Shoah dov’è Dio?

di Tonio Dell’Olio

Ripropongo la lettura di quelle righe celebri de La notte di Elie Wiesel: “I miei occhi si erano aperti, ed ero solo al  mondo, terribilmente solo, senza Dio, senza uomini, senza amore né pietà. Non ero nient’altro che cenere, ma mi sentivo più forte di quell’onnipotente, al quale avevo legato la mia vita così a lungo” (La notte, p 70). Una condanna senza scampo dell’indifferenza di Dio o addirittura del compiacimento con cui assecondava la crudeltà di quegli uomini e non vedeva la miseria di quegli altri. E così arriva quel giorno terribile in cui il pipel olandese di 13 anni viene impiccato. Sotto il suo letto avevano trovato ben nascoste delle armi e quel ragazzino dal volto di angelo infelice, anche sotto tortura, si era rifiutato di fare nomi. Venne impiccato nel campo di Buna e tutti furono costretti a passare davanti a quel corpo che agonizzò per più di mezz’ora a causa del peso leggero che non gli permetteva la morte istantanea.…

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La guerra contro Dio del regime iraniano

di Tonio Dell’Olio

Ormai Javad Rouhi, 35 anni, non riesce più a parlare né a camminare, ed è diventato incontinente. È affetto da una grave malattia mentale ma non è questa la causa del suo stato. Rouhi è stato brutalmente torturato in un carcere iraniano con l’accusa di aver partecipato all’incendio di una caserma e di aver dato fuoco anche a una copia del Corano. Il 3 gennaio è stato condannato a morte per “guerra contro Dio, corruzione sulla Terra e apostasia” cui si aggiunge l’accusa specifica di “incitamento a combattere e uccidersi a vicenda”. Javad Rouhi non ha avuto la possibilità di difendersi perché il codice iraniano stabilisce che chi è processato con quelle accuse non merita (non ha diritto a) un avvocato difensore. Più che prove sul suo conto, la “giustizia” ha raccolto la sua confessione dopo torture pesanti subite in un centro di detenzione gestito dai Pasdaran. Quando un regime ha bisogno di accanirsi in un modo così brutale persino contro una persona con disabilità mentale, manifesta un segno di debolezza enorme.…

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Figli di un Dio minore in uno Stato democratico a “sovranità limitata”

di Francesco Zanardi

Cosa mi ha davvero scioccato del primo Report della Cei sugli abusi nella Chiesa? Il fatto che lo Stato sia rimasto a guardare, in sfregio alla Costituzione e agli stessi cittadini, tutti, non solo le vittime.

L’operazione appare come la palese prova dell’esistenza di uno Stato dentro lo Stato: non quello di chi ha stuprato nei fatti, ma dei vescovi italiani che hanno sempre coperto. Palese perché esisteva una direttiva riservata del 1962, Crimen sollicitationis, redatta dal cardinale Ottaviani (che stabiliva la procedura canonica nelle cause di sollicitatio ad turpia, ovvero l’utilizzo da parte del prete del sacramento della confessione per fare avances sessuali ai/alle penitenti, ndr) riveduta nel 2001 (De delictis gravioribus, ndr) che di fatto ha avuto una funzione di insabbiamento. Qualunque vescovo l’avesse violata avrebbe commesso un reato solo per il Codice di Diritto canonico, quindi è puerile evitare oggi un’inchiesta a fronte di una realtà sotto gli occhi di tutti, denota solo una mancanza di onestà e forse una paura.…

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Merito, meritocrazia e disuguaglianze

di Elena Granaglia

Il governo Meloni ha creato il “Ministero dell’Istruzione e del Merito” mentre Papa Francesco ci spiega che la meritocrazia “sta diventando una legittimazione etica della disuguaglianza”. Ma che cos’è davvero il merito nella nostra società?

