Romeni, la minoranza decisiva per l’Italia di domani

Melis Guido, Haria Alina - Romeni la minoranza decisiva per l'Italia di domani (Rubbettino, 2010)

di Carlo Bersani

Una minoranza può essere «decisiva» per tutti? Alcuni buoni motivi per rispondere sì, ce li ricordano Alina Harja, giornalista, e Guido Melis, parlamentare della Repubblica (e fra i maggiori storici delle istituzioni italiani) in “Romeni” (Rubbettino, 2010, pp. 171, € 14,00).
E’ un libro lucido e lineare, attentissimo a sostenere ogni ragionamento con una solida base fattuale e documentaria, e questo lo rende, fra l’altro, ricchissimo di dati (oltre che di interviste particolarmente limpide): «un punto del pil italiano, pari a 2,3 miliardi di euro, è frutto del lavoro dei romeni» (p. 60); «in totale sono ristretti nelle carceri italiane (il dato è di fonte governativa e risale al 28 luglio 2009) 23.473 detenuti stranieri, dei quali 2.921 cittadini romeni. Di essi, stando al rilevamento dell’Ufficio per lo sviluppo e la gestione SIA (Servizio Informatico Automatizzato), i romeni, distinti per posizione giuridica, sono: 1.818 in attesa di giudizio; 1.092 con condanna definitiva; 11 internati» (p. 52, sui circa 780.000 romeni residenti in Italia all’inizio del 2009, p. 12). Eccetera. Ma ci sono anche dati che testimoniano la riemersione di «qualcosa di atavicamente barbarico», finora sepolto nell’«inconscio collettivo» degli italiani (p. 37). E c’è da chiedersi: dei soli italiani? Non sarà una “atavica” modernità tutta occidentale, quella che gli italiani stanno perseguendo, con lo spirito avanguardista che li caratterizza da circa un secolo? Su questo punto il libro si basa su numerosi fatti di cronaca (ad es., pp. 117 ss., o p. 121), ma anche su