Di varia umanità sanitaria

di Tonio Dell’Olio

È importante celebrare gli “eroi delle corsie” che con spirito di sacrificio e tantissimo coraggio si sono impegnati senza risparmiarsi per far fronte alla minaccia del Coronavirus. Mi unisco al coro con sincera convinzione e commossa ammirazione e applaudo senza esitazione. Questo però non ci deve impedire di denunciare l’arroganza di chi, nelle stanze dei bottoni delle sanità regionali, hanno sembianze di mulo e, pensando alle persone come fossero pratiche da sbrigare, smarriscono talvolta ogni parvenza di senso di umanità. Penso ad alcuni medici del servizio domiciliare (Usca) che controllano i pazienti positivi via telefono, sulla base dei valori di temperatura e saturazione che un novantenne in isolamento fornisce con uno strumento come il saturimetro che non aveva mai visto prima. Penso a medici di base che una volta erano detti “di famiglia” e aveva un senso. Spesso sono latitanti, si voltano dall’altra parte, si negano al telefono. Chiaro che ci sono anche quelli che con abnegazione e fedeltà al giuramento di Ippocrate, sono arrivati a pagare il prezzo più alto!…

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Draghi alla prova della transizione ecologica

di Anna Donati

Due le novità in tema ambientale che arrivano con il neonato governo Draghi: il ministro Giovannini ai Trasporti e il dicastero per la Transizione ecologica. Ma prima di esprimere un giudizio compiuto occorre aspettare le azioni e le misure concrete per lo sviluppo sostenibile. Con uno sguardo al PNRR.

Il ministero per la Transizione ecologica proposto dal nuovo Governo Draghi è una buona notizia per l’Italia, perché riconosce che l’Ecologia è la grande “casa”, l’oikos, che contiene anche l’economia. Significa che l’ambiente diviene una visione trasversale che orienta le scelte per il lavoro, l’industria, il turismo, le città, le infrastrutture, la tassazione. E sottolinea che si tratta di una transizione, cioè di un percorso lungo e difficile per arrivare dall’insostenibilità di oggi a una società equa e sostenibile. E che serve accompagnare questa trasformazione con misure per sostenere i soggetti che rischiano di pagare duramente la crisi e le trasformazioni industriali ed energetiche necessarie.

Da tempo altri Paesi in Europa hanno questo ministero: Francia e Austria hanno super ministeri per la transizione ecologica, che hanno accorpato anche trasporti e infrastrutture.…

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Draghi, Renzi e la dittatura del mercato

di Tomas Montanari

La sensazione è quella di scivolare su un piano inclinato: dal male (un male senza alternative migliori) del governo Conte al peggio del possibile governo Draghi, al pessimo di un governo Salvini-Meloni, che sembra ora ancor più inevitabile.

Matteo Renzi c’è riuscito di nuovo. Prima con Letta, adesso con Conte: attraverso crisi extraparlamentari strozzatesi nelle ovattate stanze del Quirinale, ha ucciso due governi che avrebbe dovuto lealmente sostenere. Nel primo caso per fatto personale (l’ascesa alla presidenza del Consiglio), in questo anche (per riacquistare un qualche credito agli occhi dell’establishment internazionale). E in entrambi con la stessa disinteressata dedizione agli interessi del Paese che è apparsa nel mostruoso episodio saudita (https://volerelaluna.it/rimbalzi/2021/02/01/-matteo-renzi-e-il-rinascimento-saudita/): che da solo sarebbe bastato a porre fine a qualunque carriera politica, in un Paese civile.

Renzi, dunque, trionfa: umiliando tutti (a partire dal Parlamento) e presentandosi a fianco di Mattarella come il salvatore della patria. Un gioco di sponda che, spiace dirlo, ingenera qualche dubbio anche sul ruolo del presidente della Repubblica: specie per il singolare discorso con cui questi ha escluso tassativamente la possibilità di andare ora ad elezioni.…

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Per le élites tornate al potere un entusiasmo autolesionista

di Rita Di Leo

La massa degli elettori si sente legittimata nel suo disprezzo dei partiti e del Parlamento: vede una politica senza progetto e politici incapaci di fare politica professionale.

