Edgard Morin: tessere ciò che è separato
di Marco Sanchioni
Ci sono oggi più articoli scientifici pubblicati ogni anno di quanti un essere umano potrebbe leggere in mille vite. Più dati, più specialisti, più risposte verificabili su ogni aspetto della realtà. Eppure di fronte alle grandi crisi del nostro tempo — climatica, demografica, tecnologica — una domanda torna con insistenza: chi tiene insieme i fili?
Edgar Morin ha dedicato l’intera vita a questa domanda. La risposta che ha costruito in oltre settant’anni di ricerca ruota attorno a una parola latina: complexus. Che significa, letteralmente, ciò che è tessuto insieme. Non complicato, non caotico: intrecciato. Come lo è la realtà, quando non si taglia per comodità quello che non si riesce a contenere in un unico sguardo. E capire, per Morin, significava anzitutto imparare a vedere il tessuto — prima ancora di analizzare i singoli fili.
Scomparso oggi all’età di 104 anni, Morin è stato uno dei pensatori più longevi e fecondi del Novecento. Filosofo, sociologo, combattente della Resistenza francese, ha attraversato quasi un secolo di storia intellettuale mantenendo fino agli ultimi anni una capacità rara: quella di interrogare il presente senza rassegnarsi alle sue semplificazioni.…
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di Lorenzo Rosoli





