Nel tempo dei post

di Tonio Dell’Olio

Non mi riferisco ai post dei profili o degli account dei social network ma piuttosto a quelli che sembrano definire il tempo che viviamo. Postumano e postmoderno, postdemocratico (soprattutto dopo l’attacco a Capitol Hill) e postindustriale, postcristiano e postcapitalista, postantropocene e postfemminismo. E sono altresì convinto che ciascuna di quelle definizioni sarebbe oggetto di lunghe discussioni con posizioni molto differenti al punto da rischiare una situazione postraumatica, ma l’unica cosa certa è l’incertezza. Un tempo segnato dal post, è un tempo che vaga nel buio perché ha abbastanza chiaro ciò che si lascia alle spalle ma non ha ancora un porto dove approdare e, forse, nemmeno una rotta e una bussola. Come sarebbe bello se invece decidessimo tutti, o almeno in tanti, di dare inizio al tempo del “pre” inteso come cammino verso una meta ben definita. E questo nostro tempo sarebbe trasformato in un’epoca prefraterna, preugualitaria, preecologica. Perché i cammini sono di per sé incerti e rischiosi ma quanto meno scommettono sulla scoperta di una terra nuova e di un futuro migliore.…

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Hélder Camara

di Maurizio Mazzurco

Chi ricorda oggi Hélder Câmara? A 21 anni dalla morte del vescovo brasiliano ci viene in aiuto la biografia di Anselmo Palini, insegnante impegnato a livello ecclesiale e civile, che nei suoi studi si occupa dei temi della pace e dei diritti umani.

Ritornare su questa figura è importante per gli anziani, che hanno vissuto i tempi del Concilio e potrebbero averlo dimenticato, ma anche per i giovani, ai quali, come osserva nella prefazione mons. Bettazzi, Câmara «illustra quanto di grande e di profondo ha preparato il mondo d’oggi e potrebbe renderlo sempre più vero e più pieno di speranza» (p. 9).

Dom Hélder, fin da giovane, si rivela un sacerdote molto attivo e grande organizzatore. Alimenta questo carisma con la preghiera, abituandosi a lunghe veglie notturne di contemplazione. La sua missione sacerdotale è caratterizzata da «un lungo cammino di conversione» (p. 195). Formatosi nella contrapposizione manichea fra il comunismo, male assoluto, e la difesa del capitalismo e dei valori della tradizione, Câmara si schiera inizialmente su posizioni integraliste, dalle quali poi si allontana sempre più.…

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Sciacalli nella crisi

di Tonio Dell’Olio

“Tutta la classe dirigenziale non ha diritto di dire io… deve dire noi e cercare una unità di fronte alla crisi”. In questo momento, ribadisce Papa Bergoglio, “un politico, un pastore, un cristiano, un cattolico anche un vescovo, un sacerdote, che non ha la capacità di dire noi invece di io non è all’altezza della situazione”. E soggiunge che i “conflitti nella vita sono necessari, ma in questo momento devono fare vacanza”, fare spazio all’unità “del Paese, della Chiesa, della società”. Dopo aver ascoltato queste parole, ciascuno deve eseguire innanzitutto una spietata radiografia della propria coscienza e subito dopo applicare quelle considerazioni del Papa alla vita della propria chiesa locale, del proprio Paese, della condizione economica in cui versiamo. Certo, chi per predisposizione naturale non riesce a vedere al di là del proprio naso o è ripiegato sul proprio ombelico, presenta come primo sintomo grave quello di non riuscire ad ascoltare le ragioni degli altri e pertanto non ha sentito (o non ha compreso) il significato delle parole del Papa.…

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Vita da braccianti nella Calabria rossa

di Valerio Nicolosi

La raccolta delle arance. Per questa stagione sono arrivate 1.600 persone nella Piana di Gioia Tauro, molte di più rispetto agli anni precedenti, nonostante il lockdown. Gli operatori di Medu garantiscono loro tamponi e assistenza sanitaria. E nella tendopoli di San Ferdinando cominciano a spuntare casette di fortuna

