Nemici interni e esterni per Ucraina e Mosca. Kiev verso il rimpasto

di Francesco Brusa

Fronte orientale La premier Yulia Svyrydenko conferma le proprie dimissioni

Fronte esterno e fronte interno. Mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky rinsalda i rapporti con gli alleati europei più “volenterosi” in quel di Parigi, in patria inizia a concretizzarsi il rimpasto di governo annunciato nel fine settimana. La premier Yulia Svyrydenko ha infatti confermato le proprie dimissioni dopo poco meno di un anno di servizio, cosa che dovrebbe portare anche alla sostituzione di diversi ministri: sebbene non siano state fornite motivazioni ufficiali per la decisione, è difficile non supporre che si tratti di una delle conseguenze della definitiva caduta politica e giudiziaria di Andriy Yermak – ex-braccio destro di Zelensky arrestato due mesi fa con accuse di riciclaggio, cui Svyrydenko era molto legata (tant’è che alcuni membri del suo gabinetto vennero travolti dalle vicende legali).

I MEDIA UCRAINI segnalano inoltre la scarsa autonomia e indipendenza dimostrate dalla primo ministro nel corso del suo mandato, cui era arrivata passando dall’ufficio presidenziale e poi dirigendo le politiche economiche del paese.…

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Chiesa, lo strappo dei lefebvriani. E arriva la scomunica

di Paolo Rodari

Il rito come un sudario, un panno che avvolge, protegge e nello stesso tempo separa non solo da Dio ma anche dal mondo. Ieri a Écône, in Svizzera, nella francofona Valle del Rodano, i lefebvriani hanno sancito la fuoriuscita dalla comunione con Roma con l’ordinazione, in diretta social, di quattro vescovi attraverso il rito antico, in latino e spalle al popolo, in vigore fino alla metà dello scorso secolo. Un rito di separazione, che non a caso ha sancito per la comunità ultratradizionalista fondata da Marcel Lefebvre la scomunica “latae sententiae”, la pena canonica in cui si incorre automaticamente per il solo fatto di aver commesso un delitto.

Un rito, ancora, che il venerdì santo contempla la preghiera “pro perfidis Judaeis”, per gli ebrei infedeli che, non a caso, i lefebvriani considerano da convertire in scia al più vetusto dei proselitismi.

TUTTO IERI SEMBRAVA immobile, fermo a prima del Concilio Vaticano II, l’assise che negli anni Sessanta ha traghettato la Chiesa verso la modernità, una grande onta per i lefebvriani.…

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Flotilla, lo show di Ben Gvir travolge la hasbara israeliana

di Michele Giorgio

Gaza Le immagini degli attivisti umiliati ad Ashdod scatenano proteste diplomatiche e nuove polemiche

Ieri a Praga il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar, con accanto il suo omologo ceco Petr Macinka, aveva appena terminato di lanciare accuse contro i «governi di sinistra» europei che avrebbero un approccio «radicale e anti-israeliano», quando da Tel Aviv gli hanno inviato il video che il suo collega Itamar Ben Gvir aveva appena pubblicato con orgoglio sui social. In esso si vede il ministro della Sicurezza e leader dell’estrema destra mentre molesta e irride gli attivisti della Global Sumud Flotilla (Gsf), portati contro la loro volontà ad Ashdod dopo essere stati sequestrati in acque internazionali dalla Marina militare israeliana. Saar deve aver sudato freddo: in un attimo ha visto andare in fumo le sue costose iniziative per tentare di migliorare l’immagine internazionale di Israele, precipitata al minimo storico dopo la distruzione di Gaza. Di solito nessuno, o quasi, tra i governanti europei protesta per i prigionieri palestinesi maltrattati e umiliati ogni volta che Itamar Ben Gvir entra nelle carceri israeliane di massima sicurezza.…

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Sulla propria pelle, la Storia

di Vinzia Fiorino

Gli interrogativi che rivolgiamo alla storia, quasi ineluttabilmente, muovono da fatti e contesti del tempo presente. Mi pare del tutto tragicamente evidente che oggi ci troviamo immersi in una forma di necropolitica, cioè in una declinazione di sovranità che decide con agio chi può vivere e chi deve morire. Eppure, se da un lato a queste tanatopolitiche – con conseguenti sentimenti di angoscia e di smarrimenti collettivi diffusi – stanno significativamente reagendo importanti movimenti giovanili (e non), dall’altro non sarà vano rivolgersi a quella generazione di resistenti che nella catastrofe del secondo conflitto mondiale non solo hanno tenacemente pensato al «mantenimento della vita», ma hanno soprattutto elaborato e scritto di diritti, di libertà, di relazioni sociali. Hanno cioè attraversato gli abissi della sofferenza e immaginato un nuovo modello di organizzazione culturale e politica.

