Superare i decreti di sicurezza di Salvini: un’urgenza che non può essere rinviata

di Giampaolo Petrucci

Elezioni regionali e referendum costituzionale sono ormai alle spalle. E la maggioranza di governo non ha più scuse per affrontare definitivamente il superamento dei decreti sicurezza voluti dalla Lega di Matteo Salvini, che gli elettori soprattutto di centrosinistra aspettano ormai da inizio legislatura. Questo il cuore dell’appello lanciato dalla Campagna #ioaccolgo – che racconta storie di accoglienza positiva, contro narrazioni e politiche discriminatorie per i migranti, e contro «la barbarie di un mondo fondato sull’odio e sulla paura» – il 25 settembre. «La ministra Lamorgese – si legge in particolare sull’appello – ha predisposto un testo di riforma che il consiglio dei ministri deve discutere con la massima urgenza, per intervenire sugli aspetti più negativi di quei decreti».

La modifiche della ministra intervengono sugli aspetti peggiorativi introdotti da Salvini con i decreti sicurezza: prevedono l’allargamento della platea di rifugiati che ha diritto alla protezione internazionale, il ripristino dell’accoglienza diffusa sul territorio e gestita a livello comunale, per una maggiore integrazione nelle comunità locali, l’eliminazione delle sanzioni alle ong che introducevano un pericoloso principio di criminalizzazione della solidarietà.…

Leggi tutto

Abele insieme a Caino

di Tonio Dell’Olio

È esattamente questo a fare la differenza. Nelle coscienze e nella cultura, nella formazione e nella comunicazione. Ieri sera a Como alle 20.30 si è svolto un momento di preghiera per la vittima e per l’assassino. Persone di tutti i colori e di tutte le fedi si sono uniti nella Cattedrale, nella piazza antistante e sul Canale YouTube della Diocesi per pregare, ovvero per ringraziare l’unico Dio per la testimonianza martiriale di Roberto Malgesini, prete semplice, per chiedere perdono delle nostre chiusure al Vangelo dell’accoglienza, per sanificare tutti i cuori dal virus dell’odio e della violenza, per quell’altro giovane che ha sferrato coltellate contro la vita, tutta la vita, anche la sua. L’alternativa è rassegnarsi al male, arrendersi alla strada che oggi passa per Colleferro, Caivano, Como e altri cento quartieri d’Italia. Nello stesso giorno di ieri ricordavamo don Pino Puglisi, un altro prete caduto sotto i colpi della violenza. A rendere insonni le notti di Salvatore Grigoli, l’assassino, è ancora oggi il sorriso con cui don Pino lo guardò prima di cadere sotto i colpi della sua pistola.…

Leggi tutto

Referendum taglio parlamentari:i cattolici democratici di Agire politicamente votano no

L’associazione di cattolici democratici Agire politicamene vota No al referendum sul taglio dei parlamentari

«L’associazione – si legge in una nota di Agire politicamente – ritiene che non si possa prescindere dal contesto sociopolitico in cui nasce la proposta di modifica, dall’intenzione che l’ha guidata e dalle conseguenze che la modifica comporta, giacché comprometterebbe i principi fondamentali, su cui si fonda la nostra Repubblica e dai quali trae legittimazione il Parlamento stesso.

E’ palese la perdita di qualità che il Parlamento ha subito negli ultimi anni tanto da provocarne un discredito nella opinione dei cittadini che hanno perso la piena coscienza della sua funzione vitale per la democrazia: la composizione delle liste dei candidati, la impossibilità di scelta dei candidati da parte degli elettori, la perdita del rapporto fra i candidati ed il territorio. Da questo contesto nascerebbe la proposta di modifica ma sarebbe piuttosto il momento di impegnarsi in una rivalutazione del Parlamento per renderlo più rispondente alla funzione che gli assegna la Costituzione, a salvaguardia del nostro stesso sistema democratico.…

Leggi tutto

I valori di Berlinguer

di Tonio Dell’Olio

Ascoltiamole bene le parole che Salvini ha detto per annettersi Berlinguer e i suoi “valori”: “I valori di una certa sinistra che fu, quella di Berlinguer – ha detto – : lavoro, fabbriche, operai, insegnanti, agricoltura, artigiani… adesso sono stati raccolti dalla Lega, quindi se il PD chiude in Botteghe oscure e la Lega apre, è un bel segnale”. Ancora una volta siamo di fronte a una comunicazione falsificata che punta più sull’effetto e la provocazione che sul senso delle cose dette. Salvini si riferisce ai valori di Enrico Berlinguer ma di fatto elenca mestieri, professioni e luoghi di lavoro che, di per sé, non sono affatto valori. Salvini dimentica che i valori sono altri oppure non li conosce, oppure non riesce a declinarli. Quelli di Berlinguer ad esempio erano “Il comunismo è la trasformazione secondo giustizia della società” (Tribuna Politica, 7 febbraio 1980). Ancora: “La questione morale esiste da tempo. Ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico”.…

