Quirinalizie, ovvero il virus del presidenzialismo

di Michele Martelli

Le autocandidature di Berlusconi e Draghi al Colle e l’abisso in cui rischia di sprofondare la nostra ormai debole democrazia parlamentare.

Tra pochi giorni, il 24 gennaio, iniziano le votazioni per il Quirinale. Nessuno sa come finirà. Si parla di lotteria, di roulette russa, di gioco dell’oca. A me viene in mente, con una valenza diversa dall’originaria, l’immagine lukácsiana del «Grand’Hotel Abisso»: l’abisso in cui i nostri autoreferenziali gruppi dirigenti, in una grave situazione di pandemia virale e perdurante crisi sociale, rischiano di sprofondare la nostra ormai debole democrazia parlamentare. Da due anni il Covid ci ha costretto a vivere in stato d’emergenza, ma l’emergenza istituzionale e la crisi sociale datano da oltre vent’anni. E portano il marchio di Berlusconi, finora il principale competitor di Draghi per il Colle.

Aldilà dell’incomparabile statura morale dei due, una cosa li unisce, apparentemente banale: l’autocandidatura. E per di più Draghi si autocandida al Quirinale nella condizione di Presidente del consiglio in carica.…

Leggi tutto

Tutela del diritto alla salute ed obbligo del Green Pass

Università degli Studi di Sassari Corso di laurea in Scienze Politiche Cattedra di Istituzioni di diritto pubblico Cattedra di Diritto Costituzionale e dell’organizzazione pubblica

Webinar Tutela del diritto alla salute ed obbligo del Green Pass 15 gennaio 2022 h.17

Saluti istituzionali Prof. Francesco Soddu (Università di Sassari. Presidente del Corso di laurea in Scienze Politiche)

Coordina Avv. Michele Zuddas (Università di Sassari)

Relazione introduttiva Prof. Giovanni Bianco (Università di Sassari)

Interverranno Prof.ssa Alessandra Algostino (Università di Torino) Prof. Carlo Amirante (Università di Napoli) Prof. Massimo Cacciari (Università Vita-Salute San Raffaele) Prof. Antonio Delogu (Università di Sassari) Prof.ssa Silvia Illari (Università di Pavia) Prof.ssa Giovanna Montella (Università di Roma “La Sapienza)

in diretta streaming su Cisco Webex: https://bit.ly/3EUFBnA e sulla pagina FB della testata giornalistica “Sa Republica sarda”

Leggi tutto

Le via della seta occidentali

di Vincenzo Comito

Per rispondere alla Belt and Road Initiative messa in campo anni fa da Pechino, ora anche Washington e Bruxelles annunciano iniziative per aiutare i paesi in via di sviluppo a ammodernare le infrastrutture, anche di adattamento climatico. Ma non sono chiari progetti e fondi effettivamente impegnati.

Oltre la BRI

Da quando Joe Biden è stato eletto presidente degli Stati Uniti, la sua ossessione anticinese non ha conosciuto respiro e si sta trascinando dietro, sia pure con qualche borbottio, anche i paesi dell’UE.

Vogliamo in queste note esaminare un poco da vicino in particolare una delle più significative iniziative che vanno nel senso citato, quella messa in campo di recente per contrastare in qualche modo la nuova Via della seta cinese.

La Belt and Road Initiative, varata diversi anni fa dalla Cina ha presentato, come tutte le costruzioni umane, certamente dei problemi, fortemente amplificati nelle dichiarazioni dei governi e negli articoli della stampa occidentali, ma complessivamente è stata un successo di rilevanti dimensioni ed è stata accolta molto positivamente da decine di governi dei paesi in via di sviluppo ed anche da qualche paese a medio reddito.…

Leggi tutto

Verso le elezioni: politica e no vax

di Giuseppe Boschini

Da qualche tempo la politica italiana si confronta, e si divide, sul fenomeno “no-vax”. Nella costante semplificazione dicotomica del nostro discorso politico pubblico, la vaccinazione anti-Covid è divenuta una specie di spartiacque. Anche politico.

Sinistra vax e destra no vax?

