Draghi, ecco cos’è il governo del Presidente. Le differenze con quelli tecnici, istituzionali e di scopo

di Emanuele Lauria

La formula utilizzata da Mattarella presupppone una scelta diretta del premier incaricato da parte del Capo dello Stato, quando le, forze politiche non trovano accordo su una proposta. I casi più famosi quelli di Ciampi nel 1993 e Monti nel 2011

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’ha definito “governo di alto profilo”. Sarà di certo un governo del presidente, con il nome del premier incaricato scelto direttamente dal Capo dello Stato e non il risultato di una proposta condivisa da una maggioranza. Ma sarà un governo tecnico puro o sarà un governo politico? O si tratterà piuttosto un misto tra le due forme? Mentre Mario Draghi si avvia a ricevere l’incarico al Quirinale, le prime ipotesi sulla squadra di governo non sciolgono tutti i dubbi sulla caratura dell’esecutivo E la domanda delle prossime ore è dunque: quanta politica ci sarà nel governo Draghi? Sulla presenza dei partiti saranno decisive le scelte che si compiranno a breve, quando si riuniranno i gruppi dirigenti di ogni formazione.…

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Lidia Menapace. Dalla Cattolica al Manifesto

di Ritanna Armeni

In casa di Lidia Menapace a Bolzano un posto d’onore spettava al ritratto di Rosa Luxemburg. Lidia ammirava molto la rivoluzionaria polacca uccisa e buttata nello Sprea. La sua idea di rivoluzione, la sua fiducia nelle masse, la convinzione del ruolo comunque limitato del partito, la sua avventura di donna nel mondo della politica maschile gliela rendevano vicina. Anche Lidia, come Rosa, usciva dagli schemi in cui sono in genere rinchiusi gli uomini di partito e le donne che agli uomini vogliono somigliare. Pacifista, femminista, ecologista, era lontana – più di chiunque altro – dai giochi di potere, dalle lusinghe delle apparizioni mediatiche, dalle conquiste realizzate una volta per tutti, dal narcisismo dilagante nell’establishment politico e culturale. Ma quel che davvero la univa a Rosa Luxemburg era un dato caratteriale di fondo.

Una condizione dell’animo. Rosa nei suoi scritti si definiva «una cinciallegra», la rivoluzionaria polacca pensava a se stessa come a un uccellino vivace e colorato che cantava anche d’inverno e che saltellava tra boschi e frutteti, facendo sentire dappertutto il suo allegro canto.…

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Vive nella letteratura la memoria della Shoah

di Alessandro Zaccuri

Con “Nel buco nero di Auschwitz” Giovanni Tesio prosegue l’indagine sulle opere (questa volta narrative) che hanno dato voce alle vittime della violenza nazista

Di che cosa è memoria la memoria della letteratura? La domanda può essere formulata anche in altri termini, per esempio chiedendosi che cosa esattamente ricordi un romanzo oppure una poesia. E postulando, in prima istanza, che il ricordo del romanzo non coincida mai del tutto con quello della poesia. In quest’ultimo caso, infatti, l’elemento personale gioca comunque un ruolo preponderante. Sono le sensazioni a trovare espressione nel verso, e non tanto il resoconto dei fatti, mentre viene istintivo assegnare alla prosa un differente grado di veridicità. Se qualcuno la racconta, insomma, quella storia dev’essere accaduta, e possibilmente nella maniera esatta in cui ci viene riferita. L’invenzione non è esclusa del tutto, ma non può mai sconfinare nella mistificazione. Altrimenti, – di nuovo – quale memoria sarebbe mai la memoria della letteratura? A dispetto delle apparenze, non si tratta affatto di una questione teorica.…

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D’Alema: il partito comunista è sempre stato riformista

di Ezio Mauro

Analisi degli ideali e delle contraddizioni, a cento anni dalla fondazione di Livorno: “L’ambiguità era praticare il gradualismo nascondendolo col linguaggio della rivoluzione”. E sui rapporti con l’Urss: “La rottura fu tardiva, Occhetto ha un merito storico”

Massimo D’Alema, lei è stato il primo presidente del Consiglio venuto dal Pci, nella percezione comune viene considerato come l’ultimo comunista, il figlio di quel partito. Voltandosi indietro, come giudica la scissione di Livorno del 1921 che portò alla nascita del Pci?