Leggi tutto

Il coronavirus è uguale per tutti?

di Guglielmo Ragozzino

Senza fissa dimora, disoccupati, migranti, poveri sono i più colpiti dal Covid. Una collezione di storie romane, da Tor Bella Monaca alla Stazione Tiburtina, fotografa questa realtà. Restituendoci una certezza: contro la sopraffazione dei più forti servono nuove regole, di libertà e uguaglianza.

Il coronavirus è uguale per tutti. Quella che precede è un’affermazione di senso comune, un’idea corrente, direbbe Gustave Flaubert. Difficile dire che nella primavera appena trascorsa le cose siano davvero andate così: è una materia sulla quale sono ancora aperte le indagini. Si sa che la malattia ha, secondo statistica, colpito più gli uomini delle donne, più le persone anziane che non l’infanzia. Ha danneggiato più la Lombardia che il Mezzogiorno d’Italia. È sufficiente la mascherina obbligatoria per tutti o quasi per mettere tutti alla pari? O è il distanziamento, e i guanti (oppure l’amuchina per tutti, nell’intesa che ogni mano lava l’altra) per ristabilire la parità generale?

L’affermazione egualitaria riguarderebbe a ben vedere soltanto la bilancia tra ricchi e poveri.…

Leggi tutto

Comunità di Bose, intervista a Mons.Bettazzi, l’ultimo vescovo del Vaticano II

di Alex Corlazzoli

Il vescovo emerito di Ivrea, storico leader di Pax Christi: “Le difficoltà con gli emeriti ci sono sempre state. Lo dissero anche a me di allontanarmi da Ivrea. Ma nel caso di padre Bianchi sapevo che erano d’accordo con il nuovo priore per vivere ancora insieme, così come ha insistito la comunità”

“Non riesco a darmi una ragione di quello che sta accadendo alla comunità di Bose. Enzo Bianchi fa bene a chiedere al Vaticano di conoscere le prove delle loro mancanze e di potersi difendere da false accuse”. A parlare è monsignor Luigi Bettazzi, 96 anni, vescovo emerito di Ivrea e amico della comunità. E’ l’unico vescovo cattolico italiano oggi vivente che ha preso parte al Concilio Vaticano II ed è stato fondamentale nella nascita e nella crescita della comunità. Nel 1968 è stato nominato presidente nazionale di Pax Christi, movimento cattolico internazionale per la pace, e nel 1978 ne è diventato presidente internazionale, fino al 1985 vincendo per i suoi meriti il Premio Internazionale dell’Unesco per l’Educazione alla Pace.…

Leggi tutto

In ricordo di Peppe Valarioti, vittima di ‘ndrangheta

di Antonio Lavorato

L’11 giugno 1980, 40 anni fa, perdeva la vita per mano ‘ndranghetista Giuseppe Valarioti, segretario della sezione del Pci di Rosarno. Aveva 30 anni ed era un professore: non solo di italiano a scuola, ma anche di riscatto sociale, dignità e lotta alle mafie. Lezioni che faremmo bene a ricordare.

Era la notte dell’11 giugno 1980 quando, ad opera della ‘ndrangheta, veniva ucciso Peppe Valarioti, segretario della sezione del Partito Comunista Italiano a Rosarno. Sono trascorsi quarant’anni.

Durante quella notte, Peppe è con i suoi compagni in un ristorante di Nicotera, nel Vibonese, per festeggiare la vittoria alle elezioni amministrative. Finita la cena esce dal locale e viene colpito dalla lupara mafiosa. Sono momenti drammatici, si passa dalla felicità per una straordinaria vittoria elettorale alla tragedia raffigurata dalla sofferenza degli ultimi istanti di vita del segretario del partito. Si scappa velocemente verso l’ospedale di Polistena, ma purtroppo durante il tragitto Peppe muore tra le braccia del suo amico fraterno Peppino Lavorato.…

Leggi tutto

Chiesa italiana, pandemia, Papa Francesco: intervista al sociologo Franco Garelli

di Roberto Rosano

In questi giorni, si è risolta la clamorosa polemica tra la Conferenza episcopale italiana e il governo, seguita alle disposizioni contenute nel dpcm in vigore dal 4 maggio, che escludevano la possibilità di celebrare messe in presenza del popolo ed aprono ai funerali con un massimo di 15 persone. Nel bel mezzo della controversia, papa Francesco ha richiamato la CEI all’«obbedienza» delle disposizioni governative e alla «prudenza», sollevando l’indignazione della destra cattolica fieramente attestata su posizioni antigovernative. Una vicenda che riflette le divisioni e la complessità della realtà cattolica italiana.

