No vax e individualismo democratico

di Sandro Antoniazzi

Non si tratta  di rimettere in discussione la libertà personale, fondamento del sistema democratico, ma di affermare che accanto alle scelte individuali sono necessarie altrettante scelte collettive di valori comuni e di  ideali sociali condivisi

 

Ci sono varie motivazioni apportate dai no-vax a sostegno delle loro posizioni: motivazioni di carattere medico, di non sufficiente sperimentazione dei vaccini, di dubbi sugli effetti futuri e altre ancora.

Ma non si può non rilevare, anche da affermazioni esplicite di partecipanti alle manifestazioni, che, fra tutte, la motivazione fondamentale che emerge è quella della libertà personale. “Decido io”.

Rispetto a una decisione legittima di un governo democratico, si erge la posizione di singoli che la rifiutano, sostenendo la preminenza della loro autonomia personale.

Questo sembra porre un serio problema alla democrazia e spinge a una riflessione che riguarda i suoi fondamenti.

Nella classica opera di Alexis de Tocqueville sulla democrazia in America, si descrive la nascita della prima democrazia moderna: un mondo di persone tutte uguali, privo di strutture gerarchiche e di potere, proprie dei vecchi paesi europei, e con davanti un futuro aperto e favorevole, da costruire con le proprie forze.…

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Con Martini a Gerusalemme

di Roberto Mela

Editorialista del Corriere della sera e psicanalista, l’autore ha seguito da vicino l’episcopato del card. Martini a Milano ed è uno dei maggiori esperti del suo pensiero. Dal 3 al 10 ottobre 2018 ha partecipato a un viaggio in Terra Santa sulle orme del cardinale. Da quella esperienza è nato il libro, che non intende essere una guida turistica ai vari luoghi biblici, ma un sussidio spirituale per prepararsi al pellegrinaggio e a viverlo accompagnati dalle parole sapienti di Martini.

Dopo l’introduzione, Garzonio articola il libro in otto “Percorsi e soste”, a cui segue un capitolo di conclusioni. Ogni percorso è strutturato in tre momenti: una riflessione dell’autore, un’ampia citazione delle lettere pastorali di Martini e un’indicazione dei luoghi biblici che possono far rivivere le parole della Bibbia e anche i suggerimenti del cardinale.

Tutti conoscono l’amore di Martini per la Terra Santa e per Gerusalemme. Questo fatto ne fa un accompagnatore generoso e speciale.

L’introduzione si impernia sulla parabola del “seminatore”.…

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Essere antifascisti

di Tonio dell’Olio

Fascista è porre a spartiacque delle proprie scelte un arrogante “me ne frego” e mettere al bando l’umiltà di sbagliare pensando di avere sempre ragione. È fascista sottrarre l’aria a chiunque non la pensi come me e credere che si possa far ricorso alla forza della violenza per raggiungere un risultato fosse anche positivo. Fascista significa ridurre la parola “popolo” a foglia di fico per nascondere la vergogna dell’interesse malvagio di un gruppo di potere, di un cognome o di una corporazione. Fascista è avere il potere come unica meta e annullare ogni possibilità di cambiamento dal basso ed è fascista pensare che tutto ciò che arriva dal di fuori della mia comunità non deve essere accolto fino a esaltare la gente del mio confine come una razza e una razza superiore. Fascista è pensare che non vi debba essere alcuna interdipendenza al mondo e che l’autarchia del portafogli e del pensiero di uno Stato e di un popolo sia la formula sublime.…

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Michetti sulla Shoah: “Per gli ebrei più pietà perchè avevano le banche”

di Andrea Carugati

Parole choc. Roma, il candidato del centrodestra contro la commissione Segre: «Limita la libertà del popolo»

C’era una volta, e purtroppo c’è ancora, la storiella dal sapore antisemita che racconta la Shoah come più visibile di altri ignobili genocidi per il potere della cosiddetta «lobby ebraica». Una storiella cui sembra credere anche Enrico Michetti, candidato delle destra al ballottaggio di Roma.