Le dimissioni di Zingaretti hanno una rilevanza politica, legata alla percezione politica diffusa per cui dopo anni di scossoni sarebbe arrivata la quiete. A farci stare tranquilli e soddisfatti nei luoghi di lavoro e nelle case, ci pensano quelli che ci sanno fare.

Quelli che hanno le competenze necessarie e non sono in competizione tra loro: ciascuno ha il suo compito da svolgere, consapevole di doverne rendere conto solo a colui che glielo ha affidato. I compiti hanno livelli di priorità: quelli essenziali riguardano il denaro nella forma dei fondi europei da maneggiare in modo tale che non lo tocchino le mille mafie del paese; a tal fine sono in campo generali e uomini della finanza cosmopolita. Vi è poi la gestione amministrativa degli affari correnti suddivisa tra esponenti della larghissima platea dei partiti che entusiasticamente sostengono l’élite al governo.…

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Un’agenda europea per Mario Draghi

di Mario Pianta

Dopo la ‘facile’ preparazione del governo di Mario Draghi, cambiare le regole europee su spesa nazionale, aiuti alle imprese e debito pubblico sono le tre cose ‘difficili’ che il governo Draghi potrebbe mettere nell’agenda di Bruxelles.

Troppo facile per Mario Draghi, presidente del Consiglio incaricato, raccogliere le disponibilità delle forze politiche – quasi tutte – a far parte del suo governo. Meno facile trovare l’equilibrio per un programma e per un governo che duri fino alla fine della legislatura, nel 2023, se questo è l’obiettivo che si è dato. Non troppo difficile è l’impiego dei 209 miliardi di sussidi e crediti di Next Generation EU in buoni investimenti: il Paese è stato talmente fermo che ha bisogno di tutto.

Il difficile – dobbiamo ricordarlo – era già stato fatto da Giuseppe Conte, Roberto Gualtieri e Paolo Gentiloni nei primi mesi del 2020 quando, di fronte alla pandemia, hanno contribuito a cambiare gli equilibri in Europa e a lanciare questo primo strumento di una politica fiscale comune.…

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Francesco in Iraq, l’unica diplomazia contro la guerra

di Alberto Negri

Medio Oriente. Bergoglio non solo è il primo papa in Iraq ma anche il primo capo di stato dell’Occidente a casa dell’ayatollah Sistani. Ecco perché la sua visita è pastorale ma anche politica

Il papa in visita oggi da Sistani fa politica e diplomazia, quella che nessuno riesce a fare. Chi è Alì Sistani, il religioso sciita di Najaf?

È un uomo, con un’influenza spirituale estesa ben oltre i confini iracheni, che rappresenta la sintesi complessa, avvincente, e talora inestricabile, di un secolo di vicende dell’Iraq e del Medio Oriente.

Ma è anche una parte della nostra storia, assai poco onorevole, fatta di spartizioni coloniali e guerre, come quella del 2003 che l’Occidente ha portato nella terra di Abramo e che un altro papa, Wojtyla, ricevendo il vicepresidente di Saddam Hussein, il cristiano Tarek Aziz, cercò di fermare mentre in Italia esponevamo quelle bandiere arcobaleno adesso ormai stinte ed estinte.

Questa volta il papa fa un po’ anche la nostra parte, ci ricorda l’inferno iracheno, la memoria perduta e la vergogna di guerre costruite su menzogne come quella delle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, la madre di tutte le fake news inventata da Bush jr.…

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Edit Bruck

di Tonio Dell’Olio

Tra le cose che racconta Edith Bruck, la poetessa ungherese sopravvissuta ai campi di concentramento che sabato ha ricevuto la visita di Papa Francesco, ci sono due persone che, nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, con la solennità di un testamento le chiesero: “Racconta, non ti crederanno, ma se tu sopravvivi racconta, anche per noi”. È lì che questa donna minuta, esile e timida, ha imparato la forza del racconto. La narrazione che scava nella memoria propria per spalancare quella dell’altro. Raccontare come abilità di incidere a scalpello nella coscienza di chi ascolta. Ed è stata proprio quella forza a destare anche i passi di un Papa che in uno Shabbat di febbraio ha deciso di far visita a Edith. Perchè nella voce e nella penna di questa donna c’è il valore della testimonianza che sa farsi voce: “Racconta anche per noi”. E lei ha scelto di farlo anche con la poesia che trasforma le parole in passo di danza senza anestetizzare il dolore e senza per questo renderlo più umano.…

