La posta in gioco è molto più alta della disciplina delle carriere: il governo vuole dominare la giustizia

di Paolo Maddalena*

Tra i vari argomenti per votare NO al referendum per la separazione della carriera dei magistrati ce n’è uno molto semplice e convincente: c’è da chiedersi perché, essendo a tal fine sufficiente una legge ordinaria, si è provveduto a modificare sette articoli della Costituzione. La risposta è ovvia: qui non si vuole agire soltanto sul piano tecnico della disciplina delle carriere, ma si vuole molto di più. Si vuole limitare fortemente il potere giudiziario sottoponendolo al controllo del potere esecutivo. In sostanza, il governo, come ha affermato la capo di gabinetto del ministro della Giustizia, vuole liberarsi dei magistrati, considerati un ostacolo all’azione governativa. In sostanza, il governo non vuole che altri fermino la propria azione, anche se essa è in palese contrasto con la Costituzione e violi, di conseguenza, i diritti fondamentali dei cittadini.

E’ noto che per lo svolgimento della vita civile, come affermò il Montesquieu, è indispensabile che un potere arresti l’altro potere, è indispensabile cioè l’equilibrio dei poteri.…

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Le opposizioni: “Non c’è spazio in Parlamento per i suprematisti”

di Luciana Cimino

Casapound contro i parlamentari: «L’antifascismo è una mafia»

«Matteotti sta bene dove sta». Se qualcuno pensava che in vista di un appuntamento nelle istituzioni i fascisti del terzo millennio avrebbero rinunciato al folklore macabro si è dovuto ricredere subito. Il portavoce di Casapound Luca Marsella, Ivan Sogari di Veneto Fronte Skinheads, l’ex esponente di Forza Nuova Jacopo Massetti e Salvatore Ferrara della Rete dei Patrioti, sapevano che le opposizioni avrebbero bloccato l’evento sulla remigrazione e non si sono fatti cogliere impreparati: davanti a Montecitorio hanno esposto striscioni e bandiere del comitato Rer (Remigrazione e Riconquista) e scandito cori contro gli antifascisti. «Vergogna, parlamentari mafiosi», urlavano in favore di telecamera.

All’interno, intanto, Avs, Pd e M5S occupavano la salette delle conferenze stampa cantando Bella Ciao intorno all’ardimentoso deputato leghista Domenico Furgiuele che aveva richiesto la sala per il Rer. «Nelle istituzioni non c’è spazio per i neofascisti», dicono gli esponenti del centro sinistra, chi con il fazzoletto dei partigiani al collo, chi con la spilla della Resistenza, chi brandisce una Costituzione.…

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La resistenza di Pizzaballa

di Riccardo Cristiano

C’è un uomo oggi che richiede particolare attenzione: è il patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa. Il 12 ottobre del 2010, in occasione del sinodo sul Medio Oriente, allora Custode di Terra Santa disse che «i pellegrinaggi da tutto il mondo e la presenza di ebrei e musulmani appaiono agli occhi della fede come adempimento seppure parziale della profezia del raduno di tutti i popoli sul monte Sion (Is 2, 2-4)».

Forse è anche questa visione che lo ha portato a decidere di non rispettare l’ordine dell’esercito israeliano di evacuare da Gaza, che riguardava anche le due parrocchie cristiane presenti nel nord della striscia, quella cattolica − la Chiesa della Sacra Famiglia, e quella ortodossa − la Chiesa di san Porfirio.

La decisione è stata presa dai rispettivi patriarchi, il cardinale Pierbattista Pizzaballa e Teofilo III e i loro motivi vengono accuratamente spiegati nella dichiarazione congiunta del 26 agosto scorso:

«Al momento della presente dichiarazione, sono già stati emessi ordini di evacuazione per diversi quartieri della città di Gaza.…

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Genocidio, è “comprensibile attribuirlo al sionismo reale”

di Roberto Della Seta

Israele Intervista allo storico Gadi Algazi

«La storia della mia famiglia è la storia degli ebrei della diaspora perseguitati, la mia storia è quella di un ebreo israeliano cresciuto in una società segregata ma cresciuto dove vivono mescolati ebrei e palestinesi, e che fino da bambino ha respirato ribellione allo status quo colonialista». Questa in tre righe la biografia di Gadi Algazi, storico del Medioevo che insegna all’Università di Tel Aviv e da decenni attivista contro le guerre di Israele.

