Centri e periferie dell’economia

di Claudio Cozza

Regioni del Nord e del Sud, un’Europa sempre più divisa: le dinamiche dell’economia producono squilibri tra centri e periferie, ed è compito della politica affrontarli. Il nuovo libro di Gianfranco Viesti offre una mappa delle asimmetrie di oggi.

L’ultimo libro di Gianfranco Viesti, “Centri e periferie. Europa, Italia, Mezzogiorno dal XX al XXI secolo” (Laterza, 2021) ha un’ampiezza dei contenuti che va molto oltre l’analisi degli squilibri regionali. Viesti fornisce, infatti, una rassegna delle attuali dinamiche economiche a più livelli territoriali, e lo fa da prospettive multiple.

Per spiegare l’odierna polarizzazione fra centri e periferie, nella prima parte del libro l’autore ripercorre la storia del divario fra le regioni italiane nelle sue varie fasi: dagli sbilanciamenti post-unitari, alla mancata convergenza successiva alle due guerre mondiali, fino all’avvento dell’integrazione europea di fine Novecento. Il testo aiuta a capire le radici storiche del divario fra un Nord “centrale” e un Sud periferico, non come automatismo economico ma come effetto di scelte politiche: più rivolte all’attenuazione delle disuguaglianze le politiche dell’Italia liberale di fine Ottocento o quelle improntate al welfare state del Secondo Dopoguerra; acceleratrici del divario, invece, le politiche del fascismo o quelle dell’austerità di fine Novecento.…

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Dall’assedio alla voragine. Geografia del voto romano

di Giuliano Santoro

Capitale. A cinque anni dalla vittoria di Raggi, le mappe di una città alla ricerca di una trama

Una prima geografia sociale del voto romano del prossimo autunno, non può che partire da cinque anni fa: il centrosinistra prevalse solo nei due municipi del centro storico e il Movimento 5 Stelle conquistò il resto della città. Fu la rappresentazione di un accerchiamento. Parve la vendetta delle periferie sacrificate al cemento senza servizi del Piano regolatore del sindaco Veltroni.

GIUNTI ALLE FASI finali della prima consiliatura pentastellata la rappresentazione si fa più complessa. La pandemia in 15 mesi ha affondato il parco turistico a tema che ha colonizzato la città storica. Ne hanno fatto le spese anche affittacamere e case vacanze, quell’economia che negli anni dello svuotamento del centro dagli abitanti ha fornito sussistenza a chi poteva disporre di piccole rendite immobiliari. Una seconda mappa, quella della distribuzione delle stanze disponibili sulla piattaforma Airbnb, dimostra che questa economia immobiliare molecolare è concentrata soprattutto nel primo cerchio: circa il 60% dei poco meno di 14 mila alloggi disponibili si trova nel primo municipio.…

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Pandemie mediali

di Nicola Zamperini

Cosa ricorderemo, tra qualche anno, della pandemia da Covid-19? Sicuramente l’emergenza sanitaria planetaria, rappresentata da alcune immagini simbolo: il «momento di preghiera straordinario», celebrato da solo da papa Francesco, il 27 marzo 2020, sul sagrato di una piazza San Pietro spettrale; i camion di Bergamo; le strade deserte delle grandi città. Ma ricorderemo anche un’altrettanto rilevante e pervasiva «infodemia» che ha contagiato il discorso pubblico, con rapidità sconcertante. Tutto questo è avvenuto a ogni livello, per ciascun tipo di media e di network, a ogni latitudine e in diversi ecosistemi informativi. Dalla sua comparsa, il virus si comporta come una sorta di reagente che mette alla prova costrutti e abitudini culturali, che vanno poi analizzati alla luce del passaggio pandemico.

Risulta dunque preziosa questa raccolta di saggi, a cura di Vania De Luca e Marica Spalletta, che mette in fila «potenzialità e criticità che la pandemia mediale ha contribuito a far emergere». Il testo prende in esame in maniera analitica molti ambiti e si offre come una cassetta degli attrezzi teorica, e non solo, per affrontare il post-pandemia.…

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Viaggio al termine del buio

di Claudio Corvino

«Cieli neri. Come l’inquinamento luminoso ci sta rubando la notte» di Irene Borgna, per Ponte alle Grazie

