre di Plaza de Mayo, incontra Chavez, caccia Macrì

Giocò, vinse, pisciò, perse. E va bene, questa è di Eduardo Galeano, che a calcio era uno scarpone irredimibile ma capiva di pallone e di persone, di storie e di vite, e quella di Diego Armando Maradona era ingombrante e magnifica e tremenda, con o senza una palla tra i piedi. Ma dirlo meglio non sembra possibile.

Tra giocarla e perderla – la partita, la vita – c’è quel labirinto di contraddizioni chiamato Diego, il genio del campo e il folle fuori, il cacciatore e il cacciato di un’industria mediatica che lo ha adorato e crocifisso a giorni alterni. Forse il solo cardine se lo portava inciso sul braccio destro: Ernesto Che Guevara, il ritratto scattato da Alberto Korda e trafugato da Giangiacomo Feltrinelli.

Certo, è mica l’unico: sant’Ernesto ce l’ha la Bruja Sebastian Veron, ce l’ha Carlitos Tevez, il Pipita Gonzalo Higuain ha preferito «Hasta la victoria siempre» alla base della schiena, per parlare solo di calciatori argentini.…

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Trump perde tutte le cause legali sui “brogli”. E licenza chi dice l’opposto

di Marina Catucci

In Michigan i repubblicani hanno cercato di bloccare ingiustificatamente la certificazione del voto nella contea più grande dello Stato, quella di Wayne, in cui si trova Detroit e che è a maggioranza democratica. È stato definito l’attacco più diretto al sistema democratico statunitense. Dopo una pioggia di polemiche, il consiglio ha deciso di procedere con l’autenticazione.

La svolta inaspettata è arrivata dopo che i quattro membri del Wayne County Board of Canvassers, due democratici e due repubblicani, avevano raggiunto un punto morto il giorno della scadenza per certificare il voto. Per uscire dall’impasse i democratici hanno accolto la richiesta del Gop di fare effettuare dal segretario di Stato locale un controllo completo dei conteggi dei voti.

Poca cosa, utile più che altro a salvare la faccia visto che il blocco iniziale aveva fatto esultare Donald Trump, che su Twitter aveva definito il blocco «una cosa bellissima».

Difficilmente The Donald potrà aver preso bene la giravolta dei suoi, ma l’inversione di rotta in Michigan non è l’unico grattacapo elettorale per Trump, la cui campagna ha già affrontato una serie di fallimenti nel tormentato tentativo di ribaltare il risultato delle elezioni attraverso i tribunali.…

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Il Presidente messicano insiste: “Spagna e Vaticano chiedano scusa per la conquista”

di Elettra Cucuzza

«Chiediamo rispettosamente al re di Spagna e papa Francesco, che si pronuncino chiedendo scusa ai popoli originari del Messico. Faremo lo stesso a nome dello Stato messicano (…), non smetteremo di ricordare tutte le sofferenze che hanno sofferto i popoli nativi». Il presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador, noto come Amlo, ha annunciato il 30 settembre scorso, di essere tornato a scrivere alle più alte autorità della nazione iberica e del Vaticano perché chiedano perdono per la “Conquista” che tanto dolore ha portato ai nativi della sua terra.

Analoga lettera del presidente messicano inoltrata agli stessi destinatari a fine marzo del 2019 aveva ottenuto una risposta tanto negativa quanto irritata dalla Spagna. «L’arrivo, cinquecento anni fa, degli Spagnoli nell’attuale terra messicana, non possono essere giudicati alla luce delle considerazioni contemporanee», era scritto in un comunicato diffuso dal ministero degli Esteri spagnolo, aggiungendo che «si rammarica profondamente» per la pubblicizzazione di tale lettera, il cui contenuto respinge «con tutta la fermezza».…