Molto sappiamo e moltissimo la storiografia ha riflettuto sull’esperienza delle donne nella Resistenza italiana, che per fortuna non indichiamo più con il termine riduttivo di «contributo».…

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La posta in gioco è molto più alta della disciplina delle carriere: il governo vuole dominare la giustizia

di Paolo Maddalena*

Tra i vari argomenti per votare NO al referendum per la separazione della carriera dei magistrati ce n’è uno molto semplice e convincente: c’è da chiedersi perché, essendo a tal fine sufficiente una legge ordinaria, si è provveduto a modificare sette articoli della Costituzione. La risposta è ovvia: qui non si vuole agire soltanto sul piano tecnico della disciplina delle carriere, ma si vuole molto di più. Si vuole limitare fortemente il potere giudiziario sottoponendolo al controllo del potere esecutivo. In sostanza, il governo, come ha affermato la capo di gabinetto del ministro della Giustizia, vuole liberarsi dei magistrati, considerati un ostacolo all’azione governativa. In sostanza, il governo non vuole che altri fermino la propria azione, anche se essa è in palese contrasto con la Costituzione e violi, di conseguenza, i diritti fondamentali dei cittadini.

E’ noto che per lo svolgimento della vita civile, come affermò il Montesquieu, è indispensabile che un potere arresti l’altro potere, è indispensabile cioè l’equilibrio dei poteri.…

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Le opposizioni: “Non c’è spazio in Parlamento per i suprematisti”

di Luciana Cimino

Casapound contro i parlamentari: «L’antifascismo è una mafia»

«Matteotti sta bene dove sta». Se qualcuno pensava che in vista di un appuntamento nelle istituzioni i fascisti del terzo millennio avrebbero rinunciato al folklore macabro si è dovuto ricredere subito. Il portavoce di Casapound Luca Marsella, Ivan Sogari di Veneto Fronte Skinheads, l’ex esponente di Forza Nuova Jacopo Massetti e Salvatore Ferrara della Rete dei Patrioti, sapevano che le opposizioni avrebbero bloccato l’evento sulla remigrazione e non si sono fatti cogliere impreparati: davanti a Montecitorio hanno esposto striscioni e bandiere del comitato Rer (Remigrazione e Riconquista) e scandito cori contro gli antifascisti. «Vergogna, parlamentari mafiosi», urlavano in favore di telecamera.

All’interno, intanto, Avs, Pd e M5S occupavano la salette delle conferenze stampa cantando Bella Ciao intorno all’ardimentoso deputato leghista Domenico Furgiuele che aveva richiesto la sala per il Rer. «Nelle istituzioni non c’è spazio per i neofascisti», dicono gli esponenti del centro sinistra, chi con il fazzoletto dei partigiani al collo, chi con la spilla della Resistenza, chi brandisce una Costituzione.…

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La resistenza di Pizzaballa

di Riccardo Cristiano

C’è un uomo oggi che richiede particolare attenzione: è il patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa. Il 12 ottobre del 2010, in occasione del sinodo sul Medio Oriente, allora Custode di Terra Santa disse che «i pellegrinaggi da tutto il mondo e la presenza di ebrei e musulmani appaiono agli occhi della fede come adempimento seppure parziale della profezia del raduno di tutti i popoli sul monte Sion (Is 2, 2-4)».

Forse è anche questa visione che lo ha portato a decidere di non rispettare l’ordine dell’esercito israeliano di evacuare da Gaza, che riguardava anche le due parrocchie cristiane presenti nel nord della striscia, quella cattolica − la Chiesa della Sacra Famiglia, e quella ortodossa − la Chiesa di san Porfirio.

