In Cile vince l’ultradestra pinochetista

di Andrea Mulas

La vittoria di José Antonio Kast in Cile segna il trionfo della Destra radicale e nostalgica del pinochetismo. La sua campagna si è concentrata su sicurezza e immigrazione, capitalizzando paure e malcontento dell’elettorato. Il nuovo presidente avrà il Congresso dalla sua parte, un fatto senza precedenti nella storia recente del Cile.

José Antonio Kast, come da pronostici, è stato eletto presidente della repubblica del Cile ottenendo uno schiacciante 58,1% dei consensi contro la sfidante Jeannette Jara, candidata del Centrosinistra, che si è fermata al 41,8%. Il peggior risultato che le forze progressiste abbiano avuto dal ritorno alla democrazia nel 1990. È la prima volta che un presidente di estrema Destra, nostalgico del pinochetismo, arriva alla Moneda. D’altra parte, al plebiscito del 5 ottobre 1988 indetto dal generale Augusto Pinochet per perpetuare per altri otto anni il suo potere illimitato, Kast sostenne l’opzione “Sì” e, per tutta la sua vita pubblica non ha rotto con il regime di Pinochet.…

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La vittoria di Kast in Cile. Un’agenda di legge e ordine “da far paura”

di Franco Astengo

In Cile si afferma una destra pinochettista che sale al potere proprio nel momento in cui tutti gli indicatori statistici indicano un arretramento nella qualità della democrazia sul piano planetario.

Proprio ieri, 15 dicembre, avevamo cercato di attirare l’attenzione sulla relazione nel merito del tema dei diritti compilata dalla Commissione del Parlamento Europeo, oggi “Il Manifesto” pubblica un ampio articolo di Filippo Barbera che prende le mosse dal rapporto di Freedom House nella sua 52a edizione .

Il rapporto di Freedom House registra per 19 anni di seguito una “diminuzione globale consecutiva della libertà in 60 paesi che hanno peggiorato i loro indicatori di diritti politici e libertà civili”.

Nel suo articolo appena citato Barbera individua bene i prerequisiti sui quali può basarsi la democrazia:

1) un livello minimo di integrazione sociale della base popolare;

2) una relativa autonomia del processo decisionale collettivo;

3) una separazione tra la disuguaglianza nella sfera privata e l’uguaglianza nella sfera politica.…

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Giustizia, via al comitato del No. E spunta la raccolta delle firme

di Michele Gambirasi

È ufficialmente nato il comitato della società civile per il No al referendum costituzionale sulla giustizia, il secondo dopo quello dell’Associazione nazionale magistrati. Presentato ieri, la formazione è presieduta da Giovanni Bachelet ed è composto da Cgil, Arci, Anpi, Acli, Libera e decine di altre associazioni. L’idea è che, accanto alla campagna dei magistrati che hanno promesso di non voler politicizzare la questione (come anche il governo del resto), in seno al nuovo comitato si promuova l’idea che la riforma sia dannosa in primo luogo per i cittadini. «Vota No per difendere Giustizia, Costituzione, Democrazia» è lo slogan scelto.

LA LINEA DELL’ESECUTIVO d’altronde è chiara: andate a votare contro i giudici. «Sono i cittadini ad avere il maggiore interesse a essere garantiti da una magistratura autonoma e indipendente da tutti, a partire dal governo pro tempore», ha detto Bachelet, «oltretutto, la legge Nordio non migliora in nulla la qualità del servizio della giustizia: non aumenta gli organici, non riduce i tempi del processo, non stabilizza le migliaia di lavoratrici e lavoratori precari del settore, non aumenta, anzi riduce, le garanzie per le persone».…

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I fondamenti del patto costituzionale a 40 anni dalla scomparsa di Costantino Mortati

 

Biennale di Filosofia Cosenza 2025

Giovedì 27 novembre 2025 h.10

Lezione Conferenza del Prof. Giovanni Bianco (Università di Sassari)

I fondamenti del patto costituzionale a 40 anni dalla scomparsa di Costantino Mortati