Il recente cambiamento del nome del Ministero dell’Istruzione in “Ministero dell’Istruzione e del Merito” ha riportato in primo piano, nel nostro paese, la discussione sul merito. Spiccano, al riguardo, le parole di Papa Francesco che afferma “un altro valore che in realtà è un disvalore è la tanto osannata ‘meritocrazia’. La meritocrazia affascina molto perché usa una parola bella il ‘merito’, ma siccome la strumentalizza e la usa in modo ideologico, la snatura e la perverte. La meritocrazia, al di là della buona fede dei tanti che la invocano, sta diventando una legittimazione etica della disuguaglianza. Il nuovo capitalismo tramite la meritocrazia dà una veste morale alla disuguaglianza, perché interpreta i talenti delle persone non come un dono. Il talento non è un dono secondo questa interpretazione: è un merito, determinando un sistema di vantaggi e svantaggi cumulativi”.…

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La manifestazione per la pace

di Luciana Castellina

«Beh,siamo più di 50, ma non siamo pericolosi». Così, ironico, Landini ha cominciato il suo discorso che ha concluso la manifestazione per la pace di Piazza San Giovanni a Roma ieri. Poteva essere più che ironico nei confronti di Giorgia Meloni – ma anche di tutti quelli che avevano prevista una piazza semivuota, perché «gli amici di Putin sono una assoluta minoranza» – vista la gigantesca folla che è arrivata, molti solo quasi alla fine per via delle dimensioni del corteo.

Ai tempi del vecchio Pci il nostro metro per giudicare i raduni in quella piazza è sempre stata la statua di San Francesco che sorge dalla parte opposta della Chiesa, calcolando di quanto la folla esbordava il santo dirimpetto a Giovanni. Ieri straripava, occupando anche le strade laterali, impossibile vedere tutti quanti.

Il popolo della pace. Non solo tante organizzazioni (600) ma anche tutte le persone dell’ampia area di sinistra che da tempo raramente rispondeva alle mobilitazioni.…

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Comunione e liberazione, un cattolicesimo vicino al potere

di Vittorio Bellavite

Capisce meglio Comunione e liberazione chi ha potuto vederne la nascita, le varie articolazioni e lo sviluppo da Milano, dove Gioventù studentesca, all’inizio un ramo dell’Azione cattolica, si trovò ad agire in una cattolicità piuttosto attiva e ricca di presenza. Il carisma di don Giussani diede il “la” a una struttura e sensibilità autonome, fondate sull’identità che aggregava i suoi membri, e poi li separava dal contesto ecclesiale e anche civile. Indubbiamente, un fatto di mobilitazione e di aggregazione del tutto particolare. C’era un carisma unificante che motivava ad azioni entusiastiche e compatte verso l’esterno. Bisognava essere missionari! Note sono le missioni nella Bassa, la domenica, e altre spedizioni di “conquista” in Brasile, in seguito.

Con il Sessantotto i ciellini trovarono una funzione ben precisa: quella di contraddire la confusione esistente ed esprimere la volontà di certezza, di mobilitazione (che si contrapponeva, per certi aspetti, a quella del movimento studentesco e di organizzazioni del tutto alternative e ideologizzate). …

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Raccontare la guerra

di Nello Scavo

Dagli altoparlanti che una volta diffondevano melodie classiche ora risuonano le sirene antiaeree. Ma avvicinandosi alle trincee che cingono il Teatro del Balletto, Odessa appare come il set di un kolossal dedicato alla Seconda guerra mondiale. Nessuno può credere che tanta bellezza possa essere sfregiata da un solo colpo di artiglieria. Invece, i colpi sparati dalle fregate russe e dalle basi in Crimea passano sulle cupole d’oro e le acrobazie architettoniche, in cerca di obiettivi militari.