L’oscurità di un cielo stellato è da sempre mappa geografica di poeti, navigatori, eroi che abbandonano le certezze del giorno per seguire avventure e sentimenti, a volte combattimenti con le terribili forze dell’altro mondo, incorporea proiezione del lato oscuro. Eppure l’Italia, risaputamente terra di eroi, poeti e navigatori, ha paura del buio. Più dei francesi, dei tedeschi e soprattutto degli abitanti del Regno Unito, che sborsano per l’illuminazione pubblica, rispettivamente, la metà, meno della metà e quasi un quarto di quanto spendiamo noi. Certo è che le strade italiane sono sempre più illuminate, e sempre peggio: meravigliose città, fari di una cultura che si è irraggiata nel mondo, al tramonto diventano lattiginose metropoli texane folgorate e afflitte dai nuovi lampioni a led, considerati più performanti. Parliamo di città come Roma o Verona, dove Romeo non potrebbe mai più dire della sua amata che «Par che sul buio volto della notte ella brilli come una gemma rara pendente dall’orecchio d’una Etiope» (atto I, scena V).…

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I giusti salari della virtù. La pandemia e il lavoro da più stimare

di Luigino Bruni

Una delle eredità della pandemia è lo svelamento della qualità del lavoro di cura e delle sue virtù. Virtù, una parola che avevamo dimenticato, che con il tempo aveva assunto una sfumatura di vecchio un po’ stantia, è tornata al centro della scena pubblica ed etica. Finalmente abbiamo visto molte cose che prima non vedevamo o non vedevamo abbastanza, e tra queste molte, moltissime virtù, soprattutto in lavori dove non riuscivamo a vederle.

Quando, sull’inizio dell’Ottocento, la prima rivoluzione industriale stava cambiando radicalmente il mondo del lavoro, i migliori economisti iniziarono a formulare teorie su come remunerare il lavoro. Prima di loro, il lavoro che passava attraverso il “mercato” riguardava una piccola minoranza di persone. La quasi totalità delle donne ne era fuori, nei campi i lavori erano svolti in regime di servitù dove non si vendevano ore di lavoro ma uomini, gli aristocratici e i nobili non lavoravano e interpretavano il loro non-lavoro come privilegio e libertà: «Il nascere agiato mi fece libero e puro, né mi lasciò servire ad altro che al vero.…

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Carl Einstein ed il suo Bebuquin funambolico

di Micaela Latini

A proposito del romanzo pubblicato integralmente nel 1912 e apparso per la casa editrice Giometti & Antonello

Ancora oggi il nome di Carl Einstein fatica ad affermarsi nell’Olimpo degli intellettuali di lingua tedesca. Eppure, la sua opera poliedrica, che si muove tra filosofia, critica d’arte e letteratura, rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per molti giganti della cultura del Novecento. Amico di Braque e di Picasso, legato a Joyce e Beckett, in dialogo con Ernst Bloch, fonte di ispirazione per Hugo Ball e per Gottfried Benn, Carl Einstein è senza dubbio uno degli autori più originali e innovativi dell’espressionismo.

La sua è stata una vita molto accidentata: nato nel 1885 a Neuwied, in Renania, da una famiglia ebraica, trasferitosi ben presto a Berlino, dove si è formato, ha trascorso gran parte della sua esistenza in esilio, tra la Germania, il Belgio, la Francia, Spagna. Ha partecipato attivamente alla vita politica, sia fiancheggiando i moti spartachisti in Germania, sia con l’adesione al movimento anarchico della colonna Durruti in Spagna, fino alla tragica decisione di mettere fine alla sua vita, in Francia nel luglio del 1940, per non cadere in mano alle truppe naziste.…

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Questo 25 aprile sfilano, in video, i partigiani

Un archivio con 600 testimonianze. L’Anpi presenta il Meoriale della Resistenza, prima tessera del Museo nazionale che nascerà a Milano

«Questi ragazzi», dice il presidente dell’Associazione nazionale partigiani Gianfranco Pagliarulo, «stanno scomparendo. Ma la loro testimonianza resterà». È la bella notizia di questo 25 aprile 2021, il secondo che dovrà rinunciare al corteo (quello grande di Milano, quello d Roma e le altre manifestazioni che ogni anno prima della pandemia si organizzavano). Quest’anno sfilano virtualmente proprio loro, i vecchi partigiani, ragazzi 76 anni fa, che hanno messo al sicuro i loro racconti e i loro ricordi in un archivio di interviste voluto dall’Anpi e curato da Laura Gnocchi e Gad Lerner con il sostegno dello Spi-Cgil.