Da un lato, le forze di sinistra o di centrodestra moderato, che si sono chiaramente schierate a favore della vaccinazione di massa. (Persino Berlusconi si è fatto riprendere a braccio scoperto, con l’ago infilato). Dall’altro, le forze di destra populista, che hanno strizzato l’occhio ai movimenti no-vax, pur senza volere o poter prendere le distanze chiaramente dalla vaccinazione, impostando piuttosto il discorso sul piano delle libertà, della contrarietà all’obbligo, di una erronea strategia del Governo, perché troppo impositiva e non sufficientemente “persuasiva”.

E, da ultimo, le forze di estrema destra, su tutte Forza Nuova, che hanno invece chiaramente sposato, probabilmente sostenuto, sicuramente sfruttato le manifestazioni di piazza anti-vax, fino al punto drammatico – per la democrazia – dell’assalto alla CGIL e degli sventati assalti – spesso per poco – a varie sedi istituzionali, in numerose città.…

Leggi tutto

L’Africa e i suoi mercati

di Marco Aime

Chi di noi, viaggiando per l’Africa, non è stato attratto dai suoni e dai colori dei mercati? La vivacità e la spettacolarità delle bancarelle sono ormai entrate a far parte dell’immaginario collettivo, spesso guadagnandosi il loro bello spazio su tutti i dépliant turistici. Ma se per il turista il mercato è spesso solamente un luogo dove “fare shopping” o scattare qualche decina di foto, per la gente del posto il mercato rappresenta un insostituibile punto di riferimento temporale, spaziale e sociale.

Il mercato, infatti, specie nel mondo rurale, non è solamente un luogo di compravendita o di scambio commerciale. In tutto il continente il mercato è un luogo caratterizzato da un’intensa celebrazione di scambi sociali e diventa luogo di incontro tra i membri dispersi della propria famiglia, del proprio villaggio d’origine e di villaggi diversi. Il grande albero che spesso sorge nel centro delle piazze è un vero e proprio arbre à palabres sotto il quale gli anziani si riuniscono per lunghe discussioni e fumate di pipa.…

Leggi tutto

Credere rinunciando ad ogni immagine del divino

di Gilberto Squizzato

1. Il Dio dell’Esodo

Se è un’enorme fatica rinunciare all’immagine figurata del Dio onnipotente arbitro delle nostre vicende personali (le famigerate “imperscrutabili vie del Signore”), non meno ardua è quella di depurare la mia immaginazione dalla figura di Jahvè signore della Storia, segreto regista degli eventi globali. Perché ora so che quella era l’immagine nazionalistica di un dio etnico non più compatibile con la mia sensibilità: era il Dio condottiero, protagonista onnipresente dell’Esodo e dell’intera storia ebraica, di cui tanti di noi si erano innamorati negli anni ‘60/‘80 perché indiscutibile artefice dell’imminente liberazione globale dell’umanità dalle mascelle voraci del capitale e dall’ingiusta voracità dei padroni sovranazionali, ricchi Epuloni destinati al suo inferno.

Ma esiste davvero un Dio signore della Storia, come credettero Mosè e gli ebrei del Sinai, convinti di averlo al loro fianco quando, occupata con le armi la terra dei Cananei, edificarono su quel fondamento religioso spiccatamente nazionalistico (cioè etnico, cioè, per dirla tutta, anche razziale e razzista) di una delle prime teocrazie assolute?…

Leggi tutto

Liturgia: che cosa promette il futuro?

di Andrea Grillo

Dare continuità alla tradizione sana, non a quella malata. Questa fu, 60 anni fa, la preoccupazione fondamentale del Concilio Vaticano II. Il progetto riguardava l’intera esperienza ecclesiale, ma trovò immediata esecuzione solo sul piano liturgico. Così, alcuni anni dopo il Concilio, l’unico piano su cui si fece una vera riforma fu il campo della celebrazione liturgica.

Ma proprio per questo motivo, soprattutto sul piano liturgico, il post-Concilio, oltre ad aver avviato tutta la trasformazione linguistica, culturale, ecclesiale e teologica che la riforma prevedeva, ha manifestato una certa paura di fronte al nuovo, fino al tentativo di negarlo. Il colpo di freno ha utilizzato un vero e proprio “dispositivo di blocco”, che ha lavorato molto intensamente dalla fine degli anni ‘80 fino all’inizio del pontificato di Francesco. Il freno al Concilio è stato concepito in modo raffinato: si è basato su un’argomentazione apparentemente “debole”, ossia sulla negazione alla Chiesa dell’autorità di cambiare se stessa. Così, sul piano liturgico, la riforma cadde sotto il sospetto di “aver abusato” della tradizione: perciò a partire dal 2001 iniziò una restaurazione che riguardò prima il ristabilimento del primato del latino, poi il sospetto verso l’“assemblea celebrante”, l’elencazione di una infinita serie di abusi e infine la rassicurazione formale di poter a celebrare come se il Concilio non ci fosse mai stato.…