Con le prime luci dell’alba sulla Piana di Gioia Tauro i caporali iniziano il giro e con cadenza regolare si accostano a caricare i braccianti che passeranno il resto della giornata nei campi a raccogliere le arance. Quelli che non rientrano in questo giro si sono organizzati con delle vecchie biciclette, alcune troppo piccole per loro ma indispensabili per coprire i 10 o 20 chilometri che ogni mattina devono percorrere per arrivare al campo. La paga di 4 o 5 euro l’ora è troppo bassa per comprarne una nuova, così come gli accessori. Ogni spesa extra rispetto al cibo va a finire nei money transfer che fanno arrivare i soldi alle famiglie nei Paesi d’origine.…

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L’Avvento ci aiuti a capire che bisogna cambiare strada

di Alex Zanotelli

Caro direttore, siamo in pieno Avvento, una stagione in cui costantemente veniamo invitati a svegliarci dal sonno, ad aprire gli occhi, a leggere i segni dei tempi, ma soprattutto a vegliare. Mai come oggi abbiamo bisogno di questa forte spiritualità perché viviamo un momento epocale: è in ballo la vita stessa dell’umanità. E ci sentiamo un po’ tutti confusi, smarriti… Anche noi, come gli ebrei, appena ritornati dall’esilio:«Tastiamo come ciechi la parete, come privi di occhi camminiamo a tastoni; inciampiamo a mezzogiorno come al crepuscolo… Noi tutti urliamo come orsi, andiamo gemendo come colombe; speravamo nel diritto, ma non c’è, e nella salvezza, ma essa è lontana da noi» (Isaia,59, 10-11).

Questa pandemia di Covid-19 ci ha messi a nudo. Pensavamo di essere onnipotenti (l’idolatria!) ed è bastato un virus per metterci in crisi. Abbiamo costruito un sistema economico- finanziario-militarizzato che non permette più al pianeta di respirare. E la natura si ribella tramite questo ‘folletto’ che attacca i nostri polmoni uccidendoci.…

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E’ morto Nedo Fiano, uno degli ultimi testimoni della Shoah

di Alessia Rastelli

Nato a Firenze, aveva 95 anni. Arrestato nel 1944 in quanto ebreo, fu deportato ad Auschwitz. Fu l’unico della famiglia a sopravvivere. Si è spento il 19 dicembre a Milano

«Ad Auschwitz sono rimasto orfano. Quest’esperienza devastante ha fatto di me un uomo diverso, un testimone per tutta la vita». Lo è stato, Nedo Fiano, un testimone lungo il corso di un’intera esistenza, interrottasi sabato 19 dicembre pomeriggio a Milano, nella casa di cura dove era ricoverato con la moglie Rina Lattes. Nato a Firenze il 22 aprile 1925, aveva 95 anni, di cui tantissimi spesi tra gli studenti a rivivere l’orrore, senza che mai lo abbandonasse il ricordo della madre Nella sulla rampa del lager, i suoi grandi occhi verdi pieni di paura, mentre la separavano da lui e dal marito, mandandola subito alla camera a gas.

Sarebbe tornato da solo Nedo. Ad Auschwitz lavorò schiavo proprio su quella banchina, dove arrivò con la famiglia il 23 maggio 1944.…

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Grazie Lidia

di Tonio Dell’Olio

E cosa se non grazie? Quando la morte sembra porre il punto ultimo su un tempo carico di frutti e di bene e di grazia? Cosa se non grazie? Maestra e testimone del vangelo fatto vita e dei nodi di congiunzione, delle confluenze e degli abbracci che non ti aspetti. Della lotta senza violenza. Dell’impegno nel palazzo senza sorridere di sufficienza sulle ingenuità del giorno prima. Del cuore con l’intelligenza. E poi dell’informazione come servizio e come seme di consapevolezza. Non ho nemmeno il tempo di indagare attentamente nella memoria e nella coscienza per rintracciare la lista degli insegnamenti. Il cuore è colmo solo di gratitudine e il grazie tracima come un moto dell’affetto prima che del pensiero. Donna forte dell’essere donna, donna fiera dell’essere donna, donna tenace e ostinata perché donna. Cuore riconciliato con la vita che vale la pena spendere per qualcosa di bello. Per gli altri. Lidia Menapace è stata questo e tanto altro. E per questo non se ne è andata a mani vuote.…

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La fratellanza e il nostro impegno nel mondo

di Sandro Antoniazzi

La nuova enciclica di Papa Francesco costituisce quasi una summa del suo pensiero. Rappresenta una sintesi della sua concezione, sparsa in tanti discorsi e in tanti documenti, e raccolta qui in una visione unitaria, all’insegna dell’idea di fratellanza.

