Morto il filosofo Gennaro Sasso. Studio’ Machiavelli e l’idealismo
di Antonio Carioti
Non si lasciava certo condizionare dalle mode culturali il filosofo Gennaro Sasso, scomparso all’età di 97 anni. «Per quanto concerne l’arte di assecondare i venti, posso ben dire, sommessamente ma con verità, che non la conosco e volentieri ne lascio la pratica ad altri», scriveva con una certa fierezza nel 1989, senza timore di essere smentito. Pochi anni dopo, nel 1994, avviò la pubblicazione dell’enorme opera in sei volumi Filosofia e idealismo, edita da Bibliopolis, che avrebbe concluso nel 2012: una ricognizione attenta di quanto aveva prodotto la corrente di pensiero animata, prima d’intesa e poi su sponde opposte, da Benedetto Croce e Giovanni Gentile. Che cosa poteva esserci più in controtendenza rispetto a un’epoca che non prestava più attenzione a quel filone culturale, ormai da tempo relegato in soffitta?
Eppure Sasso non si era mai considerato un idealista. Piuttosto riconosceva in quell’esperienza «il solo tentativo serio», benché fallito, «di formare una tradizione filosofica italiana». A suo avviso la sbrigativa liquidazione dell’eredità di Croce e Gentile aveva determinato «l’indebolimento del senso e della consapevolezza dei problemi autenticamente filosofici» presenti in quel patrimonio.…
Leggi tutto




di Stafano Petrucciani



…
di Andreas Goncalves Lind