L’archivio è stato presentato ieri, da lunedì sul sito noipartigiani.it saranno disponibili gratis per tutti i primi 150 video, gli altri seguiranno e presto saranno almeno 600. Un memoriale della Resistenza italiana, un mosaico (sul sito apparirà così, con i volti delle protagoniste e dei protagonisti) che costituisce anche la prima tessera del museo nazionale italiano della Resistenza che sta per nascere a Milano nell’edificio gemello di quello della Fondazione Feltrinelli.…

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Vaticano. “I grandi cancellino i debiti dell’Africa, solo così potrà guarire dal Covid”

di Lucia Capuzzi

Il Vaticano lancia una campagna internazionale per sostenere l’istanza del Continente, al collasso per l’esplosione dei passivi. Il G20 proroga lo stop ai pagamenti per i Paesi poveri fino a dicembre

«È giusto che affamiamo i nostri bambini per pagare il debito?». Mezzo secolo dopo, l’interrogativo di Julius Nyerere, tra i padri dell’indipendenza africana, risuona drammaticamente attuale: il costo delle pendenze accumulate è sufficiente a vaccinare l’intero Continente contro il Covid. Con un impatto sanitario meno forte che altrove, la pandemia sta, però, sgretolando le già fragili economie degli Stati a Sud del Sahara.

L’effetto più preoccupante è l’esplosione del debito, il cui peso sul Pil è passato, in media, nell’ultimo decennio, dal 35 per cento al 65 per cento, secondo il Fondo monetario internazionale. La Banca africana per lo sviluppo ha previsto un ulteriore incremento nel breve e medio periodo di almeno il 10 per cento. A dicembre 2020, il passivo di sei nazioni era deteriorato e quello di altre 14 rischiava di diventarlo presto: in pratica, metà dell’Africa è vicina al fallimento.…

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Origine, territorio, cittadinanza e comunità: attenzione a queste parole

di Francesco Filippi

Ci sono molti motivi per cui l’idea nazionale ha preso piede e continua a sopravvivere. Ma che cosa significa, davvero, essere italiani? Estratto dell’introduzione dell’ultimo libro di Francesco Filippi “Prima gli italiani! (sì, ma quali?)” (Laterza)

Termini come “origine”, “territorio” o definizioni legali come “cittadinanza” appaiono solo tentativi, peraltro molto approssimati, di inquadrare un insieme reale assai più vasto e complesso. Si tratta, secondo la definizione del sociologo Benedict Anderson, di una “comunità immaginata”, vale a dire di un insieme di persone che, pur non conoscendosi e non essendosi mai incontrato, sente di appartenere, tutto, a un gruppo definito che le distingue da altre persone.

Eppure, per quanto fittizio, frammentato e disomogeneo possa essere il racconto che tiene unito questo insieme di persone, esso è tutt’altro che irrilevante: perché nel corso del tempo, rimanendo solo al caso italiano, è riuscito a convincerle che lo hanno fatto proprio per prendere scelte economiche controproducenti, imbarcarsi in avventure dannose per i più, combattere, uccidere e infine morire.…

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Elogio della Comune

di Giulio Marcon

A 150 anni dalla Comune di Parigi, quell’esperienza ci parla di oggi, perché ci ricorda il valore della democrazia dal basso, l’autogoverno, il radicalismo egualitario capace di scalzare privilegi e gerarchie, la dimensione libertaria e laica, la gratuità e universalità dell’istruzione, la passione disinteressata di un impegno collettivo, di identità condivise.

Da qualche giorno si parla dei 150 anni della Comune di Parigi, che ebbe inizio il 18 marzo del 1871, concludendosi nel sangue il 28 maggio dello stesso anno. L’impero era stato travolto dalla disfatta della guerra franco-prussiana del 1870. Napoleone III era stato deposto e arrestato e il 4 settembre del 1870 la repubblica aveva sostituito la monarchia. Di fronte alle complicità delle nuove leadership repubblicane e di Thiers con i prussiani di Bismarck e con l’impero appena smantellato, gli operai, gli artigiani e molti piccolo-borghesi di Parigi si erano sollevati alcuni mesi dopo e nel marzo del 1871 avevano dato vita alla Comune.

Lo stesso avveniva in altre città della Francia.…

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