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Eros e celibato ecclesiatico, i guasti di un sistema chiuso

di Luca Kocci

Saggi. Il libro di Marco Marzano, «La casta dei casti. I preti, il sesso e l’amore», per Bompiani

C’è un mezzo che la Chiesa cattolica ha scelto per sacralizzare la figura del prete e farlo sembrare un «uomo speciale», deputato a guidare il popolo-gregge: la regola della castità e dell’astinenza sessuale. E c’è un sistema formativo-repressivo, di cui i seminari e i noviziati sono le colonne portanti, costruito per produrre maschi apparentemente «asessuati felici», dediti unicamente a Dio. La realtà, però, rivela uomini affettivamente immaturi e profondamente tormentati, i quali, una volta ordinati sacerdoti, in molti casi vivono con grande sofferenza la scelta di rimanere fedeli alla promessa di castità, oppure conducono una doppia vita non sempre esente da sensi di colpa, o si lasciano andare a una sessualità sfrenata, che talvolta sfocia nel crimine della pedofilia.

E’ la tesi centrale dell’ultimo saggio di Marco Marzano, docente di sociologia all’Università di Bergamo che in passato si è già occupato di mondo cattolico: La casta dei casti.

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Il nuovo Cile riscrive la Carta (e la storia)

di Elena Basso

America Latina. Stracciata la Costituzione di Pinochet, l’11 aprile i cileni eleggeranno la costituente: 155 membri scelti tra i cittadini. Tra i candidati c’è Natalia, manifestante vittima della violenza repressiva dei carabineros

La stanza è piccola e soleggiata, è una camera da letto. Appese alle pareti ci sono due foto che ritraggono un gatto e un cane, piccole bandierine color pastello decorano gli spazi.

E’ piena estate a Santiago del Cile e al centro della stanza c’è una ragazza: si chiama Natalia Aravena, ha 26 anni ed è candidata all’assemblea che scriverà la nuova Costituzione del Paese.

La storia è già importante, una ragazza così giovane che vuole scrivere una Costituzione, ma c’è un particolare che la rende straordinaria: Natalia ha perso un occhio, è una degli oltre 460 manifestanti che le forze dell’ordine cilene hanno accecato durante le manifestazioni che da oltre un anno scuotono il Cile.

Il 18 ottobre 2019 alcuni studenti hanno iniziato a saltare i tornelli della metro per protestare contro l’aumento del costo del biglietto; in pochi giorni oltre un milione e mezzo di persone sono scese in piazza a manifestare per le enormi disuguaglianze sociali che affliggono il Paese chiedendo le dimissioni del presidente Sebastián Piñera.…

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Le regole del cammino

di Antonio Spadaro

Ci aveva colpiti di Antonio Polito il volume Prove tecniche di Resurrezione (cfr.Civ.Catt., 2019;II,143 ss.). Lì la sua inquietudine lo portava alla semplificazione, a «mollare il superfluo, selezionare l’essenziale», a «fare pulizia senza fare piazza pulita». Egli diceva che è difficile essere semplici, ma che questa era la strada: tornare nudi come siamo nati. Sarebbe questa la condizione per farsi venire in mente cose nuove. Si arriva sempre a un certo punto nel quale la nostra età ce lo impone. Ed è spesso proprio la cosiddetta «mezza età». E da questa mezza età Polito esprimeva un «impellente e disperato bisogno di resurrezione». Per il credente il pensiero della risurrezione è il pensiero della nostra nudità davanti a Dio.

In Le regole del cammino questo desiderio di nudità prende la forma del cammino, da sempre inteso come metafora della vita spirituale. Per l’autore, c’è una capacità meditativa e riflessiva che viene sviluppata proprio nel camminare. Con tre amici ha scelto il cammino di san Benedetto come opportunità di meditazione su ciò che accade nella nostra Italia e nel nostro mondo.…

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