«Io penso che il gruppo dirigente del Pci si sia formato proprio nella riflessione autocritica sul congresso di Livorno. Tutto il pensiero di Gramsci è un’analisi autocritica sugli anni Venti: anzi, si potrebbe dire che Gramsci ha scritto un’opera monumentale sulle ragioni della sconfitta della sinistra in Italia. Quindi il ’21 è celebrato come l’evento della nascita del Pci ma in realtà risulta una sconfitta, una frattura del movimento operaio, proprio quando stava sorgendo il fascismo».

C’è voluto un secolo per arrivare a questa lettura?…

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Stati Uniti, l’intervento di Sadiq Khan: “L’attacco al Campidoglio è un segnale d’allarme per tutte le democrazie”

di Sadiq Khan

La sconfitta di Donald Trump non significa la fine della sua ideologia politica di estrema destra. Più di 74 milioni di persone hanno votato per lui e da Orbán a Bolsonaro, sono tanti i leader populisti, scrive il sindaco di Londra. Contro razzismo e divisioni bisogna alzare la voce.

Gli eventi a cui abbiamo assistito nel Campidoglio, la sede del Congresso americano a Washington, sono stati sconvolgenti, ma purtroppo non sorprendenti. Sì, il presidente Donald Trump ha incitato una teppa fascista a cercare di rovesciare con la violenza l’esito legittimo di un’elezione democratica, ma questa è stata la conseguenza, tragica quanto inevitabile, del movimento di estrema destra costruito e incoraggiato dal presidente negli ultimi cinque anni.

Molti, in tutto il mondo, ammonivano da tempo che le cose sarebbero potute andare a finire in questo modo, se non peggio. Trump ha seguito la falsariga dei dittatori e degli autocrati fascisti che presero il potere negli anni 30 e 40 del secolo scorso.…

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Tutte le poesie di Bartolo Cattafi

di Antonio Spadaro

Occorre davvero celebrare la pubblicazione in un volume unico di tutte le poesie di Bartolo Cattafi, uno dei poeti maggiori del nostro Novecento, tutto da riscoprire. Finalmente abbiamo in quasi 1000 pagine la raccolta di testi editi e inediti, grazie alla cura di Diego Bertelli, che redige tutti gli apparati con perizia: un’accurata biografia, le ampie notizie sui testi, la bibliografia delle opere e della critica. Il volume è introdotto da Raoul Bruni.

Nel 1958 Mondadori pubblica la prima grande raccolta di poesie di Cattafi: Le mosche del meriggio. In questi componimenti l’autore si concentra sugli oggetti e sulla loro forza individuale. La tensione è dalla nuda descrizione superficiale all’attrazione verso un enigma profondo, inciso dentro la realtà, sempre però a partire dall’oggetto. Lo sguardo tende a muoversi non dentro l’oggetto in se stesso, ma dentro il suo senso metaforico. La poesia cattafiana è tesa verso il mistero del reale.

Nel 1964 l’autore pubblica L’ osso, l’anima, che segna la sua definitiva consacrazione poetica.…

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Processo intellettuale e forma degli oggetti

di Marcello Barbanera

Saggi di archeologia classica. L’archeologo tedesco Dietrich Boschung analizza le immagini dell’antichità dal punto di vista «morfomatico», come manifestazioni materiali di concetti: Art and Efficacy, Wilhelm Fink Verlag

Nel IV secolo d.C., il retore Imerio descrisse la relazione tra conquiste del pensiero e loro materializzazione attraverso l’esempio di una statua eseguita dal celebre bronzista Lisippo: «Lisippo era ammirato non solo per la sua mano ma anche per il suo intelletto… incluse Kairós tra gli dei e, dandogli forma in una statua, ha spiegato la sua natura con un’immagine». Con queste parole, Imerio voleva illustrare la capacità dello scultore di dare al sapere e alle idee una forma percepibile tramite i sensi, attribuire loro un significato attraverso la figurazione e renderle permanentemente presenti. Questo tema è il cuore di un libro recente dell’archeologo tedesco Dietrich Boschung: Art and Efficacy Case Studies from Classical Archaeology (Wilhelm Fink Verlag, Paderborn, pp. 415, euro 89,00), in cui sono raccolti alcuni saggi scritti negli ultimi anni su argomenti e oggetti che si dispongono sull’ampio spettro del mondo antico, dalla Grecia arcaica all’impero romano, alla ricezione dell’eredità classica in occidente a partire dal XV secolo.…