«Mia madre – racconta Algazi – nacque a Belgrado e fuggì a Budapest con sua madre e sua sorella dopo l’invasione nazista della Jugoslavia e l’assassinio di suo padre. Sopravvisse alla Shoah grazie a persone che rischiarono la vita per nasconderla, nel 1948 arrivò in Israele. Mio padre è cresciuto in un quartiere arabo di Alessandria, nel ’53 con la famiglia lasciò l’Egitto e si trasferì in Israele. Entrambi sono stati iscritti per anni al Partito comunista, scelto perché era l’unico partito binazionale che si batteva per l’uguaglianza di diritti tra tutti gli israeliani e contro l’occupazione e la colonizzazione della Cisgiordania».…

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Frate Leone (fra storia e profezia)

di Tonio Dell’Olio

Nelle fonti francescane è attestata l’intima amicizia di Francesco d’Assisi con Frate Leone, un presbitero che con ogni probabilità veniva da Viterbo se non della stessa Assisi e che aderì all’ordine dei minores in un secondo tempo. Sta di fatto che ben presto divenne confessore e secretarius di Francesco, ovvero custode dei segreti del santo di Assisi. È certo che, in quanto litteratus e conoscitore del latino, frate Leone fu amanuense. L’attestazione più solenne di questa sua attività la troviamo nel celebre racconto “De vera et perfecta laetitia” in cui Francesco ripete più volte l’esortazione: “Scrivi frate Leone”. Un dotto, quindi, e amico di Francesco di cui godeva stima e fiducia. Un frate preoccupato di raccogliere i segreti del santo assisiano e di metterli per iscritto. Insomma, se è vero che il riferimento per la scelta del nome di Papa Leone XIV è il Leone della Rerum Novarum, forse non va trascurata anche quella del pontefice che prende il nome di colui che accoglie i processi avviati dal suo predecessore e li fissa per la storia e per la Chiesa. …

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Il 25 aprile disobbediente: cortei ovunque

di Luciana Cimino

L’invito alla sobrietà del governo ha avuto l’effetto opposto. Il 25 aprile sarà celebrato in tutta Italia, come di consueto, al netto di qualche sindaco troppo zelante che ha colto l’occasione per esaudire il desiderio malcelato di saltare la ricorrenza.

SUCCEDE A Cinisello Balsamo dove il comune ha deciso di non far intervenire le associazioni partigiane e di vietare le bandiere alla commemorazione ufficiale. «È vergognoso che il sindaco interpreti la sobrietà richiesta nelle giornate del lutto nazionale con la sospensione del comizio dell’Anpi – ha dichiarato Luca Stanzione, segretario generale Cgil Milano -. Poco sobria è la strumentalizzazione con cui si usa la morte del papa per oscurare il ricordo di altre morti, credo sia necessario disobbedire e tenere il comizio già programmato».

A Foligno sono stati annullati l’esibizione della Filarmonica di Belfiore e gli interventi in piazza. Scelta contestata dal M5S perché «rischia di compromettere il doveroso omaggio alla Resistenza, il timore è che venga meno un impegno chiaro nel celebrare un passaggio storico essenziale per la nostra democrazia».…

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Addio a Francesco, il Papa che ha smosso le mura della Chiesa

di Luca Kocci

L’annuncio è arrivato ieri poco prima delle 10 da parte del cardinale camerlengo Farrell: «Alle ore 7.35 di questa mattina il vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre. La sua vita tutta intera è stata dedicata al servizio del Signore e della sua chiesa. Ci ha insegnato a vivere i valori del Vangelo con fedeltà, coraggio e amore universale, in modo particolare a favore dei più poveri e emarginati». In serata la comunicazione ufficiale delle cause della morte: ictus celebrale e collasso cardiocircolatorio irreversibile.