Nel tentativo di far luce su questa complessità, ci siamo rivolti a Franco Garelli, uno dei massimi osservatori dello scenario religioso italiano. Nei suoi numerosi lavori, quasi tutti pubblicati con Il Mulino, ha scandagliato la vita della fede cattolica e i suoi urti di rimando sulla collettività: I giovani, il sesso, l’amore (2000), L’Italia cattolica nell’epoca del pluralismo (2006), Piccoli atei crescono (Davvero una generazione senza Dio?) (2016).…

Leggi tutto

Vescovi dell’Amazzonia: non solo il Covid sta sterminando i popoli indigeni e la Madre Terra

Si rivolge alla società civile mondiale, ai governi, alla Chiesa cattolica, a tutte le confessioni religiose e agli uomini di buona volontà che si preoccupano della Creazione l’allarme lanciato dalla Repam (Rete Ecclesiale Panamazzonica composta da 9 Paesi della regione: Brasile, Venezuela, Guyana francese, Guyana britannica, Suriname, Colombia, Ecuador, Perù e Bolivia) per l’enorme “onda d’urto” che si sta abbattendo sulle popolazioni indigene e il bioma dell’area stretta tra la morsa della pandemia che colpisce esseri umani molto vulnerabili e l’aumento incontrollato della violenza nei territori. A firmare l’appello il presidente, il vicepresidente della Repam, rispettivamente i cardinali Claudio Hummes, Pedro Barreto Jimeno e il segretario esecutivo Mauricio López.

Troppe le criticità nella grande area: in Bolivia mancano quel coordinamento e quella consultazione con i popoli indigeni che aiuterebbero nella lotta contro la pandemia; i vescovi della Colombia sottolineano che «gli indigeni, i contadini e gli afro-discendenti sono i gruppi più a rischio, perché si trovano già in una situazione di povertà strutturale, in condizioni di insicurezza alimentare e malnutrizione, senza accesso al sistema sanitario e all’acqua potabile»; in Venezuela le popolazioni indigene si sentono minacciate da un possibile contagio attraverso le attività minerarie illegali e il passaggio di migranti venezuelani di ritorno; In Brasile, 32 Procuratori del Ministero Pubblico Federale 4 dichiarano che esiste il rischio di genocidio delle popolazioni indigene è concreto per mancanza di azioni di emergenza, mentre la Mobilitazione Nazionale Indigena denuncia che c’è «una chiara intenzione del governo di impedire il funzionamento del Sottosistema Sanitario Indigeno»; in Perù l’allarme è per gli indigeni emigrati nelle città in cerca di lavoro totalmente indifesi e per i quali i vescovi dell’Amazzonia peruviana sollecitano le autorità a sostenere il loro ritorno nelle comunità secondo i protocolli stabiliti dal Ministero della Salute.…

Leggi tutto

Il Covid-19 tra cura e potere

di Bianca Maria Pomeranzi

In questo momento di crisi, in cui il virus ci sta rivelando i limiti della nostra organizzazione sociale, il rovesciamento del “paradigma della cura” serve a pensare la ricostruzione in un modo nuovo, imparando dalle femministe latino americane.

La “pausa” che ha coinvolto più della metà della popolazione mondiale per quasi due mesi a causa del Covid 19 sta arrivando agli sgoccioli e, come una gigantesca onda che si ritira dopo uno tsunami, lascia intravedere un panorama lunare e sconosciuto, segnato dallo sconvolgimento delle vite e degli immaginari singolari e collettivi. Il desiderio di uscire in fretta da questa condizione di segregazione è comune, ma diverse sono le idee sulla possibile ripresa perché il rovesciamento tra i tempi dedicati alla produzione e alla riproduzione, campo privilegiato dell’analisi femminista, e lo spostamento dei contatti dal reale al virtuale hanno fatto intravvedere nuove possibilità e nuove minacce sia a chi vuole tornare “come prima” sia a chi ritiene che quella “normalità” fosse il problema.…

Leggi tutto