La decisione è stata presa dai rispettivi patriarchi, il cardinale Pierbattista Pizzaballa e Teofilo III e i loro motivi vengono accuratamente spiegati nella dichiarazione congiunta del 26 agosto scorso:

«Al momento della presente dichiarazione, sono già stati emessi ordini di evacuazione per diversi quartieri della città di Gaza.…

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Genocidio, è “comprensibile attribuirlo al sionismo reale”

di Roberto Della Seta

Israele Intervista allo storico Gadi Algazi

«La storia della mia famiglia è la storia degli ebrei della diaspora perseguitati, la mia storia è quella di un ebreo israeliano cresciuto in una società segregata ma cresciuto dove vivono mescolati ebrei e palestinesi, e che fino da bambino ha respirato ribellione allo status quo colonialista». Questa in tre righe la biografia di Gadi Algazi, storico del Medioevo che insegna all’Università di Tel Aviv e da decenni attivista contro le guerre di Israele.

«Mia madre – racconta Algazi – nacque a Belgrado e fuggì a Budapest con sua madre e sua sorella dopo l’invasione nazista della Jugoslavia e l’assassinio di suo padre. Sopravvisse alla Shoah grazie a persone che rischiarono la vita per nasconderla, nel 1948 arrivò in Israele. Mio padre è cresciuto in un quartiere arabo di Alessandria, nel ’53 con la famiglia lasciò l’Egitto e si trasferì in Israele. Entrambi sono stati iscritti per anni al Partito comunista, scelto perché era l’unico partito binazionale che si batteva per l’uguaglianza di diritti tra tutti gli israeliani e contro l’occupazione e la colonizzazione della Cisgiordania».…

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Frate Leone (fra storia e profezia)

di Tonio Dell’Olio

Nelle fonti francescane è attestata l’intima amicizia di Francesco d’Assisi con Frate Leone, un presbitero che con ogni probabilità veniva da Viterbo se non della stessa Assisi e che aderì all’ordine dei minores in un secondo tempo. Sta di fatto che ben presto divenne confessore e secretarius di Francesco, ovvero custode dei segreti del santo di Assisi. È certo che, in quanto litteratus e conoscitore del latino, frate Leone fu amanuense. L’attestazione più solenne di questa sua attività la troviamo nel celebre racconto “De vera et perfecta laetitia” in cui Francesco ripete più volte l’esortazione: “Scrivi frate Leone”. Un dotto, quindi, e amico di Francesco di cui godeva stima e fiducia. Un frate preoccupato di raccogliere i segreti del santo assisiano e di metterli per iscritto. Insomma, se è vero che il riferimento per la scelta del nome di Papa Leone XIV è il Leone della Rerum Novarum, forse non va trascurata anche quella del pontefice che prende il nome di colui che accoglie i processi avviati dal suo predecessore e li fissa per la storia e per la Chiesa. …

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Il 25 aprile disobbediente: cortei ovunque

di Luciana Cimino

L’invito alla sobrietà del governo ha avuto l’effetto opposto. Il 25 aprile sarà celebrato in tutta Italia, come di consueto, al netto di qualche sindaco troppo zelante che ha colto l’occasione per esaudire il desiderio malcelato di saltare la ricorrenza.

SUCCEDE A Cinisello Balsamo dove il comune ha deciso di non far intervenire le associazioni partigiane e di vietare le bandiere alla commemorazione ufficiale. «È vergognoso che il sindaco interpreti la sobrietà richiesta nelle giornate del lutto nazionale con la sospensione del comizio dell’Anpi – ha dichiarato Luca Stanzione, segretario generale Cgil Milano -. Poco sobria è la strumentalizzazione con cui si usa la morte del papa per oscurare il ricordo di altre morti, credo sia necessario disobbedire e tenere il comizio già programmato».

A Foligno sono stati annullati l’esibizione della Filarmonica di Belfiore e gli interventi in piazza. Scelta contestata dal M5S perché «rischia di compromettere il doveroso omaggio alla Resistenza, il timore è che venga meno un impegno chiaro nel celebrare un passaggio storico essenziale per la nostra democrazia».…

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