UNA NOTIZIA INATTESA, nonostante tutto. Bergoglio negli ultimi mesi è stato molto male – 38 giorni di ricovero al policlinico Gemelli per una polmonite bilaterale -, ha avuto due momenti di grave crisi che avrebbero potuto essere fatali. Poi si è ripreso, il 23 marzo è rientrato in Vaticano, in queste quattro settimane ha incontrato persone, giovedì scorso è uscito per qualche ora per un breve saluto ai detenuti di Regina Coeli.…

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Per giudicare l’oggi, profondità e apparenza.

di Pasquale Vitagliano

La superficialità di cui scrive Marco Gatto nel suo ultimo saggio, L’egemonia della superficie. Per una critica del postmoderno avanzato (Castelvecchi editore), non è certo quella elogiata da Leonardo Sciascia, che superficiale non fu affatto, quando affermava che a forza di andare in profondità, non si vede più niente. Per comprendere plasticamente di che si tratta potrebbe essere utile vedere The substance, il film di Coralie Fargeat. La rigenerazione cellulare della protagonista, per rincorrere una felicità legata unicamente all’apparire, allude alla pervasività del capitalismo avanzato, che si autoassolve trasformando ciascuno di noi in carnefice di sé stesso.

LA PROFONDITÀ del saggio di Gatto è, dunque, disvelatrice. Riusciamo a comprendere l’arcano di questa alienazione per sdoppiamento. Ecco per quale motivo, a parere dell’autore, il nesso «superficie/profondità» è assai produttivo, se letto con finezza dialettica. Il dominio dell’astrazione capitalistica, fondato sullo svuotamento del concreto e sulla seduzione epidermica delle apparenze e delle forme simboliche, ha innescato un processo di esteriorizzazione che, invece di aprire (come promette di fare), chiude e stritola la realtà sociale in una bolla effimera di senso.…

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In morte di Gustavo Gutierrez

di Tonio Dell’Olio

Non so dire se la vita di Gustavo Gutierrez sia stato un canto ma sicuramente è grido. In nome degli impoveriti/empobrecidos e degli esclusi. È stata rivoluzione. Perché non può essere eresia la vita di chi è schiacciato dall’ingiustizia. La teologia della liberazione, che lo celebra come padre, ha detto semplicemente che il sogno di Dio rivelatosi in Gesù di Nazareth è di riconoscere la dignità di ciascuno dei suoi figli che si riscoprono fratelli. Le parole “rassegnazione”, “sottomissione”, “schiavitù” e “oppressione” non hanno condominio nel Vangelo di Cristo e la povertà è una parola nobile da sposare mentre la miseria è una maledizione che non ammette giustificazioni. “Il grido del mio popolo è giunto fino alle mie orecchie” dice Dio. Per questo la teologia della liberazione non è un altro genitivo del pensiero su/di Dio ma piuttosto il tentativo di dare parola al sogno stesso di Dio, al suo amore per tutte le creature. Se una teologia non è della liberaz!  ione che teologia è?…

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Armi nucleari in Europa:dov’è la protesta?

Europa in armi. Dov'è finito il movimento pacifista? • Diritti Globalidi Heribert Prantl

Nei cieli d’Europa volano soltanto i falchi. Così arriveranno i nuovi missili da crociera e ipersonici nelle basi Usa in Germania senza che nessuno dica niente. Abbiamo bisogno di un movimento per la pace, di una politica di distensione e di nessuna guerra mondiale. Sarebbe la terza e ultima. 

C’è silenzio, un silenzio di tomba. Missili da crociera Tomahawk, missili SM-6 e missili ipersonici vengono dispiegati in Germania, il paese rimane in silenzio, l’Europa tace. Nessuna protesta, nessuna manifestazione. La Germania è l’unico Paese in Europa a cui questi sistemi d’arma statunitensi sono destinati. Sono puntati contro la Russia. Perché c’è tanto silenzio? Perché è estate, perché ci sono le vacanze? Perché la dichiarazione di Stati Uniti e Germania sul dispiegamento è incredibilmente concisa e asciutta? È lunga solo nove righe. Il silenzio ha forse a che fare con il fatto che sembra esserci ancora tempo? Dopotutto, il dispiegamento non inizierà prima del 2026. Oppure perché si è convinti che questi missili “porteranno solo pace”?…

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