Ma come sempre accade dal 24 febbraio, le cannonate sfondano abitazioni civili e infrastrutture. “Il nemico non è ancora alle porte”, dicono gli abitanti della città che le forze moscovite potrebbero voler conquistare anche solo per consegnare un trofeo di guerra a Putin, lo zar senza impero costretto a ripiegare dalle intenzioni conquistatrici della prima ora. I russi non sono ancora alle porte, ma bussano scaricando ordigni che hanno l’effetto di spingere i civili verso le uniche due opzioni: fuggire per mettersi al sicuro o restare per resistere.…

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Ucraina: la pace possibile

di Giulio Marcon

Il prossimo 23 luglio il cartello di associazioni e reti della società civile Europe for peace ha lanciato una mobilitazione in tutte le città d’Italia per il cessate il fuoco in Ucraina e per la ripresa dei negoziati, tra l’Ucraina e la Russia. L’orizzonte non può che essere quello di una conferenza internazionale di pace per ricostruire le condizioni di una sicurezza comune e condivisa in Europa.

Europe for peace raggruppa centinaia di organizzazioni laiche e cattoliche impegnate per la pace in Ucraina, per la solidarietà con le vittime del conflitto e a sostegno dei pacifisti russi che cercano di fermare la follia bellicista di Putin. L’orizzonte per un’azione di pace non può che essere quello europeo: solo dall’azione congiunta dei governi e delle società civili dei paesi europei (dell’Ovest e dell’Est) può giungere la spinta nella direzione di una pace possibile.

Contro chi – sulla pelle delle popolazioni civili – vuole la guerra ad oltranza e pensa sia possibile “vincere” la guerra, è necessario archiviare il delirio bellicista e rimettere al centro la ragione di un’azione possibile per far tacere le armi e far ripartire il negoziato.…

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Cl-Vaticano, tensione alle stelle

 di Valerio Gigante

Ennesimo capitolo della lunga saga che da alcuni anni contrappone il Vaticano a Comunione e Liberazione, un tempo lobby vicinissima al papa e dalla Curia romana, che oggi invece vive rapporti sempre più tesi con l’istituzione ecclesiastica.

La ragione sta nel tipo di gestione – dei rapporti con i vertici della Chiesa, dei rapporti interni, ma anche economica-finanziaria – che nel corso degli anni ha portato tutti i movimenti ecclesiali (e CL in particolare) ad essere percepiti come Chiese nella Chiesa, ossia come corpi autonomi, e in diversi casi e a sé stanti, che non rispondono nella sostanza ad altra autorità se non al proprio fondatore o leader. Con una serie di conseguenze talvolta anche gravi, in termini di abusi di potere.

Anche per questa ragione, il Pontificio Consiglio Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita era intervenuto, l’11 giugno 2021 con un decreto sui Movimenti che fissa norme precise che disciplinano la vita delle associazioni ecclesiali, compresi i termini e i tempi dell’elezione dei gruppi dirigenti.…

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Omertà di Stato

di Tonio Dell’Olio

Con coraggio e determinazione, Fiammetta Borsellino, figlia del giudice ucciso trent’anni fa a Palermo, denuncia l’omertà di istituzioni e brandelli dello Stato. In questi anni c’è chi ha nascosto la verità, chi ha taciuto, chi ancora oggi continua a ripararsi dietro la coltre dei “non ricordo” e chi ha sviato indagini e ricerca della verità. È sicuramente il dato più vergognoso di tutta la vicenda che segue alle stragi di Capaci e via D’Amelio. Un fatto che non onora i corpi trucidati di persone che hanno pagato il prezzo più alto. Un fatto che fa somigliare lo Stato alle mafie o, peggio, porta a galla collusioni, scambi di favori, convergenze di interesse. E così, dopo trent’anni di questo slalom gigante inverecondo e tragico, ci troviamo ancora a contemplare tozzi di verità che emergono dalle nebbie dei palazzi. Come se si continuasse a infierire su quei corpi, sulla dedizione di quelle persone al proprio lavoro. Però il cortocircuito delle cose autentiche ha fatto in modo che proprio da quelle stragi si sprigionasse l’impegno indignato e diffuso di migliaia di giovani che continuano a ispirarsi alle idee e all’impegno di Falcone e Borsellino e di Francesca, Antonio, Vito, Rocco, Agostino, Emanuela, Vincenzo, Walter e Claudio.…

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