Afghanistan, il silenzio dei musulmani

di Tahar ben Jelloun

C’è bisogno che gli islamici di tutto il mondo reagiscano a questa orribile deviazione della loro religione da parte di delinquenti e barbari

Un silenzio assordante dei paesi musulmani ha accolto la vittoria dei talebani in Afghanistan. Indifferenza o semplice passività, o piuttosto una vecchia abitudine a non dire nulla, a non fare nulla quando l’Islam viene usato per un compito indegno dei suoi valori?

Il Qatar, che ha aiutato discretamente i talebani, si comporta come se non avesse nulla a che fare con loro. Non una parola. Né l’Arabia Saudita ha fatto alcun commento. Eppure c’è molto da dire sul modo in cui l’Islam viene deviato per diventare bandiera e ideologia del terrorismo talebano.

Perché i popoli musulmani di tutto il mondo non reagiscono a questa orribile deviazione della loro religione da parte di delinquenti e barbari? Perché un’istituzione come Al Azhar, al Cairo, non si esprime con fermezza e senza ambiguità contro queste bande di distruttori dell’Islam?…

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La modernità dei Talebani

di Cristoph Schmidt

Quando i media parlano della brutalità dei talebani, delle lapidazioni, delle fustigazioni e delle mutilazioni, parlano spesso di un “islam dell’età della pietra”. A parte l’assurdità basilare del termine (l’islam è nato nel VII secolo), è anche fuorviante in termini di studi religiosi.

I Talebani non sono usciti da una macchina del tempo, ma sono profondamente radicati nell’ambiente fondamentalista dell’islam indo-pakistano. Le loro origini vanno cercate nel distretto ortodosso di Deoband, città di uno stato settentrionale dell’India – l’Uttar Pradesh.

Religione e liberazione

Il distretto fu fondato nel 1866, pochi anni dopo che gli inglesi avevano represso la grande rivolta contro il loro dominio coloniale. L’obiettivo era un movimento di rinascita religiosa per aiutare l’islam a riprendere forza e cacciare gli infedeli dal paese.

I Deobandi attribuivano la loro inferiorità al fatto che i musulmani non seguivano abbastanza rigorosamente le leggi islamiche e avevano dimenticato le loro “radici”. Pertanto, si sforzarono di purificare l’islam sunnita da tutte le innovazioni “illecite” e dalle influenze occidentali.…

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La follia di Dio. Una teologia dell’incondizionale

di Paolo Cattorini

L’espressione «follia di Dio» è impiegata, in questo libro, nel senso della Prima lettera di San Paolo ai Corinzi (cfr 1 Cor 1,22-25): la follia di Dio è più saggia degli esseri umani e la debolezza di Dio è più forte degli esseri umani. John Caputo, teologo e filosofo statunitense di formazione cattolica, è un noto esponente della cosiddetta «teologia debole o del forse o dell’incondizionale». In essa Dio non è pensato come un principio di potenza, una garanzia materiale di successo mondano, ma come la voce che chiama a operare il bene senza condizioni, accordi contrattuali, vantaggi idolatrici. Dio non «esiste» come la causa efficiente da cui tutto dipende, ma come l’emergere di un appello alla libertà.

Più che «esistere» al modo di una cosa, Dio «insiste» affinché noi, prendendoci cura di chi ha fame, sete, è ignudo, prigioniero, colmiamo ciò che manca al corpo di Dio e completiamo – facciamo «esistere» – ciò che Dio ha consegnato alle nostre deboli mani.…

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La lotta di Giacobbe

di George Marius Nicoara

Il volume riflette su un episodio caratteristico dell’Antico Testamento: la lotta di Giacobbe con l’angelo, nella quale l’umanità entra in contatto con le forze del cielo e con esse si misura interiormente. Ed è proprio questo misurarsi la chiave di lettura del libro. Giacobbe esce dalla lotta parzialmente vincitore, perché è in cammino verso la propria realizzazione: quella di essere fratello. Emerge così in questo episodio il tema della fratellanza e della comunione.