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Elezioni Usa, perchè la vittoria di Biden cambierà i negoziati sulla Brexit

di Enrico Franceschini

Il premier britannico Boris Johnson perde con Donald Trump il partner che lo esortava a liberarsi dell’Unione Europea e ad abbracciare un disinvolto rapporto commerciale con gli Usa

Dalla cosiddetta “relazione speciale” fra Stati Uniti e Gran Bretagna sono sbocciati cicli politici che hanno influenzato tutto l’Occidente e buona parte del mondo: Thatcher-Reagan, il neoliberismo; Clinton-Blair, la “terza via” riformista della sinistra; Johnson-Trump, il populismo. Ora l’elezione di Joe Biden alla Casa Bianca potrebbe innescare una nuova stagione attraverso l’Atlantico. O come minimo portare al tramonto, dopo Donald Trump, anche il leader populista che ne sembra il sosia europeo: Boris Johnson.

“Non c’è niente di più patetico di un ex-presidente”, diceva John Quincy Adams, sesto presidente americano. Niente di più patetico, tranne forse “l’imitazione di un ex-presidente”, come ha scritto ieri l’Observer, alludendo a un primo ministro conservatore che qualcuno ha ribattezzato “il mini-Trump”. Continuare ad atteggiarsi a Trump britannico, dopo che Trump è uscito di scena, ragiona il giornale domenicale londinese, sarebbe controproducente: nessuno vuole avere un perdente come modello.…

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Ma il Cile è sempre più blu? Un’analisi del referendum

di Federico Nastasi

Domenica 25 ottobre 2020 è una giornata che finirà nei libri di storia del Cile. Un referendum ha aperto il cammino al superamento della Costituzione vigente, imposta esattamente quaranta anni fa durante la dittatura militare di Pinochet, fondamento del modello neoliberista cileno.

Ad ottobre 2019, una protesta contro l’aumento del biglietto della metropolitana, si è trasformata in un movimento popolare che ha portato in piazza milioni di cileni e ha innescato il momento costituente in atto (1).

I risultati del voto del 25 ottobre sono una richiesta decisa di voltare pagina. La battaglia è appena all’inizio, ora la sfida è trasformare la forza del risultato elettorale in un nuovo patto sociale, passare dal “voto destituente al patto costituente” scrive il politologo Juan Pablo Luna[2]. In questo articolo si presentano alcuni dati sul risultato elettorale, sulla partecipazione e sui prossimi passi del cammino costituente che può trasformare il Paese andino, che per oltre quarant’anni è stato il più autentico esperimento di “neoliberismo a cielo aperto” al mondo.…

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Alexi Zentner e il lessico famigliare del potere bianco

di Guido Caldiron

L’America razzista dell’era Trump in «Il colore dell’odio», pubblicato da 66th and 2nd. Jessup, 17 anni, cresce in un ambiente proletario dominato dal suprematismo e da una fede fanatica

Cosa significa chiamare «papà» un nazista? Amare e condividere l’intimità degli affetti più cari, della casa, delle proprie paure, nutrire speranze e invocare protezione dalle avversità, guardare al futuro accanto ad un uomo che ha tracciato sul proprio corpo un affresco dell’orrore, lettere d’inchiostro che declamano l’intero vocabolario dell’odio razziale? «Sulla schiena, Santa chiesa dell’America bianca scritto intorno a una croce in fiamme, un’aquila di ferro completa di svastica in alto sulla spalla destra, i due fulmini a simboleggiare le SS sul pettorale sinistro e poco sotto, sul cuore, il motto del Ku Klux Klan per dio, la razza e la nazione».

Comprendere e raccontare cosa voglia dire voler bene e sentirsi «a casa» accanto a chi ha scelto di indossare come una seconda pelle simboli e slogan del razzismo più feroce, e di vivere un’intera esistenza in assoluta e delirante coerenza con quell’ideologia di morte, è il compito non certo agevole che si è dato Alexi Zentner con Il colore dell’odio (66thand2nd, pp.…

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