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L’Italia e il mediterraneo. Note tra geografia e cultura

di Franceco Caddeo

Il rapporto tra l’Italia contemporanea e il Mediterraneo può apparire banale: da un semplice punto di vista geografico, l’Italia è protesa in quel mare condiviso, e lo taglia più o meno a metà tra una parte orientale e una parte occidentale. La maggioranza delle regioni italiane è bagnata da quel mare, adotta spontaneamente una dieta mediterranea, fa del sole e del clima del mare nostrum un elemento caratteristico e naturale.

In realtà, paradossalmente, fatta eccezione per i periodi coloniale e dittatoriale, l’Italia contemporanea ha tendenzialmente trascurato il Mediterraneo. Di conseguenza, al di fuori delle sue sciagurate e vergognose politiche espansionistiche dell’inizio del Novecento e del periodo fascista, l’Italia non ha tessuto legami duraturi e consistenti con un mondo mediterraneo che è rimasto lontano. Si è quindi cercato di rendere il Mediterraneo un mare nostrum solo nei termini di una politica aggressiva di potenza, ma, una volta che questa politica ha mostrato la sua inconsistenza, il Mediterraneo è tornato mare altrui.…

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Il Covid in una stanza, diario di una malata fuori statistica

di Eleonora Martini

Nessuno mi ha mai contattata dalla Asl, nessuno ha mai inserito i dati generati dalla App sul mio telefono nel sistema di Immuni. Non sono mai stata tracciata. In quei giorni ho inviato due Pec. La prima al Sisp, il servizio dal quale dipende la gestione delle malattie infettive. La seconda al dirigente della mia Asl. Nessuna risposta

Non ho mai perso il gusto e l’olfatto. Sentivo ogni sapore e odore e avrei potuto gustare tutto, se solo ne avessi avuto la forza. Se solo avessi potuto, almeno per i primi 10/12 giorni, passare del tempo davanti ai fornelli. Per il resto, di sintomi ne ho avuti tanti, diversi e ne ho ancora, a dieci giorni dalla negativizzazione. Non facevo che dormire, notte e giorno, giorno e notte, come narcotizzata. Ed era anche l’unico modo per dare un po’ di pace ai miei polmoni. Poi sono arrivati pure tutti gli annessi e i connessi, dalla pelle all’intestino, le aritmie che ti svegliano nel mezzo della notte, il cuore in gola, il fiato che manca e i battiti che diminuiscono.…

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Il populismo, la pandemia e gli equilibri politici

di Luca Tentoni

Subito dopo l’elezione di Biden alla presidenza degli Stati Uniti d’America, molti commentatori hanno giustamente ricordato che il populismo non scomparirà con Trump (quest’ultimo, anzi, ha ottenuto un numero di voti persino superiore rispetto al previsto). Il fatto che la destra leghista e quella neomissina abbiano perso importanti agganci internazionali (ma non tutti) non ha alcun peso sul consenso che questi soggetti politici hanno nel Paese. La stessa Meloni, peraltro, è alla guida dei conservatori europei e sembra proiettata (più di Salvini, rimasto ancorato a Trump, diversamente dal suo collega di partito Giorgetti) verso la leadership politica – e un giorno forse anche numerica – della destra italiana. C’è da dire, anzi, che la base dell’estrema destra, da noi, è molto meno improntata alla realpolitik di certi suoi rappresentanti: un rapido giro sui social network sarebbe stato sufficiente, nei giorni immediatamente successivi alle elezioni americane, per rendersi conto che Trump era e resta il “capo spirituale” di parecchi elettori italiani.…

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