La lotta di Giacobbe può essere colta come paradigma della creazione artistica, di quel processo cioè che coinvolge sia la riflessione (biblica, filosofica, teologica, spirituale ecc.) sia la prassi (pittorica, scultorea, pedagogica). Per questo il volume raccoglie più di 30 contributi di ambiti disciplinari diversi. Tra essi segnaliamo, nel secondo capitolo, i saggi di Hanna-Barbara Gerl-Falkovitz, che recupera il tema dello scritto di Romano Guardini Solo chi conosce Dio conosce l’uomo; e di Giorgia Salatiello, che espone il concetto di «ierofania» del filosofo rumeno Mircea Eliade.…

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“Crociata”, una parola che ritorna

di Lorenzo Prezzi

Daniele Menozzi è professore emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa, membro del Consiglio scientifico dell’Istituto dell’Enciclopedia italiana e socio corrispondente dell’Accademia dei Lincei. Studioso dei rapporti tra Chiesa e società, ha pubblicato per conto di Carocci Editore, nella collana Frecce, il libro dal titolo “Crociata”. Storia di un’ideologia dalla Rivoluzione francese a Bergoglio, pp. 244 – . Gli abbiamo sottoposto alcune domande.

Prof. Menozzi, nel volume che lei dedica all’indagine sulle Crociate conclude con un singolare paradosso. Mentre il papato sta abbandonando ogni giustificazione del richiamo alla Crociata, il suo uso non è affatto esaurito nella politica. La sua ideologia sopravviverà senza il consenso del papato?

Il futuro è un argomento particolarmente ostico per uno studioso di storia. Si può però fare una considerazione. Negli ultimi due secoli il papato, pur riservandosi la facoltà di bandire una crociata militare qualora lo ritenesse opportuno, non l’ha mai concretamente promossa sul piano bellico. Tuttavia ha fatto largamente uso del lessico della crociata per mobilitare i fedeli (ad esempio la “crociata del rosario” di Leone XIII, la “crociata missionaria” di Pio XI, la “crociata sociale” di Pio XII).…

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Gesù, il progetto umanizzante di Dio

di Paolo Gamberini

Il saggio del teologo spagnolo J.M. Castillo è stato inizialmente pubblicato in Spagna nel 2010. Assieme ad altri significativi teologi (J.A. Pagola, J. Arregi e X. Pikaza), l’A. rappresenta l’avanguardia della riflessione cristologica in Spagna. Benché sia un’opera di agevole lettura e comprensione – merito anche della scorrevole traduzione italiana di L. Tommaselli e D. Culot – si tratta di un testo quanto mai complesso e articolato.

L’intento fondamentale del saggio è di rimettere al centro della riflessione cristologica l’uomo Gesù (le sue parole e le sue opere, il suo stile di vita e il suo messaggio), liberando la comprensione della sua persona da costruzioni e incrostazioni ideologiche, provenienti non solo dalle definizioni dogmatiche dei concili (Nicea, Costantinopoli, Efeso e Calcedonia), ma anche dalle varie ricostruzioni storiografiche compiute dalle varie correnti della ricerca storico-critica su Gesù. Il nostro A. vuole liberare infatti la figura di Gesù dalle precomprensioni devianti che ne ha dato il sistema religioso lungo i secoli.…

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Il segno indelebile di Hans Küng sulla Chiesa e la teologia del ‘900

di Valerio Gigante

Il più grande teologo del ‘900, o uno dei più grandi, affermano tanti, in queste ore. Di Hans Küng, morto a Tubinga, il 6 aprile scorso a 93 anni, si potrebbe dire certamente questo e di più; ma le classifiche – specie se riguardano i maestri del pensiero – non hanno molto senso. Lo ha invece ricordare che Hans Küng è stato tra i pensatori cristiani che ha lasciato una traccia indelebile nella formazione e nell’azione di generazioni di persone, affascinate dal suo modo libero di guardare alla Chiesa ed alla radicalità, unita al rigore e alla profondità, delle sue riflessioni critiche. Nel post Concilio chiunque abbia riflettuto in maniera non conformista sulla Chiesa, sulla sua gerarchia, sulla sua teologia, sul suo potere, sul rapporto tra etica e religione ha citato o fatto riferimento a Hans Küng, come auctoritas che sostenesse il suo discorso. E decine di migliaia tra docenti di teologia, preti, religiose e religiosi, operatori pastorali hanno letto almeno uno dei suoi libri.…

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Nel mare aperto della storia

di Francesco Dante

Andrea Riccardi è uno dei protagonisti del dibattito sociale, politico e religioso del nostro tempo. La sua padronanza storiografica, che rappresenta in qualche modo un unicum per la confluenza di discipline e mondi culturali diversi all’interno di una prospettiva rigorosamente storica, offre l’occasione per un libro – nella ricorrenza dei suoi 70 anni – che permette di attraversare un secolo da angolature diverse.