«Ogni anno si girano e si finanziano 40 film sulla Shoah, viaggi della memoria, iniziative culturali di ogni genere nel ricordo di quell’orrenda persecuzione … e sin qui nulla quaestio, ci mancherebbe», scriveva il 19 febbraio 2020 sul sito di Radio Radio di cui è da tempo opinionista. «Ma mi chiedo perché la stessa pietà e la stessa considerazione non viene rivolta ai morti ammazzati nelle foibe, nei campi profughi, negli eccidi di massa che ancora insanguinano il pianeta? Forse perché non possedevano banche e non appartenevano a lobby capaci di decidere i destini del pianeta…».…

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Il fantasma del no vax si aggira sulla scena politica

di Giuliana Santoro

Un fantasma si aggira per il paese: è il movimento No Vax. L’ectoplasma appare e riappare, ma terrorizza solo a giorni alterni. Una volta viene dipinto come un minaccioso soggetto organizzato in grado di bloccare gli snodi ferroviari, l’altra ridotto ad Armata Brancaleone senza arte né parte. In entrambi i casi, che si tratti di allarmismo o derisione, sfugge il punto: come avremmo dovuto imparare dalla vicende paradossali e al di fuori di ogni regola politologica della nascita del Movimento 5 Stelle o dell’assedio al Campidoglio dei sostenitori di Trump, il cospirazionismo è una delle forme della politica al tempo della crisi della rappresentanza e della fine dei grandi conflitti.

UNO DEI PUNTI di forza del cospirazionismo è che istruisce una discussione che costringe qualsiasi controparte dialettica, anche la più radicale, a recitare il ruolo difensore dello status quo. Bisogna inoltre ricordare che il discorso che per semplicità chiameremo No Vax affronta in maniera irrazionale e paranoica uno dei nodi decisivi della nascita della sovranità politica moderna: il rapporto tra libertà individuale e sicurezza collettiva, tra paura e fiducia reciproca.…

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Se ne va un pezzo di Adista. Anzi, rimane con noi. E’ morto Giovanni Avena

di Valerio Gigante

Nel momento in cui lo scriviamo ci pare impossibile. Eppure la lunga malattia che ne ha segnato gli utlimi anni di vita ci avrebbe dovuto preparare. Da ieri, 4 settembre, Giovanni Avena non c’è più. Si è spento serenamente, verso le 23.

Giovanni Avena non ha fondato Adista, ma è come se lo avesse fatto. Se non l’ha fondata, l’ha rifondata. È stato infatti tra i protagonisti della trasformazione della testata (1979) da agenzia della Sinista Indipendente a cooperativa di soci impegnati nell’idea di una informazione libera dai condizionamenti del potere economico, ecclesiastico, partitico, profondamente incarnata in una prospettiva evangelica, di sinistra, laica e pluralista.

In questi casi si dicono spesso frasi tipo “senza Giovanni Adista perde una parte importante della sua storia”. Ma non è così. Adista è Giovanni, nel senso che il suo contributo ha profondamente cambiato il giornale e la vita di ciascuno di noi che lo ha incontrato, conosciuto, stimato. Ciascuno di noi del collettivo di Adista porta dentro qualcosa della sua testimonianza umana, politica ecclesiale.…

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Genova, paura profezia e speranze

di Simone Oggionni

Vent’anni si prestano a un bilancio: non è più cronaca, diventa storia. Le emozioni – anche quelle più accese – si trasformano in ragionamenti, anche se rimangono i sentimenti e le passioni. A distanza di vent’anni dai fatti di Genova si possono tentare riflessioni compiute, malgrado rimangano sospesi diversi interrogativi.

La prima riflessione compiuta è che quel movimento è stato l’ultimo grande movimento di massa con basi potenzialmente anti-capitalistiche che il nostro Paese abbia conosciuto. Un movimento aperto, democratico, libero, autonomo, trasversale. Con al centro un unico obiettivo: cambiare direzione di marcia al mondo. Nel mirino aveva posto, correttamente, quelle politiche neo-liberiste che, a circa dieci anni dal crollo dell’Unione Sovietica e dall’inizio del sogno unipolare, dispiegavano le loro illusioni e i loro tragici effetti: diseguaglianze, ingiustizie, guerre.