È l’immagine di una chiesa aperta quella che appare nell’enciclica, rivolta al bene di tutti, alla giustizia e alla pace dei popoli, a promuovere assieme a tanti altri quel rapporto di fraternità che dovrebbe unire tutti gli uomini e le donne.

L’enciclica è lunga perché il Papa richiama tanti aspetti e dettagli utili a sviluppare una giusta attenzione che favorisca il processo di fraternità; ma già il titolo dice tutto, fornisce un’idea immediata, comprensibile ad ogni persona, del messaggio e dello spirito che lo anima.

Questa enciclica, come del resto ogni discorso di papa Bergoglio, riveste un carattere peculiare: non esprime principi generali, ma parla di qualcosa a cui crede personalmente, che sente direi anche emotivamente come importante, che sente di proporre a tutti perché lui per primo lo avverte come vitale.…

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E tre, anche Eugenio Gaudio rinuncia: tengo famiglia

di Claudio Dionesalvi e Silvio Messinetti

Sanità. La nomina dell’ex rettore a commissario alla sanità dura un giorno: «Mia moglie non vuole trasferirsi a Catanzaro. Un lavoro del genere va fatto con il massimo impegno, non ho intenzione di aprire una crisi familiare». Strada: «Clima grottesco»

Sul suo nome era nata una grande alleanza durata poche ore. Il magnifico metteva d’accordo quasi tutti. Un ecumenismo sorprendente. O forse no. Perché il carrozzone della sanità calabrese in tutti questi anni, specie dal 2010 in poi, è stato sempre trasversale. Virava a destra e a sinistra. Ma la traiettoria preferita era al centro. Eugenio Gaudio era il prototipo del commissario ideale. Vicino al Pd ma non inviso a destra. «Confido in Gaudio», esclamava il presidente reggente della regione Calabria Nino Spirlì. «Una grande vittoria dei calabresi», annuiva il potente deputato reggino di Forza Italia, Francesco Cannizzaro.

Vicino all’Opus Dei, in stretti rapporti con la pastorale universitaria guidata dal vescovo Leonardo Leuzzi, Gaudio era diventato qualche mese fa consulente del ministro dell’Università, Gaetano Manfredi.…

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La politica estera di Joe Biden

di Manlio Dinucci

Quali sono le linee programmatiche di politica estera che Joe Biden attuerà quando si sarà insediato alla Casa Bianca? Lo ha preannunciato con un dettagliato articolo sulla rivista Foreign Affairs (marzo/aprile 2020), che ha costituito la base della Piattaforma 2020 approvata in agosto dal Partito Democratico. Il titolo è già eloquente: «Perché l’America deve guidare di nuovo / Salvataggio della politica estera degli Stati uniti dopo Trump». Biden sintetizza così il suo programma di politica estera: mentre «il presidente Trump ha sminuito, indebolito e abbandonato alleati e partner, e abdicato alla leadership americana, come presidente farò immediatamente passi per rinnovare le alleanze degli Stati uniti, e far sì che l’America, ancora una volta, guidi il mondo.»

Il primo passo sarà quello di rafforzare la Nato, che è «il cuore stesso della sicurezza nazionale degli Stati uniti». A tal fine Biden farà gli «investimenti necessari» perché gli Stati uniti mantengano «la più potente forza militare del mondo» e, allo stesso tempo, farà in modo che «i nostri alleati Nato accrescano la loro spesa per la Difesa» secondo gli impegni già assunti con l’amministrazione Obama-Biden.…

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