I due Imperi. Benvenuti nel nuovo mondo dove la Cina batte l’America.

Occidente estremo (Mondadori, 2010)

di Lucio Caracciolo

Abbiamo voluto credere di vivere una crisi globale. Di fatto, sperimentiamo la crisi dell’Occidente. Destinata ad accelerare lo spostamento del baricentro mondiale verso l’Oriente asiatico. Osservare insieme la ritirata degli Stati Uniti e l’avanzata della Cina è la prospettiva scelta da Federico Rampini, corrispondente di Repubblica da New York e, in precedenza, da San Francisco e da Pechino. Tale somma di esperienze dirette e prolungate consente a Rampini di tracciare nel suo ultimo saggio, “Occidente estremo” (Mondadori, pagg. 324, euro 18), la parabola apparentemente inarrestabile del cambio al vertice del pianeta, che dovrebbe consumarsi entro la metà del secolo.

Un viaggio affascinante nelle dinamiche della storia che si sta compiendo sotto i nostri occhi, a un ritmo troppo accelerato per non generare smarrimento. Questo libro ci aiuta a cogliere l’essenza del cambiamento in corso. Ne ferma i caratteri di fondo, offrendone un’interpretazione spesso sorprendente, chiara ma non semplicistica né consolatoria. Perché Rampini non si ferma a definire il quadro entro cui misurare il declino americano e la rimonta cinese, ne rileva i chiaroscuri che complicano e rendono meno prevedibile il parallelismo fra declino della potenza americana e ascesa dell’impero cinese. E ci lasciano, forse, qualche speranza.

La penna di Rampini coglie le opposte dinamiche che si fronteggiano sui due lati del Pacifico attraverso agili ritratti dal vivo di ciò che si muove nella pancia delle potenze in competizione. A cominciare dal penoso impatto con una pachidermica signora al Lincoln Plaza Cinema, emblema di una  

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