Leggi tutto

No vax e individualismo democratico

di Sandro Antoniazzi

Non si tratta  di rimettere in discussione la libertà personale, fondamento del sistema democratico, ma di affermare che accanto alle scelte individuali sono necessarie altrettante scelte collettive di valori comuni e di  ideali sociali condivisi

 

Ci sono varie motivazioni apportate dai no-vax a sostegno delle loro posizioni: motivazioni di carattere medico, di non sufficiente sperimentazione dei vaccini, di dubbi sugli effetti futuri e altre ancora.

Ma non si può non rilevare, anche da affermazioni esplicite di partecipanti alle manifestazioni, che, fra tutte, la motivazione fondamentale che emerge è quella della libertà personale. “Decido io”.

Rispetto a una decisione legittima di un governo democratico, si erge la posizione di singoli che la rifiutano, sostenendo la preminenza della loro autonomia personale.

Questo sembra porre un serio problema alla democrazia e spinge a una riflessione che riguarda i suoi fondamenti.

Nella classica opera di Alexis de Tocqueville sulla democrazia in America, si descrive la nascita della prima democrazia moderna: un mondo di persone tutte uguali, privo di strutture gerarchiche e di potere, proprie dei vecchi paesi europei, e con davanti un futuro aperto e favorevole, da costruire con le proprie forze.…

Leggi tutto

Un global flop, da Roma a Glasgow

di Nicoletta Dentico

Sbandierato dalla stampa italiana come successo del multilateralismo, il G20 di Roma è stato un vero fallimento e ha preparato un altrettanto fallimentare summit della Cop 26 a Glasgow. Il capitalismo fossile va dritto per la sua strada e i governanti non riescono a imparare la lezione della pandemia.

Capita raramente di assistere a una sequenza di eventi globali così incalzanti da costringere i governi a metterci la faccia, per rispondere alla pressione dell’opinione pubblica mobilitata per le strade, e non solo alle ragioni talora oscure della geopolitica. Impegnati senza soluzione di continuità tra il summit conclusivo del G20 e la storica COP26 in corso a Glasgow, i leader della comunità internazionale, in un certo senso, non hanno scampo. 

Al summit di Roma, evento conclusivo della presidenza italiana del G20, i capi di Stato e di governo ci sono arrivati stremati dalle assenze annunciate di Russia e Cina e dalle profonde divisioni interne, e fino all’ultimo sono stati imbrigliati nel negoziato, per atterrare con difficoltà sul terreno comune di una dichiarazione finale dopo mesi di impegni vacui e una retorica sempre più lontana dalla realtà.…

Leggi tutto

Ddl Zan: la gerarchia esulta, ma Cei e Vaticano escono indeboliti

di Valerio Gigante

Viene chiamata “tagliola” (da non confondersi con la più nota “ghigliottina“, che impone un limite di tempo massimo alla discussione parlamentare, scaduto il quale si passa immediatamente alla votazione finale dell’intera legge) quella procedura prevista dall’articolo 96 del Regolamento del Senato: «Prima che abbia inizio l’esame degli articoli di un disegno di legge, un senatore per ciascun gruppo può avanzare la proposta che non si passi a tale esame». Nel caso del ddl Zan questa richiesta è stata avanzata il 27 ottobre scorso da Lega e Fratelli d’Italia. Al voto segreto (concesso tra molte proteste dalla presidente del Senato Elisabetta Casellati), 154 hanno votato a favore, 131 contro e 2 senatori si sono astenuti. Una volta approvata la “tagliola”, il disegno di legge di fatto si è arenato perché a quel punto, bloccandone l’iter parlamentare, la votazione equivale a una bocciatura del provvedimento. Ora – secondo lo stesso Regolamento del Senato – bisognerà aspettare almeno 6 mesi (in politica praticamente un’era geologica) affinché quel ddl, o un’altro sullo stesso argomento, una volta depositato, possa essere nuovamente calendarizzato da uno dei due rami del Parlamento per la discussione.…

Leggi tutto