L’evento si terrà nella Sala Giorgio Leone della Biblioteca nazionale di Cosenza in P.zza Antonio Toscano

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Patriottismo costituzionale e democrazia partecipativa

Convegno di studi dell‘Associazione culturale nazionale “Giorgio La Pira”, con il patrocinio della Fondazione “Giorgio La Pira”, del Centro documentazione “Archivio Flamigni“, della Provincia di Viterbo

Patriottismo costituzionale e democrazia partecipativa

Civita Castellana 25 ottobre 2025 h.17

Indirizzi di saluto ed introduzione

Dott.Emilio Corteselli (Presidente dell’Associazione culturale nazionale “Giorgio La Pira”)

Relazioni

Prof. Carlo Bersani (Università di Cassino) Patriottismo senza Costituzione: può esistere un “patriottismo costituzionale” europeo ?

Prof. Giovanni Bianco (Università di Sassari) Il patriottismo costituzionale come “resistenza democratica” (1978-2025)

Prof.Giulio Conticelli (Università di Firenze) Patrie e patriottismo costituzionale in Giorgio La Pira

Prof.Matteo Cosulich (Università di Trento) Il patriottismo costituzionale quale inveramento della democrazia partecipativa

Prof.Alexander Hobel (Università di Sassari) Pro o contro la Costituzione. Forze sociali, partiti, apparati (1948-1978)

Prof.ssa Giovanna Montella (Università di Roma “La Sapienza”) Cosa resta della Repubblica democratica? Patriottismo democratico e governo dei patriottardi.

Il Convegno si terrà presso la Sala delle Conferenze della Curia arcivescovile, in P.zza Matteotti 5

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Nietzsche sullo schermo

di Efrem Trevisan

Gli scritti di Friedrich Nietzsche hanno esercitato una grande influenza in molteplici ambiti del sapere novecentesco: l’idea di Übermensch si ritrova – seppur in modo travisato – nelle opere di Gabriele D’Annunzio; la frammentazione dell’“io” descritta in Così parlò Zarathustra contribuisce allo sviluppo della psicoanalisi freudiana; i temi del nichilismo e della morte di Dio interessano autori come Albert Camus e Martin Heidegger; numerosi argomenti nietzschiani trovano una raffigurazione nei dipinti di Giorgio De Chirico. In questo libro, Paolo Stellino indaga l’importanza della filosofia nietzschiana per la settima arte. Questa indagine è necessaria, infatti, «se gli studi dedicati all’influsso di Nietzsche sulla letteratura del Novecento abbondano […], quelli dedicati all’influsso del filosofo tedesco sul cinema scarseggiano» (p. 10). Nel volume, Stellino – fatta eccezione per il capitolo su Rashōmon, scritto ex novo – riprende e rielabora lavori già pubblicati in riviste e collettanee, percorrendo un itinerario poco battuto negli studi nietzschiani. Il punto di partenza di Stellino è un aneddoto: durante una masterclass tenuta in Sardegna nell’estate 2018, infatti, il regista francese F.J.…

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Contro la società dell’angoscia

di Angelica Ruscetta

Il libro di Byung-Chul Han, intitolato Contro la società dell’angoscia. Speranza e rivoluzione, pubblicato nel gennaio 2025 dalla casa editrice Einaudi, è il nuovo saggio del filosofo coreano-tedesco, pensatore lucido del nostro tempo. Si presenta come un’opera nella quale il richiamo all’utopia, alla rivoluzione possibile solo con affilati strumenti di pensiero, vuol essere un tentativo di dare fiducia alle capacità umane di affrontare una situazione esistenziale in apparente stallo. Il prolificissimo filosofo ci regala un’acuta riflessione partendo da una cruda analisi della società contemporanea, permanentemente faccia a faccia con fenomeni apocalittici. L’essere umano si troverebbe assorto in questo clima di confusione ed angoscia, volgendo lo sguardo verso un futuro tetro. La descrizione della società esposta da Han nel preludio dell’opera pare non essere per nulla confortante per l’uomo contemporaneo, dove la sua vita è atrofizzata e il suo vivere si trasforma in un sopravvivere: «Al cospetto del volume sempre crescente di problemi da risolvere e di crisi da gestire, la vita si atrofizza.…