Come scrive Giovagnoli, Riccardi «ha approfondito il tema della coabitazione tra popoli, culture e religioni diversi e ha dedicato attenzione ai temi del nazionalismo, del conflitto etnico, delle guerre contemporanee. [..] Tutti gli studi di Riccardi rimandano ai nessi che legano ogni vicenda al proprio tempo: proprio il tempo – inteso in senso storico, e cioè come l’insieme degli uomini e delle donne che lo abitano – è infatti il principale protagonista dei suoi libri» (p. 6).

Questo volume è uno strumento utile per la comprensione del XX secolo e dei due primi decenni del XXI.…

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Le radici del cristianesimo tra movimenti antisistema e nuova socialità

di Luca Kocci

Storia delle religioni. Edito da Carocci «Il Battista e Gesù», nuovo lavoro dello storico del cristianesimo Mauro Pesce e dell’antropologa Adriana Destro. Un’analisi delle vicende dei due leader religiosi – strettamente connesse fra loro – interpretate alla luce dell’idea dell’«accelerazione storica e socioculturale» dell’epoca

Le religioni possono essere studiate disancorandole dalla realtà, come idee astratte, oppure immergendole nello spazio e nel tempo, nel territorio e nel contesto socio-politico in cui sono nate e si sono sviluppate. Da diversi anni lo storico del cristianesimo Mauro Pesce e l’antropologa Adriana Destro indagano le origine cristiane con la seconda modalità, utilizzando con acribia il metodo storico e gli strumenti dell’antropologia e producendo volumi rigorosi e documentati, ma con il pregio di essere destinati anche a lettori non specialisti.

Vale anche per l’ultimo libro dei due studiosi, appena pubblicato dall’editore Carocci: Il Battista e Gesù. Due movimenti giudaici nel tempo della crisi (pp. 268, euro 23). Si tratta di un’analisi delle vicende dei due leader religiosi – strettamente connesse fra loro – interpretate alla luce dell’idea dell’«accelerazione storica e socioculturale»: situazioni storiche caratterizzate dalla crisi in cui, in breve tempo, si accendono «focolai di cambiamento» che tendono a creare «forme di vita inconsuete» e talvolta riescono a «sconvolgere le basi istituzionali» della società, come nel caso delle rivoluzioni.…

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Storia della Chiesa

di Roberto Timossi

Dopo tutte le Storie della Chiesa che sono state scritte fin dalle origini del cristianesimo e soprattutto durante il Novecento, ci vuole indubbiamente coraggio per cimentarsi nell’impresa di scriverne una completamente nuova, specialmente se si ha l’ambizione di non risultare né ripetitivi né scontati. Questo coraggio lo ha dimostrato, e a ragion veduta, il Centro Editoriale Dehoniano, che ha saputo realizzare una nuova Storia della Chiesa aggiornata e non omologabile alle analoghe precedenti Storie ecclesiastiche o in generale del cristianesimo.

Non è dunque casuale se nell’introduzione a ciascuno dei quattro volumi di cui è composta l’opera si è colta l’opportunità di giustificare i motivi che hanno spinto a dar forma a un altro manuale di Storia della Chiesa, a fronte dei tanti apparsi anche nei primi due decenni del XXI secolo; e le ragioni più forti apportate sono quelle delle rapide e profonde innovazioni in corso, tanto nelle istituzioni educative quanto nella storiografia ecclesiastica, posto che la Chiesa è più che mai chiamata a confrontarsi con gli altrettanto repentini mutamenti politici, sociali e culturali della nostra epoca.…

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