Mattarella ha promulgato la legge elettorale. Ora tocca alla Consulta: sono due i punti sotto esame
di Angelo Picariello
Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha promulgato la legge elettorale approvata in via definitiva giovedì dalla Camera. Nessun indugio, nessun esame particolarmente approfondito è stato necessario per un testo che era d’altronde già da giorni nella cognizione degli uffici del Quirinale in quella che sarebbe poi diventata la versione definitiva. Con i ricorsi già in pista, essendo piuttosto esigui i tempi a disposizione della Corte Costituzionale per pronunciarsi prima dello scioglimento delle Camere, manca ora solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, perché essi possano essere trasmessi alla Consulta. Giusto qualche giorno per gli adempimenti materiali necessari.
La scelta del Quirinale può esser letta anche come un segnale ben preciso: si lasci il tempo, ora, alla Consulta, per dare il suo parere. D’altronde in corso d’opera la moral suasion, o per meglio dire la «leale collaborazione» richiesta fra organi dello Stato, aveva già portato a dei correttivi man mano inseriti nel testo. Dal recupero delle liste sotto il 3%, che rischiava di rendere ininfluente ai fini dei consensi alla coalizione, il voto anche di un milione e mezzo di elettori, al problema del disallineamento dei collegi di Trento e Bolzano; dall’abbassamento del premio di maggioranza all’innalzamento della soglia minima inizialmente previsto al 40; dalla salvaguardia del non vincolo di mandato per i parlamentari all’inserimento della formula che fa salve le prerogative del capo dello Stato nell’indicazione del candidato premier.…
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