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Cile, 52 anni dopo il golpe che rovesciò Allende resta un nodo irrisolto

di Diego Battistessa

L’11 settembre 1973 il Cile entrava in una delle pagine più oscure e drammatiche della sua storia. All’alba di quel giorno i carri armati erano già nelle strade di Santiago e i caccia Hawker Hunter sorvolavano il cielo, pronti a bombardare il palazzo presidenziale della Moneda. Al suo interno, Salvador Allende, primo presidente marxista eletto democraticamente al mondo, resisteva con le armi in pugno e con le parole del suo ultimo discorso, trasmesso da radio Magallanes, che ancora oggi riecheggiano come una lezione di dignità e coraggio.

Poco dopo, Allende sceglieva di togliersi la vita per non cadere prigioniero. La sua morte segnava l’inizio della dittatura militare di Augusto Pinochet, un regime che sarebbe durato fino al 1990 e che avrebbe lasciato dietro di sé migliaia di morti, desaparecidos, esiliati e un intero Paese ferito.

Cinquantadue anni dopo, il golpe cileno rimane un nodo irrisolto, non solo per la memoria collettiva del Paese ma anche per la politica contemporanea.…

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La resistenza di Pizzaballa

di Riccardo Cristiano

C’è un uomo oggi che richiede particolare attenzione: è il patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa. Il 12 ottobre del 2010, in occasione del sinodo sul Medio Oriente, allora Custode di Terra Santa disse che «i pellegrinaggi da tutto il mondo e la presenza di ebrei e musulmani appaiono agli occhi della fede come adempimento seppure parziale della profezia del raduno di tutti i popoli sul monte Sion (Is 2, 2-4)».

Forse è anche questa visione che lo ha portato a decidere di non rispettare l’ordine dell’esercito israeliano di evacuare da Gaza, che riguardava anche le due parrocchie cristiane presenti nel nord della striscia, quella cattolica − la Chiesa della Sacra Famiglia, e quella ortodossa − la Chiesa di san Porfirio.

La decisione è stata presa dai rispettivi patriarchi, il cardinale Pierbattista Pizzaballa e Teofilo III e i loro motivi vengono accuratamente spiegati nella dichiarazione congiunta del 26 agosto scorso:

«Al momento della presente dichiarazione, sono già stati emessi ordini di evacuazione per diversi quartieri della città di Gaza.…

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Barcellona, la Global Sumud Flotilla in viaggio per rompere l’assedio

Global Sumud Flotilla, cos'è la flotta internazionale a sostegno della popolazione di Gaza | Sky TG24di Lorenzo D’Agostino

Parte oggi da Barcellona il primo gruppo di barche della Global Sumud Flotilla. Mentre una parte della città continua la routine turistica di fine agosto, ovunque spuntano manifestazioni di solidarietà con la Palestina. Davanti a un supermercato Carrefour un picchetto invita al boicottaggio della catena francese che opera nelle colonie israeliane. Gruppi avvolti in kefieh e bandiere si muovono verso il Moll de la Fusta, il lungomare di Barcellona dove sono stati organizzati due giorni di dibattiti, conferenze e concerti. Oggi una grande manifestazione saluterà la partenza della flottiglia con gli aiuti.

I partecipanti e gli organizzatori non riposano: ci sono pezzi meccanici da sostituire all’ultimo minuto, un passaporto smarrito, liberatorie non firmate. La maggior parte dei volontari non sa su quale barca salirà: la riservatezza è totale, al limite della paranoia, per il timore di infiltrazioni e sabotaggi. Tra chi è venuto a sostenere le delegazioni da 44 paesi, c’è Alexandre Duran Danvins, un giovane artista, «perché non posso lasciare che il sistema generi in me apatia davanti a uno sterminio.…

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