Non c’è più stato – dopo Genova – un luogo capace di dare voce a mille voci collettive, dai centri sociali al mondo cattolico progressista, da Rifondazione Comunista a pezzi significativi del mondo operaio e sindacale.…

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Rilanciamo il disarmo nucleare

di Maurizio Simoncelli

Il summit a Madrid dell’Iniziativa di Stoccolma ha rilanciato a luglio l’obiettivo mondiale del disarmo nucleare e rilanciato il Trattato di non proliferazione, ma il processo nei fatti langue. E ci sono segnali in controtendenza da Londra, da Pechino, mentre viene rimandata la ripresa del negoziato Usa-Iran.

Nel luglio scorso si è tenuta a Madrid la Quarta riunione ministeriale dell’Iniziativa di Stoccolma per il disarmo nucleare. Il meeting è stato copresieduto dai ministri degli esteri della Spagna, Arancha González Laya, della Svezia, Ann Linde, e della Germania, Heiko Maas, con la partecipazione di Argentina, Canada, Finlandia, Germania, Indonesia, Giappone, Giordania, Kazakhstan, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Corea del Sud, Spagna, Svezia e Svizzera.

L’Iniziativa di Stoccolma, avviata nel 2019 con 16 ministri degli esteri di Stati non dotati di armi nucleari (NNWS), intende rafforzare il Trattato di non proliferazione (TNP), promuovendo il disarmo nucleare per un mondo libero dalle armi nucleari. Nel 2020 l’Iniziativa ha presentato a Berlino 22 precise proposte (le cosiddette “Stepping Stones“) per dare nuova linfa ad un processo di disarmo che langue.…

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A metà del guado

di Tonio Del’Olio

“Siamo a metà del guado, ma ricordiamoci che dobbiamo ancora passarlo”. Il guado a cui fa riferimento con questa battuta mons. Luigi Bettazzi, 98 anni, vescovo emerito di Ivrea e ultimo vescovo italiano ancora in vita ad aver partecipato al Concilio Vaticano II, è la piena attuazione del Concilio stesso. E queste parole non sono state pronunciate al crepuscolo del novecento ma ieri a Verona, facendo memoria del Seminario per l’America Latina. Il Concilio non è stato la semplice produzione di un certo numero di documenti, ma l’inaugurazione di uno stile fatto di ascolto delle voci che dalla strada entravano nelle finestre istoriate delle chiese. Il Concilio, infatti, va colto nello spirito e non nella lettera. Per questo ha ragione Bettazzi a dire che siamo “a metà del guado”. È per questo che qui in Assisi stasera intitoliamo una piazzetta a quell’evento che non ricorda soltanto il cammino compiuto, com’è tipico di tutte le targhe viarie, ma anche quello che c’è ancora da fare.…

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Stop alla messa preconciliare: Francesco salda i conti col fondamentalismo cattolico

di Francesco Peloso

La decisione di papa Francesco di revocare la liberalizzazione della messa in latino preconciliare abrogando il motu proprio di Benedetto XVI ‘Summorum pontificum’, chiude un intero ciclo politico e definisce la rotta del futuro per la malridotta barca di Pietro, anche oltre l’orizzonte dell’attuale pontificato. Ci sarà modo per tornare sulla portata della decisione di Francesco, qui basterà accennare appena alcuni fatti. Da un punto di vista meramente simbolico si può dire che dietro le falangi estremiste pronte a dare l’assalto al Congresso di Washington nel dicembre scorso, aleggiava fra gli altri anche il fantasma di ‘Summorum pontificum’ e del mondo fondamentalista e apocalittico cristiano che lo aveva accolto e al quale Ratzinger aveva teso la mano della riconciliazione. Benedetto XVI ha infatti perseguito, nei primi anni del suo pontificato, un sogno restauratore, un disegno ideologico che certo è andato in frantumi ma ha prodotto danni enormi. E’ opportuno ripercorre alcuni passaggi di quel percorso. Nel settembre del 2005 il papa tedesco incontrò il Superiore della Fraternità di San Pio X, mons. …

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